Kipchoge: l’ultimo premiato dei giochi olimpici

Al più grande maratoneta di sempre l'onore della celebrazione conclusiva

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Nella splendida cerimonia di chiusura, avvenuta ieri nello Stadio Olimpico di Tokyo, dei Giochi delle 32esime Olimpiadi moderne, come accade ormai dall’edizione del 2004 di Atene, sono stati ufficialmente premiati i vincitori delle due maratone, di fatto le ultime due cerimonie ufficiali di tutte le varie competizioni sportive disputate.

L’ultimo atleta premiato, relativamente alla gara corsa nella mattinata giapponese di ieri, è stato dunque Eliud Kipchoge che si è confermato il re della maratona vincendo l’oro olimpico anche sulle strade di Sapporo, dove si sono disputati tutti gli eventi agonistici su strada.

Kipchoge entra nella leggenda diventando il terzo atleta della storia a vincere due titoli olimpici di maratona consecutivi dopo l’etiope Abebe Bikila, eroe dei Giochi di Roma 1960 e di Tokyo 1964, e il tedesco dell’est Waldemar Cierpinski, medaglia d’oro ai Giochi di Montreal 1976 e Mosca 1980.

Kipchoge può essere considerato a buon diritto il più grande maratoneta della storia. Ha stabilito il primato del mondo con 2h01’39” a Berlino nel 2018 e ha vinto 13 maratone su 15 perdendone soltanto due a Berlino nel 2013 in 2h04’05” nella gara del primato del mondo di Wilson Kipsang (2h03’23”) e a Londra nel 2020 dove fu ottavo in 2h06’49” nella gara vinta dall’etiope Shura Kitata.

E’ rimasto imbattuto per dieci maratone consecutive in cinque anni. Tra il 2014 e il 2019 ha trionfato nelle più grandi Majors del mondo (quattro vittorie a Londra nel 2015 in 2h04’42”, nel 2016 in 2h03’05”, nel 2018 in 2h04’17” e nel 2019 in 2h02’37” e tre a Berlino nel 2015 in 2h04’00”, nel 2017 in 2h03’32” e nel 2018 in 2h01’39”).

Il trentaseienne keniano è stato uno dei pochi atleti ad eccellere sia in pista sia su strada. A 18 anni vinse il titolo mondiale dei 5000 metri a Parigi nel 2003 battendo Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele. Ai Giochi Olimpici conquistò un bronzo ad Atene 2004 e un argento a Pechino 2008 sempre sui 5000 metri.

Kipchoge è nato il 5 Novembre 1984 a Kapssiywa nella contea dei Nandi e si è diplomato alla Kaptel Secondary School nei 1999. Percorreva due miglia per andare tutti i giorni a scuola. E’ il più giovane di quattro figli ed è stato cresciuto dalla madre, che lavorava come insegnante.

A sedici anni conobbe il suo attuale allenatore Patrick Sang, argento olimpico sui 3000 siepi a Barcellona nel 1992. Elliud vive a Kapsabet con la moglie e tre figli e si allena a Kaptagat, a circa 30 km da Eldoret.

Cinque anni fa Kipchoge si involò verso il traguardo prendendo il largo al 36 km. A Sapporo è partito prima staccando tutti al 30 km dopo un avvio piuttosto lento con passaggi di 1h05’13” al 21 km e di 1h32’31 al 30 km.

Kipchoge ha preso un vantaggio incolmabile per gli avversari con uno split cronometrato 14’28” tra il 30 e il 35 km con una temperatura di 28° C e un tasso di umidità del 73%. Kipchoge ha raggiunto il 40 km in solitaria in 2h01’55” con un vantaggio ormai incolmabile di 1’17” su un quartetto formato dal keniano Lawrence Cherono, dallo spagnolo Ayad Lamdassem, dal belga Bashrir Abdi e dall’olandese Abdi Nageeye che hanno ingaggiato la lotta per il secondo e il terzo posto.

Kipchoge ha vinto con il margine più ampio della storia olimpica dall’edizione di Monaco 1972 vinta dallo statunitense Frank Shorter.

Eliud Kipchoge: “Questa vittoria significa molto per me, specialmente in questo periodo dopo il rinvio delle Olimpiadi. Sono felice che Tokyo sia riuscita ad organizzare le Olimpiadi.

E’ un segnale che il mondo sia sta muovendo nella giusta direzione e sta tornando verso la normalità. Voglio continuare a correre e ad ispirare molte persone.

Quando vedo che altri sportivi della mia età continuano a gareggiare ad alti livelli, trovo ancora la motivazione per correre al top. Per quanto riguarda le maratone majors, è ancora uno dei miei obiettivi correre tutte le sei gare del circuito almeno una volta nella mia carriera.

Nageeye ha prevalso conquistando l’argento in 2h09’58” battendo per due secondi il compagno di allenamenti Abdi. Non è una sorpresa perché sono due atleti di ottimo livello con primati personali al di sotto dei 2h07’: Nageeye ha un personale di 2h06’17” realizzato a Rotterdam nel 2019.

Abdi ha stabilito il record personale con 2h04’49” proprio in Giappone alla maratona di Tokyo nel Marzo 2020. Condividono la stessa origine somala e sono compagni di allenamento.

Nageeye fu undicesimo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Abdi Nageeye: “Ho detto tante volte che volevo un piazzamento tra i primi tre, ma non ci sono mai riuscito. Quando ho raggiunto il 39 km sapevo che avrei vinto la medaglia. Mi sentivo bene negli ultimi tre chilometri.

Mi mancavano solo nove minuti. E’ stata una sensazione incredibile. E’ straordinario poter salire sul podio insieme a Kipchoge, il più grande di sempre. Ho sempre creduto in me stesso. Ero un nomade. Mi sono allenato in Francia, America, Etiopia e Kenya.

Abdi ha dichiarato che difficilmente sarebbe salito sul podio senza il suo amico Nageeye.

Bashir Abdi: “Gli ultimi tre km sono stati molto duri perché ho avuto i crampi ma il mio compagno di allenamenti Nageeye mi ha motivato. Sono contento che il mio amico sia riuscito a salire sul podio. La medaglia di bronzo mi soddisfa molto. Se non ci fosse stato Nageeye, gli ultimi tre chilometri sarebbero stati molto difficili”.

Nageeye-Kipchoge-Abdi (foto Colombo/FIDAL)
Nageeye-Kipchoge-Abdi (foto Colombo/FIDAL)

Lawrence Cherono si è piazzato al quarto posto in 2h10’16” davanti al giapponese Suguru Osako (2h10’41”), al tanzaniano Alphonce Simbu (2h11’35”) e allo statunitense Galen Rupp (2h11’41”).

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