Corridori (foto archivio)
Corridori (foto archivio)
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La prima volta che ho sentito il termine “tapascione”, ho pensato fosse una presa in giro, un modo scherzoso per definire coloro che decidono di fare un po’ movimento, occasionale, magari solo durante il fine settimana.

In realtà il termine è ormai da qualche decennio entrato nell’uso comune degli appassionati della corsa e identifica, in particolar modo, tutti coloro che amano correre, senza che abbiano un preciso obiettivo agonistico, anche se poi, magari, partecipano anche loro a manifestazioni su strada di vario genere.

La sua origine è, in ogni caso, molto lombarda, traendo origine da “tappascià” parola, o meglio, verbo del dialetto lombardo.

Il significato è spiegato nel vocabolario milanese-italiano curato da Francesco Cherubini nella prima metà dell’Ottocento:

Voce che propriamente significa far passi piccioli e frequenti ed a cui dovrebbero corrispondere voci toscane Far passi triti. Camminacchiare. Sgambare. Scarpettare. Zampettare.

Corrisponderebbe pure al nostro Tappascià lo Spesseggiare i passi usato dal Lalli nell’Eneide travestita (lib II) ove dice “Julo mio figliuolino alla man destra mi s’aggavigna spesseggiando i passi”.

I Provenzali hanno Trapegear in senso di correre, camminare in qua e in là, e i Piemontesi Tapine nel senso del nostro Tappascià

A parte le divagazioni storiche, dal 4 maggio il popolo dei corridori, costretti in casa da tantissime settimane, dovrebbe poter tornare a sviluppare la propria passione, pur con una serie di limitazioni che andiamo ad illustrare, sulla base delle indiscrezioni apparse in queste ultime ore.

Il presupposto fondamentale, per ogni tipo di uscita, dovrà essere l’ormai famoso “distanziamento sociale” che varrà, ovviamente, anche per le attività sportive con l’obbligo di due metri da ogni altra persona e il divieto assoluto di qualsiasi tipo di assembramento.

Sarà consentito correre solo in compagnia del proprio convivente o con i propri figli minori, ma non vi sarà alcun obbligo di mascherina negli spazi aperti.

Questi principi valgono per la corsa come per le normali camminate/passeggiate, senza limiti di tempo o distanza dalla propria abitazione.

Vietato, però, fermarsi, ad esempio sedendosi sulle panchine e la logica è sempre quella dell’evitare gli assembramenti.

Se quanto sopra sembra ormai deciso e dovrebbe essere annunciato, tra varie altre cose, domani sera in TV dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ci sarà discussione e controversia sulla possibilità di riaprire parchi e giardini, per il timore che sarebbe molto problematico avere la garanzia sul giusto mantenimento delle distanze.

Molto probabile anche la riapertura dei centri sportivi, pubblici o privati, dove si dovrebbe poter tornare ad allenarsi con i limiti sempre della distanza indispensabile che, ripetiamo, sarà di due metri.

Insomma, se quanto scritto verrà confermato, dal 4 maggio ci sarà un primo lento ritorno verso la normalità, ma soprattutto si eviterà di guardare coloro che corrono in giro come degli untori e questa è un’altra piccola conquista di un periodo in cui tutto è diventato tremendamente complicato.

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