Thompson-Herah atleta dell’anno per tutti

Votata anche da AIPS e dal quotidiano francese L’Equipe

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Elaine Thompson-Herah ha riscritto la storia dello sprint e dell’atletica, diventando la prima velocista di sempre a vincere i titoli olimpici dei 100 e dei 200 metri in due edizioni consecutive dei Giochi Olimpici.

Dopo una stagione straordinaria la ventinovenne giamaicana è stata eletta Atleta Mondiale dell’Anno da World Athletics battendo nella votazione Sifan Hassan, Yulimar Rojas e Sydney McLaughlin.

Oltre a tale premio e al primo posto nel ranking della più prestigiosa rivista mondiale di settore, la statunitense Track and Field News, si sono aggiunti negli ultimi giorni altri importanti riconoscimenti quali il titolo di Atleta dell’Anno dell’Associazione Internazionale della Stampa Sportiva, l’AIPS, e il Trophée Championne de Championnes conferito dal prestigioso quotidiano sportivo francese l’Equipe.

Nella votazione dei 529 giornalisti di 114 paesi iscritti all’AIPS, Thompson-Herah ha ricevuto 605 punti, precedendo la calciatrice spagnola Alexia Putellas e la primatista del mondo e campionessa olimpica del salto triplo Yulimar Rojas, ma anche le mezzofondiste Faith Kipyegon e Sifan Hassan sono entrate nella top 10.

I numerosi premi di fine anno hanno dato alla sprinter caraibica la motivazione per lavorare ancora più duramente in vista della prossima stagione.

Uno dei suoi commenti sui tanti riconoscimenti: “E’ stata una stagione molto dura, ma ci ho messo il cuore e l’anima dando spettacolo in pista. E’ un onore ricevere tutti questi premi ma tutto questo mi aiuterà a rimanere motivata e continuerò a lavorare per raggiungere nuovi obiettivi”.

Thompson Herah realizzò la prima doppietta olimpica della sua carriera a Rio de Janeiro nel 2016 quando vinse i 100 e i 200 metri in 10”71 e in 21”78 un anno dopo aver conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino nel 2015 su 200 metri in 21”66 alle spalle di Dafne Schippers.

Una serie di infortuni le hanno impedito di salire sul podio ai Mondiali di Londra 2017 e Doha 2019. I problemi al tendine d’Achille sono tornati a farsi sentire durante il 2020 e la velocista ha temuto di non potercela fare a recuperare per le Olimpiadi ma il rinvio di un anno, a causa della pandemia mondiale, è stato provvidenziale.

Le sue parole in merito ai momenti di difficoltà passati: “E’ nella natura umana di pensare a volte di fermarsi a causa degli infortuni, ma ho scelto di non fermarmi e di continuare a lavorare lo stesso, anche se è stato difficile recuperare dall’infortunio e non sono riuscita a correre e neanche a camminare per un certo periodo. Ero consapevole del mio potenziale.

Avevo ancora molto da dimostrare dopo che non avevo realizzato grandi risultati nel 2019. E’ una sensazione quasi surreale aver realizzato i risultati che ho raggiunto quest’anno e sono davvero orgogliosa. Ogni campione ha le sue difficoltà. Ci sono sempre degli ostacoli e bisogna imparare a superarli.

Thompson Herah ha iniziato la stagione 2021 correndo in 10”76 ventoso e in 10”78 a Clermont ad inizio Maggio. Si è qualificata per le Olimpiadi di Tokyo grazie ai due terzi posti sui 100 metri e sui 200 metri in 10”84 e in 22”02 ai Trials olimpici giamaicani alle spalle di Shelly Ann Fraser Pryce e di Shericka Jackson.

Il suo commento: “La stagione 2021 non era iniziata bene a causa di un infortunio che mi ha costretto a rinunciare al meeting di Gateshead a fine Maggio. Ho deciso di concentrarmi sulle selezioni giamaicane.

Ho dato del mio meglio senza avere la possibilità di allenarmi al 100% delle mie possibilità, ascoltando le mie sensazioni, senza spingere troppo il mio fisico in caso di dolori. Durante i Trials giamaicani l’obiettivo principale era di qualificami per le Olimpiadi senza dare troppa importanza alle prestazioni cronometriche.

Non mi sono preoccupata dei risultati delle mie avversarie ma soltanto di me stessa. C’erano molte incertezze legate alle Olimpiadi di Tokyo, ma quando è diventato sicuro che si sarebbero svolte anche a porte chiuse, sono stata molto felice.

Dopo i Campionati nazionali Elaine è sbarcata in Europa per correre a Lignano Sabbiadoro dove ha migliorato il primato del meeting con 11”03. Tre giorni dopo la caraibica ha vinto i 100 metri in 10”71 davanti a Shelly Ann Fraser Pryce nel meeting del Continental Tour Gold di Szekesfehrvar stabilendo il miglior tempo su suolo ungherese.

Alle Olimpiadi di Tokyo ha debuttato correndo in 10”82 in batteria e in 10”76 in semifinale prima di dominare la finale in 10”61 con 13 centesimi di secondo sulla connazionale Shelly Ann Fraser Pryce malgrado un vento contrario di -0.6 m/s.

Le sue sensazioni dei giorni olimpici: “Ero più nervosa rispetto a prima delle Olimpiadi di Rio. Ero due volte campionessa olimpica e mi chiedevo cosa avrei potuto fare. Nei turni eliminatori ho saputo economizzare i miei sforzi senza sentire dolori fisici per dare tutto in finale.

Dopo le Olimpiadi avevo voglia di gridare la mia gioia e di saltare dappertutto perché avevo vinto la medaglia d’oro malgrado tutte le difficoltà. Ho realizzato un grande tempo nonostante il vento a sfavore, ma ho provato gioia soprattutto per aver rivinto il mio titolo olimpico con il primato olimpico e il record personale cinque anni dopo nonostante tutte le difficoltà.

Ero al settimo cielo. Quando tre giamaicane vinsero tutte le medaglie alle Olimpiadi di Pechino 2008, ero davanti alla televisione. Per il nostro paese é stato formidabile aver fatto di nuovo parte della storia”.

Elaine Thompson Herah (foto Colombo/FIDAL)
Elaine Thompson Herah (foto Colombo/FIDAL)

Sui 200 metri ha corso la batteria in 22”86 prima di eguagliare il primato personale con 21”66 nonostante un rallentamento nel finale. Ha trionfato nella gara per il titolo olimpico in 21”53 diventando la seconda velocista di sempre sulla distanza dopo Florence Griffith Joyner. Tre giorni dopo ha vinto il terzo oro con la staffetta 4×100 in 41”02 insieme a Bianca Williams, Shericka Jackson e Shelly Ann Fraser Pryce.

I 200 metri sono stati la gara più dura perché non abbiamo avuto molto tempo per riposare. Normalmente correvamo una sola gara al giorno, ma a Tokyo abbiamo disputato batterie e semifinale nel giro di poche ore. Nei mesi che hanno preceduto le Olimpiadi abbiamo organizzato i nostri allenamenti per prepararci a correre due gare in un giorno ma è stato molto difficile”.

Thompson Herah è andata vicina a battere il record del mondo essendo arrivata a cinque centesimi di secondo dallo storico primato di Florence Griffith Joyner, correndo in 10”54 al Prefontaine Classic di Eugene ad agosto.

A dire la verità quando ho tagliato il traguardo avevo la sensazione di aver corso lentamente. A volte capita di avere la sensazione di non aver corso una gara perfetta, pur correndo veloce. Quando ho visto il tempo ero eccitata e sorpresa, quasi sopraffatta dall’emozione.

Non vedo l’ora di tornare a Eugene per i Mondiali dell’anno prossimo perché non ho ancora vinto un titolo mondiale. L’obiettivo è vincere due titoli mondiali o tre ori. Ho testato la pista, conosco le sensazioni che si provano quando si corre ad Hayward Field e non vedo l’ora di disputare un grande Mondiale”.

Elaine Thompson-Herah (foto Colombo/FIDAL)
Elaine Thompson-Herah (foto Colombo/FIDAL)

Prima dei Mondiali all’aperto il primo obiettivo di quest’anno potrebbe essere rappresentato dai Mondiali Indoor di Belgrado (18-20 Marzo).

I Mondiali Indoor sono nel mio mirino, ma vediamo come si sentirà il mio fisico. Mi piacciono i 60 metri, anche se non sono una grande partente. Ho bisogno di velocità e mi piacerebbe vincere il mio primo titolo mondiale indoor, ma dipende da come starò quando si avvicineranno i Mondiali. Al momento il mio approccio è andare avanti passo dopo passo”.

Oltre a vincere medaglie e a battere record l’obiettivo di Thompson Herah è continuare ad ispirare le nuove generazioni e a tal proposito dice.

Significa molto essere giamaicana. Ho cominciato a correre quando avevo sei anni. Sono cresciuta sognando di gareggiare alle Olimpiadi. Abbiamo i nostri Campionati scolastici. Sono come delle Olimpiadi per noi giamaicani.

Ognuno impara ad essere competitivo gareggiando in queste manifestazioni giovanili e trasferiamo questo spirito nelle grandi gare come le Olimpiadi e i Mondiali. Quando ero più giovane, ammiravo Veronica Campbell Brown, Merlene Ottey, Usain Bolt e Asafa Powell.

E’ straordinario essere diventata una di queste stars. In pista sono una persona totalmente diversa. Devo realizzare una prestazione ma anche regalare uno spettacolo per il pubblico. Al di fuori della pista sono una persona molto umile, ma è diventato sempre più naturale interagire con i media e i giornalisti.

Il mio consiglio ai giovani è semplicemente continuare a crederci, continuare a lavorare e rimanere concentrati. Il mondo dell’atletica non è facile, ma se lavori duramente, i risultati sperati arriveranno. Voglio essere una grande atleta e una grande persona. Lo sport mi ha insegnato molto e ho imparato tanto nel corso degli anni.

Non avevo mai sognato di viaggiare in tutto il mondo, e sono grata per tutto ciò che lo sport mi ha regalato. Abbiamo avuto Usain Bolt ma anche noi ragazze abbiamo lasciato la nostra impronta. Voglio lasciare un’eredità in questo sport che ispirerà le nuove generazioni ad andare avanti e a ottenere risultati più grandi dei miei.

A fine stagione Elaine ha lasciato lo storico allenatore Steven Francis e si sta allenando sotto la guida del marito Derron Herah, ex quattrocentista ma il suo ricordo di lui è molto positivo.

Sono riconoscente nei confronti di Steven Francis, ma con l’esperienza, so più precisamente come gestire la mia carriera.

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