Una grande domenica di maratone in Europa

Sensazionale debutto dell'etiope Yalemzerf Yehualaw sui 42,195 km

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La ventiduenne etiope Yalemzerf Yehualaw ha vinto ieri, domenica 24 aprile, la gara femminile della Haspa Marathon di Amburgo con un eccellente 2h17’23 all’esordio sulla distanza, in una giornata soleggiata ma fresca con una temperatura di 10°C e molto vento sul percorso.

Yehualaw ha stabilito la sesta migliore prestazione di sempre sulla distanza, e ha migliorato di oltre quattro minuti il record del percorso detenuto dalla connazionale Meselesh Melkamu con 2h21’54 corso nell’edizione del 2017.

La performance di Yalemzerf è stata la più veloce di sempre al debutto sulla distanza e ha migliorato di diciotto secondi il primato etiope detenuto da Worknesh Degefa, oltre che il crono più veloce mai realizzato sul suolo tedesco stabilito dalla keniana Gladys Cherono con 2h18’11 nel 2018. Il precedente miglior tempo per una debuttante in maratona era detenuto dalla mitica britannica Paula Radcliffe con 2h18’56 dal 2002.

Yehualaw (bronzo ai Mondiali di mezza maratona a Gdynia nel 2020 e detentrice del miglior crono di sempre sui 10 km in strada con 29’14) ha dominato la gara battendo di quasi nove minuti le connazionali Fikrete Wereta (2h26’15), Bone Cheluke (2h26’23) e Tseginesh Mekonnen (2h26’29). Anche la seconda e la terza classificata correvano la prima maratona della loro carriera.

L’atleta etiope è partita fortissima transitando ai 10 km in 32’39 e ai 21 km in 1h08’30, in perfetta tabella di marcia per correre 2h17’. A quel punto aveva già due minuti e mezzo di vantaggio sulle inseguitrici.

Nella seconda metà gara Yalemzerf ha rallentato leggermente ma è passata ai 30 km in 1h37’34 prima di correre da sola contro il cronometro al passaggio dei 35 km (1h53’55).

Le parole di Yehualaw dopo la vittoria: “La gara è andata molto bene per me considerando che era la prima gara della mia carriera sulla distanza. Il percorso veloce era adatto alle mie caratteristiche e gli spettatori mi hanno aiutato molto lungo il percorso”.

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Da evidenziare anche la maratoneta tedesca di origini croate Kristina Hendel che ha migliorato il primato personale di un secondo con 2h27’29, e tagliato il traguardo in sesta posizione in 2h27’29.

Ben altro finale, invece, nella gara maschile con il keniano Cybrian Kotut che ha vinto la gara in 2h04’47 battendo di un secondo l’ugandese Stephen Kissa in un emozionante arrivo allo sprint a pochi metri dall’arrivo, e con ben sei atleti che erano ancora insieme nel gruppo di testa fino al 35 km.

L’etiope Workinesh Tadese si è piazzato al terzo posto in 2h05’07 battendo di due soli secondi l’ugandese Victor Kiplangat.

Quattro atleti sono scesi al di sotto del primato del percorso detenuto dal campione olimpico e primatista mondiale Eliud Kipchoge dal 2013 con 2h05’13.

Diciassette atleti sono transitati al 10 km in 29’29. Il gruppo di testa composto da sei atleti è transitato al 35 km in 1h43’38, ma poi Kotut e Kissa hanno lanciato l’attacco decisivo a 4 km dalla fine e hanno dato vita ad un emozionante testa a testa con Kotut che si è imposto allo sprint sul rettilineo finale.

Cybrian, che ha vinto in passato a Parigi nel 2016 in 2h07’11 e a Firenze nel 2021 in 2h08’59, è compagno di allenamenti di Evans Chebet, vincitore della Maratona di Boston di lunedì scorso, e fratello minore di Martin Lel, tre volte vincitore alla maratona di Londra.

Le parole di Kotut: “Sono contento di aver battuto il primato del percorso. Non è stato facile correre con questo vento ma le condizioni erano complessivamente buone per correre”.

Kissa, peraltro, si è potuto consolare avendo realizzato il primato ugandese al debutto sulla distanza con 2h04’48.

Circa 20000 partecipanti provenienti da 68 paesi hanno preso parte alla maratona della città anseatica per la soddisfazione del direttore del meeting Frank Thaleiser che ha così commentato alla fine: “Abbiamo festeggiato un grande ritorno della nostra gara nella sua tradizionale collocazione primaverile. Siamo orgogliosi dei grandi risultati e dei primati del percorso”.

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La Maratona di Vienna

La keniana Vibian Chepkirui ha vinto per il secondo anno consecutivo la 42,195 km della capitale austriaca, a livello femminile, migliorando il primato del percorso con 2h20’59 al termine di un emozionante testa a testa con la connazionale Ruth Chebitok, che ha tagliato il traguardo a soli quattro secondi dalla vincitrice. Sheila Jerotich ha completato il podio tutto keniano fermando il cronometro in 2h23’01.

Chepkirui correva soltanto la seconda maratona della sua carriera dopo il successo in questa manifestazione nello scorso settembre al debutto sulla distanza.

La vincitrice è partita forte e ha staccato le avversarie all’ottavo chilometro. Ha raggiunto il 10 km in 33’11” con una proiezione finale da 2h20’. Il vantaggio su Ruth Chebitok e Viola Yator era di sei secondi. Al 21 km Chepkirui è transitata in 1h10’38 con un vantaggio di nove secondi sulle inseguitrici. Chebitok ha ridotto il gap al 35 km, ma Chepkirui ha reagito aumentando di nuovo il vantaggio nelle vicinanze della Opera House.

Chepkirui si impose in 2h24’29 in occasione della vittoria dell’anno scorso in condizioni climatiche difficili a causa del caldo.

Le dichiarazioni di Vibian: “Mio marito Wesley Kongogo mi faceva da pacemaker ma ha avuto dei problemi con le scarpe a causa delle vesciche e ha dovuto rallentare. Sono contenta di aver vinto di nuovo a Vienna. Voglio tornare l’anno prossimo con l’obiettivo di vincere ancora e provare a correre in 2h18’”.

Il Kenya ha dominato anche la gara maschile con Cosmas Muteti, che ha tagliato il traguardo in 2h06’53 stabilendo la seconda migliore prestazione di sempre sul percorso.

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Il connazionale Leonard Langat si è piazzato al secondo posto scendendo al di sotto delle 2h07’ con 2h06’59. L’ex primatista eritreo Oqbe Kibrom (accreditato del miglior tempo tra gli iscritti con 2h05’53) si è piazzato al terzo posto in 2h07’25.

E’ stata la migliore edizione di sempre della Maratona di Vienna perché in passato non c’erano mai state due performance al di sotto delle 2h07’. Per la prima volta sette atleti sono scesi al di sotto delle 2h10’.

La gara maschile è partita su buoni ritmi grazie al lavoro svolto dai pacemaker ma il record del percorso di 2h05’41 non è mai stato seriamente in pericolo.

Un gruppo di diciassette atleti comprendente i tre pacemaker è transitato a metà gara in 1h03’21 e al 30 km in 1h30’12. La gara per la vittoria finale si è accesa al 30 km quando i pacemaker hanno abbandonato il loro compito. Kibrom ha incrementato il ritmo con split cronometrici di 2’51” al 31 km e di 2’54” al 32 km, ma ha pagato lo sforzo cedendo nel finale.

Muteti ha raggiunto Kibrom e lo ha superato a 5 km dalla fine involandosi verso il successo. Leonard Langat ha ridotto lo svantaggio nei confronti di Muteti ma non è bastato per vincere. Muteti ha migliorato di quasi due minuti il record personale di 2h08’45.

Il vincitore è allenato dall’ex primatista mondiale di maratona Patrick Makau e vanta un quinto posto alla Maratona di Berlino dell’anno scorso.

Le parole di Cosmas: “Sapevo che Kibrom stava correndo molto forte, ma ho deciso di non seguirlo al 30 km. Ho preferito seguire il mio ritmo. Speravo di ridurre lo svantaggio gradualmente.

Nel finale ho visto che Langat si stava avvicinando ma ero fiducioso di vincere perché sapevo di poterlo battere allo sprint. E’ la più grande vittoria della mia carriera. Spero di poter difendere il mio titolo nell’edizione dell’anno prossimo e di poter battere il record del percorso”.

Trentaduemila partecipanti provenienti da 100 paesi hanno preso parte alla trentanovesima edizione della Maratona di Vienna, il più grande evento sportivo austriaco. L’affascinante percorso tocca i luoghi più famosi di una delle più belle capitali europee: la Vienna State Opera, il Municipio, il Prater, l’Erns Happel Stadion e Heldenplatz dove si trova il traguardo. La gara si è svolta in una bella giornata di sole anche se disturbata dal vento.

La Maratona di Padova

La 42,195 km della bella città veneta del Santo è ripartita dopo due anni di pandemia e la special edition del 2021 dedicata alla sola mezza maratona.

La competizione ha preso il via dallo Stadio Euganeo (teatro di tante edizioni del Meeting internazionale di Atletica Mondiale) ed è transitata attraverso Rubano, Selvazzano Dentro e Teolo per arrivare successivamente nella zona dei Colli Euganei e di Abano Terme.

I corridori sono passati davanti allo storico Hotel dell’Orologio per tornare a Padova con l’ingresso nel centro storico. La fase finale ha attraversato i luoghi più affascinanti della città come Piazza del Duomo, Piazza dei Signori e la Basilica di Sant’Antonio fino ad arrivare al traguardo nell’immensa piazza di Prato della Valle.

Tutte le attenzioni dei tifosi italiani erano per Anna Incerti, 42enne atleta già campionessa europea di maratona nel 2010 a Barcellona, che si è classificata al terzo posto con il crono di 2h36’23 al rientro agonistico su tale distanza dopo quasi 1 anno dall’ultima volta in cui la corse a Milano. Per la palermitana è stata l’ultima gara della sua carriera con la maglia delle Fiamme Azzurre.

Anna Incerti: “L’ultima settimana è stata dura a causa di un dolore all’anca. Sulla spinta di mio marito Stefano Scaini ho deciso comunque di presentarmi al via e ho fatto bene. Ora sono contenta di questo terzo posto.

Ringrazio Ruggero Pertile che seguiva la gara femminile e che mi ha incitato molto, aiutandomi. Ho realizzato il minimo per gli Europei già nel 2021. Vediamo cosa deciderà la Federazione.

Ero emozionata perché era la mia ultima gara con la maglia delle Fiamme Azzurre dopo 18 anni. L’anno scorso ho dovuto superare un problema di salute. Ho avuto un meningioma, che per fortuna si è rivelato benigno.

E’ stato possibile asportarlo. Ho pensato di smettere di correre ma mio marito mi ha spinto a continuare. Per fortuna l’ho ascoltato. Dopo un anno sono tornata ad indossare un pettorale di una maratona. Sono contenta che sia avvenuto a Padova.

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La vittoria è andata all’ugandese Rebecca Cheptegei con il record personale di 2h31’21.

Cheptegei ha staccato l’etiope Mengistu al 34 km e si è involata verso il traguardo di Prato della Valle diventando la prima maratoneta ugandese a conquistare il successo nella Città del Santo. La vincitrice aveva esordito a Nairobi lo scorso Ottobre.

L’eritrea Lemlem Kahsay ha esordito in maratona con un secondo posto in 2h35’53.

L’etiope Aberash Shilline Kebede si è aggiudicata la mezza maratona femminile in 1h11’13 davanti alla keniana Veronica Njeri Maina (1h11’30) e alla burundese Cavaline Nahimana (1h12’00).

Nella gara maschile dei 42,195 km il keniano Alphonce Kibiwott ha tagliato il traguardo in Prato della Valle in 2h10’01 con una gara in solitaria. Kibiwott ha piazzato l’allungo decisivo poco dopo il 30 km staccando Elijah Kibor e Gilbert Chumba.

Il vincitore ha realizzato il secondo miglior tempo della sua carriera e il crono più veloce alla Maratona di Padova dal 2015. Ha vinto la prima maratona della sua carriera dopo il secondo posto di Nanchino del 2021, e i terzi posti di Madrid nel 2016 e nel 2018 e di Nanchino nel 2019.

Il favorito etiope Fikadu Teferi Girma è stato costretto a fermarsi al 34 km.

Il romano Luca Parisi si è piazzato al sesto posto in 2h21’50 ed è stato il primo degli italiani al traguardo.

Stanley Biwott ha conquistato il successo nella mezza maratona in 1h01’57. Nella sua carriera due vittorie a Parigi nel 2012 e a New York nel 2015 e due prestigiosi secondi posti alla Maratona di Londra nel 2014 in 2h04’55 e nel 2016 in 2h03’51, oltre a un primato personale di 58’56” sulla mezza maratona realizzato a Ras Al Khaimah nel 2013.

David Ngure si è piazzato al secondo posto in 1h02’30 ripetendo il piazzamento dell’edizione dell’anno scorso, mentre il terzo posto è andato all’etiope Barecha Geleto Tolosa in 1h02’31.

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La maratona di Madrid

L’etiope Sinaresh Dagna ha conquistato la vittoria, nella gara femminile della 42,195 km della capitale spagnola, in 2h24’37 battendo le connazionali Meseret Alemu (2h25’18) e Kasu Bitew Lemeneh (2h26’17), mentre l’ugandese Linet Chebet si è piazzata al quarto posto in 2h26’22.

Abdela Godana ha dominato la gara maschile in 2h08’44 precedendo l’ugandese Geoffrey Kusuro (2h09’23) e l’etiope Zewedu Hailu Bekele (2h09’27).

La mezza maratona di Gifu

Il keniano Alexander Mutiso si è imposto nella mezza maratona giapponese di Gifu con il record del percorso di 59’56, precedendo i keniani Bernard Kibet Koech (59’57) e Emmanuel Maru (59’58).

Dolphine Omare ha vinto la gara femminile in 1h08’13 davanti alla quarantacinquenne australiana Sinead Diver con 1h09’00.

 

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