Le emozioni dell’ultima giornata dell’atletica olimpica

L'approfondimento e le interviste dei protagonisti delle ultime gare

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Jakob Ingebrigtsen ha vinto la prima medaglia d’oro della sua carriera nella finale dei 1500 metri stabilendo il record olimpico con 3’28”32, tempo che migliora il suo precedente record europeo stabilito lo scorso anno a Montecarlo con 3’28”68.

Il norvegese ha arricchito la sua bacheca aggiungendo l’oro olimpico alle due vittorie agli Europei outdoor di Berlino 2018 sui 1500 e sui 5000 metri e alle tre vittorie agli Europei indoor (ori sui 3000m a Glasgow e sui 1500 e sui 3000m a Torun 2021)

Il più giovane dei tre fratelli Ingebrigtsen ha battuto Il campione del mondo Timothy Cheruiyot, che è sceso sotto i 3’30” per la seconda volta in questa stagione con 3’29”01.

Jakob Ingebrigtsen: “Questa medaglia é il risultato che ogni atleta professionista vuole raggiungere. Sono riuscito in questo traguardo al mio primo tentativo. La mia carriera è ancora agli inizi ma in realtà sogno questo risultato da una vita.

Timothy Cheruyiot: “Jakob è un grande mezzofondista. E’ molto disciplinato. Sono contento per lui. Negli ultimi 100 metri mi sentivo stanco. Ho sentito un dolore alla coscia e non sono riuscito a correre forte nella parte finale della gara.”

Il britannico Josh Kerr ha conquistato a sorpresa la medaglia di bronzo arrivando a quattro centesimi di secondo da Cheruiyot in 3’29”05, secondo miglior crono britannico di sempre dopo il record nazionale di 3’28”81 realizzato da Mo Farah. Una medaglia olimpica sui 1500 metri mancava alla Gran Bretagna da Seul 1988 quando Peter Elliott conquistò la medaglia d’argento.

Josh Kerr: “E’ davvero irreale. E’ quasi surreale vivere un momento che ho sognato da sempre. Non ho ancora metabolizzato pienamente quello che è successo.

Il keniano Abel Kipsang è sceso sotto i 3’30” per la prima volta in carriera con 3’29”56 classificandosi al quarto posto davanti allo spagnolo Adel Mechaal (3’30”77 primato personale), al giovane talento universitario statunitense Cole Hocker (3’31”40), al primatista australiano Stewart McSweyn (3’31”91) e al polacco Michal Rozmys (3’32”67)

10000 metri femminili

Sifan Hassan ha fatto doppietta vincendo la medaglia d’oro sui 10000 metri in un eccellente 29’55”32 davanti alla portacolori del Barhein Kalkidan Gezhegne (29’56”18) e alla primatista mondiale Letesenbet Gidey (30’01”72). Hassan termina queste Olimpiadi come una delle atlete più decorate con i due ori sui 5000 metri (14’36”79) e sui 10000 metri e il bronzo sui 1500 metri (3’55”86).

Hassan ha lanciato l’attacco decisivo all’ultima curva staccando Gidey. L’etiope è stata superata nel finale da Gezahegne. L’olandese ha percorso gli ultimi 400 metri in 61 secondi.

Hellen Obiri si è classificata al quarto posto stabilendo il primato personale con 30’24”27. L’ex ottocentista del Burundi Francine Nyonsaba si è migliorata con 30’41”93 precedendo la keniana Irene Cheptai (30’44”00), la giapponese Ririka Hironaka (31’00”07), la tedesca Konstanze Klosterhalfen (31’01”97) e la figlia d’arte britannica Eilish McColgan (31’04”68).

Sifan Hassan è diventata la seconda atleta a vincere 5000 e 10000 metri nella stessa edizione delle Olimpiadi dopo Tirunesh Dibaba, che centrò questa doppietta a Pechino 2008.

Sifan Hassan: “Sono molto felice e ho pianto durante la premiazione. Sono davvero stanca. I Giochi sono finiti. Queste vittorie non hanno dimostrato soltanto quanto sono forte, ma quanto sono competitive le avversarie che devo affrontare.”

Lo scorso Giugno Hassan ha detenuto il primato mondiale dei 10000 metri con il tempo di 29’06”82 ottenuto al meeting di Hengelo, ma Letesenbet Gidey ha tolto questo record all’olandese pochi giorni dopo correndo in 29’01”03 ai Trials etiopi disputati sempre nella città olandese.

Salto in alto femminile

La tre volte campionessa mondiale Mariya Lasitskene ha vinto finalmente la medaglia d’oro olimpica del salto in alto femminile con 2.04m al secondo tentativo dopo aver commesso errori a 1.96m, 1.98m e 2.00m. La gara si è decisa quando la russa è andata in testa superando 2.02m al primo tentativo.

Mariya Lasitskene: “Non ricordo nulla. Ho la mente annebbiata. Cinque anni fa mi era stato detto che non avevo il diritto di rappresentare il mio paese per il bando imposto alla Federazione Russa, ma ho continuato a saltare. Mi sono detta che non dovevo mollare.

L’australiana Nicola McDermott ha vinto la medaglia d’argento migliorando il record dell’Oceania con 2.02m. La studentessa di Biochimica dell’Università di Sydney è diventata la prima saltatrice australiana a vincere una medaglia alle Olimpiadi dai Giochi di Tokyo 1964 dove Michele Brown si piazzò al secondo posto. McDermott ha la madre di origini croate e si è ispirata alla grande saltatrice in alto Blanca Vlasic.

Nicola McDermott: “Mi sono sentita onorata a gareggiare nella stessa competizione insieme a Mariya Lasitskene. Sono contenta che sia riuscita finalmente a vincere la medaglia d’oro olimpica dopo tutti questi anni.

Durante i salti di riscaldamento mi sono detta che sarei riuscita a fare il record personale. Mi sono divertita a saltare contro atlete alle quali mi sono ispirata. Non credo che metabolizzerò pienamente quanto sono riuscita a fare finché non tornerò in camera.

La diciannovenne ucraina Yaroslava Mahuchik ha vinto il bronzo con 2.00m diventando la più giovane saltatrice in alto a salire sul podio olimpico dal 1960 quando la polacca Urszula Kielan vinse la medaglia di bronzo a Roma.

L’altra ucraina Iryna Gerashchenko si è classificata quarta con 1.98m. L’autraliana Eleanor Petterson ha chiuso la gara al quinto posto con 1.96m battendo per un numero minore di errori Vashti Cunningham.

Staffetta 4×400 femminile

Il dream team statunitense formato da Sydney McLaughlin, Allyson Felix, Dalilah Muhammad e Athng Mu ha trionfato in 3’16”55. Gli Stati Uniti hanno vinto la staffetta 4×400 femminile per la settima edizione consecutiva dei Giochi Olimpici battendo con un vantaggio di oltre quattro secondi la Polonia, che ha battuto il record nazionale con 3’20”53. La Giamaica è salita sul podio olimpico della 4×400 per la sesta edizione consecutiva in 3’21”24 davanti al Canada (3’21”84).

Allyson Felix ha vinto l’undicesima medaglia olimpica della sua carriera nella sua quinta e ultima partecipazione a questa manifestazione. La californiana ha portato a sette il numero di medaglie d’oro vinte, comprese le quattro con la staffetta 4×400. Ha eguagliato il record di quattro vittorie consecutive nella stessa specialità dopo Al Oerter nel lancio del disco e Carl Lewis nel salto in lungo.

Allyson Felix: “Nelle gare individuali abbiamo raggiunto tutte grandi traguardi. Volevo correre insieme a queste grandi atlete e vincere la medaglia d’oro insieme a loro. E’ davvero speciale perché non siamo delle vere specialiste dei 400 metri.

Non mi considero come tale. E’ stato meraviglioso concludere in bellezza queste Olimpiadi e la mia carriera a livello olimpico.”

McLaughlin ha collezionato la seconda medaglia d’oro di questa edizione dopo la vittoria con record del mondo sui 400 ostacoli (51”46) davanti a Dalilah Muhammad. Mu ha bissato il successo sugli 800 metri i 1’55”21 vincendo il secondo oro a 19 anni.

Le quattro star hanno corso le seguenti frazioni: McLaughlin 50”21, Felix 49”38, Muhammad 49”34 e Mu 48”32.

Staffetta 4×400 maschile

Michael Cherry, Michael Norman, Bryce Deadmon e Raj Benjamin hanno trionfato nella staffetta 4×400 stabilendo il quarto miglior tempo di sempre con 2’55”70 davanti all’Olanda (2’57”18) e al Botswana (2’57”27).

Il trentacinquenne Isaac Makwala ha corso una prima frazione straordinaria in 43”89 portando il Botswana in testa. Michael Norman ha superato il secondo frazionista botswano Baboloki Thebe con una frazione in 44”03.

Bryce Deadmon ha incrementato il suo vantaggio durante la terza frazione prima di passare il testimone a Raj Beniamin che ha corso l’ultima frazione in 43”40.

Michael Norman: “Tutti i sacrifici fatti negli ultimi tre anni sono stati ripagati.”

Raj Benjamin: “E’ stato un lungo campionato abbiamo provato una grande emozione.”

Il Belgio dei fratelli Kevin e Dylan Borlée e Jonathan Sacoor si è piazzato al quarto posto stabilendo il primato nazionale con 2’57”98 battendo la Polonia (2’58”46) e la Giamaica (2’58”76).

Gli azzurri Davide Re, Vladimir Aceti, Edoardo Scotti e Alessandro Sibilio hanno stabilito per la seconda volta il primato italiano con 2’58”81 chiudendo la gara al settimo posto. Gli azzurri hanno pagato un errore di Edoardo Scotti, che ha provato a passare gli avversari all’interno.

Essendo partito in ottava corsia si è ritrovato Alessandro Sibilio sul lato opposto e ha dovuto fare uno slalom per consegnare il testimone al finalista olimpico dei 400 ostacoli.

Lancio del giavellotto maschile

L’indiano Neeraj Chopra è il primo atleta del suo paese a vincere la medaglia d’oro olimpica di atletica. Chopra ha iniziato la gara con un lancio da 87.03m nel primo tentativo e si è migliorato con 87.58m. Il tedesco Julian Weber si è portato in seconda posizione con 85.30m. Johannes Vetter ha avuto l’unica giornata storta della stagione. Il tedesco non è andato oltre la misura di 82.52m ed è rimasto fuori dai tre lanci di finale.

Jakub Vadlejch della Repubblica Ceca ha conquistato la medaglia d’argento con 86.67m. Il connazionale Viteslav Vesely ha realizzato il suo miglior lancio dal 2015 vincendo la medaglia di bronzo con 85.44 davanti a Julian Weber.

Neeraj Chopra: “E’ una sensazione straordinaria. La mia preparazione per le Olimpiadi è stata perfetta. Ho avuto ottime sensazioni dopo la qualificazione. Mi dispiace per Vetter. E’ un grande lanciatore.”

Maratona Femminile

Peres Jepchirchir ha vinto la medaglia d’oro nella maratona femminile alle Olimpiadi di Tokyo tagliando il traguardo in 2h27’20”. Come tutte le gare sulle lunghe distanze delle Olimpiadi la maratona si è svolta a Sapporo per ragioni climatiche.

La due volte campionessa mondiale di mezza maratona ha piazzato l’allungo decisivo al 40 km che le ha permesso di staccare la connazionale Brigid Kosgei, primatista mondiale di maratona. Kosgei ha tagliato il traguardo in 2h27’36”. Per la prima volta nella storia il Kenya ha fatto doppietta vincendo l’oro e l’argento.

Jepchirchir ha vinto la terza maratona su cinque gare disputate sulla distanza.

Peres Jepcherchir: “Ho spinto sull’acceleratore e quando ho staccato Brigid Kosgei mi sono detta: ‘Sto per vincere. Faceva caldo. Non è stato facile. Sono contenta di essere riuscita a gestire la gara con queste condizioni.”

Brigid Kosgei: “Faceva caldo ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio.”

Seidel ha regalato la più grande sorpresa vincendo la medaglia di bronzo in 2h27’46” nella terza maratona della sua carriera. Seidel si è classificata seconda ai Trials statunitensi di maratona al debutto su questa distanza.

Molly Seidel: “Ho cercato di non avere troppe aspettative. Il mio obiettivo era sorprendere tutti. Non siamo andate molto veloci. Ho corso in modo controllato. Dopo metà gara sono stata aggressiva.

Roza Dereje è stata la migliore delle etiopi in quarta posizione in 2h28’33” davanti alla bielorussa Olga Mazuronak (2h29’06”) e a Kejeta (2h29’16”). Ottavo posto per la giapponese Ichiyama (2h30’13).

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