Io e Larissa

Intervista esclusiva per sprintnews.it al papà della grande campionessa del salto in lungo Larissa Iapichino. Con Gianni, ex ottimo saltatore con l'asta, e non solo, nonché tecnico della ex moglie Fiona May, abbiamo parlato a 360 gradi, dai rapporti con la figlia alla sua brillante carriera sportiva e professionale.

Gianni Iapichino è stato uno specialista, di ottimo livello, di quella che definisco sempre la più spettacolare ed anche pericolosa disciplina dell’Atletica: il salto con l’asta, con un personale outdoor di 5,70 metri ottenuto nel 1994, record italiano per 11 mesi, e di 5,60 indoor, realizzato nel 1992 e anche questo record italiano per 12 mesi.

Di lui si ricordano, però, anche prestazioni molto buone nel salto in lungo, con 7,95 realizzato nel 1993 e un risultato di 7.285 punti nel decathlon e 5886 nell‘eptathlon  del 1996, anche quest’ultimo record italiano per ben 6 anni, a dimostrazione di una estrema polivalenza che me lo fa definire, realmente, un super uomo.

Eppure di lui si parla solo perché è il padre di Larissa Iapichino ed anzi, quando si vuol fare un riferimento atletico in merito ai geni della talentuosissima speranza dell’atletica italiana, si dice sempre che è la figlia di Fiona May, dimenticando quasi sempre le caratteristiche tecniche che appartengono al padre.

Ma siccome di lui, online, si trovano poche notizie, mi fa molto piacere poterlo intervistare per conoscerlo meglio e farmi raccontare qualcosa in più della sua vita e, ovviamente, perché no, anche della figlia.

Ciao Gianni, non ho mai avuto il piacere di parlarti di persona anche se ti ho più volte incrociato, come a Savona, quest’anno, durante il meeting della Fontanassa.

Ovviamente tu non puoi sapere che io ho una figlia, praticamente della stessa età di Larissa, sei mesi in meno, per cui la prima domanda che voglio farti è che tipo di padre sei, geloso e possessivo, ad esempio, visto che oltretutto Larissa è, da tempo, spesso in viaggio da sola per motivi sportivi?

Ciao, grazie a te innanzitutto per l’attenzione. Sono lieto di chiarire che non sono geloso o possessivo di mia figlia anche se, magari, qualche volta è stato detto in famiglia e poi cosi scritto.

In realtà, conoscendo molto bene Larissa e considerandola una ragazza particolarmente matura, non ho alcun modo di preoccuparmi di nulla e le ho sempre lasciato i suoi spazi.

A dirla tutta sono molto attento e forse per questo definibile come rompiscatole nell’eccesso di voler mettere sempre in grado Larissa di fare al meglio.

Larissa e Gianni Iapichino (foto personale gentilmente concessa)
Larissa e Gianni Iapichino (foto personale gentilmente concessa)

Tu sei stato un grande atleta, raccontami un po’ di più della tua carriera. Hai provato varie specialità, hai addirittura fatto varie gare di prove multiple. Come mai non hai preferito concentrarti solo sull’asta?

Ho cominciato con l’atletica da ragazzino nel mitico campo sportivo Assi Gigliorosso, a Firenze, e il mio primo allenatore è stato Renzo Avogaro che, viste le mie caratteristiche fisiche, ha cominciato a farmi fare tante specialità.

Da giovane, quindi, sembrava dovessi puntare alle prove multiple e infatti da juniores ho vinto un titolo italiano di eptathlon, facendo anche il record italiano di quella categoria.

Poi però quell’anno, prima di una importante manifestazione mi procurai una grave distorsione giocando una partitina di basket dopo un allenamento, insomma erano altri tempi, e mi saltò quella stagione e la voglia di continuare con le prove multiple, almeno per allora.

Ho preferito, quindi, negli anni a seguire, puntare sulle specialità in cui ero più forte, asta e lungo, con una mia naturale preferenza a quest’ultimo dove, in effetti, pur avendo raggiunto discreti risultati non sono arrivato a quelli tecnici dell’asta.

L’asta non ti piaceva tanto ma hai ottenuto ben due record italiani, 5,60 indoor e 5,70 all’aperto nel 1994 che è stato il tuo anno migliore. Cosa è successo dopo?

Il mio momento migliore è stato quando ho cominciato ad essere allenato da Vitalij Petrov grazie al quale, indubbiamente, ho fatto un grandissimo salto di qualità e quel 1994 è stato certamente il culmine di tutto quanto avevamo impostato e programmato insieme se pensi che saltai anche 5,80 metri, a Iglesias, in una gara in Piazza che, ai tempi, contrariamente da oggi, non era omologabile come risultato.

Però, alla fine di quella stagione mi si spense improvvisamente la luce, come un cavallo che in una gara di salto con gli ostacoli arriva davanti alla barriera e si rifiuta di superarla.

Devo dirti, sinceramente, che è stato unicamente un problema mentale che neanche io riesco bene a spiegarmi ma, in qualche modo, mi è venuto il rifiuto a fare certi allenamenti tecnici sempre molto esasperati .

Vitalij, in quel frangente, è stato splendido, mi ha aiutato in tutti i modi, ha capito perfettamente il momento, mi ha anche detto di prendermi un anno di pausa, ma a certi livelli non si può mollare e se la testa ti abbandona è quasi impossibile riuscire a rimettere insieme i tantissimi pezzi che rendono poi il gesto atletico il più perfetto possibile, in particolare per una disciplina così complessa come l’asta.

E quindi cosa è successo dopo?

Sono ritornato al primo amore, quello delle prove multiple che, ovviamente, mi permetteva ugualmente di fare il salto con l’asta, ma certamente non con la stessa ricerca della perfezione tecnica che mi era richiesta prima. 

Qualche soddisfazione me la sono tolta ancora in ogni caso, e nel 1996 ho fatto anche il record italiano assoluto dell’eptathlon che ha resistito ben 6 anni, sino al 2002.

Tu hai allenato Fiona all’apice della sua carriera, per cui certamente hai delle grandi competenze tecniche nell’ambito del salto in lungo che hai anche praticato con buoni risultati. Come mai non sei tu l’allenatore di Larissa?

Ti faccio una premessa. Fiona è stata allenata sino al 1997 da Gianni Tucciarone che l’ha portata a vincere tanto e con cui si è sempre trovata benissimo. C’è stato un momento però, intono al 1997, che la mia personale sensazione era che lei non riuscisse a programmare al meglio gli appuntamenti importanti della sua stagione.

Mi sono allora offerto di seguirla in prima persona, e lei ha accettato di buon grado fermo restando che si è mantenuto un rapporto di collaborazione anche con Tucciarone. 

Sicuramente i risultati sono stati eccellenti, come noto, ma quando io e Fiona stavamo aspettando la nostra prima figlia, Larissa, ci siamo ripromessi che se in qualche modo qualcuno dei nostri figli fosse stato portato per l’atletica, non lo avremmo seguito personalmente.

E non sei pentito di non aver allenato Larissa?

Assolutamente no, anche perché tieni conto che io, dopo la fine della carriera di Fiona, più o meno nel 2005, mi sono allontanato dal mondo dell’atletica per una decina di anni e mi sono dedicato a una nuova passione, il Golf.

In questo sport ho avuto tantissime soddisfazioni, sono anche diventato professionista e poi maestro, per cui sono stato veramente assorbito e risucchiato da questo impegno che è anche stato, certamente, un grande divertimento.

Poi però, da quando Larissa, che aveva cominciato con la ginnastica artistica, è passata all’atletica, tutto è gradualmente ricambiato, mi sono riavvicinato al mio primo mondo e, al di là del proposito preso con Fiona, ho pensato bene di affidarla ad un mio caro amico, ed ex compagno di squadra, Gianni Cecconi.

Però, potrebbe succedere come con Fiona che, a un certo punto, tu possa  cominciare ad allenarla?

Non so, adesso ti direi di no, ma sicuramente mi piacerebbe molto, magari se mai pensasse un giorno di dedicarsi anche lei all’Atletica, allenare Anastasia, la mia figlia più piccola. 

Ti faccio una confidenza in merito che, peraltro, tutti coloro che mi conoscono bene sanno che dico da tanti anni. Anastasia ha l’atletica nel nel sangue, potrebbe fare tutto.

Pensa che io ho un video di una garetta che aveva fatto per gioco, qualche anno fa da piccolissima, in cui salta ed è straordinario come, senza che nessuno le abbia mai insegnato nulla, riesca ad eseguire il movimento in maniera eccellente.

Larissa paradossalmente non sembrava assolutamente così portata e all’inizio pensavamo fosse impossibile, dato il suo DNA, che non riuscisse a saltare davvero.

Poi abbiamo capito che il suo problema era la coordinazione nello stacco perché, avendo fatto tanti anni di ginnastica artistica e in particolare di volteggio, si era abituata ad applicare delle tecniche che la portavano a staccare con tutti e due i piedi in contemporanea per cui, quando ha dovuto imparare lo stacco su un solo piede, per il lungo, all’inizio si è trovata in grande difficoltà.

Ci sono possibilità che Anastasia si convinca a dedicarsi all’Atletica?

Lei ha solo 11 anni ed è giusto che adesso si diverta e giochi il più possibile con lo sport. Sicuramente non le farò mai la minima pressione, come del resto è successo con Larissa, perché voglio che segua il suo istinto e se, per esempio, volesse anche andare avanti con il tennis che adesso pratica, io sarò in ogni caso felice per lei.

Gianni e Anastasia Iapichino (foto personale gentilmente concessa)
Gianni e Anastasia Iapichino (foto personale gentilmente concessa)
Nell’ottica del tuo rinnovato impegno nell’Atletica so che sei entrato anche nel consiglio direttivo di una società veneta Atl-Etica, su richiesta di uno dei fondatori Andrea De Lazzari.

Di cosa ti occupi e quali sono gli obiettivi di questa innovativa realtà sportiva?

Andrea è un amico e quando mi ha proposto di collaborare con la società sportiva, di cui è Direttore Tecnico, nata nel 2017, ho accettato con grande piacere.

Atl-etica è una bellissima realtà nata fondamentalmente per la promozione dell’atletica giovanile con tanti progetti dedicati alle scuole dove, ad alunni di medie ed elementari, viene offerto un approccio nuovo con l’atletica leggera.

Tra l’altro a luglio di quest’anno, abbiamo organizzato il primo meeting a Vittorio Veneto, dove Larissa ha partecipato, e abbiamo in serbo vari progetti da sviluppare insieme anche se, purtroppo, il Covid-19 sta rallentando tutto.

Progetto tra tutti per me ritornare ad allenare magari le giovani leve.

Tornando a Larissa, lei ti chiede mai dei consigli tecnici o di programmazione agonistica, magari per le gare?

Io e Larissa viviamo insieme da sempre, è venuta a vivere con me anche dopo la separazione con Fiona nel 2011. Adesso ci siamo poi trasferiti a Firenze, vicino al campo di allenamento.

A casa cerchiamo di non parlare troppo di atletica, anche perché non c’è solo questo nella sua vita, ma anche lo studio e tanto altro. In ogni caso ovviamente ci confrontiamo e lei, specie prima delle gare, mi chiede dei consigli sul modo migliore di affrontarle e devo dire che, stranamente, segue anche i miei consigli di padre.

Gianni e Larissa Iapichino (foto personale gentilmente concessa-Arena Civica di Milano)
Gianni e Larissa Iapichino (foto personale gentilmente concessa-Arena Civica di Milano)

Larissa non ha il minimo per le Olimpiadi, 6,82 metri, ma ha quello per mondiali e per europei indoor di marzo. Sperando che si svolgano, pensi che punterà su una o entrambe di queste competizioni?

Come ben sai i risultati di quest’anno non sono valsi per l’acquisizione di punteggio ai fini del raggiungimento del pass per Tokyo per cui Larissa ancora non è tra le papabili per ranking, oltre ad essere a 2 cm dalla misura minima di 6,82.

L’idea, quindi, è quella di provare a fare qualcosa di positivo già durante le indoor, perché poi le gare all’aperto non saranno tantissime e, soprattutto, lei avrà anche la maturità scientifica, in una scuola molto severa di Firenze e, per natura, non è certo una persona che ami avere dei preferitismi, anche se le possono essere concessi dalla sua professione di atleta.

Credo, dunque, che si punterà a gareggiare agli Europei indoor assoluti di Torun, a marzo dal 5 al 7, dove potrà cercare prestazione e punteggio, oltre a fare una bella esperienza tra le assolute.

Per le Olimpiadi, quindi, ci speri e credi anche che mentalmente, a 19 anni, possa essere un’esperienza gestibile nel migliore dei modi?

Premesso che l’obiettivo di Larissa nel 2021 devono essere i mondiali juniores che si svolgeranno a Nairobi dal 17 al 22 agosto, credo che lei sia assolutamente pronta per vivere l’esperienza Olimpica.

Se fosse stato quest’anno ti avrei risposto ni, ma l’anno prossimo sono convinto che se ne avrà la possibilità sarà un’esperienza utilissima per il prosieguo della sua carriera agonistica.

Te l’avranno chiesto tutti, ma non posso non chiedertelo anche io. Dove pensi possa arrivare Larissa?

Per scaramanzia preferisco non dirlo o, addirittura, non pensarci nemmeno. Però ti posso dire con assoluta certezza che ha ancora tantissimi margini, specialmente tecnici, su cui migliorare e che, sino ad oggi, il suo allenamento non è mai stato portato allo stremo, tieni conto che si allena 5 volte alla settimana e non doppia mai le sedute.

Gianni, grazie veramente di tutto. Un’ultima domanda, dimmi se hai un sogno particolare nel cassetto.

Di sogni ne ho tanti e quando mi capita di essere solo, in contesti particolarmente tranquilli, mi piace chiudere gli occhi e sognare tante cose. 

Uno su tutti, però, se proprio devo dirlo sarebbe il desiderio che una delle mie figlie vincesse un’Olimpiade, sarebbe fantastico e, perché no, lo sarebbe ancor di più se le vincessero entrambe.

Larissa Iapichino (foto personale gentilmente concessa)
Larissa Iapichino (foto personale gentilmente concessa)

 

Sport OK Junior