Sergio Mattarella - Giuseppe Ottaviani ( foto Ansa)
Sergio Mattarella - Giuseppe Ottaviani ( foto Ansa)
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Chi non vorrebbe vivere sino a tarda età, in buona salute, riuscendo a fare entro certi limiti tutte le cose che più gli piacciono?

A Giuseppe Ottaviani piaceva praticare le discipline dell’Atletica, una passione cominciata a coltivare tra i 70 e i 75 anni, quando la maggior parte delle persone cominciano a farsi condizionare dagli acciacchi dell’età che avanza inesorabile.

E in quasi trent’anni si è certamente divertito, quantomeno sino al 13 settembre 2019 quando, alla veneranda età di 103 anni, si è presentato sulla pedana del salto in lungo, agli Europei Master di Jesolo, per saltare 0,65 metri.

Era nato il 20 maggio 1916 ed è stato, certamente, un fortunato esempio di longevità, se pensiamo che poco meno di 15.000 italiani hanno più di 100 anni e tale cifra si riduce di circa il 90% sopo 5 anni.

Per coerenza con quanto da me sempre scritto, quando mi è capitato di parlarne, continuo a non ritenere significativi, da un punto di vista sportivo, tutti i suoi record e le sue vittorie realizzate, specie a livello internazionale, dopo i 95 anni.

Mi piace, però, sottolineare il grande esempio che certamente ha rappresentato e sempre rappresenterà, per dimostrare quanto l’attività fisica sia importante, anche a una certa età, sia sotto l’aspetto salutistico che psicologico.

Tra le sue partecipazioni pubbliche ricordiamo come, nel 2016, poco prima di compiere cent’anni, sia salito sul palco del Festival di Sanremo, come ospite nella serata inaugurale, che pochi mesi dopo sia stato accolto da Papa Francesco, in Vaticano e che, nel 2019,  abbia ricevuto il titolo di Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.

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