L’Italia ha concluso al terzo posto nel medagliere dei Mondiali under 20 di Eugene con tre ori (4×100 mista, Serena Di Fabio nei 5000 marcia e Daniele Inzoli nel salto in lungo maschile e Nicolò Vidal nei 5000 metri di marcia. Il bilancio finale comprende 12 finalisti, un record del mondo nella 4×100 mista, sette record italiani e 22 primati personali migliorati. E’ stata un’edizione da record per l’Italia che non aveva mai vinto cinque medaglie nella storia di questa manifestazione. Gli azzurri hanno terminato alle spalle di Stati Uniti (12 ori, sette argenti e cinque bronzi) e del Kenya (quattro ori, tre argenti e quattro bronzi), ma davanti ad altre super potenze come Giamaica, Australia, Etiopia e Francia, seconda nazione europea con due ori, due argenti e due bronzi. Il precedente miglior risultato era stato il settimo posto dell’edizione di Grosseto 2004. Nella classifica dei piazzamenti che tiene conto di tutti i risultati delle finali l’Italia è undicesima con 58 punti nella classifica vinta dagli Stati Uniti con 223 punti davanti a Kenya e a Giamaica.
Gli Stati Uniti hanno vinto la staffetta 4×100 maschile stabilendo il nuovo record mondiale under 20 in 38.16 nella giornata conclusiva dei Campionati Mondiali di Atletica Under 20 di Oregon 2026 sulla magica pista di Hayward Field.
Il vice direttore tecnico delle nazionali giovanili Tonino Andreozzi ha tracciato un bilancio molto positivo della spedizione azzurra nell’Oregon.
Tonino Andreozzi: “La marcia ha avuto, grazie a Di Fabio ma senza dimenticare la crescita impetuosa di Vidal, quella consacrazione iridata che meritava per la forza e la tradizione del movimento. La 4×100 mista mi ha fatto commuovere: la velocità in generale è stata uno dei punti di forza del Team Italia, con Doualla trascinatrice come ha fatto Tate Taylor per gli Stati Uniti. Nei salti abbiamo vissuto il trionfo di Inzoli dopo una qualificazione che l’aveva visto per la prima volta oltre gli otto metri ma anche due triplisti, Crotti e Valenti, arrivati al personale in una finale iridata. Nei lanci oltre metà dei ragazzi in gara hanno raggiunto la finale a 12 con Nalesso che ha pareggiato il miglior risultato di sempre per un’italiana nel peso. Succo, eleggibile anche per l’edizione 2028 dei Mondiali under 20 al pari di Doualla, è arrivata in finale sfiorando due volte il suo record italiano sui 100 ostacoli; gli altri ostacolisti hanno tutti saputo raggiungere la semifinale. Il mezzofondo è probabilmente il settore più complesso in cui competere a livello mondiale: nonostante questo abbiamo centrato la finale dei 1500 con Casoni e applaudito tre ottocentisti tutti in semifinale e due primati personali tra 1500 e 3000 femminili”. Il vice dt pone infine un accento particolare sull’ottavo posto con record nazionale under 20 per Matteo Sorci nel decathlon: “Nelle prove multiple non abbiamo la tradizione di altri Paesi europei, ma qualcosa nel nostro contesto sta germogliando. Matteo ha margini di miglioramento incredibili ed è un ragazzo di grandi prospettive, dietro di lui scalpitano già alcuni under 18 come Longhi e Muraro”.
Trionfo della 4×100 statunitense con il record del mondo
Blake Hamilton, Dillon Mitchell, Kyler Brown e Tate Taylor hanno demolito il precedente primato mondiale under 20 di 38.51, che era stato stabilito dal Sudafrica in occasione della vittoria del titolo mondiale under 20 a Nairobi nel 2021.
Taylor ha ricevuto il testimone in prima posizione e ha sfrecciato nell’ultima frazione per trascinare la sua squadra a una vittoria schiacciante. Per il diciottenne statunitense si tratta di una tripletta di medaglie d’oro all’Hayward Field, dopo i successi nei 100 metri giovedì e nei 200 metri sabato.
Hamilton si è assicurato la sua seconda medaglia dei campionati, aggiungendo l’oro della staffetta all’argento conquistato nei 200 metri.
La Gran Bretagna ha conquistato l’argento nella 4×100 metri, eguagliando il record europeo under 20 con 38.90, mentre la Giamaica ha conquistato il bronzo in 39.01. L’argento dei 100 metri Gary Card ha collezinato la sua seconda medaglia dopo l’argento sui 100 metri.
Tate Taylor: “Significa molto vincere questa medaglia d’oro. Sapevamo di essere pronti per qualcosa di speciale”.
Hamilton Brown “Questa è una squadra veloce; non abbiamo mai avuto una cosa simile prima d’ora. Eravamo molto entusiasti ieri e ora abbiamo l’oro”.
Il successo delle staffette statunitensi è continuato nella 4×400 metri maschile, la gara che ha concluso i campionati del mondo under 20.
Quincy Wilson, Cameron Tucker, Alexander Osayemi e Jayden Deleon hanno fatto registrare la miglior prestazione mondiale under 20 dell’anno in 3:01.39 – il quinto tempo under 20 più veloce della storia – difendendo con successo il titolo per la terza volta consecutiva. Deleon e Wilson hanno aggiunto questo titolo rispettivamente all’oro e all’argento individuali conquistati nei 400 metri.
Il Sudafrica ha conquistato l’argento, con la medaglia di bronzo dei 400 metri Leendert Koekemoer autore di una solida frazione conclusiva per tagliare il traguardo con il record africano under 20 di 3:02.76.
La Francia si è aggiudicata il terzo posto con il record nazionale under 20, chiudendo due secondi più indietro in 3:04.80.
Quincy Wilson ha aggiunto questo oro alla sua collezione che comprende il titolo olimpico con la 4×400 alle Olimpiadi di Parigi quando disputò le batterie ad appena 16 anni.
Quincy Wilson: “Significa molto poter correre con questi ragazzi. Hanno lavorato duramente per tutto il fine settimana. Sapere quanto lavorano e si sacrificano significa moltissimo per me”.
Quest’ultimo oro per gli Stati Uniti ha ulteriormente consolidato il primato della nazione ospitante in cima al medagliere in Oregon, con un bottino di 12 ori, sette argenti e cinque bronzi.
Rada trasforma l’argento in oro sui 400 metri ostacoli
Il ceco Michal Rada ha vinto l’oro nei 400 metri ostacoli, stabilendo il record europeo under 20 con 48.59 e aggiungendo questo titolo all’argento mondiale under 20 conquistato a Lima e all’oro europeo a Banska Bystrika nel 2024 a 17 anni.
Il diciassettenne giapponese Taiju Goto si è aggiudicato l’argento in 49.23 davanti al sudafricano Matodzi Ndou, terzo in 49.90.
Michal Rada: “È stata una gara durissima a causa del vento contrario, e i rivali erano di livello mondiale. Questa è la ricompensa più dolce che potessi ricevere. È stato fantastico: vincere una medaglia d’oro e poi vedere la mia famiglia piangere, sapevo di dover andare da loro. Questa medaglia è metà loro”.
3000 siepi maschili:
Lo spagnolo Bakr El Asri ha vinto la medaglia d’oro sui 3000 siepi maschili in 8:28.35, vincendo con più di quattro secondi di vantaggio sul keniano Emmanuel Lemiso Someki, che ha conquistato l’argento con il suo primato personale di 8:32.81.
Lo spagnolo Marti Torregrossa si trovava nettamente in terza posizione, ma il keniota Nicholas Kitum Losiwareng ha lanciato l’attacco finale che gli ha permesso di battere di un soffio Torregrossa con un tempo di 8:38.05 contro gli 8:38.13 dello spagnolo.
1500 metri maschili:
Il Kenya ha conquistato altre due medaglie nei 1500m maschili, grazie a Wilson Chepkwech che ha vinto l’oro con il primato personale di 3:37.46, precedendo il compagno di squadra David Kapaiko Sekento, medaglia d’argento sempre con il proprio record personale di 3:38.32. L’azzurro Alessandro Casoni si è comportato bene classificandosi al decimo posto in 3:43.59.
Rosselli conquista l’oro nel disco all’ultimo lancio
Simon Rosselli ha vinto il lancio del disco maschile facendo registrare il record statunitense under 20 di 66.39 m. Cinque dei primi sei classificati hanno stabilito il record personale.
Rosselli aveva iniziato la gara in modo promettente, ma era scivolato fuori dalle posizioni da podio con il proseguire della finale. Con un solo tentativo dalla fine il lanciatore statunitense ha risposto alla grande sotto pressione realizzando la misura vincente al sesto tentativo.
L’estone Sten-Erik Iir era rimasto in testa fino all’ultimo round di Rosselli, dopo aver migliorato il proprio primato personale a 65.42 m, ma alla fine si è dovuto accontentare dell’argento. Il giamaicano Joseph Richard Salmon, favorito della vigilia, ha conquistato il bronzo con il suo secondo lancio a 64.37 m.
Francesco D’Angelo si è classificato al decimo posto con 60.49m dopo aver stabilito il record personale nelle qualificazioni con 62.49m.
Dia si assicura l’oro con 5.80 m
Il leader mondiale stagionale under 20 Zackaria Dia ha rispettato i pronostici in un’eccellente finale di salto con l’asta maschile, superando l’asticella a 5.80 m per assicurare l’oro alla Francia.
Dia si era presentato ai campionati con un primato personale di 5.82 m (miglior prestazione mondiale under 20 dell’anno) e a Eugene è andato a soli due centimetri da quel limite per prendersi il titolo.
L’estone Henri Apri gli ha dato filo da torcere, migliorando il record nazionale under 20 a 5,75 m per aggiudicarsi l’argento. Anche lo statunitense Jaxon Jerabek ha tirato fuori il meglio nel momento decisivo, realizzando un primato personale di 5.60 m che gli ha permesso di vincere il bronzo.
400 metri ostacoli femminili:
Alexandra Ștefania Uță ha vinto i 400 metri ostacoli femminili migliorando di 22 centesimi di secondo il suo primato personale con 55.33. L’atleta rumena aveva un record personale di 55.55 realizzato in occasione della vittoria agli Europei under 20 di Tampere 2025. Uta prosegue la tradizione romena iniziata da Ionela Tirlea, che vinse l’oro sui 400 metri ostacoli ai Mondiali under 20 di Lisbona 1994 prima di conquistare l’argento olimpico ad Atene 2004.
Alexandra Stefania Uta: “È qualcosa di davvero speciale per me”, ha dichiarato Uță, che ora sale al quarto posto nella lista europea U20 di tutti i tempi, a soli 0.01 secondi da Femke Broeders-Bol. Sia io che il mio allenatore volevamo questa medaglia, ed è fantastico rappresentare il mio Paese in questa specialità perché per me è importantissimo. Volevo continuare l’eredità di Ionela Tirlea”.
Uță ha chiuso con oltre mezzo secondo di vantaggio sulla sudafricana Tumi Ramokgopa, che ha vinto la sua seconda medaglia di questi campionati aggiudicandosi l’argento in 55.88 dopo il secondo posto sui 100 metri ostacoli in 12.96.
Tumi Ramokgpa: “È più che speciale. Non ci potevo credere quando sono arrivata sul rettilineo finale. Ho visto che ero in zona medaglia e ho capito che dovevo dare il massimo”.
La greca Eleni Iakovaki, figlia d’arte del campione europeo dei 400 metri ostacoli di Goteborg 2006 Periklis Iakovakis, ha conquistato il bronzo stabilendo il record nazionale under 20 in 55.99 meno di un mese dopo il titolo europeo under 18 a Rieti.
Angelova vince il salto triplo femminile
La diciassettenne Viktoriya Angelova ha rimontato dalla sesta alla prima posizione con un salto da 13.91m all’ultimo tentativo con un forte vento contrario di -1.9 m/s aggiudicandosi il secondo oro in un mese dopo il successo agli Europei under 18 di Rieti. Angelova era arrivata a Eugene da leader mondiale under 20 stagionale con il record personale di 13.98m. La rumena Daria Vnceanu si è aggiudicata la medaglia d’argento con il primato stagionale di 13.70m davanti alla spagnola Ana Estrella De Leon, che ha realizzato a sua volta il suo miglior tempo di quest’anno con 13.58m. La siciliana Elisa Valenti, bronzo agli Europei under 18 di Banska Bystrika 2024, si è piazzata al sesto posto in finale con 13.28m, misura realizzata due volte al terzo e al quinto tentativo. L’atleta allenata da Michele Basile ha eguagliato il secondo miglior risultato in questa specialità ai Mondiali under 20 raggiunto da Nadia Morandini nel 1992 e da Greta Brugnolo nel 2021. Solo Erika Saraceni ha fatto meglio in occasione del bronzo a Lima 2024.
Elisa Valenti: “Il personale era l’obiettivo, quindi ero quasi sicura di riuscire a migliorarmi, speravo di ottenere qualcosa di più: come dice sempre il mio allenatore “un metro va e un metro viene. Ho provato un po’ di rammarico. La pedana è speciale, l’atmosfera è bellissima, puoi sapere che su queste pedane hanno messo piede i migliori atleti al mondo, questo ti riempie di orgoglio. Poi ovviamente farlo con la maglia dell’Italia è ancora più bello”.
Louison-Roe migliora l’argento di Lima e vince l’oro nel salto in alto femminile
L’australiana Izobelle Louison-Roe è tornata ai Campionati Mondiali U20 con i favori del pronostico dopo aver conquistato l’argento a Lima due anni fa, e questa volta ha fatto ancora meglio. La leader mondiale stagionale under 20 ha superato la misura di 1.92 m per assicurarsi il titolo del salto in alto. L’ungherese Lilianna Bátori ha conquistato l’argento con 1.90 m, mentre la spagnola Aitana Alonso ha eguagliato il record spagnolo di 1.90 m aggiudicandosi il bronzo per un numero maggiore di errori.
Hegemann resiste a Kärhä per l’oro nel martello
La Germania ha conquistato due medaglie nella finale del lancio del martello femminile grazie a Clara Hegemann e Nova Kienast, classificatesi rispettivamente prima e terza. Hegemann è passata in testa con un lancio di 68.99 m al quarto turno e quella misura è bastata per l’oro, resistendo alla finlandese Pinja Kärhä, leader mondiale stagionale U20 con 68.51m al secondo tentativo. Kienast, compagna di squadra di Hegemann, ha registrato il suo primato stagionale con 67.89 m prendendosi il bronzo, appena 39 centimetri davanti alla statunitense Burklie Burton.
Mancha beffa Stegall nel drammatico finale dei 1500m
La keniana Josephine Sembeyo Mancha ha vinto una finale tattica dei 1500 metri femminili in 4:16.73 battendo la statunitense Claire Stegall per appena 0.04 secondi.
Le finaliste hanno impiegato 78 secondi per percorrere il primo giro poiché nessuno sembrava intenzionato a prendere il comando della corsa, lasciando il gruppo compatto. La gara è diventata via via più caotica, con una caduta e la perdita di una scarpa chiodata tra i vari incidenti nel gruppo.
Quando il ritmo è finalmente aumentato, Mancha si è portata in lizza per l’oro, ma Claire Stegall ha rimontato rapidamente negli ultimi metri. L’atleta statunitense si è tuffata sulla linea d’arrivo, ma Mancha ha stretto i denti vincendo in 4:16.73 con quattro centesimi di secondo su Stegall.
La keniana Caren Chepchirchir si è aggiudicata il bronzo in 4:17.50, mentre l’etiope Elsabet Amare si è classificata al quarto posto.
Douglas trascina la Giamaica all’oro nella 4x100m
La finale della 4x100m femminile è iniziata con un colpo di scena quando la Nigeria è stata squalificata per falsa partenza, ma una volta avviata la gara, Giamaica e Svizzera hanno dato vita a un duello serrato per l’oro.
La Giamaica è rimasta in testa nelle prime fasi, ma la Svizzera si è portata leggermente avanti prima che il testimone raggiungesse le ultime frazioniste. Shanoya Douglas ha poi sfoderato un’ultima frazione da 10.04 secondi, staccando tutti e regalando alla Giamaica l’oro con la miglior prestazione mondiale U20 dell’anno in 42.89. Douglas ha concluso in bellezza questi campionati dopo il doppio argento sui 100 e sui 200 metri.
Shanoya Douglas: “È stato un anno lungo per tutta la squadra giamaicana, quindi vincere questa medaglia è un grande onore”.
La Svizzera ha conquistato l’argento in 43.36, mentre il Belgio si è aggiudicata il bronzo con il record nazionale U20 in 43.91.
Gli USA prendono il largo per l’oro nella 4x400m
Gli Stati Uniti e l’Australia sono rimasti appaiati per gran parte della finale della 4x400m femminile, prima che i campioni in carica prendessero il largo nelle fasi finali.
Ashtyn Lewis ha dato agli USA un vantaggio iniziale prima che Olivia Harris effettuasse il cambio appena davanti all’Australia. Clara Adams ha poi rafforzato il primo posto statunitense nel finale della terza frazione, lasciando a Taylor-Nicole Overton il compito di completare l’opera.
Overton ha fatto registrare un tempo di 51.70. Gli Stati Uniti hanno vinto firmando la miglior prestazione mondiale U20 dell’anno in 3:29.15.
L’Australia ha conquistato l’argento con il primato stagionale di 3:31.39, mentre la Gran Bretagna si è aggiudicata il bronzo con il primato stagionale, in 3:32.08.
Il quartetto azzurro formato da Margherita Castellani (neo primatista italiana under 20 dei 200 metri), Laura Frattaroli, Matilde Abelli, Giulia Macchi si è classificato al settimo posto in 3:35.61. Da sottolineare il tempo di 52.67 realizzato da Giulia Macchi nell’ultima frazione.









