Marco Brian Cangiano (foto personale facebook)
Marco Brian Cangiano (foto personale facebook)
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Portici è un comune dell’area metropolitana di Napoli di ben 55.000 abitanti, che si trova a circa 8/9 chilometri dal capoluogo partenopeo.

All’interno di tale grande realtà urbana opera l’ASD Budokan club Portici, società sportiva dilettantistica che si impegna quotidianamente per il futuro dell’Atletica, investendo grandi risorse umane per l’avviamento a questo sport di bambini e ragazzi.

Una di queste risorse è certamente Marco Brian Cangiano, Tecnico Federale nonché  Consigliere Provinciale di FIDAL Napoli, e siamo felici di poter riportare il suo pensiero, che sarà certamente quello di tantissimi altri tecnici in tutta Italia, in un momento così difficile per tutti a causa della grave pandemia che sta profondamente condizionando la nostra vita.

L’attività di Marco Brian, per adesso, essendo la sua regione Campania in una zona gialla, sta continuando e allora, proprio qualche giorno fa una giornalista,  Rosaria Russo, addetta stampa della stessa ASD Budokan, lo ha intervistato per farsi raccontare come stesse vivendo questo momento.

Ringraziamo Rosaria per averci inviato e chiesto di pubblicare quanto sotto, che vogliamo considerare come un messaggio di speranza, ma anche di passione vera.

L’intervista integrale di Rosaria Russo

Lo sport ai tempi del coronavirus: cosa è cambiato per l’Atletica?
La nostra attività sta proseguendo in maniera regolare trattandosi di uno sport che si pratica all’aperto e che non prevede contatti.
La società di Atletica leggera Asd Budokan Portici, presente sul territorio dal 1985, conta adesioni anche da parte di bambini e bambine che praticano altre discipline, sia perché è propedeutica e di base per qualsiasi altra, ma anche perché molti genitori hanno orientato la loro attenzione verso di noi, considerando l’Atletica Leggera uno degli sport più “sicuri” in questo momento.         
Inoltre ci atteniamo scrupolosamente al protocollo Covid, effettuando la misurazione della temperatura e la registrazione di ogni singolo atleta che accede all’ingresso, sanificando le attrezzature e mantenendo il distanziamento sociale.
Ha notato qualche cambiamento nei bambini che svolgono attività con la vostra società?
Premetto di avere due figli di 7 e 4 anni che si allenano 3 pomeriggi a settimana, dopo che la mattina svolgono la didattica a distanza e ho constatato che i bambini sono riusciti ad adattarsi in modo straordinario, più di noi adulti.
Inoltre, avendo la possibilità di svolgere attività fisica all’aperto ed in totale sicurezza senza l’uso della mascherina, hanno una valvola di sfogo che favorisce il rilascio di endorfine che insorge dopo aver praticato almeno 40 minuti di attività sportiva, migliorando la sensazione di benessere, la coordinazione e il reclutamento delle fibre muscolari.
Immagino non sia semplice dare la giusta motivazione agli atleti per allenarsi con questo difficile “clima”. Voi come ci riuscite?
Creando il giusto approccio con loro, lavorando sull’attenzione e mantenendo la concentrazione alta rispetto agli obiettivi.
Per la maggior parte di loro, non solo per quelli che alleno, un coach è un punto di riferimento, a volte anche oltre l’attività sportiva, per cui il mio obiettivo è quello di mantenere un buon equilibrio infondendo loro serenità, in attesa  di un un vaccino o di un farmaco antivirale efficace contro il Covid.
Stadio San Ciro Portici (foto archivio)
Stadio San Ciro Portici (foto archivio)
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