Il gesto sbagliato di Tamberi unico neo nella festa dell’atletica a Rieti

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Avrei preferito, come mia abitudine, evitare di scrivere su qualcosa che nulla c’entra con l’atletica agonistica perché, quello che non mi piace al di fuori del gesto tecnico dei protagonisti di questo sport, preferisco ignorarlo nell’ottica di non creare mai polemiche di alcune genere ma, quanto accaduto ieri pomeriggio a Rieti al termine della vittoriosa gara di salto in alto di Gianmarco Tamberi, non è purtroppo passato inosservato a nessuno, e oggi si sono susseguiti articoli anche da parte di primarie testate sportive, per cercare di dare una spiegazione, con anche alcune dichiarazioni dei due protagonisti.

Per chi non avesse visto la diretta della competizione, o non avesse letto niente in merito, ricordiamo che Tamberi, dopo aver superato l’asticella a 2.26 che nell’ultimo salto di spareggio gli ha fatto vincere il titolo, è balzato giù dal sacco arrabbiatissimo e, passato davanti all’atleta con cui si era giocato la vittoria, Marco Fassinotti che gli aveva teso la mano, si è rifiutato di dargliela ed è andato dritto, dopo averlo guardato male ed essersi strappato con rabbia anche il numero sul pettorale dalla maglia.

Si è poi capito che il motivo di tale nervosismo di Gimbo dipendeva da una sua condizione fisica non ottimale, per alcuni problemi fisici di cui soffre, e che il campione olimpico, trovatosi alla fine della gara a pari merito a 2,23 con Fassinotti senza nessun errore precedente, avendo sbagliato la quota successiva 2.26, avrebbe voluto dividere il successo finale senza fare i salti di spareggio, un po’ come accaduto a Tokyo con Barshim, per non affaticare ulteriormente la gamba sinistra dolorante.

Fassinotti invece ha voluto andare avanti, e ritengo assolutamente corretta la decisione dell’atleta nella misura in cui ha voluto giocarsi le sue possibilità sino in fondo, oltre a mettere altri salti dentro la sua preparazione globale, ma questo ha certamente indispettito Tamberi che però, mi sia consentito dire, se aveva dei dubbi sulla sua tenuta in gara, avrebbe dovuto rinunciare a scendere in pedana.

Credo in ogni caso che tra i due saltatori potessero esserci state, in passato, altre problematiche personali probabilmente mai risolte e, alla fine, poco importa i punti di vista dell’uno e dell’altro su quanto accaduto, che non ritengo assolutamente valga la pena di riportare perché si tratta di angolature soggettive, mentre rimane quella oggettiva del gesto di Tamberi visto da tanti tifosi allo stadio e soprattutto in televisione.

Peccato, perché è stata in qualche modo rovinata un’altra bellissima giornata per l’atletica e, alla fine, si è scritto quasi più di questo episodio che non delle ottime prestazioni degli atleti e atlete.

Il mio auspicio in ogni caso, conoscendo sia pur in piccolissima parte Gimbo e sapendo della sua grande sensibilità e intelligenza, è che possa fare a breve un gesto pubblico di sincere scuse per quanto fatto perché la cosa grave, secondo me, non è il suo istintivo momento di rabbia che è assolutamente comprensibile, ma il fatto di avere cercato delle giustificazioni dopo, a mente fredda, senza riconoscere apertamente di avere sbagliato.

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