Federico Bini (foto Ardelean-Meeting Lignano)
Federico Bini (foto Ardelean-Meeting Lignano)
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Se il grande pubblico appassionato di sport dovesse pensare a dei commentatori di Atletica, i primi nomi che verrebbero in mente sarebbero certamente quelli di Franco Bragagna, telecronista storico della Rai degli ultimi trent’anni, insieme a quello di Nicola Roggero, la voce di Sky e della Diamond League.

Purtroppo, però, non sono tante le occasioni in cui l’atletica venga trasmessa in televisione, più o meno gratuitamente, ed allora, negli ultimi anni si è molto diffusa quella tecnologia offerta dal web che consente la trasmissione di meeting, di vario genere, tramite il cosiddetto streaming video.

In Italia tale servizio è offerto da una piattaforma che si chiama Atletica Italiana TV, uno dei tanti prodotti di FIDAL Servizi, società autonoma di proprietà unica della FIDAL, produttrice da oltre dieci anni di eventi sportivi di atletica che, ovviamente, debbono essere commentati ed anche, aggiungo, nel migliore dei modi per cercare di coinvolgere il più possibile lo spettatore.

Tra le voci, che ho spesso ascoltato in questi avvincenti resoconti, ce ne sono un paio che, a mio avviso, emergono su tutte, una con un tipico accento toscano e l’altra sicuramente più lombarda.

Sul finire della stagione in pista sono andato quindi alla ricerca di queste due voci, per scoprire qualcosa più di loro, cominciando da quella della terra del sommo poeta, anche se lui, Federico Bini, 48 anni, è nato e vive a 50 chilometri da Firenze, a San Gimignano che è in provincia di Siena.

Ciao Federico sono anni che mi capita di sentire i tuoi commenti di eventi, in streaming, di Atletica TV. Toglimi allora subito una curiosità, lo fai per hobby o lavori nel mondo dell’atletica e del giornalismo sportivo?

Ciao, grazie innanzitutto veramente per l’interesse. Ti dico subito che per me l’atletica, e tutto quanto faccio per essa, è solo pura passione perché, in realtà, il mio lavoro è ben altro, in quanto mi occupo di consulenza nell’ambito di una primaria azienda di assicurazioni.

In realtà, tra l’altro, pur avendo anche scritto tante volte su vari siti e testate specialistiche, non ho mai pensato di farlo con quella continuità necessaria per avere il tesserino di giornalista.

Quando e come nasce questa tua passione e, innanzitutto, l’atletica l’hai anche praticata?

Si certo, sono stato un atleta di buon livello, a livello giovanile, fino a un infortunio che non mi ha permesso di fare più determinati carichi di lavoro, per cui non ho potuto finalizzare la preparazione sulla mia specialità che erano gli 800 metri.

In ogni caso ho continuato per tanti anni, provando quasi tutte le gare, dai 100 metri alla maratona, non ho fatto solo triplo e martello ma, in compenso, anche un paio di decathlon.

Pensa che ho ancora un record provinciale sulle siepi.

Come nasce, invece, il desiderio di raccontare le gare di Atletica?

Quasi per caso, nel 2001, quando feci un corso come speaker di campo e cominciai a farlo in alcune gare regionali.

Nello stesso anno, però, mi capitò di fare la seconda voce per i campionati europei juniores di Grosseto, manifestazione molto importante ed ebbi la fortuna, e l’onore, di commentare la vittoria del grande, indimenticato, Cosimo Caliandro.

Da lì venni notato e cominciarono a chiamarmi, sempre più spesso, per fare lo speaker di campo ma, poi, con il nascere del progetto Atletica TV, sono diventato anche commentatore televisivo, sia pur di streaming, ma ti garantisco che è veramente impegnativo perché le dirette sono molto lunghe.

Tra l’altro tu sei lo speaker ufficiale anche del Golden Gala Pietro Mennea, ormai da vario tempo. Quanto ti senti responsabilizzato per questo evento?

Essere all’Olimpico mi procura sempre un’enorme emozione, perché è uno stadio meraviglioso, ricco di storia, quella delle Olimpiadi su tutto, e il fatto che ci siano 30/40.000 persone, veramente appassionate, mi piace tantissimo e mi carica, aiutandomi a dare il meglio.

Quest’anno purtroppo non c’era il pubblico. Che sensazione hai provato?

E’ stato veramente strano, anche se era tutta la stagione che facevo lo speaker o commentavo eventi con pochissima gente intorno, ma in quel contesto così grande è stato veramente difficile tenere alto il ritmo, ma spero di esserci ugualmente riuscito.

Il progetto Atletica TV è veramente molto interessante e completo, e fa arrivare le telecamere di FIDAL Servizi un po’ ovunque, almeno una volta a settimana nel periodo delle gare che,  considerando anche quelle su strada, è piuttosto lungo.

Anche se non sei solo, credo che per te sia un impiego di tempo enorme e, considerato che lo fai praticamente per hobby, ti porta a sacrificare tantissimi fine settimana. Tua moglie cosa ne pensa?

Fortunatamente lei è appassionata di atletica quanto me, se no sarebbe impossibile e mi segue quasi sempre ovunque. E’ molto contenta perché le piace molto, come del resto a mia figlia Giulia di 10 anni che comincia, gradualmente, ad appassionarsi. Il piccolino, invece, per ora si adegua.

Senti Federico, come fai a sapere tutto di tutti, sia a livello atleti che di regolamenti?

La passione, innanzitutto, quella deve essere primaria, lo studio di anni sulle norme federali di ogni genere e, poi, tante serate in cui vado a letto tardi, specie prima degli eventi, per studiare al meglio tutti i partecipanti.

Un’ultima domanda. Ti chiama la Rai o Sky e ti offre un contratto per fare il commentatore sulle loro reti. Ci hai mai pensato?

Io si, loro purtroppo no, ma io sono qui, pronto a rispondere al cellulare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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