Obiri domina la Mezza Maratona di Istanbul

Nella gara maschile successo per Rodgers Kwemoi

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La keniana Hellen Obiri ha rispettato il pronostico che la vedeva vincitrice della N Kolay Istanbul Half Marathon, chiudendo la sua fatica nettamente davanti a tutte con il crono di 1h04’48 che rappresenta il decimo miglior tempo di sempre nella storia delle competizioni sui 21,097 km.

La 32enne campionessa del mondo di cross e dei 5000 metri in pista, non è riuscita peraltro a battere il proprio personale di 1h04’22 ottenuto alla Ras Al Khaimah Half Marathon, del 19 febbraio scorso, ottenendo comunque un tempo migliore rispetto a quello dell’anno scorso sempre nella capitale turca, quando finì terza in 1h04’51 ma, la sensazione data subito dalle immagini video, ha fatto capire come ci sia stato un vento forte che abbia disturbato gli atleti e, infatti, dopo il traguardo Hellen è crollata a terra stremata per la fatica.

Al secondo posto nella gara femminile, nettamente staccata, la 23enne etiope Tsehay Gemechu con un crono di 1h05’52, mentre terza è stata la sua connazionale Bekelech Gudeta in 1h06’35.

La competizione è iniziata su ritmi elevatissimi anche grazie alla presenza per le donne di un pacemaker maschile con Obiri che, insieme a Gemechu, ha passato i 5 km in 14’45 con una proiezione finale spaventosa di poco più di 62 minuti, mentre l’etiope Bekelech Gudeta e la keniana Vicoty Chepngeno correvano dietro, in coppia, con un ritardo di 10 secondi e la turca Yasemin Can era quinta da sola con un distacco di altri 10 secondi.

Nei chilometri successivi Obiri ha leggermente rallentato per il vento contrario che cominciava a sentirsi, ma ha ugualmente aperto un divario su Gemechu e, ai 10 km, il passaggio è stato di 30’01, con un vantaggio di 30 secondi sull’avversaria raggiunta da Chepngeno e Gudeta.

Obiri ha poi continuato la sua corsa solitaria, passando i 15 km in 45’27 e i 20 km in 1h01’16 per poi tagliare il traguardo vittoriosa mentre Gemechu, che ha vinto l’anno scorso la mezza maratona di Copenaghen con un personale di 1h05’08, ha rintuzzato l’attacco posto da Chepngeno e Gudeta e ha chiuso da sola al secondo posto.

Le prime 11 atlete hanno completato la loro fatica entro i 70 minuti, mentre Moira Stewartova ha sfiorato tale limite battendo il record della Repubblica Ceca con 1h10’14 per finire 12esima.

Intervistata dopo la premiazione, Obiri ha confermato quanto apparso dalle riprese televisive: “C’era molto vento durante la seconda metà gara e, senza di esso, sarei stata in grado di correre un po’ più velocemente, ma è stata comunque una buona prestazione da parte mia.

Adesso voglio pensare alle competizioni in pista e voglio prepararmi al meglio per correre i 5000 metri ai campionati del mondo di Eugene, visto che sono la campionessa in carica. La mia prima maratona seguirà poi più probabilmente nel 2023“.

Le prime 5 atlete classificate

  • 1 Hellen Obiri (KEN) 1h04:48
  • 2 Tsehay Gemechu (ETH) 1h05’52
  • 3 Bekelech Gudeta (ETH) 1h06’35
  • 4 Vicoty Chepngeno (KEN) 1h06’58
  • 5 Yasemin Can (TUR) 1h07’57

La gara maschile

Tra gli uomini, nella competizione che ricordiamo fare parte del World Athletics Elite Label, successo per distacco del keniano Rodgers Kwemoi che si impone nel tempo di 59’15, nettamente davanti al suo connazionale e compagno di allenamento Daniel Mateiko secondo in 1h00’05 e, considerando che i due atleti hanno personali sotto i 59 minuti, questa è la definitiva dimostrazione di condizioni climatiche evidentemente non ideali per i partecipanti.

Come per le atlete donne, il ritmo iniziale è stato molto forte nella proiezione di poter battere il record mondiale di Jacob Kiplimo di 57’31 stabilito a Lisbona l’anno scorso, e sino al 5 km passato in 13’40 sia Kwemoi che Mateiko che il loro connazionale Emmanuel Bor erano appena fuori da quel tempo.

Il trio è rimasto insieme al decimo km passato in 27’35, ma poi Kwemoi ha iniziato ad allontanarsi, con il ritmo che è diminuito ma con il battistrada sempre in controllo, in vantaggio di 20 secondi al 15esimo km passato in 41’34, cresciuto a 44 secondi al 20esimo km (56’07), per poi chiudere in 59’15 che migliora il record del percorso di 59’35 stabilito dall’allora detentore del record mondiale Kibiwott Kandie lo scorso anno.

Bor si è classificato 15 secondi dietro il secondo Mateiko, che ha corso in 1h00’20 per il terzo posto, mentre i keniani Edmond Kipngetich e Brian Kwemoi sono arrivati quarto e quinto con tempi rispettivi di 1h00’30 e 1h00’50.

I primi 10 sono rimasti tutti sotto i 62 minuti, con Ramazan Ozdemir che è stato il miglior piazzato della Turchia al 14esimo posto in 1h04’02.

Le dichiarazioni di Kwemoi dopo il successo: “È stata una buona gara, ma il vento era molto forte e ho anche sentito un leggero indolenzimento al mio bicipite femorale a circa 10 km, quindi non potevo più andare troppo veloce.

Il mio prossimo obiettivo nella mezza maratona è un tempo di 58’00. Ma prima mi concentrerò sulle qualifiche per i campionati mondiali, dove voglio correre i 10.000m. Correrò una maratona in futuro, ma solo dopo le Olimpiadi“.

L’evento è stato caratterizzato da un numero record di oltre 7000 partenti.

I primi 5 atleti classificati

  • 1 Rodgers Kwemoi (KEN) 59’15
  • 2 Daniel Mateiko (KEN) 1h00’05
  • 3 Emmanuel Bor (KEN) 1h00’20
  • 4 Edmond Kipngetich (KEN) 1h00’30
  • 5 Brian Kwemoi (KEN) 1h00’50
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