Road to Tokyo: Leonardo Fabbri

E' in lizza per il premio di Gazzetta Sports Awards quale miglior rivelazione sportiva dell'anno. Per il grande Leo l'anno che sta terminando è stato fenomenale, ma lui non è certo uno che ama sedersi sugli allori. Il Giappone lo aspetta e la sua preparazione va molto bene, come lui stesso ci racconta.

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Leonardo Fabbri, se andiamo a vedere il punteggio World Athletics di 1240 punti, attribuito al suo lancio da 21,99 ottenuto a Padova nel corso del getto del peso dei Campionati Italiani Assoluti, ha certamente ottenuto la miglior prestazione tecnica di un italiano, quest’anno, e se aggiungiamo che, oltre ad aver realizzato la seconda miglior prestazione di sempre all’aperto, il suo 21,59 indoor di febbraio rappresenta record italiano al coperto, non si può non ritenerlo l’atleta azzurro dell’anno.

Ma, al di là delle statistiche e dei riconoscimenti, atteso a breve quello degli Awards di Gazzetta, per Leo questa è stata veramente una stagione straordinaria, con tutta una serie di ottime prestazioni che lo rendono un atleta che può lottare, in ogni manifestazione, contro tutti i più forti del mondo.

L’abbiamo contattato per farci raccontare qualche scampolo di emozione ma, soprattutto, i propositi e le speranze per l’anno che verrà.

Ciao Leo, un anno meraviglioso, il migliore della tua carriera, nonostante la situazione drammatica che il Paese sta purtroppo vivendo.

Come hai fatto a trovare tutti questi stimoli, dopo il lockdown e i vari  annullamenti, in particolare di Olimpiadi ed Europei?

Guarda, innanzitutto il 2020, già prima dell’esplosione della pandemia, era iniziato molto bene, con il record italiano al coperto e questo, di per se, mi aveva dato enorme carica ma, in ogni caso, mi diverto troppo a fare il mio sport per cui nulla può abbattermi o demotivarmi.

Certo mi è spiaciuto molto per il rinvio delle due importanti manifestazioni, in particolare per gli Europei, dove credo avrei potuto lottare per qualcosa di molto importante, ma ho guardato avanti per dare sempre il massimo, in allenamento e in gara. 

Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL)
Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL)

Sicuramente i risultati si sono visti ed ora l’asticella si alza sempre di più. Senti un po’ il peso di questa responsabilità?

Sinceramente no, come ti ho detto mi piace talmente tanto quel che faccio che l’unica cosa che ho in testa è cercare di fare sempre meglio, senza alcuna ansia.

L’unica cosa che mi sento di dire è che ho la smania di mettermi sempre più in evidenza per tutto il movimento italiano dei lanci e, in particolare ovviamente del getto del peso, che negli ultimi anni è stato abbastanza trascurato, a mio avviso, e spero quindi che le mie prestazioni possano dare anche stimoli a tanti giovani.

Adesso sei a Siracusa, con un bellissimo clima. Quest’anno niente Sudafrica, per i ben noti motivi, o c’è ancora qualche possibilità?

Siracusa è una città splendida e mi trovo benissimo. Starò qui sino al 19 e poi tornerò a casa, in Toscana.

La situazione degli spostamenti, a livello internazionale, è abbastanza fluida e non si sa bene cosa potrà succedere nelle prossime settimane.

Ti dico, però, che ci stiamo adoperando per cercare di andare a gennaio, appena possibile, in Sudafrica, come l’anno scorso, perché quella condizione aveva certamente dato ottimi riscontri e ci piacerebbe ripetere quell’esperienza. 

Quindi, in funzione di tale eventualità prenderete poi delle decisioni per le gare indoor?

Esatto! Certamente gareggerò, ma se avrò la possibilità di tornare in Sudafrica magari farò una o due gare lì, all’aperto, per poi tornare in Italia, a febbraio, per gareggiare in qualche meeting europeo in vista degli Europei di Torun che, visto il rinvio dei mondiali, diventano l’obiettivo principale dell’inverno. 

Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL))
Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL))

Alcuni tuoi avversari, peraltro, stanno già gareggiando, vedi Crouser e anche Romani. Ti prudono un po’ le mani?

Ma no dai, io penso solo a me stesso e alla mia preparazione. Crouser in particolare è un fenomeno, l’ha ampiamente dimostrato e, quando avrò la possibilità, sarò felice di gareggiarci insieme sperando di riuscire ad avvicinarmi a lui sempre di più ed anche agli altri, come ad esempio Kovacs e Walsh, che quest’anno si sono un po’ nascosti, ma l’anno prossimo si presenteranno certamente agli appuntamenti più importanti in grande forma.

A proposito di grandi appuntamenti, le Olimpiadi sono certamente quello principale del 2021. In tale ottica, la preparazione è cambiata o è uguale a quella dell’anno scorso?

In realtà gli ottimi risultati ottenuti ci hanno convinto che la strada intrapresa sia la migliore, per cui stiamo seguendo a grandi linee le impostazioni passate, fermo restando che, sia io che Paolo, il mio allenatore, siamo convinti che ci siano ancora ampi margini di miglioramento su alcuni dettagli tecnici che stiamo curando con particolare attenzione.

In un’annata fantastica hai qualche rimpianto?

Un atleta che fosse sempre totalmente soddisfatto non avrebbe poi i necessari stimoli per cercare, sempre, di dare qualcosa di più. Sono felicissimo per quanto accaduto, ma mi spiace veramente non essere riuscito a dare il meglio all’Olimpico, al Golden Gala, dove forse sono arrivato un po’ stanco per una stagione che, al di là delle problematiche sanitarie, ho vissuto intensamente. 

Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL)
Leonardo Fabbri (foto Colombo/FIDAL)
Tra l’altro proprio dopo la gara di Roma, della Diamond League, hai avuto un certo sfogo contro la scarsa sensibilità delle riprese televisive verso la tua gara del peso.

Conoscendoti un po’ e sapendo della tua estrema compostezza sempre, devo pensare che la cosa ti abbia dato proprio  molto fastidio.

Si devo ammetterlo, ci sono rimasto molto male e si ritorna al discorso di prima, del fatto che negli ultimi anni il settore dei lanci e del peso, nella fattispecie, siano stati poco considerati e seguiti e questo poi ha fatto sì, a mio avviso, che tale situazione si sia ripercossa anche nell’ambito mediatico e di produzione televisiva.

Ribadisco che l’unica reale responsabilità che mi sento in questo momento è quella di ottenere risultati sempre più importanti, al fine di ridare sempre più dignità alla mia disciplina.

Direi, però, che stai perfettamente riuscendo a far parlare tanto del getto del peso e le tue imprese sportive non sono certo passate inosservate, neanche negli ambienti della tua squadra calcistica del cuore, la Fiorentina.

Ti ho visto spesso al Franchi, dall’inizio del campionato. Come vedi la Viola, in questo momento un po’ di crisi?

Si sono molto contento di poter andare, quando posso, a vedere giocare la Fiorentina. Tra l’altro ho conosciuto il Presidente, Rocco Commisso, che è sempre molto disponibile nei miei confronti e quando sono allo stadio vediamo le partite seduti accanto.

Per quanto riguarda la squadra, purtroppo, non è un buon momento, avevamo iniziato abbastanza bene, ma adesso mi sembra che ci manchi peso in attacco, specie dopo la vendita di Chiesa. Speriamo che, a gennaio, si possa comprare qualcuno.

Grazie veramente Leo, la tua strada per Tokyo sta proseguendo molto bene e ci risentiamo presto, dopo le prime indoor.

Certo, grazie a te, e spero di risentirti dopo qualche bel risultato da commentare.

Leonardo Fabbri-Rocco Commisso (foto Fiorentina news)
Leonardo Fabbri-Rocco Commisso (foto Fiorentina news)
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