Zaynab Dosso (foto Colombo/FIDAL)
Zaynab Dosso (foto Colombo/FIDAL)
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I Campionati Italiani Assoluti allo Stadio Daciano Colbachini di Padova sono stati una vetrina per tante stelle giovani dell’atletica azzurra come Larissa Iapichino, Edoardo Scotti, Zaynab Dosso, Dario Dester e Alice Mangione.

La manifestazione tricolore ben organizzata dall’Assindustria Sport Padova ha visto il ritorno del pubblico (circa 500 spettatori ammessi per giornata) nel rispetto delle norme anti-covid.

Fortunatamente il tanto temuto temporale ha risparmiato le finali più importanti del Super Saturday dell’Atletica Italiana e solo sul finire della serata è scesa la pioggia, anche se la temperatura e l’umidità non erano ideali per realizzare grandi performance.

Molte finali come il salto in lungo con Larissa Iapichino sono state fortemente condizionate dal vento.

Il grande protagonista dell’edizione numero 110 della rassegna tricolore è stato Gianmarco Tamberi, che ha vinto il quinto titolo italiano outdoor di salto in alto della sua carriera al termine di una gara perfetta con tutte le misure fino a 2.28m superate al primo tentativo (in precedenza aveva valicato 2.13m, 2.16m, 2.19m, 2.22m e 2.25m).

Gimbo ha tentato senza successo tre prove a 2.31m, un centimetro in più rispetto al primato stagionale di 2.30m stabilito sulla pedana di casa ad Ancona lo scorso 28 Giugno.

A livello mondiale soltanto il giovane bielorusso Maksim Nedasekau ha fatto meglio nell’estate del post lockdown con 2.33m a Minsk.

Nella sua carriera il campione europeo indoor di Glasgow si era laureato campione italiano all’aperto sempre in anni pari (2012, 2014, 2016 e 2018).

Il marchigiano ha vinto il duello con l’amico-rivale Stefano Sottile, che ha valicato l’asticella alla misura di 2.19m prima di commettere un errore a 2.22m e due errori a 2.25m.

Il giovane piemontese, campione italiano in carica con il fantastico 2.33m realizzato lo scorso anno a Bressanone, non era al meglio della condizione per un problema alla caviglia del piede di stacco.

Tamberi è tornato a gareggiare con la maglia dell’Atletica Vomano dopo aver lasciato le Fiamme Gialle ad inizio Luglio.

La gara è stata interrotta per mezz’ora per un problema al manto della pedana quando l’asticella era a quota 2.23m.

Gianmarco Tamberi: “E’ stato complicato capirci qualcosa tecnicamente. La pedana si rompeva. Ogni due salti scivolavo. E’ stata la gara più difficile della mia vita. Un vero disastro. Inoltre l’orario della finale è stato anticipato al mattino a causa del meteo.

Per Stefano Sottile è stato un problema ancora di più che per me. Perché sta convivendo con un fastidio alla caviglia.

Saltare 2.28m in queste condizioni non è male. Mi è dispiaciuto perché ci tenevo a sfruttare questo momento di forma fino in fondo e saltare molto più in alto. I prossimi appuntamenti saranno il meeting di Ostrava (8 Settembre) e il Golden Gala Pietro Mennea di Roma (17 Settembre)”.

Finale 100 metri maschili: Jacobs bissa il successo di Bressanone, dominio della Lombardia

Marcell Jacobs ha ripetuto i successi delle ultime due edizioni di Pescara 2018 e Bressanone 2019 vincendo l’attesa finale dei 100 metri in 10”10.

Curiosamente è lo stesso tempo con il quale si impose lo scorso anno ma con un vento a favore di +3.3 m/s).

Il velocista di Desenzano del Garda continua il suo bel rapporto con la pista blu dello Stadio Colbacchini, dove l’anno scorso s’impose nel meeting internazionale con il record personale di 10”03.

Purtroppo è sfumata la sfida con Filippo Tortu, che ha rinunciato a correre la finale a scopo precauzionale dopo la vittoria nella batteria in 10”41.

Dispiace per l’infortunio muscolare subito da Luca Lai, che aveva chiuso la sua semifinale in 10”47 nella scia di Tortu.

In una gara tutta di marca lombarda Roberto Rigali si è classificato secondo in 10”28 davanti ad Andrea Federici e a Simone Tanzilli, terzo e quarto con lo stesso tempo di 10”42.

Marcell Jacobs: “Filippo mi ha avvertito della rinuncia poco prima di tornare in pista per la finale. Senza di lui al fianco gli stimoli sono diminuiti. Mi sono sentito scarico anche se non ho corso piano.

Mi è dispiaciuto perché volevo la rivincita di Savona e La Chaux de Fonds, ma ci saranno tante altre occasioni. Non volevo vincere così ma sono comunque soddisfatto. Non riesco a godermi pienamente questo titolo, perché penso a come avrebbe potuto essere la gara sfidandoci fino alla fine.

Contava vincere, ma poteva venire fuori un crono più interessante. Mi sentivo più pronto che nelle altre occasioni in cui ho incontrato Pippo. Non ho provato la gioia del titolo vinto con gli artigli. Le mie prossime gare saranno a Rovereto (8 Settembre), Berlino (13 Settembre) e Roma (17 Settembre)”.

Filippo Tortu: “E’ stata la scelta più sofferta della mia vita. Ci tenevo tanto a gareggiare. Avvertivo un lieve fastidio già da alcuni giorni. In semifinale è riemerso. Per precauzione ho preferito non rischiare. E’ una stagione anomala da chiudere sani. Ho nel mirino il Golden Gala”.

100 metri femminili: Dosso ripete il successo di Bressanone

La ventenne emiliana di origini ivoriane Zaynab Dosso ha ripetuto la vittoria dell’anno scorso a Bressanone, pur non essendo favorita, con il tempo di 11”35 ventoso (+2,2), precedendo per un solo centesimo la campionessa italiana dell’edizione 2017 di Trieste Irene Siragusa.

La dottoressa in medicina Anna Bongiorni ha completato il podio in terza posizione con 11”40 dopo aver corso in semifinale con 11”31 sempre ventoso.

Zaynab Dosso: “Per me la stagione non era iniziata al top, ma per fortuna non mi sono lasciata abbattere. L’aver vinto per me è stata una bella dimostrazione che sto facendo un buon lavoro e sono sulla buona strada“.

Salto in lungo femminile: Il vento frena Larissa Iapichino

Il forte vento contrario di -1.7 m/s ha frenato la campionessa europea under 20 Larissa Iapichino, che può uscire però molto soddisfatta per il suo primo titolo italiano assoluto a soli 18 anni con 6.32m all’ultimo tentativo.

A livello statistico l’allieva di Gianni Cecconi è la prima atleta nata nel 2002 a vincere un titolo italiano assoluto. La fiorentina ha fatto meglio della seconda classificata Laura Strati (6.17m) in tutti e cinque salti validi.

Questa la serie completa di Larissa (6.18m, 6.18m, 6.24m e due volte 6.20m). In tribuna era presente la famiglia al gran completo con mamma Fiona, papà Gianni e la sorella Anastasia.

Larissa Iapichino: “E’ stata dura ma ce l’ho fatta nonostante condizioni pessime e vento contrario per quasi tutta la gara. Sto diventando più matura come atleta e a livello personale.

La misura mi rode un po’ perché è una pedana molto buona che può regalare buone misure, ma le condizioni non hanno permesso a me e alle mie compagne di pedana di raggiungere buone misure. Ora mi aspettano il meeting di Rovereto e i Campionati Italiani Juniores di Grosseto”.

Finale dei 100 ostacoli femminili: Terzo titolo italiano consecutivo per Luminosa Bogliolo

Luminosa Bogliolo ha conquistato il terzo titolo italiano consecutivo in 13”02 con vento leggermente contrario di -0.2 m/s. L’ostacolista allenata da Ezio Madonia e Antonio Dotti aveva destato un’ottima impressione correndo la semifinale in 13”04 con vento di +2.0 m/s.

Grande soddisfazione per la studentessa di veterinaria, anche se non è riuscita a scendere sotto i 13 secondi (barriera già infranta sette volte quest’estate).

Alle sue spalle si è confermata su alti livelli la primatista italiana under 23 Elisa Maria Di Lazzaro, che con 13”22 ha preceduto la campionessa italiana indoor Linda Guizzetti (13”35) e Giada Carmassi (13”48).

Luminosa Bogliolo: “La rincorsa al record italiano non mi condiziona. Ho ancora davanti tanti anni. Se viene, sono contenta. Se non viene, amen. Qui era importante vincere. Prima della batteria ho avvertito un crampo sotto il piede e in finale sono partita in modo controllato

110 ostacoli: Perini bissa il titolo italiano indoor

Lorenzo Perini ha completato la festa dopo la vittoria della sua fidanzata Luminosa Bogliolo aggiudicandosi il terzo titolo italiano outdoor in 13”53 (con vento a favore di +1.7 m/s) dopo le vittorie del 2017 a Trieste e del 2018 a Pescara. Perini ha sfiorato il personale di sette centesimi di secondo.

L’allievo del coach Giorgio Ripamonti ha vinto la sfida tutta lombarda con il campione in carica Hassane Fofana (13”86) e Mattia Montini (13”93). Lorenzo continua il suo grande 2020 che lo ha visto eccellere negli studi universitari con la laurea in odontoiatria (voto 110 proprio come la distanza che corre in pista).

Lorenzo Perini: “In un certo senso il crono è inaspettato. Volevo fare bene ma questo tempo è qualcosa in più. Con Luminosa festeggeremo il titolo al ristorante”.

Da applausi anche la performance del campione italiano juniores Fabrice Brice Koua, che ha realizzato la migliore prestazione italiana juniores con ostacoli da 106 cm abbassando di nove centesimi di secondo la migliore prestazione italiana di categoria detenuta dallo stesso Perini.

L’altro under 20 Lorenzo Simonelli ha eguagliato a sua volta Perini fermando il cronometro in 14”04.

Finale 400 metri maschili: Scotti primo titolo da senior

Continua il momento d’oro di Edoardo Scotti, che ha vinto il primo titolo italiano assoluto della sua giovane carriera in 45”77, tempo di assoluto valore considerato il forte vento contrario sul rettilineo opposto alla linea d’arrivo.

Nel corso dell’estate il campione europeo under 20 ha vinto il primo meeting internazionale di grande livello a Bydgoszcz in 45”48 entrando nella top ten di sempre in Italia (superando un nome leggendario come Marcello Fiasconaro).

Fino a quest’edizione degli Assoluti nessun atleta nato nel 2000 aveva vinto un titolo italiano assoluto in campo maschile. In un solo pomeriggio ci sono riusciti Dario Dester e Edoardo Scotti.

Il brianzolo di origini russe Vladimir Aceti si è classificato al secondo posto con 46”49 precedendo il campione europeo under 18 Lorenzo Benati (46”91). Scotti e Aceti si affronteranno di nuovo al Palio della Quercia di Rovereto del prossimo 8 Settembre.

I risultati di questa stagione lasciano ben sperare in vista dell’anno prossimo nell’ottica della staffetta 4×400 alle Olimpiadi di Tokyo 2021.

Finale 400 metri femminili: Mangione batte a sorpresa la favorita Borga

Una delle più grandi sorprese della prima giornata di finali è arrivata dalla siciliana Alice Mangione, che ha battuto la favorita Rebecca Borga demolendo il record personale di sette decimi di secondo con un eccellente 52”70.

Borga ha corso a sua volta una grande gara migliorando il record personale con 52”92 precedendo Raphaela Lukudo (53”31) e Virginia Troiani (53”62). Mangione, nata nel 1997, si allena a Roma con Marta Oliva.

Alice Mangione: “Stavo bene, ma ancora non ci credo che ho vinto il titolo italiano assoluto con un crono così importante. Dedico il titolo alla mia allenatrice e alla mia società (Esercito) che mi permette di allenarmi al meglio”.

I bei risultati di due ragazze giovani come Mangione e Borga potrebbero dare nuova linfa ad una staffetta 4×400 già molto forte.

Lancio del martello femminile: Fantini vince con 68.50m. Straordinaria Rachele Mori che polverizza il suo record stabilito il giorno prima stabilisce anche la m.p.i. juniores.

Sara Fantini ha collezionato il settimo titolo italiano della sua carriera tra campionati invernali ed estivi lanciando alla misura di 68.50.

Ha fatto notizia l’eccellente prestazione della livornese Rachele Mori, che ha migliorato il primato italiano allieve in qualificazione con 61.75m e si è superata altre due volte in finale con 64.59m e 65.03m cancellando non solo il primato allieve ma anche quello della categoria juniores detenuto da Laura Gibilisco dal 2005.

Rachele ha realizzato un altro lancio da 64.58m migliore del precedente record nazionale di categoria. Grande felicità per lo zio Fabrizio Mori, campione del mondo dei 400 ostacoli a Siviglia nel 1999.

L’intera famiglia Mori si sta distinguendo per gli eccellenti risultati in campo sportivo. Gabriele Mori (figlio di Fabrizio e cugino di Rachele) si è classificato terzo sui 60 metri ai Campionati Italiani allievi lo scorso Febbraio. Federico Mori (fratello di Rachele) gioca nella nazionale juniores di rugby e ha debuttato in Pro 14 con le Zebre. Cecilia Desideri ha completato il podio in terza posizione con 61.58m.

Eptathlon femminile: Quarto titolo italiano di fila per Gerevini

La cremonese Sveva Gerevini si è confermata la regina dell’eptathlon italiano con 5741 punti anche se non è riuscita nell’obiettivo di migliorare il personale di 5907 punti realizzato in occasione della vittoria della passata edizione a Bressanone.

L’allieva di coach Pietro Frittoli ha migliorato i record personali sui 200 metri con 23”86 nonostante un vento contrario di -1.5 m/s e nel salto in lungo con 5.99m e si è aggiudicata i 100 ostacoli in 14”29 con vento contrario di -2.2 m/s, gli 800 metri in 2’17”02, il giavellotto con 40.14m.

Durante il periodo del lockdown la radiologa di Casalbuttano in provincia di Cremona è diventata popolare per i suoi fumetti, che illustravano i giusti comportamenti da tenere durante gli allenamenti della ripartenza dopo la grave crisi sanitaria da covid-19.

Sara Chiaratti del Trionfo Ligure ha migliorato il record personale con 5235 punti precedendo Lucia Quaglieri (5073 punti).

Decathlon maschile: Dester primo atleta nato nel 2000 a laurearsi campione italiano assoluto

Il decatleta Dario Dester è diventato il primo atleta nato nel 2000 in campo maschile a vincere un titolo italiano a livello assoluto. Dario ha completato la grande giornata dell’appassionato coach Pietro Frittoli, che segue anche Sveva Gerevini. Entrambi gareggiano per il club Cremona Sportiva Atletica Arvedi.

Dester, quinto agli Europei Under 20 di Boras nel 2019, ha totalizzato 7652 punti arrivando a soli tre punti dal personale realizzato a Firenze lo scorso 1 Agosto.

La prova del giovane talento lombardo è stata impreziosita dai primati personali sui 400 metri con 48”12 (44 centesimi meglio del suo precedente record personale) e sui 110 ostacoli con 14”57 nonostante un vento contrario di -0.6 m/s.

Durante la prima giornata ha Dester ha fatto registrare 11”06 sui 100 metri (a tre centesimi dal personale) prima di proseguire con 7.40m nel salto in lungo, 1.95m nel salto in alto e 13.30m nel getto del peso.

Nelle prove della seconda giornata ha realizzato 51.64m nel giavellotto e 4’43”29 sui 1500 metri ma ha perso punti preziosi nel salto con l’asta dove si è fermato a 4.30m (il suo personale è 4.90m).

Finale 800 metri maschili: Barontini sesto trionfo tricolore tra indoor e outdoor

L’anconetano Simone Barontini ha vinto il sesto titolo italiano della sua giovane carriera (due a livello outdoor e quattro indoor). L’allievo di coach Fabrizio Dubbini ha fatto gara da front runner concludendo la prova in 1’48”16 davanti a Stefano Migliorati (1’48”54) e Gabriele Acquaro (1’48”60).

Finale 800 metri femminile: Bellò completa la doppietta di titoli indoor-outdoor

Elena Bellò ha completato la doppietta vincendo il titolo outdoor degli 800 metri dopo il successo dello scorso Febbraio a livello indoor. La vicentina di Schio si è imposta in 2’04”01 davanti alla figlia d’arte pesarese Eleonora Vandi (2’05”19) e alla campionessa italiana indoor dei 1500 Gaia Sabbatini (2’05”64).

Salto in lungo maschile: Randazzo raggiunge la cinquina

Filippo Randazzo domina una gara difficile condizionata dal vento ballerino aggiudicandosi il quinto titolo italiano della sua carriera dopo i successi nel 2015, 2017, 2018 e 2019. Al lunghista allenato da Andrea Matarazzo è bastato un salto da 7.77m con vento a favore di +2.2 m/s per battere il corregionale Antonino Trio (7.56m) nel derby di Sicilia.

L’abruzzese Lorenzo Mantenuto ha vinto il bronzo a sorpresa con 7.51m con vento a favore di +3.0 m/s.

Filippo Randazzo: “Dedico questo tricolore alla mia famiglia, che mi sostiene sempre”.

Salto con l’asta maschile: Mandusic fa il tris

Il giovane triestino Max Mandusic ha vinto il terzo titolo italiano outdoor di fila dopo i successi di Pescara 2018 e Bressanone 2019. Il portacolori della Trieste Atletica ha superato la misura vincente di 5.40m al primo tentativo prima di provare senza successo tre tentativi alla quota di 5.52m.

Alessandro Sinno si è classificato secondo con 5.25m.

Il finalista mondiale Claudio Stecchi ha commesso tre errori alla misura di ingresso di 5.25m.

Lancio del disco maschile: Titolo numero 10 di Faloci

L’umbro di Città di Castello Giovanni Faloci si è aggiudicato il decimo titolo italiano della sua carriera con la migliore prestazione italiana dell’anno di 61.87m precedendo l’ascolano Nazzareno Di Marco (58.81m) e il friulano Enrico Saccomano (56.90m).

Lancio del giavellotto maschile: Bonvecchio torna a vincere il titolo italiano dopo sei anni

Il trentino Norbert Bonvecchio è tornato a vincere il titolo italiano del lancio del giavellotto con 74.64m superando di 40 centimetri il trevigiano Mauro Fraresso.

Gianluca Tamberi (fratello di Gimbo) ha completato il podio con 69.82m.

Bonvecchio lavora a tempo pieno come commercialista dal 2011. E’ inoltre membro della Giunta Coni Trento e vicepresidente vicario del Cominato Regionale Fidal Trentino.

Getto del peso femminile: Chiara Rosa vince il ventisettesimo titolo italiano

La padovana doc Chiara Rosa ha arricchito la sua prestigiosa bacheca vincendo il titolo nazionale della sua carriera e il sedicesimo alloro tricolore consecutivo a livello outdoor.

L’atleta di Camposampiero ha dominato la prova con 16.55m. Martina Carnevale si è imposta nella lotta per il secondo posto con 15.86m davanti a Sydney Giampietro (15.68m).

La campionessa paralimpica Assunta Legnante si è ben difesa classificandosi in quarta posizione con 15.40m.

Staffette 4×100

Il quartetto della staffetta 4×100 femminile dell’Atletica Brescia 1950 Metallurgica San Marco ha conquistato il titolo italiano in 45”44 con un quartetto formato da Chiara Melon, Gaia Pedreschi, Alessia Niotta e Alessia Pavese. Secondo posto per la Bracco Atletica Milano in 46”05 davanti alla Brugnera Friulintagli (46”87).

In campo maschile l’Athletic Team 96 Alperia Bolzano (Antonio Infantino, Jacques Riparelli, Alessandro Monte e Kevin Giacomelli) ha trionfato in 41”25 davanti alla Fratellanza Modena (41”39) e all’Assindustria Sport Padova (41”53).

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