Amy Hunt ha conquistato la medaglia d’oro europea nei 100 metri donne con il tempo di 11″00 in una finale combattutissima davanti al pubblico di casa dell’Alexander Stadium di Birmingham, precedendo la polacca Ewa Swoboda, che ha bissato la medaglia d’argento di Roma 2024 in 11.02. La belga Delphine Nkansa ha conquistato una sorprendente medaglia di bronzo con il record personale di 11.06, superando di un soffio la svizzera Geraldine Di Tizio Frey (11.07).
La campionessa in carica Dina Asher-Smith ha chiuso al quinto posto eguagliando il primato stagionale di 11.10, precedendo Patrizia Van Der Weken (11.10) e la campionessa mondiale indoor Zaynab Dosso (11.12).
Hunt ha vinto la sua prima medaglia d’oro, aggiungendo questo titolo all’argento mondiale nei 200 metri di Tokyo 2025, all’argento olimpico nella staffetta 4×100 e all’argento dei Giochi del Commonwealth nei 100 metri a Glasgow alla fine di luglio. La BBC ha intitolato nel suo telegiornale “Great Britain is on a medal Hunt” (La Gran Bretagna è a caccia di medaglie), giocando con il cognome della velocista britannica.
Hunt si è laureata in Letteratura Inglese all’Università di Cambridge e vive a Padova, dove è allenata dal tecnico italiano Marco Airale.
Amy Hunt: “Sono davvero orgogliosa di me stessa. Alla fine della giornata, ciò che conta è solo conquistare la medaglia d’oro. Per quanto riguarda l’esecuzione della corsa e quanto fossi indietro a 30 metri dalla fine, non me ne ricorderò tra qualche anno. Ricorderò solo di aver vinto un oro favoloso. Quando ho tagliato il traguardo avrei voluto urlare, avrei voluto piangere. Questa vittoria è incredibilmente speciale per me, essendo la prima nel Regno Unito. Inoltre, su una pista in cui ho gareggiato tantissimo durante la mia crescita. In questo stadio ho vinto i campionati studenteschi inglesi; molte delle persone presenti oggi qui come ufficiali di gara lavoravano già a quei campionati e le conosco fin da quando ero bambina nell’atletica, quindi sembra un momento di chiusura del cerchio. Nel 2022 sono venuta qui per i Giochi del Commonwealth solo da spettatrice perché ero in stampelle. Trovarmi qui ora davanti al pubblico di casa e provare quella stessa emozione è davvero speciale.”
Semifinali 100 metri femminili
Amy Hunt ha dominato la prima batteria vincendo in 10.99 (il terzo tempo più veloce della sua carriera) per staccare il pass per la finale. Patrizia Van der Weken si è assicurata il secondo posto di qualificazione automatica in 11.08. Dina Asher-Smith ha stabilito il primato stagionale in 11.10. Salomé Kora si è piazzata poco distante al quarto posto in 11.12. La tedesca Gina Lückenkemper, campionessa europea a Monaco 2022, ha chiuso quinta in 11.28.
La campionessa svizzera Geraldine Di Tizio Frey si è imposta nella seconda semifinale in 11.02. La campionessa mondiale indoor Zaynab Dosso (Italia) si è assicurata il secondo posto di qualificazione automatica con 11.11, davanti alla britannica Imani Lansiquot (11.16). Daryll Neita ha chiuso al sesto posto in 11.34.
La polacca Ewa Swoboda ha vinto la terza batteria in 11.10, superando al fotofinish la belga Delphine Nkansa con lo stesso tempo. L’ungherese Boglárka Takács ha chiuso in 11.20, un tempo non sufficiente per accedere alla finale.
Batterie 100 metri femminili:
La primatista ungherese Boglárka Takács ha vinto la prima batteria con un tempo ventoso di 10.93 (+3,2 m/s). Anche la britannica Imani Lansiquot ha infranto la barriera degli 11 secondi stampando un 10.99. Isabel Perez si è piazzata terza in 11.11.
La belga Rani Rosius ha vinto la seconda batteria con il suo primato stagionale di 11.17. Anche la finlandese Lotta Kemppinen ha stabilito il proprio stagionale con 11.25. La svizzera Natacha Kouni ha preceduto la greca Polyniki Emmanouilidou con lo stesso tempo di 11.25.
La belga Delphine Nkansa ha fatto registrare la prestazione più veloce in assoluto, eguagliando il proprio primato personale con 11.07 (+1,8 m/s) per vincere la terza batteria. La svizzera Salomé Kora si è classificata seconda in 11.19. L’italiana Gloria Hooper ha eguagliato il proprio primato personale con 11.24.
5000 metri maschili:
Jakob Ingebrigtsen ha conquistato il suo quarto titolo europeo consecutivo nei 5000 metri in 13:15.29 al suo debutto stagionale, dopo aver subito un intervento chirurgico al tendine d’Achille lo scorso inverno. Questa è stata la sua prima gara dai Campionati Mondiali dello scorso settembre a Tokyo 2025.
Ingebrigtsen ha collezionato un totale di sette titoli europei tra i 5000m e i 10000m in quattro edizioni di questi campionati. Il norvegese ha superato Mo Farah che aveva vinto tre titoli europei di fila su questa distanza. Ha completato la sua prima doppietta 1500m-5000m a Berlino 2018 a soli 17 anni, ripetendo poi l’impresa a Monaco 2022 e Roma 2024.
Ingebrigtsen è emerso nei 100 metri finali per conquistare la medaglia d’oro, dopo che il campione mondiale dei 10000m Jimmy Gressier era transitato in testa al suono della campana. Il tedesco Florian Bremm ha vinto l’argento in 13:15.60 precedendo il francese Etienne Daguinos (13:16.09). Gressier si è dovuto accontentare del quarto posto. Ingebrigtsen ha coperto l’ultimo giro in 54.94.
Francesco Guerrra è stato il migliore degli italian in sedicesima posizione in 13:33.30 davanti a Konjoneh Maggi (diciannovesimo in 13:39.79 e a Sebastiano Parolini (ventesimo in13:41.20)
Jakob Ingebrigtsen: “Passare dal punto più basso possibile a essere di nuovo campione europeo significa tutto per me. Nemmeno io credevo che potesse succedere venendo qui. Solo a 600 metri dalla fine ho capito che avrei vinto. Ho dubitato di me stesso ogni singolo giorno prima di arrivare qui e ogni minuto prima dell’ultimo giro di oggi, ma spero sempre di dare il massimo. Ho fatto del mio meglio e le ultime tre settimane sono state molto fluide.”
Finale del getto del peso maschile:
Leonardo Fabbri ha vinto la sua seconda medaglia d’oro europea all’aperto con la misura di 22.31 m, due anni dopo aver conquistato questo titolo in casa a Roma. Fabbri ha aperto la finale con 21.36 m al primo turno. Ha poi incrementato questa misura a 21.78 m al secondo turno e a 22.31 m al terzo turno, prima di commettere tre lanci nulli. Tutti e tre i suoi lanci validi sarebbero stati sufficienti per vincere la competizione. Fabbri ha realizzato la seconda misura più lunga nella storia dei Campionati Europei, dietro solo al suo record di vittoria di 22.45 m stabilito a Roma.
Il compagno di allenamento di Fabbri, Zane Weir, ha completato la doppietta italiana vincendo l’argento con 21.12 m al turno di apertura. Lo svedese Wictor Petersson ha conquistato il terzo posto con 20.97 m. Il britannico Scott Lincoln è rimasto in posizione da medaglia di bronzo con 20.81 m fino al sesto turno, quando Petersson lo ha scavalcato all’ultimo lancio. Lincoln ha così chiuso fuori dalla zona medaglie in un grande campionato internazionale per la quarta volta in carriera.
Leonardo Fabbri: “Volevo davvero lanciare a 23 metri perché sento di essere in grado di farlo. Sono tre anni che lancio a 23 metri in allenamento. Ma non sono riuscito a farlo in gara. Mi sono detto che volevo solo vincere, non importava con quale risultato. Roma è stata speciale perché c’era il pubblico di casa ed ero super fiducioso. Non ho mai dubitato di me stesso, non ho mai pensato di perdere. Oggi, invece, avevo paura. Non me la sono goduta così tanto – quindi direi che questa vittoria è ancora più bella. Ero molto fiducioso, ma avrei tirato fuori la corona solo con 22 metri: era quello che volevo, sono felice e orgoglioso di me stesso. Quello di due anni fa era un ‘Fabbrino’ che sognava di fare serate come a Roma e come qui. Penso che sia una consacrazione e ho dimostrato di avere la fiducia che ho perso dopo Parigi, forte più che mai. Ho pensato a quanto ho sbagliato ad ascoltare chi offende perché non vinco le medaglie: prima di lanciare sorrido, è bellissimo“.
Zane Weir: “La medaglia vale di più quando la strada è difficile. Dopo l’infortunio della stagione indoor, c’è stata la nascita del piccolo Egidio, la persona più importante della mia vita. Devo ringraziare Paolo Dal Soglio, è stato sempre con me e ha sempre creduto in me negli ultimi anni, è un tecnico fenomenale”.
Qualificazioni del getto del peso maschile
Il campione europeo in carica Leonardo Fabbri ha guidato il turno di qualificazione del peso maschile con la misura di 21.29 m ottenuta al primo lancio. Il ceco Tomas Stanek, campione europeo indoor a Torun 2021, ha fatto registrare la seconda misura con 20,66 m. Il pesista azzurro Nick Ponzio ha ottenuto la terza miglior misura con 20.48 m. Lo svedese Wictor Petterson ha lanciato a 20.47 m, guadagnandosi l’accesso in sicurezza alla finale.
Qualificazioni getto del peso femminile
Sette donne hanno superato la misura di qualificazione automatica fissata a 18.20 m. Quattro di loro (Jessica Schilder, Yemisi Mabry, Axelina Johanson e Fanny Roos) hanno raggiunto l’obiettivo al primo tentativo.
La campionessa olimpica Yemisi Mabry Ogunleye ha guidato il turno di qualificazione con 19.25 m. La campionessa mondiale Jessica Schilder è avanzata facilmente in finale con 19.00 m. La stella olandese punta a diventare la seconda donna della storia a vincere tre titoli europei.
Finale del getto del peso femminile:
L’olandese Jessica Schilder ha conquistato il suo terzo titolo europeo consecutivo all’aperto nel getto del peso femminile. Schilder ha iniziato la competizione con 20.09 m al turno di apertura e ha tenuto il meglio per l’ultimo lancio, scagliando il peso a 20.73 m al sesto tentativo. Jorinde Van Klinken ha completato la doppietta olandese piazzandosi al secondo posto e migliorando il proprio primato personale di sette centimetri con 19.64 m. La tedesca Yemisi Ogunleye ha completato il podio conquistando il terzo posto con 19.50 m. La svedese Fanny Roos si è classificata quarta con 19.05 m, precedendo le portoghesi Auriol Dongmo (19.05 m, stessa misura di Ross ma con un secondo peggior lancio) e Jessica Inchude (18.97 m).
Jessica Schilder: “Non mi stancherò mai di questa sensazione, non mi annoierò mai di vincere queste medaglie. Sono arrivata qui con la fiducia che, nonostante gareggiassi con un dito infortunato, fossi in grado di fare bene. Oggi si trattava soprattutto di lottare e superare il dolore. Sapendo però che dopo questa competizione avrò un po’ di riposo, ho dato il massimo. È stata una finale emozionante. Forse non dovrei dirlo, ma questo è stato il più facile dei miei tre titoli europei. C’era un bel distacco con le altre concorrenti. Dopo il tentativo a 20,52 m mi sentivo piuttosto fiduciosa e calma, sapendo che avrei conquistato il gradino più alto del podio e che avrei potuto spingermi ancora oltre. È fantastico che anche la medaglia d’argento sia stata vinta da un’atleta olandese (Jorinde van Klinken) e che il podio sia stato esattamente lo stesso del 2024. Adoriamo gareggiare tra di noi, spingerci a vicenda verso un livello più alto. Amo queste ragazze. Ci divertiamo, ci sosteniamo a vicenda e ci vogliamo bene“.
Staffetta 4×400 mista:
Una fortissima squadra norvegese, composta da Karsten Warholm, Amalie Iuel, Andreas Ofstad e Henriette Jæger ha vinto la staffetta 4×400 mista stabilendo il record dei campionati, la migliore prestazione europea dell’anno e il record nazionale con 3:09.62, resistendo alla rimonta della Gran Bretagna (3:10.47). I Paesi Bassi hanno completato il podio al terzo posto con il primato stagionale di 3:10.77. Warholm ha fatto registrare una frazione da 44.5 nel primo turno, mentre Jæger ha corso l’ultima frazione in 49.42.
Karsten Warholm: “Questa è in assoluto la mia prima medaglia in una staffetta in un grande campionato internazionale, quindi sono davvero felice e orgoglioso della mia squadra. Penso che oggi abbiamo fatto un ottimo lavoro e che abbiamo meritato di vincere. Mi è piaciuto molto correre per il gruppo, ed è una squadra che amo particolarmente. Vedo il loro duro lavoro ogni giorno e in questi casi vuoi vincere per tutti, non solo per te stesso. Sono super orgoglioso che abbiamo avuto questa opportunità e felice di aver portato a casa l’oro“.
L’Italia si è classificata al sesto posto in 3:13.12. Il diciannovenne Mohamed Soudassi è partito fortissimo prima di una flessione nel finale, Anna Polinari ha recuperato una posizione nel finale portando l’Italia al sesto posto, Luca Sito e Alice Mangione hanno mantenuto la posizione nelle de frazioni finali.
Qualificazioni Salto in lungo maschile:
Il campione olimpico Miltiadis Tentoglou ha iniziato la difesa del titolo europeo in carica con un salto di 7.73 m nel turno di apertura, staccando 35 centimetri prima dell’asse di battuta. Tentoglou è poi atterrato a 8.26 m al
secondo round, assicurandosi la qualificazione automatica alla finale.
Il fuoriclasse ellenico punta a eguagliare il record del quarto titolo europeo consecutivo, dopo le medaglie d’oro vinte a Berlino 2018, Monaco 2022 e Roma 2024. Se dovesse vincere il titolo, eguaglierebbe Heike Drechsler, capace di conquistare quattro ori europei nel salto in lungo femminile tra il 1986 e il 1998.
Miltiadis Tentoglou: “Questa è stata una delle mie migliori misure in qualificazione dopo Parigi 2024, quindi sono felice. Volevo chiudere la pratica al primo tentativo, ma il vento è cambiato. Sono rimasto calmo, non è stato un grosso problema. È stato un salto tranquillo e mi fa piacere aver saltato 8.26 m in una qualificazione mattutina. Domani voglio saltare 8.50 m, 8.60 m e vincere. Sto bene, quindi dovrei farcela. Ho difeso così tanti titoli che ormai non sento la pressione, mi sento solo entusiasta“.
Il campione italiano assoluto e under 23 Francesco Inzoli ha realizzato la miglior misura del turno di qualificazione automatica del salto in lungo maschile con un salto da 8.34 m ventoso (+3,1 m/s). Il fratello minore di Francesco, Daniele Inzoli, ha vinto il titolo mondiale under 20 con 7.97 m a Eugene, dopo aver migliorato il proprio primato personale con 8,15 m nel turno di qualificazione lo scorso fine settimana.
Francesco Inzoli: “È stato un ultimo salto importante, ci tenevo a far bene ed entrare in finale. Gara complicata, non l’ho aperta nel modo migliore. Mi sono trovato alle strette. Il vento era un po’ ballerino. Nell’ultimo salto ho sentito che si alzava un po’, ho dovuto ricalibrare la rincorsa perché sapevo che andava piazzato per forza per entrare in finale e ci sono riuscito. Mi dispiace per Mattia Furlani. Ha avuto una stagione complicata, dopo l’infortunio ha fatto tutto il possibile per arrivare qui nelle migliori condizioni possibili. È un grande campione e tornerà più forte di prima. Mio fratello Daniele campione del mondo under 20 ha dato una grande soddisfazione a tutti quanti e per me è stato uno stimolo. Mi sono sentito ancora più carico per affrontare il mio campionato. La mia condizione è buona, mi aspetto di poter saltare ancora su queste misure, magari con vento regolare“.
Il ventenne serbo Luka Boskovic ha stabilito il record nazionale under 20 con 8.04 m, prima di balzare a un 8.33 m assistito dal vento (+2,4 m/s).
Lo spagnolo Eusebio Caceres è atterrato a 8.24 m ventoso (+3,1 m/s). Anche il campione europeo indoor Bozhidar Saraboyukov ha raggiunto la misura di qualificazione automatica con 8.20 m (+2,6 m/s). Jaime Guerra ha saltato 8.12 m. Il primatista mondiale dell’eptathlon indoor, Simon Ehammer, ha ottenuto 8.10 m al primo round. Anche il campione mondiale indoor
Gerson Baldé è avanzato in finale con 7.99 m.
Mattia Furlani ha mancato la finale fermandosi a 7.73 m. Il campione del mondo all’aperto, alla sua seconda gara da quando si è infortunato nella Diamond League di Xiamen, è uscito dalla buca di sabbia zoppicando e stringendosi il bicipite femorale destro. Furlani ha lasciato la pista in sedia a rotelle dopo aver ricevuto assistenza medica.
Mattia Furlani: “Sono passati ormai due mesi e mezzo da quell’infortunio in Cina – scrive Mattia Furlani. Due mesi in cui l’obiettivo era in primis recuperare al meglio per cercare di ritornare in pedana sano, ancor prima che performante. Mesi in cui si è lavorato molto sia in campo che con lo staff medico. Se non avessi avuto l’estrema certezza – e il test di Montecarlo ne è stato una prova – non sarei mai entrato in pedana correndo il rischio consapevole di una probabile ricaduta. Oggi mi sentivo bene, entravo forte ed evidentemente il mio corpo, a certe intensità, non era ancora pronto a ritornare alle velocità a cui ero abituato, subendo una ricaduta. In questi mesi ho passato probabilmente i momenti peggiori fino ad adesso: sto vivendo una mancanza di fiducia verso me stesso e i miei mezzi che ultimamente non fanno che ampliarsi, vedendo la strada un po’ sfocata. La mia stagione finisce qui“.
Thobias Montler è rimasto escluso dalla finale per appena 1 cm rispetto alla misura minima utile. Lo spagnolo Lester Lescay si è qualificato per la finale con 8.03 m.
Turno di qualificazione del salto triplo femminile:
La campionessa europea under 20 Erika Giorgia Saraceni ha guidato il turno di qualificazione con la misura di 14.50 m, migliorando il proprio primato personale di 9 centimetri. L’altra azzurra Dariya Derkach ha realizzato la seconda miglior misura con 14,42 m. La francese Ilona Masson è avanzata in finale con il terzo miglior salto a 14.35 m. Kira Wittmann ha stabilito il proprio record personale con 14.26 m.
Erika Saraceni: “Sono felicissima di questo risultato, soprattutto perché sono arrivata qui disputando appena la mia seconda gara dell’anno dopo il rientro dall’operazione per un’ernia. Trovare subito questa misura al secondo salto, siglando il mio primato personale, mi dà una fiducia enorme in vista della finale di giovedì. La pedana dell’Alexander Stadium è fantastica, sentivo un’ottima risposta a ogni appoggio. Ora l’obiettivo è resettare tutto, rimanere concentrata e godermi al massimo la finale insieme a Dariya.”
Dariya Derkach: “Sono davvero felice di aver archiviato la qualificazione al primo salto. Ho eseguito la mia nuova rincorsa, aggiungendo due passi in più, e sono sollevata che abbia funzionato. Durante il riscaldamento ho sentito parecchio freddo, quindi mi ci è voluto sicuramente più tempo del solito per essere pronta. Quando sono a casa in Italia, normalmente impiego 20 minuti per riscaldarmi, ma oggi ci è voluto molto di più. È stato senza dubbio qualcosa a cui ho dovuto adattarmi.”
Lancio del martello femminile:
La danese Katrine Koch Jacobsen ha guidato le qualificazioni con la misura di 72.62 m. Le lanciatrici finlandesi Silja Kosonen e Krista Tervo sono avanzate in finale rispettivamente con 72.02 m e 70.42 m. La campionessa in carica, l’italiana Sara Fantini, ha ottenuto la quarta miglior misura complessiva con 70.51 m, superando il turno. Anche Anita Włodarczyk ha conquistato l’accesso alla finale con 68.70 m.
Rachele Mori ha fatto registrare la misura di 60.25m poco più di un mese dopo un intervento per rimuovere un carcinoma alla tiroide.
Sara Fantini: “Le qualificazioni sono sempre una gara a sé, l’unica cosa che conta davvero è mettere in cassaforte la misura per passare il turno. Aver lanciato subito 70.51 m mi ha permesso di gestire la qualificazione senza troppi patemi e di risparmiare preziose energie mentali e fisiche. Sappiamo che la concorrenza in finale sarà altissima, con atlete in grande forma come la danese Jacobsen e le finlandesi, ma io sono qui per difendere il mio titolo e dare il massimo colpo su colpo.”
Silja Kosonen: “Ho intenzione di lanciare lontano, voglio vincere la medaglia d’oro. Sono arrivata quarta o quinta così tante volte che adesso desidero davvero salire sul podio. Sento di essere in un’ottima forma fisica e voglio solo dare il massimo“.
100 metri ostacoli femminili:
La campionessa italiana Celeste Polzonetti, che quest’anno si è classificata seconda ai Campionati NCAA, ha vinto la prima batteria dei 100 metri ostacoli femminili in 12.80, a soli sei centesimi dal suo record italiano under 23.
Celeste Polzonetti: “Sono molto contenta, sono contenta di aver corso bene nonostante la partenza non sia stata delle migliori. Non sono partita bene, e l’atleta al mio fianco mi è scappata. Poi però ho cambiato marcia: sono riuscita a mettere la marcia più alta con un’azione fluida tra le barriere e a vincere la batteria. Ci sono ancora delle piccole cose da sistemare tipo la partenza, ma per le semifinali sarà sicuramente meglio.”
La danese Ida Beiter Bomme ha chiuso al secondo posto in 12.88, precedendo la norvegese Elea Norstad Bock (12.98).
Martine Kolbeinshavn Hjørnevik si è aggiudicata la seconda batteria in 12.82. Yaria Ndjip-Nyemeck si è piazzata seconda in 12.87, davanti alla danese Mette Laugesen Kammer (12.92) e alla primatista italiana Giada Carmassi (12.94).
La tedesca Rosina Schneider ha vinto la terza batteria con il record personale di 12.76. La danese Annika Baun Haldbo ha migliorato il proprio personale fino a 12.94. La svizzera Larissa Bertényi ha terminato al terzo posto in 13.01, superando la campionessa italiana dello scorso anno, Elena Carraro, per soli quattro millesimi di secondo.
400 metri maschili:
L’ungherese Patrik Simon Enyingi ha vinto la prima batteria con il primato stagionale di 44.87 nei 400 metri maschili, precedendo il portoghese Omar Elkhatib (45.49) e Maksymilian Szwed (45.53).
Il francese Yann Spillmann si è aggiudicato la vittoria nella seconda batteria in 45.54 davanti a Jack Raftery (45.81) e al portoghese Joao Coelho (46.06).
I dodici atleti più veloci di tutte le batterie si sono aggiunti ai 12 atleti già qualificati di diritto, che accedono automaticamente alle semifinali.
800 metri maschili
Il primatista italiano all’aperto Francesco Pernici ha adottato una tattica d’attacco correndo in testa per vincere la terza batteria in 1:45.31. Il francese Corentin Le Clezio è arrivato secondo a 12 centesimi di distacco (1:45.43). L’olandese Ryan Clarke si è preso il terzo slot di qualificazione automatica in 1:45.74.
Il due volte medaglia di bronzo europea Mark English (Irlanda) ha superato in sicurezza il turno vincendo la prima batteria in 1:46.96 davanti al campione italiano indoor e medaglia di bronzo europea under 23 Giovanni Lazzaro (1:47.53).
Yanis Meziane ha vinto una seconda batteria decisamente più rapida in 1:45.10 davanti al primatista spagnolo Mohamed Attaoui (1:45.26) e a Filip Ostrowski (1:45.35). Ben Pattison è passato al turno successivo come il ripescato più veloce grazie al tempo di 1:45.40.
Il britannico Max Burgin ha vinto la quarta e ultima batteria in 1:45.80 precedendo lo svedese Andreas Kramer, autore del suo primato stagionale in 1:46.05, e Alexander Stepanov (1:46.27). Gabriel Tual ha mancato le posizioni di qualificazione diretta per soli 6 centesimi, ma è comunque passato in semifinale come uno dei quattro migliori tempi ripescati grazie al suo 1:46.33.
400 metri ostacoli femminili
L’austriaca Lena Pressler è stata l’unica ostacolista a scendere sotto i 55 secondi nel primo turno dei 400 metri ostacoli femminili, fermando il cronometro a 54.97. Lina Nielsen ha fatto registrare il secondo miglior tempo con 55.08. L’altra austriaca Anja Dlauhi ha vinto l’ultima batteria in 55.42.
Qualificazioni lancio del martello maschile
Volodymyr Myslychuk e l’ungherese Bence Halasz (argento olimpico e tre volte bronzo mondiale) sono stati gli unici a lanciare oltre la misura di qualificazione automatica fissata a 78.00 m.
Myslychuk ha guidato le qualificazioni con un lancio da 79.61 m. Halasz ha raggiunto la seconda misura utile per l’accesso diretto con 79.58 m.
Il primatista francese Yann Chaussinand ha realizzato la terza miglior misura complessiva dei due gruppi di qualificazione con 77.45 m.
Il bronzo olimpico Mykhaylo Kokhan è passato in finale in tutta sicurezza con la quarta miglior misura di 77.40 m. Il cinque volte medagliato mondiale Pawel Fajdek si è qualificato in quinta posizione con 77.35 m. Il campione in carica Wojciech Nowicki è rimasto invece escluso dalla finale.
Batterie dei 3000 metri siepi femminili:
La tedesca Lea Mayer ha vinto la prima batteria dei 3000 metri siepi in 9:32.31, precedendo Gesa Felicitas Krause (9:32.27) e la francese Flavie Renouard (9:32.77).
La britannica Elise Thorner si è aggiiudicata la seconda batteria in 9:32.40 davanti alla finlandese Ilona Mononen (9:32.55) e la francese Alice Finot (9:32.58).









