L’Apocalisse: oro della 4×100 maschile

Il quinto stratosferico successo dell'Atletica Italiana

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Un sogno che non finisce più, l’Italia vince l’oro nella staffetta veloce con un altro sensazionale crono di 37″50, ovviamente nuovo record italiano e vicinissimo al record europeo di 37″36 della Gran Bretagna battuta oggi, all’ultimo respiro, 37″51 e il Canada del campione del mondo dei 200, André De Grasse, terzo in 37″70.

Ovviamente straordinari tutti e quattro gli azzurri, Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu che ha fatto una sensazionale ultima frazione rimontando il britannico che gli era davanti e buttandosi sul traguardo, come nel suo stile, battendo di un centesimo il suo avversario.

È la serata che riscrive definitivamente la storia dell’atletica italiana che ha vissuto i giorni più gloriosi e leggendari di sempre, con lo stadio olimpico di Tokyo, purtroppo vuoto, dove si sentono però le urla della delegazione azzurra presente che, prima intona un “po po po po po po po” e poi, a seguire, “Nel blu dipinto di blu” e “Notti Magiche”.

Per l’Italia dello sport, in ogni caso, un’estate memorabile.

Le parole dei campioni olimpici

Filippo Tortu: “Difficile parlare della mia frazione e non di noi, la staffetta si corre in quattro. Grazie al prof. Filippo Di Mulo e a Giorgio Frinolli che ci hanno seguito in questi anni. A tutti i compagni, a Manenti, Polanco e Infantino che sono qui, a Cattaneo e Rigali che sono a casa. Quando sono partito ho visto che il britannico era a fianco. Ho pensato solo a stare rilassato.

Sapevo che se l’avessi fatto, l’avrei preso e superato. Ero più lucido mentre correvo che quando ho tagliato il traguardo, perché non potevo credere che era successo davvero. Ho chiesto ai compagni se era vero, che avevamo vinto noi. Poi quando ho visto Italia sul tabellone, il tempo non l’ho nemmeno guardato. È stratosferico, ma non mi interessa. È l’emozione più bella che si possa immaginare. E la cosa più bella sarà cantare l’inno domani”.

Marcell Jacobs: “Prima di entrare in pista, quando ci siamo guardati e abbiamo deciso il saluto all’ingresso, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di incredibile. Ci abbiamo creduto, è qualcosa di fantastico.

Tokyo mi sta regalando tantissimo, per me è il secondo oro, chi se lo sarebbe mai aspettato. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, con tutti, con gli altri staffettisti che sono qui a Tokyo e con chi è rimasto a casa e sta facendo il tifo. È un percorso lungo che ci ha portato fino a qua, siamo sul tetto del mondo. Grazie a tutti gli italiani che ci hanno sostenuto, grazie per questo sogno che mi state regalando”.

Fausto Desalu: “Siamo un bel gruppo, abbiamo lavorato tanto. Quello che ha fatto la differenza, quel centesimo di secondo, è il grande gruppo che ci unisce, che è una cosa fantastica. Ci siamo detti l’uno con l’altro: ‘ti fidi di me?’ e ci siamo risposti: ‘sì, e pensavi che ti dicessi di no? Crediamoci, perché può succedere’. E l’abbiamo fatto!”.

Lorenzo Patta: “È la mia prima Olimpiade, meglio non poteva andare. Sono felicissimo, al settimo cielo. Ancora non ci credo, devo ringraziare loro tre e tutti gli altri compagni che ci hanno accompagnato in questo percorso”.

Jacobs-Desalu-Patta-Tortu (foto Colombo/FIDAL)
Jacobs-Desalu-Patta-Tortu (foto Colombo/FIDAL)

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