Ritornando da Tokyo: Antonella Palmisano

Un trionfo voluto oltre ogni difficoltà

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Antonella Palmisano, la straordinaria campionessa olimpica della 20 chilometri di marcia disputata a Sapporo, era stata la prima atleta che avevamo intervistato a ottobre del 2020, nell’ambito della rubrica “Road to Tokyo” che abbiamo dedicato a circa 50 atleti o atlete in predicato di partecipare ai Giochi a cinque cerchi.

Siamo quindi particolarmente felici e onorati di poter raccontare qualche sua ulteriore impressione dopo il trionfo, in esclusiva per noi, a pochissimi giorni dal suo ritorno dal Giappone, e la ringraziamo particolarmente perché sta per partire per dei meritatissimi giorni di vacanza lontana da tutti i riflettori mediatici.

La sua è stata una vittoria schiacciante frutto di un lavoro durissimo e non senza intoppi, che alla fine ha pagato sino in fondo.

Ciao Antonella. Hai dominato la gara a tuo piacimento chiudendo con un distacco abissale sulla seconda. Ti aspettavi sinceramente di poter vincere e, soprattutto, in questo modo?

Si ci contavo molto, ero andata a Tokyo per fare una grande gara, quanto meno da podio e ovviamente non mi ponevo limiti anche se poi sapevo di avere contro delle avversarie eccezionali, una delle quali è anche la primatista del mondo, per cui sarebbe servita certamente una marcia perfetta al limite delle mie possibilità. 

A me piace molto fare le gare di testa e mi sentivo anche particolarmente bene per poterlo fare, ma ho preferito non esagerare da subito perché, specie dopo l’esperienza di Doha 2019, nei vari raduni era emerso forte il concetto che non vince necessariamente l’atleta più forte, ma quella più brava a risparmiare energie da utilizzare alla fine.

In ogni caso ho fatto una gara di grande controllo, sempre nelle primissime posizioni e negli ultimi chilometri stavo meglio di tutte, grazie anche all’eccellente preparazione svolta proprio nelle ultime settimane prima della partenza per il Giappone.

Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
So che ci sono stati momenti, nell’ultimo anno, in cui hai avuto paura di non riuscire ad essere a Tokyo. Quale è stato il peggiore e come ne sei uscita?

Quest’anno a maggio, dopo la vittoria di Podebrady nei Campionati Europei a squadre, ho cominciato ad accusare dei dolori che mi impedivano di marciare, in pratica riuscivo a farlo per dieci minuti e poi dovevo smettere per cui sono stata costretta, per oltre un mese, ad allenarmi solo correndo.

Il problema è che non si riusciva a capire cosa fosse perché, dalle risonanze magnetiche fatte non risultava nulla all’avampiede e proprio per questo mi è assalita l’ansia, con il grande timore di non poter riuscire ad andare alle Olimpiadi.

Pensa che ero a Roccaraso, in raduno, e quasi ogni giorno mi capitava di avere delle crisi di pianto e di sconforto per il terrore di dover rinunciare ad inseguire il mio sogno, dopo tanti sforzi.

Poi fortunatamente uno specialista del Centro della Medicina dello Sport ha capito che si trattava di un’infiammazione a un nervo e, gradualmente, il problema è stato risolto senza conseguenze perché, nel frattempo, avevo tenuta alta condizione sia fisica che aerobica facendo tantissima attività alternativa di ogni tipo.

Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
La tua marcia è stata impeccabile, nessuna sbavatura, nessuna sanzione su tutto il percorso dei 20 chilometri. Come si fa a raggiungere una simile perfezione, è solo tecnica e fisico o anche la testa ha un suo grande ruolo?

Quando ho cominciato ad allenarmi con Patrizio (Parcesepe), 8 anni fa, il suo primo obiettivo è stato quello di mettermi nella condizione di marciare nella maniera migliore perché lui mi diceva che dovevo essere bella come una russa ed agile come una cinese, in pratica la fusione perfetta delle due principali scuole mondiali oltre alla nostra.

Credo di avere ottenuto eccellenti risultati, in tal senso, e sono molto orgogliosa anche di non aver avuto alcuna penalità in gara, anche se poi Patrizio dice che posso ancora migliorare e, comunque, in merito all’aspetto mentale penso che, avendo una predisposizione naturale al movimento tecnico, questo mi renda di base abbastanza sicura.

Nell’ultimo trionfale chilometro, percorso in gran parte con la bandiera azzurra sulle spalle in quanto il trionfo era ormai certo, avrai pensato a un milione di cose ma anche di persone. A cosa o a chi in particolare?

Devo dirti sinceramente che ho iniziato ad essere certa della vittoria anche dopo l’inizio del diciannovesimo chilometro e, allora, ho cominciato a pensare proprio che volevo una bandiera da avere sulle spalle per arrivare così al traguardo, anche se poi mi è scivolata.

Tante poi sono le persone a cui ho pensato in quell’ultimo felicissimo tratto di gara, a cominciare da mio marito che non aveva potuto seguirmi in Giappone e a cui avevo promesso che avrei regalato una gioia, ma naturalmente anche a tutte le persone che mi sono sempre state vicine maggiormente, quindi a tutto il mio gruppo di lavoro ed anche tantissimo ai miei compagni e compagne dei raduni, che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno nei momenti complicati, come quello di cui parlavo sopra a Roccaraso.

Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)
Sei stata alcuni giorni in Puglia, la tua terra, al ritorno da Tokyo. Come è stata l’accoglienza?

E’ stata straordinaria, al di là di ogni mia più lontana aspettativa e sono stata molto felice e orgogliosa, soprattutto di avere dato questa enorme soddisfazione a tutta la gente della mia meravigliosa regione 

La tua stagione agonistica è finita?

Assolutamente si, non ci sono più gare particolari per cui adesso partirò per una decina di giorni di vacanze in Sardegna per staccare un po’ con tutto, magari anche con il cellulare che suona in continuazione.

Non mancherà però l’occasione, anche nei prossimi giorni, di parlare di sport e marcia perché con me e mio marito ci saranno dei miei amici e compagni di allenamento quali Andrea Agrusti e Marco De Luca.

Ti piacciono gli States, in particolare l’Oregon? L’anno prossimo, ai mondiali, una nuova grande sfida e un altro grande traguardo dove le tue avversarie cercheranno la rivincita, ma dove tu partirai da favorita. Ti spaventa un po’ questo tuo nuovo ruolo?

Non vedo l’ora, ti dico la verità, di andare negli Stati Uniti e magari, contrariamente a quanto fatto in Giappone, dove non ci si è proprio potuti muovere, riuscire anche a visitare qualcosa intorno.

Io non sono solita patire troppo le tensioni e, in ogni caso, negli ultimi anni mi sono sempre presentata a tutte le competizioni più importanti con un ruolo primario anche se, in effetti, adesso sono la Campionessa Olimpica e avrò proprio tutti gli occhi puntati addosso.

Ovviamente il mio obiettivo sarà cercare di confermarmi perché riuscire a fare un’accoppiata di questo genere sarebbe qualcosa di sensazionale ma, per ora, voglio godermi questa gioia, anche se certamente ho una carica dentro che non conosce più confini.

Mi piacerebbe, per concludere, che tu rivolgessi un pensiero alla tua compagna di nazionale Eleonora Giorgi che, purtroppo, è incappata in una gara sofferta e sfortunata nel giorno del tuo trionfo. Hai avuto modo di capire cosa le sia successo durante la competizione?

Eleonora è una mia compagna ma anche, chiaramente, una mia avversaria, ma mi è spiaciuto tantissimo mentre eravamo in gara, e non sapevo cosa fosse successo, quando l’abbiamo doppiata perché era rimasta indietro di un giro già dopo pochi chilometri e non riuscivo proprio a spiegarmi il motivo

Alla fine ho capito che aveva avuto un cedimento nervoso per via del fatto di aver ricevuto in pochissimo tempo due cartellini e questo l’ha totalmente condizionata.

Mi auguro di cuore che possa riprendersi e, qualsiasi cosa decida della sua vita agonistica, che possa essere veramente felice per le sue scelte.

Antonella Palmisano (foto World Athletics)
Antonella Palmisano (foto World Athletics)
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