Alessia Succo chiude seconda con il tempo di 13″14 la finale dei 100 metri ostacoli nei Campionati Europei under 18 di Rieti, nella gara vinta a sorpresa in maniera netta dalla tedesca Delisha Benelisa Domingos con 13″00, con la 17enne atleta piemontese partita malissimo dopo aver toccato un paio di ostacoli, che è riuscita a recuperare posizioni nel finale, ed agguantare l’argento grazie anche alla caduta rovinosa, senza conseguenze, della slovacca Nina Hejcíková, che era ampiamente davanti a lei sino a due terzi della prova.

Una delusione quindi per la giovane azzurra che potrà in ogni caso rifarsi a inizio di agosto nei prossimi campionati mondiali juniores di Eugene, pur gareggiando con atlete più grandi di lei almeno di un anno in quanto di una categoria giovanile superiore, e su ostacoli da 0.84 rispetto a quelli da 0.76 delle under 18, ma in ogni caso con un ottimo accredito stagionale di 13″14 che per il momento rappresenta il sesto tempo al mondo tra le under 20.

Negativo nel complesso, senza ombra di dubbio, il bilancio globale di questa quinta edizione dei Campionati Europei under 18, che si chiude per la squadra azzurra con un medagliere composto da 8 podi complessivi, due ori con Kelly Doualla nei 100 donne e Rebecca D’Alessandro nei 5.000 di marcia femminile, quattro argenti con Alessandra Bighi nell’alto donne, Antony Del Pioluogo nel peso maschile, Davide Sorressa nei 5.000 di marcia maschile e Alessia Succo nei 100 ostacoli, due bronzi con Caterina Carissimi nei 5.000 di marcia femminili e nella staffetta svedese sui 1000 metri, dove nella frazione dei 200 è stata schierata Doualla mentre nelle altre Giorgia Castiglione nei 100, Elisa Calzolari nei 300 e Micol Candidi nei 400.

Un dato che segna una chiara inversione di tendenza rispetto all’edizione del 2024 a Banska Bystrika in Slovacchia, quando le medaglie complessive furono 15 con sette ori, tre argenti e cinque bronzi, ma rappresenta anche il peggior risultato nella pur breve storia di questi campionati, in quanto a Gerusalemme 2022 le medaglie furono 11 con tre ori, cinque argenti e tre bronzi, a Gyor nel 2018 i podi furono 9 con quattro ori, quattro argenti e un bronzo, mentre nella prima edizione di Tbilisi nel 2016 sempre 9 podi con tre ori, tre argenti e tre bronzi.

Un campanello d’allarme, in momento particolarmente brillante dell’atletica italiana a livello assoluto, perché le generazioni future sono fondamentali per costruire progetti e risultati che si concretizzano poi nel giro di 5/6 anni almeno, per cui un simile risultato realizzato oltretutto davanti al palcoscenico di casa, dove generalmente si riesce sempre a dare qualcosa in più, e con il maggior numero di atleti mai presente di 75, dovrà essere oggetto di attente valutazioni tecniche.