Vissa alla ricerca del pass per i Mondiali ai Campionati Italiani di Rieti

Intervista esclusiva con la mezzofondista azzurra, che studia negli States, reduce da un inizio di stagione in grandissima crescita.

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Inizia oggi, con l’anteprima costituita dalle due gare di marcia sui 10 km in strada, la 112esima edizione dei Campionati Italiani assoluti di atletica che vedranno tantissime sfide appassionanti dove, vari atleti o atlete, avranno l’ultima possibilità di ottenere il minimo per i Campionati del Mondo di Eugene, oppure di acquisire punti utili ai fini del ranking mondiale che assegna altri posti per la manifestazione iridata statunitense.

Una delle gare sicuramente più incerte e interessanti, da seguire per vari aspetti, sarà quella dei 1500 femminili, specialità in enorme crescita in Italia grazie ai brillanti risultati di Gaia Sabbatini e alla definitiva rinascita di Federica Del Buono, entrambe già qualificate per i mondiali avendo ottenuto il minimo e che, nella manifestazione reatina, si cimenteranno sugli 800 metri.

Assenti dunque le due leader stagionali italiane, la gara di Rieti vedrà quale favorita l’emergente mezzofondista azzurra Sintayehu Vissa, che lo scorso 11 giugno si è laureata campionessa NCAA sui 1500 metri dei Campionati Universitari statunitensi, disputati proprio nello Stadio di Hayward Field a Eugene, con il crono di 4’09”42, ma che pochi giorni dopo ha preso un volo per l’Italia e, prima di tornare nel suo paese, si è fermata in Spagna dove ha ottenuto un brillante quarto posto nella stessa disciplina al Continental Tour di Castellon de la Plana, dove ha ottenuto il suo nuovo personale di 4’04″64, che l’ha fatta diventare la settima italiana di ogni epoca sulla distanza.

Pur avendo solo sfiorato il minimo per i Mondiali fissato in 4’04″20, mentre ha ampiamente ottenuto quello per gli Europei, secondo gli ultimissimi aggiornamenti di ieri del ranking di World Athletics, Vissa si trova ora al 44esimo dei 45 posti disponibili per la manifestazione iridata e il piazzamento, nonché eventualmente un crono ancor migliore, che otterrà a Rieti potrebbe essere fondamentale per confermare questa sua posizione, e farla diventare la terza azzurra in gara sui 1500 di Eugene.

Sintayehu è nata il 29 luglio 1996 a Bardar, in Etiopia, ed è stata adottata da piccolissima, dopo la morte dei genitori, da una famiglia friulana di Pozzecco di Bertiolo in provincia di Udine.

Ha praticato l’atletica da quando aveva 10 anni con discreti risultati, ma la sua svolta agonistica è avvenuta solamente nel 2020, l’anno dell’inizio della pandemia mondiale, quando ha ricevuto un’offerta di borsa di studio dalla St. Leo University della Florida, oltretutto dopo un paio di anni in cui aveva definitivamente abbandonato gli allenamenti.

Questo radicale cambiamento da lei vissuto con estremo entusiasmo l’ha portata, allenandosi nel college della sua squadra universitaria, ad ottenere sorprendenti miglioramenti in pochissimo tempo ed ora, alla soglia dei suoi 26 anni, sembra avviata a limiti che non si possono ancora definire, con particolare riferimento proprio ai 1500 metri che, sino all’inizio del 2021, non sembrava nemmeno la sua specialità preferita, avendo lei un personale di 4’42″11 che era ben peggio del 2’09″00 che aveva sugli 800.

Dopo aver dato l’anno scorso segnali di grande vitalità, in ogni caso, partecipando anche ai Campionati Assoluti di Rovereto, con il quarto posto negli 800 e il sesto nei 1500, il 2022 è stato per lei quello della definitiva esplosione e, dopo un eccellente 2’01″06 sugli 800 metri, sono arrivati i riscontri sui 1500 che le hanno regalato, per ora, il biglietto per i mondiali e, proprio per confermare tale posizione, ha deciso di gareggiare solo su tale distanza a Rieti.

E’ per noi, quindi, un grande piacere provare a conoscerla meglio e la ringraziamo vivamente per aver risposto ad alcune nostre domande alla vigilia del suo importantissimo impegno nazionale, che si terrà alle 19,15 di domenica 26, e che vedrà tra le sue principali avversarie Marta Zenoni, altro grande talento del nostro mezzofondo sempre alla ricerca della necessaria continuità agonistica, Ludovica Cavalli, ma anche Elena Bellò che dopo gli eccellenti risultati ottenuti sugli 800, sperimenta la sua condizione su una distanza che pratica di meno.

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Ciao Sinta, grazie innanzitutto per la disponibilità e complimenti per gli ottimi risultati conseguiti. La novità delle ultimissime ore è che sei in una delle posizioni utili per poter avere la qualificazione ai Mondiali di Eugene per cui, cosa ti aspetti dai Campionati di Rieti?

I campionati italiani sono una tappa fondamentale nell’ambito della mia programmazione per tutta l’estate in quanto, subito dopo, saprò se avrò la possibilità di partecipare ai mondiali, mentre per gli Europei ho già il minimo diretto.

Il fatto che gli ultimi aggiornamenti del ranking mondiale mi abbiano inserito tra le 45 che potrebbero essere qualificate, rafforza ulteriormente il mio desiderio di fare una grande gara domenica e di ottenere una vittoria importantissima in termini di punteggio.

Il tuo percorso agonistico non è stato certamente semplice e, a un certo punto, sembrava che tu stessi abbandonando del tutto l’atletica in quanto nel 2018 e 2019 non hai fatto alcuna gara. Cosa è successo in quel periodo?

Dopo la fine delle superiori avevo deciso di concentrarmi per imparare l’inglese ed ho voluto andare in Irlanda per fare la babysitter in situazione di Au Pair, per qualche mese, ma poi ho rotto il crociato e quindi, tra riabilitazione e la ricerca di borse di studio, ho perso 2 anni.

Poi però la chiamata da un College statunitense che però non è lo stesso dove stai studiando e allenandoti adesso.

In effetti è così, sono 3 anni che sono negli States dove ho studiato inizialmente nella St.Leo in Florida per un anno e mezzo, ma poi a metà anno 2021 ho cambiato per andare all’università del Mississippi per cui attualmente gareggio e con i cui colori ho vinto il titolo NCAA.

Cosa stai studiando al College?

Sto seguendo un corso di laurea per quello che in Italia sarebbe definito assistente sociale, sono al terzo anno e il prossimo dovrei riuscire a finire tutto.

Quanto è diversa la vita in America rispetto a quella in Italia?

Ovviamente un altro mondo in tutti i sensi ma, anche se il mio è stato un inserimento graduale, posso dire adesso di trovarmi molto bene e di essermi adattata fisicamente, culturalmente e mentalmente. Mi sono abituata alla loro cultura, al college e alle regole per cui tutto ormai fa parte della routine.

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I tuoi ottimi recenti risultati sono chiaramente il frutto degli allenamenti nel College. Puoi raccontarci qualche dettaglio di essi?

Diciamo subito che negli States c’è sicuramente una cultura sportiva diversa da quella italiana e, in ogni caso, ho modificato totalmente i miei lavori agonistici perché, sino al 2017 in Italia, preparavo maggiormente i 400 metri, anche con ostacoli, e gli 800, avendo di fatto gareggiato pochissimo sui 1500.

Da quando sono arrivata 1 anno e mezzo fa nell’Università del Mississippi, chiamata OleMiss, mi sono concentrata e lavorato tanto sulla parte aerobica, che prima allenavo molto di meno, riducendo a solo due lavori settimanali la parte delle ripetute lunghe e corte.

In estrema sintesi, senza entrare troppo nei tecnicismi, posso dire di avere trovato un allenatore che ha capito perfettamente i lati migliori del mio talento ed è riuscito ad allenarmi nella maniera migliore per esaltarlo al massimo. Perciò un gran gioco di squadra perché stiamo avendo i risultati sperati e tutto sta andando alla grande.

Hai vinto i 1500 degli NCAA, uno dei sogni di chi va a studiare ed allenarsi in America. Te lo aspettavi?

Direi di sì in quanto, come ti ho detto, da circa un anno e mezzo stavo lavorando veramente bene nel migliore dei modi possibili per le mie caratteristiche e questo primo grande successo della mia carriera è il risultato di tutti gli sforzi mei e di chi mi segue..

Oltretutto, ai campionati NCAA indoor ero arrivata seconda sul miglio, non essendoci i 1500, quindi volevo con ancor maggiore determinazione vincere all’aperto perché sapevo di poterlo fare e di poter migliorare quel risultato al coperto, per cui ho lavorato ogni giorno con una motivazione sempre più forte e alla fine ho realizzato quanto desideravo.

Fino a quando starai in Italia adesso?

Rimarrò sino a dopo gli Europei, ovviamente sperando nel frattempo di tornare negli States per i campionati iridati, per essere di nuovo qui sino alla fine di agosto dopo le gare di Monaco di Baviera, e poi rientrare definitivamente nel mio College americano.

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Come stai adesso, hai recuperato dalle ultime due gare molto tirate?

Sono carica. Diciamo che il fuso e il viaggio si sono fatti sentire, ma sto bene per cui nessuna scusa per la gara di domenica.

Sei emozionata all’idea di indossare la maglia della nazionale italiana per la prima volta?

Sarebbe veramente la realizzazione di un grande sogno, e sarebbe il meraviglioso coronamento di una stagione che già mi ha regalato grandissime emozioni. 

Spero veramente che questo possa accadere già a Eugene, dove peraltro ho vinto il mio titolo NCAA all’aperto e, insomma, male che andasse dovrei essere certa di essere convocata per gli Europei di Monaco di Baviera, ma state sicuri che non sono una che si accontenta mai, e c’è sempre nel mio cassetto qualche ulteriore sogno segreto da realizzare.

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