Il triplete azzurro di Andrea Lalli nella storia dell’Eurocross

Tre titoli europei in tre categorie diverse

Andrea Lalli è un 35enne ex corridore azzurro, nato a Firenze il 20 maggio 1987, sin da giovane considerato un buon talento dell’atletica nel mezzofondo e nel fondo, che però è stato frenato nella sua carriera da numerosi infortuni che lo hanno costretto ad un ritiro prematuro alla fine del 2017 quando, di fatto, ha corso la sua ultima gara il 31 dicembre sui 10 km della BOclassic a Bolzano.

Lalli, che peraltro continua la sua attività sportiva nell’ambito del ciclismo e nutre sempre una grande passione per l’atletica, si è cimentato su varie distanze dagli 800 metri in pista alla Maratona dove, in quella famosissima di New York, ha ottenuto nel 2015 l’undicesimo posto assoluto, primo tra gli atleti europei e, tra l’altro, va ricordato che sulla mezza maratona vanta un eccellente personale di 1h01’11, ottenuto a Milano nel 2012, crono di grande valore specie se corso 10 anni fa con scarpe meno reattive rispetto ad oggi.

La specialità però in cui ha ottenuto i migliori risultati, e per cui viene maggiormente ricordato, è la corsa campestre che lo ha visto essere l’unico italiano capace di conquistare un titolo in un campionato europeo di cross in ciascuna delle tre categorie, la under 20, la under 23 e quella assoluta, un’inedita e ineguagliata tripletta o triplete come si dice nel gergo calcistico.

Il suo stile di corsa sui prati era inimitabile con piedi elastici e gambe potenti, oltre a grande coraggio e determinazione, per cui era molto difficile batterlo se si presentava in gara al massimo della condizione e, a due settimane esatte dagli Eurocross di Venaria Reale del prossimo 11 dicembre, è doveroso ricordare l’uomo delle tre corone conquistate nel 2006 da juniores a San Giorgio su Legnano, nel 2008 da promessa a Bruxelles e infine, sulla neve di Budapest in un’atmosfera magica e incantata, nel 2012 da seniores.

Pur essendosi ufficialmente ritirato nel 2020, ogni tanto fa capire che gli piacerebbe poter tornare a correre e, nell’attesa, riviviamo sotto i momenti principali delle sue tre grandi imprese.

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2006 Under 20

Il primo grande trionfo di Lalli avviene sul palcoscenico di uno dei due grandi templi del cross italiano, quello del mitico Campaccio, dove nella tredicesima edizione dell’evento europeo l’azzurro da spettacolo trascinando la squadra azzurra under 20 all’oro che lui stesso conquista a livello individuale, con una corsa sfrontata in cui disattende ogni piano della vigilia, che prevedeva di attendere fino a metà gara, e si piazza subito al comando ad imprimere un’andatura forsennata e creando il vuoto dopo pochi chilometri.

Per Andrea un autentico trionfo fatto anche di spettacolo per il pubblico presente ai margini, che incita continuamente per poi chiudere con dieci secondi su chi inseguiva, il bielorusso Chebiarak e il romeno Suhanea.

Per lui, tra l’altro, era il riscatto a un anno dalla delusione di Tilburg, dodicesimo frenato da uno dei soliti problemi muscolari che ne hanno purtroppo condizionato tutta la carriera.

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2008 Under 23

Il secondo successo è anche più facile del previsto, secondo quanto riportato da Lalli dopo il trionfo a Bruxelles dove stronca la resistenza dei rivali in pratica senza neppure attaccare, con un ritmo costante a cui gradatamente tutti gli altri non resistono.

Eppure non mancavano i pretendenti nel gruppo, dal britannico Vernon bronzo l’anno prima nella corrida di Toro con l’azzurro quarto, al francese Amdouni campione juniores e il turco Bayrak, ultimo ad arrendersi nel tratto in salita del penultimo giro.

Da lì in poi è un altro assolo, una nuova cavalcata verso l’oro ottenuto per distacco, senza bisogno di aspettare la volata che era il punto debole di Lalli che di fatto corre sempre da solo e davanti l’ultimo giro e ha tutto il tempo di esultare con l’indice alzato prima di entrare nel rettilineo al Park van Laken, di fronte all’Atomium, lanciando un bacio agli spettatori.

A segno anche stavolta, dopo tre mesi di preparazione tutti dedicati alla campestre, con Vernon a otto secondi e Bayrak sfinito che conserva il bronzo. Per la squadra azzurra tra l’altro medaglia d’argento.

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2012 Assoluto

Freddo, gelo e prati bianchi a Szentendre, alle porte di Budapest, ma si accende l’entusiasmo per il formidabile strapotere di Lalli che realizza certamente l’impresa principe della sua carriera.

Fa girare le gambe come nessun altro su un tracciato completamente innevato e allunga dopo un paio di chilometri con il francese Hassan Chahdi che prova a reagire e resistergli, passando anche per breve tempo in testa ma Andrea, che si era presentato in gara dopo un raduno in Kenya e senza gare di avvicinamento, rimane in scia con la sua azione composta e in controllo.

Al quarto chilometro poi l’attacco decisivo con impressionante la facilità di corsa che lo porta ad avere un vantaggio è enorme, di venti secondi, all’inizio dell’ultimo giro. Ancora una volta al traguardo alza le braccia anzitempo, e ancora si attarda per gustarsi meglio quegli attimi di felicità, con un’autorevolezza mai vista agli Eurocross.

Dietro cade a metà gara Daniele Meucci, si riporta nel gruppo e coglie uno splendido bronzo. In due sul podio individuale, anche questa una prima volta, e le medaglie sono tre, con la squadra terza.

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