Il campione olimpico Miltiadis Tentoglou ha saltato 8.44 m con un vento contrario di -1,1 m/s al quarto turno, conquistando la sua quarta medaglia d’oro outdoor consecutiva nel salto in lungo ai Campionati Europei nella seconda serata della rassegna continentale nell’Alexander Stadium di Birmingham.

In precedenza, il greco era balzato a 8.27 m nel secondo turno con un vento contrario di -1,4 m/s, staccando ben 20 centimetri prima dell’asse di battuta.

Il campione e primatista mondiale indoor di eptathlon Simon Ehammer si era portato in testa alla classifica con una misura di 8.29 m, superando un vento contrario di -2,7 m/s.

Tentoglou si è poi spinto fino a 8,44 m con un vento contrario di -1,1 m/s al quarto tentativo. Con questa prestazione, l’atleta greco ha eguagliato il primato di successi di Heike Drechsler, capace di vincere quattro titoli consecutivi nel salto in lungo femminile tra il 1986 e il 1999. Tentoglou ha successivamente rinunciato ai suoi ultimi due tentativi.

Miltiadis Tentoglou: “Questa è stata una delle finali più difficili che abbia mai affrontato. Me la cavo bene in qualsiasi condizione, ma questo vento è stato davvero duro per noi lunghisti. Per me questo non è stato un normale salto da 8.40 m; è stato un gran salto. Per questo motivo lo apprezzo moltissimo. Si tratta di una delle mie vittorie più preziose, anche perché per me questa è una stagione complessa. Questo segna l’inizio di una nuova striscia di medaglie d’oro.”

Simon Ehammer: “È una medaglia ai Campionati Europei, conquistata in un parterre di lunghisti di altissimo livello. Quindi, dopo il mio infortunio a Monaco, direi che si tratta di un ottimo risultato. L’obiettivo era sicuramente quello di lottare per l’oro. È stata una bella battaglia. La mia stagione ha già superato ogni mia più rosea aspettativa, quindi una medaglia qui rappresenta la ciliegina sulla torta.”

Il campione mondiale indoor Gerson Baldé è atterrato a 8,18 m al sesto turno, sfilando temporaneamente la posizione da medaglia di bronzo a Bozhidar Saraboyukov.

Saraboyukov si è però ripreso il terzo posto saltando 8,26 m sempre al sesto turno. L’atleta bulgaro ha così conquistato la prima medaglia outdoor di rilievo della sua carriera professionistica.

Il campione italiano assoluto e under 23 Francesco Inzoli si è classificato al sesto posto con la misura di 8,04 m al debutto nella massima rassegna continentale quatto anni dopo il terzo posto agli Europei Under 18 di Gerusalemme 2022.

Francesco Inzoli: “Arrivare sesti fa sempre male, specialmente in una finale europea dove sentivo di avere nelle gambe la misura per una medaglia. C’è un po’ di amaro in bocca per non aver replicato la spinta della qualificazione. Dedico questo percorso a Mattia Furlani, sperando si riprenda presto dal brutto infortunio, e a mio fratello Daniele: la nostra è una sfida di famiglia che ci porta a volare sempre più in alto.”

5000 metri femminili: finale

La stella italiana Nadia Battocletti ha vinto la sua seconda medaglia d’oro europea consecutiva nei 5000 metri femminili in 15:37.84, davanti alla spagnola Marta Garcia, che ha conquistato l’argento con il suo primato stagionale di 15:39.98. Si è trattato del tempo di vittoria più lento nella storia dei Campionati Europei per questa specialità.

Battocletti ha così collezionato il suo sesto titolo europeo tra pista, strada e corsa campestre. Dalla sua doppietta europea nei 5000m e 10000m a Roma 2024, ha vinto due medaglie agli Europei di Cross (2024 e 2025) e il titolo dei 10 km ai Campionati Europei di Corsa su Strada a Lovanio nel 2025.
La lombarda Micol Majori ha completato la festa italiana vincendo una sorprendente medaglia di bronzo in 15:40.65, davanti all’irlandese Sarah Healy (15:40.95), alla britannica Hannah Nuttall (15:41.27) e all’olandese Maureen Koster (15:41.81).

Koster si è portata in testa a 800 metri dalla fine, guidando il gruppo davanti a Battocletti. Koster era al comando al suono della campana dell’ultimo giro con Hannah Nuttall alle sue spalle, ma Battocletti ha cambiato marcia sul rettilineo opposto a 250 metri dal traguardo. L’atleta italiana ha staccato il resto del gruppo e ha accumulato un grande vantaggio prima di tagliare il traguardo, difendendo con successo il suo titolo europeo.

Battocletti aggiunge questo trionfo a una bacheca che include due ori europei (5000m e 10000m) a Roma 2024, l’argento olimpico nei 10000m a Parigi 2024, l’argento nei 10000m e il bronzo nei 5000m ai Mondiali di Tokyo 2025, e il titolo mondiale indoor nei 3000 metri a Torun 2026. Ha ora collezionato 11 titoli europei individuali, inclusi sei ori continentali nel cross a livello under 20, under 23 e assoluto.

Nadia Battocletti: “Sono felicissima e grata per la mia prestazione. Oggi mi sentivo forte. È stata una gara un po’ folle, ci siamo toccate molto lungo il percorso perché è stata molto tattica. Ho aspettato un po’ prima di portarmi al comando a spingere. In realtà ho iniziato a incrementare un po’ il ritmo dopo i 3000 metri, ma la ragazza olandese (Maureen Koster) ha fatto il lavoro duro. Quando siamo arrivate all’ultimo giro, ho sentito il bisogno di spingere ancora di più perché nell’ultimo giro può cambiare tutto: puoi perdere o vincere proprio lì, quindi era un po’ rischioso. Una volta passata in testa, ero determinata a non mollare il comando. La doppietta sarebbe un sogno per me. Naturalmente i 10000 metri saranno un’altra gara. Spingeremo fin dal primo chilometro. Sarà diverso. Non ho paura, sono solo entusiasta. Voglio davvero vincere.”

Majori si è laureata con il massimo dei voti in ingegneria civile al Politecnico di Milano, dove ha ricevuto la borsa di studio per meriti sporivi. Nel 2020 Majori è passata ad allenare nel gruppo di Adolfo Rotta a Cernusco su Naviglio dopo l’improvvisa scomparsa del tecnico Vincenzo Leggieri. Per fare il definito salto di qualità la milanese si è trasferita a Rubiera per farsi allenare dal campione olimpico di maratona di Atene 2004 Stefano Baldini.

Micol Majori: “Era impensabile, ovviamente lo sognavo, conoscevo le avversarie e sapevo che in caso di gara tattica avrei potuto giocarmela… però no, nello zaino non ho messo la tuta di rappresentanza per un’eventuale premiazione. Quest’anno non avevo ancora trovato la gara perfetta, però ho lavorato molto sui finali e quando ho visto che la gara era lenta ho detto ‘oggi o mai più’. Non vedo l’ora di cantare l’inno insieme a Nadia. E che il mio coach Stefano Baldini finisca la sua cronaca su Sky per abbracciarlo. Questo bronzo l’abbiamo costruito in tre anni, mi sono trasferita a Rubiera, siamo una quindicina di mezzofondisti, di cui cinque in questi Europei. Quello che fa un’atleta in gara è merito soprattutto delle persone che la circondano. Sono ingegnera come lo diventerà Nadia: evidentemente avere la testa che fa così tanti calcoli aiuta a sopportare i carichi e i chilometri. In gara di calcoli non ne ho fatti molti: il mio numero stasera è soltanto il 3“.

Finale 100 metri maschili

Il britannico Romell Glave ha conquistato la sua prima medaglia d’oro europea nella finale dei 100 metri maschile in 10.09 con un vento contrario di -0,4 m/s. Glave ha guidato una doppietta britannica davanti al compagno di squadra Jeremiah Azu, medaglia d’argento in 10.16. Il bronzo è andato al primatista tedesco Owen Ansah con 10.19. Azu torna così sul podio dei Campionati Europei all’aperto quattro anni dopo il bronzo conquistato a Monaco 2022 alle spalle di Marcell Jacobs.

Glave ha trasformato il bronzo europeo di Roma 2024 in un oro davanti al pubblico di casa.

Glave è nato a Manchester in Giamaica l’11 Novembre 1999. Ha iniziato la sua carriera sportiva con il calcio e il cricket prima di dedicarsi all’atletica. E’ crescito nel mito di Usain Bolt. Nel 2015 si è trasferito a Londra per raggiungere il padre e si è iscritto nel club locale di atletica dei Croydon Harriers.

Marcell Jacobs è arrivato settimo al traguardo, frenato da un problema fisico durante il riscaldamento. Il campione olimpico ha smesso di spingere a metà gara chiudendo in 12.26.

Romell Glave: “È una sensazione incredibile. Il lavoro che ho fatto per raggiungere questo livello è stato tantissimo. Io e il mio allenatore ci siamo concentrati molto sui primi 30 metri. Ha funzionato ed è fantastico aver migliorato il bronzo del 2024. Il nostro obiettivo era una tripletta britannica sul podio, ma abbiamo ottenuto i primi due posti, il che resta assolutamente straordinario. Non sentivo alcuna pressione, mentalmente ero pronto per questa occasione.”

Marcell Jacobs:“ Dispiace tantissimo. Mi sentivo veramente bene dopo la semifinale, ma quando ho provato i blocchi di partenza nel riscaldamento della finale ho sentito un gran fastidio all’adduttore, probabilmente lo stesso problema di un mese fa. Quando mi sono messo sui blocchi ho chiuso gli occhi, sapevo che c’era la possibilità di non arrivare fino in fondo, ma ero pronto a rompermi qualsiasi cosa per questa gara. Ero qui da leader europeo dell’anno, per confermarmi. Fa parte del gioco, queste sono cose che non si possono controllare e sarà un altro insegnamento, dovremo capire perché è successo. Non sono uno che molla, mi rimetto al lavoro e si continua”.

Semifinali 100 metri maschili

Il campione britannico Romell Glave ha vinto la prima semifinale in 10.13, assicurandosi il posto in finale. L’azzurro Chituru Ali, già medaglia d’argento europea a Roma 2024, si è preso il secondo pass di qualificazione automatica in 10.34, precedendo il tedesco Heiko Gussman (10.37).

Il campione europeo indoor Jeremiah Azu (Gran Bretagna) si è aggiudicato la seconda semifinale in 10.17. Il campione tedesco Owen Ansah ha fatto suo il secondo posto di qualificazione automatica in 10.20.

Il due volte campione europeo Marcell Jacobs ha vinto in scioltezza la terza batteria fermando il cronometro a 10.08, il tempo più veloce dell’intero turno di semifinali.

Batterie 100 metri maschili

I primi 12 atleti del ranking hanno ricevuto un pass diretto (bye) per le semifinali senza dover correre questo turno.

L’irlandese Toluwabori Akinola ha guidato il round di apertura dei 100 metri maschili vincendo la seconda batteria in 10.39, superando il belga Simon Vererstraeten per un solo centesimo di secondo.

Il belga Emil Botterman ha vinto la terza batteria in 10.42 davanti al campione europeo dei 200 metri, lo svizzero Timothé Mumentaler (10.44).

Il vice campione italiano indoor e outdoor Samuele Ceccarelli è stato eliminato per un solo centesimo di secondo con 10.58 con un forte vento contrario di -2.8 m/s. Filippo Randazzo Ha corso la sua batteria in 10.71 con vento contrario di -3.0 m/s in una prova condizionata dai problemi fisici dell’ultimo periodo.

100 metri ostacoli femminili: finale

L’olandese Nadine Visser ha vinto una tiratissima finale dei 100 metri ostacoli femminili in 12.67, precedendo la polacca Pia Skrzyszowska per appena un millesimo di secondo in un photofinish strettissimo. La francese Laeticia Bapté ha conquistato il terzo posto in 12.73, precedendo la campionessa mondiale Ditaji Kambundji (Svizzera), quarta in 12.75. L’ungherese Luca Kozak ha chiuso in quinta posizione con 12.84, davanti alla francese Sasha Alessandrini (12.92).

Visser ha vinto quattro medaglie ai Campionati Europei Indoor, inclusi gli ori a Glasgow 2019 e Torun 2021, e due medaglie ai Campionati Mondiali Indoor (bronzo a Birmingham 2018 e bronzo a Torun 2026). Skrzyszowska ha completato la sua collezione di medaglie europee dopo l’oro a Monaco 2022 e il bronzo a Roma 2024.

100 metri ostacoli femminili: semifinali

Pia Skrzyszowska, già campionessa europea a Monaco 2022 e medaglia di bronzo europea a Roma 2024, ha vinto la prima semifinale in 12.60 (-0.3 m/s). Marcia Sey (Gran Bretagna) ha ottenuto il secondo posto utile per la qualificazione automatica in 12.77, superando la francese Laeticia Bapté per soli tre millesimi di secondo. La ventenne lombarda Celeste Polzonetti è stata la prima delle escluse dalla finale dopo il quarto posto in semifinale in 12.93.

L’ungherese Luca Kozak si è aggiudicata la seconda semifinale in 12.83 (-1.2 m/s), battendo la belga Yania Ndjip Nyemeck per appena sette millesimi di secondo. Sasha Alessandrini si è piazzata terza in 12.80. Giada Carmassi si è classificata al quinto posto in un buon 12.93.

Nadine Visser ha dominato la terza semifinale vincendo in 12.69 (-1.3 m/s). La campionessa mondiale all’aperto Ditaji Kambundji ha preso il secondo posto di qualificazione automatica in 12.94, precedendo di un soffio la tedesca Rosina Schneider (12.96). Elena Carraro si è classificata al settimo posto in 13.29.

Lancio del martello maschile:

L’ungherese Bence Halasz ha vinto il lancio del martello maschile, stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno e il record nazionale con la misura di 84.25 metri al quinto lancio. Halasz aggiunge questo titolo a una bacheca che include l’argento olimpico, due argenti e un bronzo europei, oltre a tre medaglie mondiali.

Il tedesco Merlin Hummel ha conquistato la medaglia d’argento con 81.30 metri, precedendo la medaglia di bronzo olimpica Mykhaylo Kokhan (79,49 metri).

Bence Halasz: “È una sensazione fantastica. Sono scioccato. Non mi aspettavo un risultato del genere. Quando ho rilasciato il martello, ho pensato: ‘OK, questo è un ottimo lancio, forse da 83 metri’. Poi sono rimasto senza parole quando ho visto la misura ufficiale. Questa stagione è stata molto più dura rispetto agli anni passati. Ma ne è valsa assolutamente la pena.”

800 metri femminili:

La campionessa olimpica e primatista mondiale indoor Keely Hodgkinson ha aperto la sua avventura ai Campionati Europei vincendo la prima batteria in 1:57.28. Hodgkinson, che ha stabilito il record britannico all’aperto fermando il cronometro a 1:54.33 nella tappa della Diamond League di Stoccolma dello scorso 7 Giugno, andrà a caccia del suo terzo titolo europeo consecutivo dopo i successi di Monaco 2022 e Roma 2024.

Keely Hodgkinson: “Mi sono sentita davvero bene. Sono davvero felice che la gara sia stata un po’ più veloce. Ho percepito un ritmo simile a quello di quando mi alleno. Sono contenta perché a volte una gara più lenta può farti sentire malissimo.Sono appena tornata dal Portogallo, quindi mi sento benissimo. Lì ho preso una bella abbronzatura e mi sono concessa un po’ di relax, che serve sempre. Questo mi ha preparata al meglio per essere qui oggi”.
Non mi interessa affatto il rumore e ciò che si dice intorno a me. Non ho tempo per queste cose. Mi concentro solo su me stessa e faccio ciò che sono in grado di fare“.

Eloisa Coiro ha battuto il record italiano di Gabriella Dorio, che resisteva da 36 anni, con il tempo di 1:57.56. Coiro si era già migliorata in questa stagione correndo in 1:58.42 nella tappa della Diamond League di Rabat. La venticinquenne romana allenata da Emilio De Bonis ha corso una gara perfetta rimanendo coperta fino al rettilineo finale dove ha recuperato due posizioni per concludere la batteria in seconda posizione. Coiro ha conciliato con successo atletica e studi laureandosi in economia all’Università Luiss di Roma.

Eloisa Coiro: “Gabriella Dorio è sempre stata un’ispirazione per me, una grande atleta e una donna fantastica, a lei va tutto il mio affetto. Per me significa tanto e lo cercavo da tempo, ma oggi non ho guardato i passaggi quindi a fine gara ero completamente sorpresa. Mi sono sentita benissimo, ora non mi metto più limiti. C’è un livello altissimo in Europa, bisogna sfruttarlo. Siamo competitive ma molto unite”.

Dorio aveva stabilito il record italiano precedente con il tempo di 1:57.66 realizzato a Pisa il 5 Luglio 1980. Il record italiano è caduto proprio nell’anniversario della vittoria di Gabriella Dorio sui 1500 metri alle Olimpiadi di Los Angeles l’11 Agosto 1984. Dorio è stata la prima a inviare i complimenti alla neo primatista italiana.

La tedesca Smilla Kolbe ha migliorato il proprio primato personale (PB) portandolo a 1:57.80. Anche Veronica Vancardo ha stabilito il proprio primato personale chiudendo al quarto posto in 1:58.20.

La due volte campionessa mondiale dei 400 metri ostacoli Femke Bol ha controllato la gara fin dalla partenza, aggiudicandosi la vittoria nella seconda batteria in 1:59.89. Gabriela Gajanova ha conquistato il secondo posto in 2:00.27, precedendo la spagnola Rocio Arrojo (2:00.62).

Femke Bol Broeders. “È bello non avere un bersaglio sulla schiena questa volta. È bello poter semplicemente sorprendere me stessa, essere l’outsider invece della favorita. Naturalmente, si tratta anche un po’ di scoprire come funzionano le cose e di abituarsi a fare questo tipo di gare. In un certo senso è difficile, non ho molta esperienza con la parte tattica degli 800 metri. Non essendo la favorita assoluta, significa che questa volta non sono io a controllare la gara. Nei 400 metri ostacoli avevo la mia corsia, le mie barriere e sapevo di cosa fossi capace. Negli 800 metri è tutto molto nuovo, ma è anche estremamente stimolante“.

La medaglia d’argento mondiale indoor Audrey Werro ha guidato la corsa dall’inizio alla fine, vincendo la terza batteria in 1:57.83. La francese Clara Liberman ha migliorato il proprio primato personale con 1:58.23. La croata Nina Vukovic ha stabilito un primato personale di 1:58.38, conquistando il terzo posto utile per la qualificazione automatica. La britannica Jemma Reekie si è piazzata quarta in 1:48.45.

Audrey Werro: “È stata una bella gara. L’obiettivo era qualificarsi senza sprecare troppe energie, ed è quello che ho fatto. Mi piace la pressione che si respira quando si gareggia in un campionato. Conosco il mio obiettivo, quindi cerco di concentrarmi su me stessa senza mettermi addosso troppe pressioni. È tutto divertimento. Gareggiare contro la beniamina di casa Keely Hodgkinson non cambia nulla per me. Questo è solo un altro campionato, quindi il mio obiettivo è salire sul podio e conquistare una medaglia. È meglio quando ci sono avversarie forti, perciò questa situazione mi piace davvero molto. Ormai mi trovo a mio agio sia con le gare tattiche sia con quelle veloci. Preferisco di gran lunga le gare veloci, ma sono abituata a correre anche quelle tattiche: vanno bene entrambe per me. Vincere un titolo europeo significherebbe molto. Dimostrerebbe che ormai sono una buona atleta anche a livello senior. Ho fatto degli ottimi tempi, ma tutte le mie medaglie sono arrivate a livello giovanile, quindi sarebbe fantastico vincere il mio primo titolo europeo senior. Sarebbe anche una prima volta assoluta per la Svizzera. Per me sarebbe un onore immenso“.

La lituana Gabriela Gajanova ha vinto la quarta batteria in 1:58.99, precedendo di un soffio Valentina Rosamilia (1:59.09) e la medaglia di bronzo europea, nonché primatista francese, Anais Bourgoin (1:59.19).

Qualificazioni del salto in alto maschile:

I saltatori in alto britannici Joel Clarke-Khan e Kimani Jack hanno superato tutte le altezze fino a 2,23 m al primo tentativo, concludendo al comando il turno di qualificazione. Il polacco Mateusz Kolodziewski e l’israeliano Jonathan Kapitolnik hanno avuto bisogno di due tentativi per superare la misura di 2,19 m, prima di superare i 2,23 m alla prima prova. Il campione mondiale indoor Oleg Doroschuk ha superato 2,19 m al primo tentativo e 2,23 m al secondo.
Quattro saltatori in alto italiani si sono qualificati per la finale. Il campione in carica Gianmarco Tamberi ha uguagliato il suo primato stagionale superando 2,23 m al secondo tentativo. Anche il campione europeo under 23 Matteo Sioli ha superato la stessa altezza alla seconda prova. Il milanese Edoardo Stronati ha superato tutte le misure al primo tentativo fino a 2.19 prima di commettere tre errori a 2.23m. Christian Falocchi ha sbagliato due volte a 2.15m prima di valicare l’asticella a 2.19m ma ha commesso tre errrori a 2.23m. La misura di 2,19 m è stata sufficiente a Edoardo Stronati e Christian Falocchi per strappare il pass per la finale.

Gianmarco Tamberi: “La nota positiva è aver centrato la finale tutti e quattro. Non sono assolutamente soddisfatto dei miei salti, terribili. Speravo tutt’altra cosa, di trovare un po’ di fiducia, cosa che è mancata molto nelle ultime gare, però non ci sono riuscito. Ma era più importante andare in finale”.

Matteo Sioli: “Siamo un bellissimo team e sono fiero di far parte di questa squadra. C’è un clima totalmente diverso dall’Italia, fa più fresco, ma ci siamo adattati.

Semifinali dei 400 metri ostacoli femminili:

La belga Paulien Couckuyt ha migliorato il proprio primato personale portandolo a 53.87, precedendo la britannica Lina Nielsen (54.04) e la norvegese Amalie Iuel (54.22).

Ayomide Folorunso ha chiuso al secondo posto, mancando il suo record italiano per appena quattro centesimi di secondo con il tempo di 53.93, il secondo crono più veloce in assoluto di tutte le batterie alle spalle di Couckuyt. Folorunso è scesa per la seconda volta in carriera al di sotto dei 54 secondi precedendo la britannica Emily Newnham, che ha corso in 54.42 e la francese Louise Maraval (54.50).

Ayomide Folorunso: “Ho il cuore pieno di gratitudine perché ho debuttato dieci anni fa in Nazionale ed essere ancora qui tra le migliori d’Europa è proprio quello che volevo”.

Emma Zapletalova, medaglia di bronzo mondiale e vincitrice in quattro tappe della Diamond League, ha vinto la seconda batteria in 54.09 davanti alla portoghese Fatomata Diallo (54.24) e alla tedesca Eileen Demes (54.63).

Alice Muraro, campionessa italiana nel 2025 a Caorle, è stata eliminata con il quinto posto nella sua semifinale con 56.19. Rebecca Sartori si è piazzata all’ottavo posto nella sua semifinale con 56.24.

Salto con l’asta femminile:

Sette atlete hanno superato la misura di 4,50 m, tra cui la campionessa mondiale indoor Marie-Julie Bonnin, la campionessa europea in carica Angelica Moser, la campionessa olimpica del 2016 Ekaterini Stefanidi e la finlandese Wilma Murto Hetlela. Tina Šutej ha valicato i 4,40 m ma ha mancato l’accesso alla finale a causa di tre errori alla quota di 4,50 m.

400 metri maschili: semifinali

Il campione europeo under 23 Jonas Phijffers ha vinto la prima semifinale dei 400 metri maschili, stabilendo il primato stagionale in 44.63. La medaglia d’argento olimpica Matthew Hudson-Smith (Gran Bretagna) si è piazzato secondo in 44.78, assicurandosi il secondo posto utile per la qualificazione automatica e battendo Daniel Seegers (45.03).
Il tedesco Jean Paul Bredau si è aggiudicato la seconda semifinale in 44.86. L’ungherese Patrik Simon Enyingi ha preso il secondo pass per la qualificazione automatica in 45.02. Il primatista e campione italiano Edoardo Scotti ha chiuso al terzo posto in 45.32, davanti al campione svizzero Lionel Spitz, che ha eguagliato il suo stagionale con 45.34.

Il francese Muhammad Abdallah Kounta ha dominato la terza batteria, siglando il proprio primato personale in 44.38. Kounta aveva stabilito il suo precedente record di 44.55 ai Campionati Francesi di Albi.

Lancio del disco maschile:

La medaglia d’argento olimpica e primatista mondiale Mykolas Alekna, della Lituania, ha guidato il turno di qualificazione con la misura di 67.74 m. Il campione europeo in carica Kristjan Ceh, della Slovenia, ha ottenuto la seconda miglior misura con 67.52 m. Alekna e Ceh sono stati gli unici due lanciatori a superare la misura di qualificazione automatica fissata a 66.00 m.

Il tedesco Henrik Janssen e l’austriaco Lukas Weisshaidinger hanno superato la barriera dei 65 metri, rispettivamente con le misure di 65.42 m e 65.06 m. Il campione del mondo Daniel Stahl, della Svezia, si è qualificato per la finale con la misura di 63.95 m.

Il campione italiano Alessio Mannucci si è classificato al diciassettesimo posto nel turno di qualificazione con 59.52m al terzo tentativo precedendo Carmelo Musci (diciottesimo con 58.35m) e Enrico Saccomano (venticinquesimo con 55.28m).

110 metri ostacoli maschili:

Milan Trajkovic ha guidato i qualificati vincendo la seconda batteria in 13.50, con un vento contrario di -1.1 m/s.

Il polacco Damian Czykier, già finalista mondiale a Eugene 2022, ha vinto la prima batteria dei 110 metri ostacoli con il tempo di 13.44.

Il campione italiano under 23 Oliver Mulas è stato eliminato con 14”03 in una gara condizionata dal vento contrario di -2.0 m/s.

400 metri ostacoli maschili:

L’azzurro Alessio Sommacal si è qualificato per la semifinale con 49.40 arrivando a sette centesimi di secondo dal record personale battuto di recente ai Campionati italiani di Firenze. Anche Giacomo Bertoncelli si è qualificato per la semifinale con 49.82.

Il britannico Joshua Faulds ha vinto la prima batteria in 48.90. Lo slovacco Matej Baluch ha eguagliato il record nazionale con il tempo di 48.94. Lo svizzero Dany Brand ha stabilito il suo primato stagionale fermando il cronometro a 49.07.

Il belga Julien Watrin ha vinto la seconda batteria in 49.24, precedendo di un soffio l’austriaco Niklas Strohmayer-Dangl (49.39).