Gianmarco Tamberi - Glasgow (Foto Colombo Fidal)
Gianmarco Tamberi - Glasgow (Foto Colombo Fidal)
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Sono sempre stato affascinato da quella parte di pubblico che si mette in curva, allo stadio di atletica, dietro la pedana del salto in alto e, incitato dall’atleta prima del salto, si mette a scandire la rincorsa verso l’asticella con un battito di mani che viene definito “clap“.

Per noi italiani, e non solo direi, la clap più famosa è quella che scatena Gimbo Tamberi con la sua travolgente carica agonistica ed io, che non avevo mai provato l’emozione di farla, non mi sono fatto sfuggire, ieri pomeriggio, l’occasione di andare al Khalifa Stadium ad incoraggiarlo e sostenerlo.

Era la prima volta che vedevo una gara di salto in alto dalla curva, ammetto di essere abituato più a seguire le gare di corsa che, in effetti, si vedono meglio dalla tribuna centrale. La sensazione che si prova è bellissima, specie se riesci a stare il più vicino possibile verso la pista.

Purtroppo il mio esordio in curva Tamberi, così viene definita quando c’è lui che salta, non è stata delle più coreografiche, non eravamo in tanti e Gimbo stesso, vista l’esiguità dei tifosi italiani presenti, saremo stati una decina, ha preferito concentrarsi totalmente sulla gara, facendo partire solamente una “clap”.

Ma l’importante, ovviamente, era il risultato finale e pur tra qualche patema, più nostro che suo, nel senso che noi non avevamo perfettamente presente la situazione della gara e dei nulli vari, sarebbe bastato il 2.26 alla seconda per andare in finale, Gimbo ha saltato 2.29 alla terza, salutato dal nostro piccolo, per il numero dei presenti, boato di gioia.

Senza entrare più di tanto sul contenuto tecnico della sua prestazione, Gianmarco mi è apparso molto carico e concentrato, ma era una sensazione che già mi aveva dato poche ore prima, quando lo avevo incrociato in hotel e, per la finale di venerdi, ieri sera, quando gli ho fatto personalmente i complimenti, mi ha detto di stare tranquillo perchè ci divertiremo certamente.

Eliminato, purtroppo Stefano Sottile, autore comunque di una buonissima gara, uscito a 2.29, dopo aver saltato 2.26 alla terza prova. Per lui il primo mondiale e delle ottime prospettive per una carriera luminosa.