Armand Duplantis è stato votato per il secondo anno consecutivo Atleta dell’anno a livello maschile nel tradizionale referendum dell’AIPS (Associazione internazionale della stampa sportiva) presieduta dal giornalista italiano Gianni Merlo, firma storica della Gazzetta dello Sport.
Al termine di un’altra stagione straordinaria nella quale ha vinto il secondo titolo olimpico consecutivo Duplantis ha preceduto il numero 1 del tennis mondiale Carlos Alcaraz e Ousmane Dembelé, vincitore della Champions League di calcio con il Paris Saint Germain. Duplantis ha ricevuto 1182 punti ed è stato votato da 836 giornalisti provenienti da 121 paesi.
La primatista del mondo e campionessa olimpica e mondiale dei 5000 e dei 10000 metri Beatrice Chebet si è classificata seconda a livello femminile dietro alla calciatrice spagnola Aitana Bonmati. Le altre campionesse dell’atletica presenti nella top 10 sono Sydney McLaughlin (quarta), Femke Bol (quinta), Faith Kipyegon (ottava) e Valarie Allman (decima).
Per il secondo anno consecutivo Duplantis viene incoronato non solo come campione dell’atletica ma di tutti gli sport. Tre giorni dopo essere stato votato atleta dell’anno dall’AIPS Duplantis ha parlato a 80 giornalisti da tutto il mondo durante un’intervista online organizzata da AIPS.
“E’ una sensazione incredibile essere considerato lo sportivo più forte del mondo. Ringrazio tutti i giornalisti che hanno votato per me. Cerco di essere la migliore versione di me stesso fin da quando sono bambino. Avevo il sogno di essere il miglior saltatore del mondo e di spingere i limiti del nostro sport da quando saltavo nel giardino di casa all’età di tre anni. L’obiettivo è spostare i limiti un po’ alla volta. Riuscire nell’impresa è appagante, ma non avrei mai sognato di poter vincere titoli pazzeschi e premi come questo”.
Duplantis ha stabilito quattro record del mondo del salto con l’asta superando 6.27m a Clermont Ferrand, 6.28m nella tappa della Diamond League di Stoccolma, 6.29m nel Continental Tour Gold di Budapest e 6.30m in occasione del terzo titolo mondiale consecutivo a Tokyo. Il venticinquenne svedese ha battuto 14 volte il primato del mondo nella sua carriera. Nel corso del 2025 Duplantis ha vinto il terzo titolo mondiale indoor della sua carriera a Nanchino e il quinto trofeo della Diamond League.
“La finale dei Mondiali di Tokyo è stata lunga e stancante. Queste competizioni durano oltre tre ore. L’anno scorso è stato difficile contro un avversario molto forte come Emmanouil Karalis. L’astista greco ha saltato molto bene e mi ha impegnato fino in fondo spingendomi a saltare sempre più in alto. Io e Manolo siamo amici da dieci anni e gareggiamo da quando eravamo teenager. Ci siamo conosciuti ai Mondiali under 18 di Cali 2015 e abbiamo costruito un bel rapporto già allora. Ha avuto la sua migliore stagione di sempre. Sono sicuro che crescerà.
E’ un degno avversario e continuerà a stimolarmi negli anni a venire. Finché salterà bene, dovrò dare il massimo per riuscire a batterlo. Ai Mondiali ha avuto dei tentativi a 6.20m. Non mi era mai successo che un avversario si spingesse a provare queste misure. Ho impiegato più salti alle misure più elevate prima di tentare il record del mondo. Ho dovuto trovare una motivazione extra dentro di me perché mi sentivo sempre più stanco verso la fine della gara. Ho dovuto dare fondo alle mie energie nell’ultimo tentativo e ho tirato fuori tutto quello che avevo. Se dovessi scegliere una foto ricordo dei mondiali direi quella con la mia fidanzata e quella che mi ritrae mentre abbraccio i miei genitori. Subito dopo sceglierei la foto con Emmanouil Karalis e Sam Kendricks”.
Per la prima volta nella sua carriera Mondo ha realizzato un record del mondo in Svezia in occasione della vittoria nella tappa della Diamond League di Stoccolma con 6.28m. Tre mesi dopo ha portato il suo record a 6.30m ai Mondiali di Tokyo battendo un record mondiale in una finale di una rassegna iridata per la seconda volta dopo il 6.22m realizzato in occasione del successo di Eugene ne 2022.
“In entrambe le occasioni sono arrivato stanco al tentativo decisivo. I salti sono riusciti ma non sono stati privi di sbavature. Non ho mai effettuato il salto perfetto e non credo che mai riuscirò a realizzarlo. Ci sarà sempre un dettaglio, che lo renderà migliorabile, ma questo è l’aspetto più divertente di questo sport. Per natura sono tutt’altro che un perfezionista. Sono piuttosto un grande agonista. Non sono molto organizzato nella vita di tutti i giorni. Dovrei imparare a pianificare con maggiore anticipo”.
Duplantis è rimasto imbattuto in 17 gare durante la stagione 2025 e non perde da 41 competizioni dal Luglio 2023, quando si piazzò al quarto posto al meeting della Diamond League di Montecarlo con 5.72m in una delle sue rare sconfitte.
Duplantis debutterà nella stagione indoor che comincerà in Febbraio e culminerà con i Mondiali indoor di Torun.
“Penso ad una stagione alla volta, a cominciare dalle indoor 2026. Debutterò a Clermont Ferrand nel meeting del 22 Febbraio organizzato dal mio amico Renaud Lavillenie. Seguirà un altro meeting di salto con l’asta, il Mondo Classic organizzato da me a Uppsala. L’obiettivo è mirato sui Mondiali indoor di Torun del 2026. Non vedo l’ora di tornare a Torun, dove realizzai il mio primo record del mondo saltando 6.17m nel 2020. Ho grandi ricordi di Torun. Spero di essere in buona forma e di poter saltare una grande misura.
Nel corso della prossima estate gli obiettivi principali sono gli Europei di Birmingham e gli Ultimate Championships di Budapest, manifestazione di cui sono ambasciatore per World Athletics. Sono davvero curioso di vedere come andrà questa nuova rassegna. E’ giusto sperimentare nuovi format. Sono davvero eccitato per la prossima stagione. E’ un bel programma di gare in luoghi dove ho dimostrato di poter realizzare grandi misure”.
Il fuoriclasse ha parlato dei traguardi futuri e dei limiti da raggiungere.
“Serviranno passi ulteriori, ma penso che l’obiettivo di saltare 6.40m sia realizzabile, se rimarrò in salute e le condizioni saranno favorevoli. Non credo che questa misura arriverà automaticamente o per magia. Per arrivare a questa misura servirà usare aste più dure e più flessibili, da impugnare più in alto. Sarà importante una maggiore velocità per trasformare l’energia che si produce allo stacco. Probabilmente non succederà quest’anno, ma è un traguardo che penso di poter raggiungere nella mia carriera. Non credo che avverrà in un futuro lontano.
Negli ultimi 40 anni gli attrezzi non sono cambiati molto. Abbiamo a disposizione quelli che Sergey Bubka utilizzava negli anni 90. I materiali sono rimasti gli stessi. Sarebbe fantastico diventare il primo astista in grado di vincere quattro medaglie d’oro consecutive alle Olimpiadi. Penso che sia un obiettivo realistico. Sento di aver bisogno di affrontare un obiettivo alla volta. Mi piacerebbe vincere il più alto numero possibile di titoli finché salterò ad alti livelli e continuerò a divertirmi, ma l’obiettivo più vicino è rappresentato dalle Olimpiadi di Los Angeles.
Dovrò essere ben preparato per raggiungerlo. Gareggio principalmente contro me stesso, ma non lo dico nel senso che non ho avversari, perché ho sempre grandi competitor. Penso che la natura dello sport individuale sia la competizione contro se stessi. E’ sempre stata una competizione contro me stesso fin da quando ero più giovane e non vincevo tutte le gare, come succedeva nel 2017, 2018 e 2019. La vera competizione è contro l’asticella e contro la misura che vuoi raggiungere”.
Duplantis ha parlato anche delle sue altre passioni sportive, del suo amore per la musica, del rapporto con la sua famiglia e del sogno di diventare un grande papà.
“Se dovessi scegliere lo sportivo dell’anno a parte me, direi che il premio spetterebbe a Carlos Alcaraz o a Jannik Sinner. Ho guardato tennis più che in passato. Mi sono divertito a guardare giocare questi due grandi campioni lottare ogni giorno. E’ stata una delle cose che mi hanno coinvolto di più nel 2025. Alcaraz meriterebbe il mio voto. E’ un grande campione e una persona fantastica“.
Duplantis ha l’ambizione di rendere il salto con l’asta sempre più popolare in ogni angolo del pianeta, anche nei paesi dove non è così seguito.
“Purtroppo non ho mai trascorso molto tempo in America Latina. Vorrei che il salto con l’asta diventasse più popolare. Mi piacerebbe gareggiare in Africa, in Messico o in Sudamerica, dove finora ho saltato soltanto in occasione della vittoria ai Mondiali under 18 di Cali nel 2015. Sto facendo un buon lavoro per promuovere al meglio il mio sport. Fino a quando riuscirò a mettere il salto con l’asta in primo piano ispirando le nuove generazioni a provare questa specialità, penso che farò un buon lavoro. Per il futuro sono ottimista. Sto cercando di concentrarmi sul mio lavoro cercando di divertirmi il più possibile. Sono abituato a gestire la pressione. Penso che arrivare preparato ai grandi appuntamenti mi aiuta a sentire meno la pressione. Ero ansioso quando affrontai il mio primo campionato del mondo. Ancora sento la tensione ma è nulla in confronto al passato”.
Duplantis vinse la super sfida sui 100 metri con il primatista mondiale dei 400 metri ostacoli Karsten Warholm a Zurigo nel 2024.
“Al momento non ho in programma una rivincita con Karsten, ma mi piace gareggiare nello sprint. Quando ero piccolo mi piaceva quella sensazione di energia prima del via di una gara di velocità. Sarebbe bello organizzare nuovamente qualcosa di simile con Warholm o altri atleti. Crea grande interesse e sarò sempre pronto quando ci sarà una nova sfida da affrontare”.
Il 2026 sarà un anno molto importante non solo in pedana ma anche nella sua vita.
“Mi sposerò nel corso del 2026 con la mia fidanzata Desirée. Insieme ai miei genitori, è la persona più importante della mia vita. Il matrimonio sarà un grande cambiamento. Mi auguro di essere un buon marito. Spero di diventare papà un giorno e di essere all’altezza. Voglio che rimanga sempre acceso il fuoco del nostro rapporto e che non si spenga mai la scintilla”.
Duplantis è diventato un esempio per le nuove generazioni attraverso i suoi risultati, ha dato un consiglio ai giovani che vogliono avvicinarsi all’atletica.
“La cosa più importante è seguire la propria passione e ciò che si ama di più e per il quale si è più portati. E’ importante ascoltare il proprio cuore e il fuoco che arde dentro”.
Al di fuori della pista di atletica Duplantis è impegnato in progetti legati alla musica, altra sua grande passione.
“Dopo il successo di Bop, il mio primo singolo, ho intenzione di pubblicare altri brani da me interpretati. No ho pronti a decine. E’ un progetto che mi coinvolge molto. Sto diventando sempre più bravo anche in questo ambito. Amo molto creare qualcosa di nuovo. Il 2026 sarà molto divertente, perché non ho idea di cosa succederà. E’ molto diverso dalla vita di atleta. Mi permette di avere un equilibrio perfetto. Nell’ambito musicale non ci sono obiettivi chiari da inseguire come succede nell’atletica”.









