Antonella Palmisano (foto FIDAL)
Antonella Palmisano (foto FIDAL)
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Antonella Palmisano c’è…eccome, e dopo la prima garetta introduttiva di una settimana fa a Tivoli, oggi ottiene una prestigiosa vittoria, in maglia azzurra, nel corso della gara internazionale di marcia, a Podebrady, in Repubblica Ceca, ottenendo soprattutto lo standard d’iscrizione per i Giochi olimpici di Tokyo nella 20 km di marcia, con il tempo di 1h28:40.

La 29enne pugliese vince con una prova convincente ed autorevole, staccando al diciassettesimo chilometro le due atlete che avevano resistito sino ad allora alla sua marcia, la brasiliana Erica De Sena (1h29:14) e l’ecuadoriana Glenda Morejon (1h29:32).

Per Antonella era la prima ‘venti chilometri’ dell’anno, a dodici mesi dai Mondiali di Doha in cui non era certo riuscita ad esprimersi al meglio, e il raggiungimento immediato dell’obiettivo prefissato sarà molto importante per programmare, nel migliore dei modi, l’appuntamento a cinque cerchi che si disputerà sulle strade di Sapporo in Giappone.

Dopo un anno di buio, finalmente sono tornata a vedere la luce. Era da tre anni, dalla rassegna iridata di Londra, che non mi sentivo così bene e che non mi divertivo così tanto in gara.

Oggi non puntavo a vincere, ero qui soltanto per lo standard per Tokyo. Dovevamo restare tranquilli, andare a 4:30 al chilometro. Poi però a cinque km dalla fine mi sembrava di passeggiare e allora il mio coach Patrizio Parcesepe mi ha lasciato libera di partire. E così è stato.

Ero veramente contenta di marciare, l’ho fatta tutta col sorriso, senza un minimo di nervosismo e di agitazione. L’ho gestita come volevo. Con facilità nel ritmo. A Doha purtroppo non avevo questo stato d’animo che oggi sento di aver ritrovato.

Riparto da qui, e domenica prossima sarò a Modena per i tricolori della 10 km. Poi a dicembre la 20 km di Ostia” queste le parole all’arrivo di una raggiante Palmisano.

Se al femminile c’è molto da sorridere, anche al maschile si può essere molto soddisfatti grazie all’ottima prestazione, sempre nella 20 chilometri di Matteo Giupponi, che ottiene anche lui lo standard olimpico con un secondo posto in 1h19:58, tra l’altro suo primato personale, settimo italiano di ogni epoca, un secondo meglio del tempo con cui Michele Didoni conquistò l’oro mondiale di Goteborg nel 1995.

Ci voleva, ho passato anni difficili dopo il 2016, tra infortuni che si accavallavano e dai quali non riuscivo a uscire. Dopo il lockdown ho lavorato bene, sia a Milano che poi a Vipiteno. Ho fatto dei lavori importanti e sapevo di essere in buona condizione, nonostante un lieve fastidio sotto il piede destro.

Quello che era più difficile era ritrovare le sensazioni di gara. Oggi mi sono divertito, è stata bellissima, pioggia e fresco hanno aiutato.

Questo risultato è anche merito di Gianni Perricelli: da qualche settimana abbiamo ritenuto, in maniera condivisa, di aprire un nuovo percorso. Sarà Michele Didoni a seguirmi come allenatore” queste le parole del 32nne marciatore di Bergamo.

Matteo Giupponi (Foto Colombo Fidal)
Matteo Giupponi (Foto Colombo Fidal)

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