Shelly Ann Fraser Pryce (foto archivio)
Shelly Ann Fraser Pryce (foto archivio)
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Shelly Ann Fraser Pryce è la velocista più titolata dell’ultimo decennio. Dal 2008 in poi la sprinter giamaicana ha vinto tutte le medaglie che un atleta può sognare, diventando una versione al femminile di Usain Bolt.

Nella sua bacheca ha collezionato un totale di nove medaglie d’oro mondiali all’aperto sui 100, 200 metri e staffetta 4×100 (100 metri e staffetta 4×100 a Berlino 2009, 100m, 200m e staffetta 4×100 a Mosca 2013 e 100m e 4×100 a Pechino 2015, 100m e 4×100 a Doha 2019), sei medaglie olimpiche (due ori consecutivi sui 100 metri a Pechino 2008 e Londra 2012, tre argenti, due sui 200 metri e nella staffetta 4×100 a Londra 2012 e uno nella 4×100 a Rio de Janeiro 2016, un bronzo sui 100 metri a Rio de Janeiro) e infine un oro sui 60 metri ai Mondiali Indoor di Sopot 2014.

Prima della campionessa giamaicana soltanto le due velociste statunitensi Wyomia Thyus a Tokyo 1964 e a Città del Messico 1968 e Gail Devers a Barcellona 1992 e a Atlanta 1996 avevano vinto due titoli olimpici di fila sui 100 metri. Con i suoi successi Fraser Pryce ha proseguito la tradizione giamaicana dello sprint femminile iniziata con Merlene Ottey, Grace Jackson Juliet Cuthbert, Veronica Campbell Brown.

Shelly Ann è conosciuta nel mondo dell’atletica come “The Pocket Rocket” (il razzo tascabile).

Il primo a chiamarmi Pocket Rocket è stato un cronista sportivo giamaicano. Apprezzava il fatto che, pur essendo bassa di statura, corressi come un razzo”.

Shelly Ann Fraser Pryce, nata il 27 Dicembre 1986, è cresciuta in una famiglia povera a Waterhouse, quartiere degradato di Kingston.

Mia madre Maxime era una velocista ma non ha mai avuto la possibilità di continuare con l’atletica dopo la nascita di mio fratello maggiore. Devo tutto a mia madre perché non ci ha mai fatto mancare nulla neanche nei momenti più difficili. I soldi che guadagnava erano appena sufficienti per preparare la cena.

Ringrazio mia madre per essere stata una fonte di motivazione per la mia vita. Mi ha sempre spinto a correre da quando ero bambina, dicendomi che un giorno sarei diventata qualcuno. Da allora ho vissuto la mia vita sempre di corsa, non solo in allenamento”.

Durante gli anni di frequenza presso la Wolmer’s High School di Kingston, Shelly Ann vinse il titolo scolastico giamaicano a sedici anni. I campionati scolatici giamaicani sono una vera e propria fucina, dalla quale sono emersi tutti i più grandi campioni della velocità giamaicana e ogni anno il pubblico assiste con passione alle gare delle giovani stelle del futuro riempiendo lo Stadio Nazionale di Kingston.

Credo che il motivo principale dei successi sia la passione. In patria i talenti vengono scoperti molto presto. Vengono organizzati campionati per bambini di tutte le età e le attitudini vengono coltivate in allenamento. In Giamaica siamo molto competitivi ed è naturale sviluppare queste capacità”.

Nel 2007 Shelly Ann gareggiò per la prima volta in una grande rassegna internazionale ai Campionati del Mondo di Osaka dove corse la batteria della staffetta 4×100 a 21 anni contribuendo così alla medaglia d’argento del team giamaicano.

La prima medaglia d’oro olimpica a 21 anni

Nel 2008 si rivelò sulla scena mondiale vincendo la medaglia d’oro olimpica sui 100 metri al Bird’s Nest Stadium di Pechino con il record personale di 10”78 precedendo le connazionali Sherone Simpson e Kerron Stewart, che si spartirono ex aequo la medaglia d’argento.

A livello giamaicano soltanto Merlene Ottey aveva corso più velocemente stabilendo il record nazionale con 10”74 in occasione della Finale del Grand Prix IAAF all’Arena Civica di Milano.

Ero giovane e inesperta. Non avevo alcuna pressione perché nessuno aveva aspettative. Non credevo di poter vincere”.

L’anno successivo Shelly Ann bissò il titolo olimpico con quello mondiale sulla pista blu dell’Olympiastadion di Berlino precedendo di due centesimi di secondo la connazionale Kerron Stewart in 10”73, record nazionale e quarto tempo mondiale di sempre.

Completò il trionfo berlinese con il successo giamaicano nella staffetta 4×100 dove corse la seconda frazione.

Durante i Campionati del mondo di Berlino 2009 Fraser spiegò i motivi del successo dei velocisti giamaicani che, nonostante gli appena 2 milioni e 700 mila abitanti, hanno saputo contrastare lo strapotere degli Stati Uniti nelle grandi rassegne olimpiche e mondiali.

I giovani giamaicani sono cresciuti con il fuoco dentro. Questo è il segreto dei nostri successi. Usain Bolt ha ispirato i ragazzi giamaicani con le sue imprese. Anch’io voglio diventare un modello per i giovani del mio paese. Vogliamo dare un’immagine positiva della nostra nazione attraverso le nostre imprese e rendere felice la Giamaica”.

Nella sua terza partecipazione ai Campionati del Mondo a Daegu 2011 si classificò quarta sui 100 metri in 10”99 e contribuì alla medaglia d’argento della staffetta 4×100 con il record nazionale di 41”70.

La conferma olimpica a Londra

L’anno olimpico 2012 vide la fuoriclasse giamaicana confermarsi sul palcoscenico dello Stadio Queen Elizabeth di Londra, teatro delle indimenticabili Olimpiadi che richiamarono circa 80000 spettatori.

Sulla veloce pista londinese “Pocket Rocket” trionfò in 10”75 davanti alla statunitense Carmelita Jeter e alla connazionale Veronica Campbell Brown.

La finale olimpica vide ben sette donne scendere sotto gli 11 secondi, come mai era accaduto nella storia. Poche settimane prima delle Olimpiadi Shelly Ann si era imposta ai Campionati giamaicani in 10”70 migliorando di tre centesimi il record nazionale.

A Londra vinse due medaglie d’argento sui 200 metri, stabilendo il record personale con 22”09 nella scia della statunitense Allyson Felix, e nella staffetta 4×100 con il record nazionale di 41”41 nella gara che vide le statunitensi battere il record mondiale con 40”82.

Le Olimpiadi di Londra sono state completamente diverse rispetto a Pechino perché credevo di poter vincere. Ero più nervosa ma ho sempre creduto nell’aiuto di Dio.

Non ho mai saputo molto sulla storia dell’atletica ma sono onorata di essere entrata nel club ristretto delle tre velociste in grado di vincere due titoli olimpici consecutivi.

Sono orgogliosa di aver vinto la medaglia d’oro nel cinquantesimo anniversario dell’indipendenza della Giamaica dall’Inghilterra“.

La tripletta iridata di Mosca

Ai Campionati del Mondo di Mosca 2013 Fraser Pryce ha arricchito la sua collezione diventando la terza velocista nella storia della manifestazione iridata a vincere tre medaglie d’oro sui 100m, 200m e staffetta 4×100.

Con la tripletta a Mosca ha replicato l’impresa riuscita in campo maschile al connazionale Usain Bolt.

Prima della giamaicana erano riuscite nella tripletta le tedesche dell’est Silke Gladisch a Roma 1987 e Tokyo 1991.

Sulla pista dello Stadio Luzhnicki della capitale russa la campionessa di Kingston ha trionfato per la seconda volta in carriera sui 100 metri in 10”71, arrivando ad un solo centesimo di secondo dal record personale e stabilendo il secondo miglior tempo nella storia dei Campionati del Mondo.

Mai prima in questa manifestazione una velocista aveva inflitto addirittura 22 centesimi di secondo sulla seconda classificata. Sui 200 metri Fraser Pryce si impose in 22”17 prima di completare la tripletta aggiudicandosi anche l’oro con la staffetta 4×100 in 41”29, secondo miglior tempo di sempre e record dei campionati.

Correre i 200 metri mi ha permesso di migliorare anche sui 100 metri. Ho dovuto imparare a correre sui 200 metri ma ho capito che per migliorare sui 100 metri dovevo lavorare sulla distanza più lunga. Sono orgogliosa di aver realizzato la doppietta a livello individuale”.

Nel corso del 2013 la sprinter caraibica ha realizzato i tre miglior tempi stagionali sui 100 metri e i due tempi più veloci sui 200 metri.

Ha vinto sei gare nel circuito della Diamond League (quattro sui 100m e due sui 200 metri) aggiudicandosi le classifiche finali su entrambe le distanze

Al termine della stagione 2013 Fraser Pryce è stata eletta “Atleta dell’Anno” a livello femminile dalla Federazione Internazionale di Atletica Leggera.

Nell’inverno 2014 Shelly Ann ha vinto il primo oro della sua carriera sui 60 metri ai Campionati del Mondo Indoor di Sopot nei pressi di Danzica in Polonia stabilendo il settimo miglior tempo di sempre con 6”98, tempo più lento di due soli centesimi di secondo rispetto al record giamaicano di Merlene Ottey e di sei centesimi rispetto al record mondiale della russa Irina Privalova.

E’ stata una grande soddisfazione vincere il titolo mondiale sui 60 metri indoor senza una preparazione specifica per questa distanza. Ho utilizzato le gare indoor come preparazione per le gare all’aperto. Venendo dalla Giamaica non sono abituata a gareggiare a livello indoor”.

Dopo una stagione estiva difficile a causa di alcuni infortuni nella quale ha comunque vinto la medaglia d’oro con la staffetta 4×100 ai Giochi del Commonwealth di Glasgow, Fraser Pryce è tornata ad esprimersi ai massimi livelli nelle gare di avvicinamento ai Campionati del Mondo di Pechino, dove è arrivata in grandi condizioni dopo aver vinto ai Campionati Nazionali di Kingston in 10”79 e al meeting della Diamond League di Parigi con il miglior tempo mondiale dell’anno di 10”74.

Il terzo oro mondiale sui 100 metri a Pechino

Sulla pista del Bird’s Nest di Pechino Shelly Ann ha vinto il titolo mondiale sui 100 metri in 10”76 davanti all’olandese Dafne Schippers diventando la prima velocista della storia in grado di conquistare tre ori iridati su questa distanza.

Ha guidato successivamente il quartetto giamaicano Veronica Campbell Brown, Elaine Thompson e Natasha Morrison al secondo titolo consecutivo nella staffetta 4×100 in 41”07, secondo miglior tempo di sempre e record dei campionati.

Sono orgogliosa di aver vinto il mio terzo titolo mondiale. Quando sono entrata nello stadio mi sono ricordata del mio primo titolo olimpico nel 2008 quando avevo appena 21 anni. Allora non avevo aspettative ma vinsi la medaglia d’oro.

Ho tante persone da ringraziare: il mio allenatore Steven Francis, mio marito Jason Pryce e i miei sponsor che non hanno mai smesso di supportarmi”.

Un infortunio all’alluce durante la primavera del 2016 ha compromesso l’obiettivo di vincere il terzo titolo olimpico sui 100 metri a Rio de Janeiro. Pur non al meglio della condizione ha ottenuto la qualificazione per le Olimpiadi grazie al secondo posto ai Campionati Giamaicani di Kingston alle spalle della compagna di allenamenti Elaine Thompson.

Nella finale olimpica di Rio de Janeiro vinta da Elaine Thompson, Fraser Pryce ha conquistato la medaglia di bronzo in 10”86 precedendo per pochi millesimi di secondo l’ivoriana Marie Josée Ta Lou.

Tutte le tre giamaicane presenti nella finale olimpica fanno parte dello stesso gruppo di allenamento. Oltre a Fraser Pryce e Thompson era in gara anche la giovane Christania Williams.

A Rio de Janeiro Fraser Pryce ha avuto l’onore di portare la bandiera della Giamaica durante la sfilata delle nazioni nella Cerimonia Inaugurale dei Giochi Olimpici allo Stadio Maracanà.

Il bronzo di Rio de Janeiro è la medaglia più significativa della mia carriera. E’ stata una grande soddisfazione salire sul podio dopo una stagione molto tormentata. Sono arrivata alle Olimpiadi non del tutto guarita dall’infortunio al dito di un piede.

Non mi sono allenata bene per mesi. I sacrifici, la forza mentale e l’impegno sono stati fondamentali. Vincere è sempre bello ma lottare duramente ha significato molto di più. Mi piace allenarmi e per me non è un sacrificio.

Sono contenta per la vittoria della mia amica e compagna di allenamenti Elaine Thompson”.

La nascita di Zion e il rientro post maternità

Shelly Ann è sposata dal Gennaio 2011 con Jason Pryce. Nel Marzo 2017 la velocista giamaicana ha annunciato sulla sua pagina facebook di essere in dolce attesa.

L’obiettivo era riprendere gli allenamenti per la stagione 2017 in vista della difesa del titolo mondiale a Londra ma ho ricevuto il più grande dono che Dio potesse darmi. Voglio essere la miglior madre possibile e non vedo l’ora di intraprendere un nuovo capitolo nella mia vita. Appuntamento a tutti gli appassionati per il mio ritorno in pista nel 2018”.

Il primogenito Zion è nato nell’Agosto 2017, il giorno dopo la conclusione dei Mondiali di Londra. Il ritorno alle gare post-maternità è coinciso con la stagione outdoor 2018 in un anno senza Olimpiadi e Mondiali che le ha consentito di riprendere l’attività in modo graduale.

Il rientro dopo la maternità e il trionfo di Doha 2019

E’ tornata a correre sotto gli 11 secondi in occasione della vittoria al meeting di Londra nel Luglio 2018 in 10”98.

La stagione 2019 si è aperta nel migliore dei modi con la vittoria sui 100 metri al photo-finish ai Campionati giamaicani a Kingston su Elaine Thompson con lo stesso tempo 10”73 (a tre soli centesimi di secondo dal suo primato personale).

Nel mese di Luglio ha vinto due meeting della Diamond League a Losanna in 10”74 e a Londra in 10”78 battendo in entrambe le occasioni Dina Asher Smith e al meeting di Padova in 11”00. Asher Smith si è presa la rivincita battendo Fraser Pryce nella finale della Diamond League di Bruxelles per sette centesimi di secondo in 10”88.

Ai Mondiali di Doha Fraser Pryce ha conquistato la quarta medaglia d’oro mondiale sui 100 metri in 10”71 (secondo miglior tempo della sua carriera) davanti a Asher Smith (argento con 10”83, record britannico) e nella staffetta 4×100 in 41”44.

“Pocket Rocket” è una delle quattro mamme, che hanno vinto la medaglia l’oro a Doha. Le altre mamme tornate a grandi livelli sono l’intramontabile Allyson Felix nella staffetta mista, Nia Ali nei 100 ostacoli e Liu Hong nella 20 km di marcia.

Fraser Pryce ha festeggiato la vittoria di Doha portando Zion in braccio durante il giro d’onore.

Portare Zion in braccio durante il giro d’onore a 32 anni è stato un sogno realizzato. E’ stata un’emozione senza prezzo. Quando ero incinta, ero preoccupata per tante cose. Sono rimasta ferma per dieci settimane e non riuscivo a sollevare i pesi.

Inoltre le mie avversarie correvano forte e io avevo superato i 30 anni. Ho dovuto percorrere una strada lunga per ritrovare la forma, ma ora Zion è la mia forza e la mia speranza. Quando sentivo che la gente diceva che dovevo smettere di correre, sapevo che non era vero.

Non ho mai perso il mio sogno. L’atletica è una parte della mia vita, ma essere diventata mamma è un’emozione che mi porterò avanti per tutta la vita ed è senza prezzo.

Ho passato la notte prima della finale dei Mondiali di Doha insieme a mio figlio e non sono riuscita a prendere sonno. Mio marito mi ha chiesto se veramente volevo dormire insieme a Zion e gli ho risposto che era ciò che desideravo.

Sono ispirata per il fatto di far parte di qualcosa che non è la norma: diventare mamma e tornare con successo. Sono emozionata di far parte di una nuova generazione di donne, che continuano ad abbattere le barriere e continuano ad essere parte del cambiamento”.

Le nuove sfide

La stagione 2020 è partita con la vittoria sui 60 metri al meeting indoor di Glasgow davanti all’ivoriana Murielle Ahouré, ma ora Shelly Ann dovrà aspettare la fine dell’emergenza sanitaria del Coronavirus per tornare in pista.

Sono rimasta dispiaciuta per il rinvio delle Olimpiadi al 2021 ma è un problema molto serio e non si poteva fare altrimenti. Spero di poter tornare in pista per provare le mie nuove scarpe chiodate, sperando che ci possa essere una stagione di gare.

Sarebbe un onore poter correre in 10”6 griderei di gioia perché ho lavorato duramente per questo obiettivo. Il mio obiettivo originario era doppiare 100 e 200 metri a Tokyo ma ora devo rivedere i miei piani.

Non voglio mettere a rischio il tentativo di vincere il mio terzo titolo olimpico sui 100 metri. Mi piacerebbe concludere la carriera ai Mondiali di Eugene 2022 perché per molti parenti e amici sarà costoso andare a Tokyo, ma sarebbero contenti di poter venire a Eugene.

Alcuni membri della mia famiglia non mi hanno mai visto gareggiare a livello internazionale. Sarebbe il modo migliore per finire la carriera. Voglio godermi questo momento e continuare a fare la storia”.

La parrucchiera più veloce del mondo

Nelle grandi manifestazioni internazionali Fraser Pryce si è presentata con diverse acconciature di capelli.

Ai Mondiali di Pechino la “parrucchiera più veloce del mondo” ha gareggiato con capelli verdi e una corona di fiori gialli che ricordano i colori della sua Giamaica.

Si occupa di tante attività al di fuori dell’atletica come un salone da parrucchiera e un bar ristorante a Kingston.

Oltre a correre mi occupo del mio salone di parrucchiera a Kingston dove lavorano alcuni miei famigliari. Mi piacciono le acconciature colorate. Mi serve anche per godermi il momento e per alleggerire la pressione delle gare.

In ogni gara esibisco look diversi in giro per il mondo. Tornata dai Mondiali di Pechino, ho gareggiato a Zurigo. Arrivata in Svizzera mi sono messa alla ricerca di una parrucchiera.

Sono capitata in un negozio gestito da una signora di origini senegalesi che non parlava in inglese. Per fortuna avevo con me lo Smartphone con Google Translate e sono riuscita a farmi capire e a realizzare l’acconciatura che desideravo“.

L’impegno sociale

In Giamaica Fraser Pryce lavora per la “Pocket Rocket Foundation” ed è stata nominata National Goodwill Ambassador dall’Unicef.

Quando cominciai le high school, ricevetti un sostegno economico da parte di chi scoprì il mio talento. Quando vinsi le Olimpiadi nel 2010, decisi di fare qualcosa di simile a ciò che era successo a me. Ho avuto il privilegio di andare all’università e di diventare un’atleta di alto livello.

La mia fondazione è nata dal desiderio di permettere ai giovani giamaicani più poveri di accedere all’istruzione attraverso borse di studio. Si occupa di dare un equilibrio tra scuola e sport.

Diamo la possibilità ai giovani di frequentare l’università anche oltreoceano. Penso che i ragazzi non debbano rinunciare a studiare. Sono orgogliosa del lavoro che sto portando avanti con la mia Fondazione. Quando rappresento la Giamaica, voglio essere un esempio per i giovani del mio paese“.

Fraser Pryce è conosciuta per il suo sorriso genuino e la sua generosità.

Tengo molto a far capire alla gente perché sorrido sempre. Per me è un onore e un privilegio sapere che quando gareggio, Dio è sempre vicino a me. Il mio talento è un dono di Dio”.

Il rapporto con l’Italia

Da tanti anni Fraser Pryce si allena a Lignano Sabbiadoro durante i mesi estivi insieme al gruppo di allenamento MVP guidato dal coach giamaicano Stephen Francis.

Nella rinomata località balneare friulana la sprinter caraibica è testimonial solidale del meeting Sport e Soldarietà di Lignano Sabbiadoro.

Con Lignano ho un legame speciale. Amo molto questo luogo che mi ricorda la Giamaica per il mare, il clima e il cibo. A Lignano mi sento come a casa. E’ bellissimo essere accolti e coccolati. E’ come essere in un camp senza distrazioni, dove posso pensare soltanto ad allenarmi al meglio.

Devo soltanto svegliarmi al mattino, per il resto c’è uno staff efficiente che pensa davvero a tutto. E’ tutto molto rilassante. Il mio sogno è comprare una casa a Lignano! Ogni anno partecipo alle gare di solidarietà sui 50 metri dedicati ai disabili perché voglio regalare un momento di felicità ai ragazzi più sfortunati e condividere un momento di popolarità insieme a loro.

Ho conosciuto in passato dei ragazzi disabili al college e mi sono sempre impegnata per stare accanto a loro e non farli sentire esclusi. Le gare di Lignano aiutano a farli sentire amati, ad avere un potenziale importante“.

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