Titus Ekiru ha vinto la Maratona di Abu Dhabi in 2h06’13” in una mattinata calda e umida che ha condizionato la prestazione cronometrica nella seconda parte della gara dopo un passaggio alla mezza maratona in 1h01’46” e due parziali in 14’17” tra il 15 e il 20 km e in 14’27” tra il 20 e il 25 km.
Nella seconda metà gara Ekiru ha corso in solitaria dopo che il vincitore dell’edizione 2019 della maratona di Abu Dhabi Reuben Kipyego ha perso il terreno nei confronti del compagno di allenamento intorno al 30 km.
Titus Ekiru: “Sono molto orgoglioso per quanto fatto. A parte il problema con le lepri, è andato tutto al meglio, a partire dall’organizzazione e dall’ospitalità. Spero di tornare il prossimo anno per difendere il mio titolo. Il percorso è veloce e pianeggiante. Le condizioni climatiche erano perfette. Non ho realizzato il tempo che speravo di raggiungere, ma l’obiettivo principale era vincere”.
Ekiru si è confermato un atleta in grado di eccellere nelle più grandi maratone del mondo. Il ventinovenne keniano ha concluso nove delle tredici maratone disputate e ne ha vinte sette. Nelle altre due gare terminate si è classificato secondo a Casablanca nel 2017 al debutto sulla distanza in 2h15’43” e quarto a Honolulu in 2h12’19”.
Nel 2017 Ekiru ha vinto la prima maratona della sua carriera a Siviglia in 2h07’43”. L’anno successivo si è imposto alla Maratona di Honolulu in 2h09’01”, la mezza maratona di San Diego in 1h01’02” e la maratona di Città del Messico in altura in 2h10’38”.
“Dopo la Maratona di Siviglia avrei dovuto correre a Milano, ma subii una frattura in allenamento e fui costretto a rinunciare alla gara. Dopo aver recuperato dall’infortunio vinsi la mezza maratona di San Diego.
Nell’Agosto del 2017 vinsi la Maratona di Città del Messico prima di fare da pacemaker a Mo Farah alla Maratona di Chicago. Scelsi di gareggiare alla Maratona di Honolulu perché chiesi al mio manager di non correre una maratona troppo veloce in quel momento della mia carriera”.
La svolta della sua carriera è coincisa con la Maratona di Milano nell’Aprile 2019 dove ha vinto stabilendo il miglior tempo di sempre su suolo italiano con 2h04’46”.
Nello stesso anno è diventato il primo atleta keniano in grado di vincere la medaglia d’oro nella mezza maratona ai Giochi Africani a Rabat in 1h01’42” oltre ad aggiudicarsi la mezza maratona di Lisbona in 1h00’12” e la maratona di Honolulu in 2h07’59”.
Ekiru ha realizzato il capolavoro della sua carriera vincendo la Maratona di Milano 2021 in un fantastico 2h02’57” stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno, il crono più veloce di sempre su suolo italiano (o record all-comers come dicono gli statistici inglesi e americani) e il quinto tempo della storia.
Titus Ekiru è nato e cresciuto in condizioni molto povere a Kosirai nella Nandi County sul Turkana, un grande lago dell’Africa Centro Orientale situato nella Rift Valley. Da questa zona provengono anche il campione olimpico degli 800 metri di Seul 1988 Paul Ereng, il campione dei Giochi del Commonwealth del 2010 John Kelal e il maratoneta da 2h09 Wilson Erupe.
A causa delle difficoltà economiche della famiglia Titus fu costretto ad interrompere gli studi e non terminò la Primary School a Kosirai. Iniziò a correre in alcune gare locali sui 5000 metri a Nandi, dove è cresciuto dopo il trasferimento della sua famiglia.
“Cominciai a correre a scuola, ma quando le condizioni di vita della mia famiglia sono peggiorate, ho smesso di studiare e sono andato in cerca di alcuni lavori per aiutare la mia famiglia. Non ho terminato la Primary School”.
Ekiru ha iniziato a correre seriamente sulla spinta di sua sorella Markaret Akai, che vinse le Maratone di Daegu nel 2013 in 2h23’28” e di Shanghai nel 2014 in 2h24’17”.
“Ho provato anche a giocare a calcio come difensore a Kosirai. Quando mia sorella ha compiuto il salto di qualità nella sua carriera e ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo per gareggiare nelle maratone, sono stato incoraggiato ad intraprendere la carriera di atleta sempre più seriamente. E’ stato così che ho incominciato ad allenarmi nel 2009”.
Con l’obiettivo di diventare un atleta professionista Ekiru è entrato nel training camp gestito da Rosa Associati diretto da Gabriele Rosa e dal figlio Federico a Kaptagat nel 2013.
“Mi sono infortunato ma il problema fisico non mi ha scoraggiato. Guardando indietro al mio passato difficile e alle difficoltà della mia famiglia, ho cercato di lavorare con determinazione per compiere una svolta nella mia carriera”.
Il padre Nangiro Longole Kameto lavorava come operaio ma faticava a sfamare sua moglie Mary e sette figli (tre maschi e quattro femmine).
“Mio padre ha aiutato mia sorella maggiore Margaret a completare gli studi. Quando ho cominciato a correre, ero motivato a tenere duro. Fin da quando ho iniziato a correre da bambino, ho sempre avuto l’obiettivo di correre per guadagnarmi da vivere. E’ stato così che ho iniziato a concentrarmi seriamente sulla corsa”.
Durante il suo esordio internazionale a Milano nel 2014 ha subito un infortunio ed è stato costretto ad un lungo stop.
“Ho trascorso il periodo tra il 2014 e il 2016 a guarire dall’infortunio. Successivamente ho deciso di concentrarmi sulla maratona invece di tentare strade alternative su distanze diverse per guadagnare da vivere e aiutare la mia famiglia”.
Ekiru si allena ora nel gruppo diretto dal coach Lawrence Saina a Kapsabet al Training Camp Stanley Biwott. I suoi compagni di allenamento sono il due volte vincitore della Maratona di Tokyo Dickson Chumba, Marius Kipserem (vincitore alla Maratona di Rotterdam) e Reuben Kipyego (secondo alla Maratona di Milano dello scorso 16 Maggio in 2h03’55” e terzo ad Abu Dhabi nel 2021).
A differenza di altri campioni come Eliud Kipchoge e Geoffrey Kamworor, che hanno iniziato con le gare in pista e di corsa campestre, Ekiru non ha grandi tempi nelle gare in pista perché il suo focus è sempre stato mirato sulle corse su strada. Ekiru ammira molto Eliud Kipchoge, due volte campione olimpico e primatista mondiale sulla mezza maratona.
Grazie alla corsa Ekiru è uscito da una condizione di estrema povertà e ora conduce una vita serena dal punto di vista economico insieme alla moglie Daisy Cherotich e il figlio di tre anni Rian Kiptum.
Come Ekiru anche la vincitrice della maratona di Abu Dhabi Judith Jeptum è passata dall’Italia trionfando alla Maratona di Venezia in 2h29’01” nel 2019, una delle quattro gare conquistate in carriera insieme a Belgrado nel 2019 e Izmir nel 2021 e ora l’affermazione più prestigiosa ad Abu Dhabi con il record personale di 2h22’30” davanti alla favorita Eunice Chumba (2h26’01”).
Jeptum è rimasta sola al 30 km fino al traguardo e ha migliorato il precedente record personale di 4 minuti e 22 secondi rispetto al 2h26’52” realizzato ad Izmir in Turchia. In questa stagione Jeptum ha vinto anche la Stra Lugano Half Marathon in 1h06’25”.





