Domenica 19 ritorna il grande cross a Milano

La gara all'interno dell'ippodromo del trotto

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La stagione, tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno, è da sempre incentrata sulle gare di corsa campestre e, dopo aver vissuto l’apice agonistico con i campionati Europei del 12 scorso a Dublino, continuano le competizioni anche in Italia con la prima edizione del ‘Milano Cross Challenge by Eset“, che si correrà all’interno dello storico Ippodromo Snai La Maura, a San Siro, nell’impianto dedicato alle corse del trotto, il prossimo 19 dicembre.

Sarà certamente un evento di grande significato perché riporta questa disciplina sui prati della città meneghina, dopo quasi 45 anni, con anche una grande partecipazione agonistica rappresentata da oltre 600 atleti iscritti, di ogni età dagli esordienti ai master, ma soprattutto diversi azzurri del mezzofondo che gareggeranno su un percorso di 5 chilometri.

L’organizzatore ed ideatore di tale interessante manifestazione è, a nostro avviso, il personaggio simbolo dell’atletica milanese, Giorgio Rondelli, un grandissimo tecnico che ancora oggi, pur avendo superato i 75 anni di età, si dedica all’atletica con la stessa passione di sempre e riesce ancora a trasmettere a tutti gli atleti e atlete che allena la sua enorme esperienza e conoscenza.

Giorgio, che tutti gli appassionati di atletica conoscono per essere anche un commentatore tecnico televisivo oltre che giornalista sportivo, è riuscito a garantire la presenza del finalista olimpico dei 3000 siepi, dove è arrivato nono, Ala Zoghlami che è anche il campione tricolore del cross corto, il quale se la vedrà con Yassin Bouih, primo degli italiani nella prova senior dello scorso weekend agli Europei di Dublino chiusa al 46esimo posto.

Tra gli altri partecipanti annunciato Nekagenet Crippa, il fratello di Yeman, ma è da valutare la sua condizione visto che aveva dovuto rinunciare all’Eurocross a causa di un malessere avvertito alla vigilia, e poi grande curiosità per la presenza di Dario De Caro, atleta che studia negli States e che, proprio pochi giorni fa, si è migliorato di quasi venti secondi correndo in un eccellente 13’38″47 sui 5000 indoor proprio negli Stati Uniti.

Per finire attenzione anche per Italo Quazzola, Mattia Padovani, Samuel Medolago e il campione italiano juniores Moad Razgani.

Dario De Caro (foto Colombo/FIDAL)
Dario De Caro (foto Colombo/FIDAL)

Prestigiosa, a livello femminile, la presenza della slovena Klara Lukan che, sempre agli Eurocross di Dublino, ha conteso sino all’ultimo km il successo a Nadia Battocletti nella categoria Under 23, per poi chiudere ottima seconda per la medaglia d’argento.

A contenderle la vittoria, un’azzurra che ha corso contro di lei nella stessa gara irlandese, Giovanna Selva, che grazie al suo undicesimo posto, e al sesto di Anna Arnaudo, ha regalato all’Italia l’altra medaglia d’oro nella competizione a squadre, e poi sarà in gara anche Micol Majori, protagonista a Dublino nella staffetta mista, senza dimenticare la campionessa italiana del ‘corto’ Nicole Reina.

Ancora in dubbio ma non improbabile, considerando che il suo tecnico è proprio Rondelli, la partecipazione di Giovanna Epis due settimane dopo l’exploit nella maratona di Valencia, corsa in 2h25’20, in cui è diventata la quinta azzurra di ogni tempo con un progresso di quasi tre minuti.

Da citare infine due campionesse nazionali giovanili in pista come Silvia Gradizzi, che quest’anno ha vinto il titolo dei 3000 juniores, e Breanna Selley, al successo negli 800 allieve, oltre alla triatleta Carlotta Missaglia.

Klara Lukan con Nadia Battocletti-Dublino (foto Colombo/FIDAL)
Klara Lukan con Nadia Battocletti-Dublino (foto Colombo/FIDAL)

Previsti tre giri di un circuito con partenza e arrivo sulla pista del trotto in terra battuta, ma il tracciato sarà in gran parte erboso sui prati dell’ippodromo, con la distanza totale di 5 km scelta per rendere più equilibrato il confronto tra specialisti di gare diverse.

Nell’evento organizzato da Top Training il programma di competizioni sarà dalle 12 alle 16 circa per cercare di sfruttare le ore più calde della giornata in un periodo particolarmente freddo.

Come già scritto era dal gennaio del 1977 che non si correva una campestre nazionale assoluta a Milano e, in quella circostanza, fu per la finale del campionato di società disputata sulla neve a San Siro nella pista del galoppo, l’altra dedicata alle corse dei cavalli e attualmente indisponibile per lavori di ristrutturazione ma che, nelle intenzioni di Rondelli, potrebbe essere utilizzata per l’edizione che vorrebbe riproporre l’anno prossimo.

Giorgio Rondelli (foto archivio)
Giorgio Rondelli (foto archivio)

Un breve profilo di Giorgio Rondelli

Dopo una breve carriera di atleta con discreti risultati nel mezzofondo, tanto da vestire per quattro volte la maglia della nazionale juniores, nella seconda metà degli anni settanta è divenuto allenatore e non ha mai smesso di esserlo.

In quasi cinquant’anni di carriera ha allenato molti dei principali atleti italiani ma anche tantissimi ragazzi che si avvicinavano all’atletica, in particolare nel mezzofondo.

Alla carriera di allenatore ha spesso affiancato l’attività di giornalista sportivo in particolare con il Corriere della Sera e la rivista specializzata Correre, oltre che quella di telecronista ed opinionista per varie emittenti televisive.

È stato anche professore di educazione fisica in alcune scuole medie primarie di Milano.

Le sue dichiarazioni sulla pista e sul tracciato

Siamo molto felici di riportare dopo tanti anni una manifestazione nazionale di cross a Milano. In quell’occasione venne utilizzata la pista del galoppo, attualmente indisponibile per lavori di ristrutturazione.

Contiamo di poterla utilizzare dalla seconda edizione e per questo ritorno del grande cross a Milano abbiamo ricavato un anello di 1.300 m nello spazio del trotto, tra la pista (1.050 m), l’anello interno di servizio (900 m) e i prati.

Il tracciato è in gran parte erboso, e la pista verrà utilizzata soprattutto per la partenza e l’arrivo, oltre che per le prove riservate ai giovanissimi.

La natura della corsa campestre è proprio quella di essere trasversale ed è l’unica occasione dell’atletica che permette il confronto tra atleti che poi nel resto della stagione si dedicheranno a specialità diverse.

Per rendere più equilibrato il confronto, la gara principale si svolgerà su 5 km mentre,  essendo il cross una disciplina di grande valore propedeutico, ho voluto che l’evento iniziasse dalle prove per giovanissimi, cioè i piccoli dei tre gruppi della categoria Fidal “esordienti” (dai 6 agli 11 anni), per i quali ho ideato una corsa di 900 metri.

Alcuni “puristi” dell’atletica giovanile si stracceranno le vesti per questa distanza così lunga, ma la mia esperienza mi insegna che i bambini sanno come affrontarla e mostrano di divertirsi di più: sono già alcuni anni che proviamo a farli gareggiare su queste lunghezze, utilizzate anche in uno dei più antichi e famosi cross europei, l’Escalade di Ginevra.”

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