Gaia Sabbatini (foto FIDAL Colombo)
Gaia Sabbatini (foto FIDAL Colombo)
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Lo ammetto, Gaia Sabbatini mi aveva incuriosito, un paio di mesi fa, per il suo grande successo social, con un numero di followers che la poneva al primo posto tra tutte le atlete italiane e al terzo assoluto, dopo Gimbo Tamberi e Filippo Tortu.

Avevo deciso, allora, di capire chi fosse questa Atleta, promettente, ma senza ancora dei risultati significativi, a parte 7 titoli italiani nelle categorie giovanili, e ne avevo scoperto un profilo veramente interessante, con una storia toccante alle spalle e una voglia incredibile di coltivare la propria passione per l’Atletica.

L’avevo sentita telefonicamente, allora, e ne era uscita una bellissima intervista che aveva avuto un riscontro numerosissimo sul nostro quotidiano.

Sono felice di pensare che quella nostra chiacchierata le sia stata di buon auspicio e, infatti, la sua breve stagione indoor è stata veramente ricca di soddisfazioni con due titoli nazionali promesse, 800 e 1500, il primo titolo italiano assoluto, sui 1500 sabato scorso ad Ancona, della sua carriera con il personale indoor di 4’13″62, che rappresenta un miglioramento di quasi 8 secondi sul tempo al coperto del 2019 di 4’21″53.

Proprio nel Palaindoor marchigiano l’ho incontrata ed abbiamo fatto due chiacchiere su quanto accaduto e su quanto dovrà accadere, nella stagione all’aperto, con tante prospettive nuove che le si sono aperte.

Gaia complimenti veramente, la tua gara è stata perfetta ed hai dimostrato una grande condizione, con un ottimo tempo che ha migliorato di altri 3 secondi quello già buono ottenuto in Spagna, a Sabadell, dove avevi già demolito il tuo personale di quasi 5 secondi.

Ti aspettavi questi risultati?

Sinceramente si, sapevo di stare bene e di avere lavorato molto questo inverno. Le gambe giravano bene in allenamento anche se poi la gara è sempre un’altra cosa, ma io mi sentivo molto fiduciosa.

Il tuo tempo, riparametrato all’aperto, vale circa 3 secondi in meno, per cui sei già vicinissima al minimo previsto dalla FIDAL per gli Europei assoluti di Parigi. Un pensiero alle Olimpiadi ce l’hai o pensi sia prematuro?

Insomma, voglio fare un passo alla volta. In teoria potrei essere vicina al tempo di 4’10″00 all’aperto, ma in pratica debbo poi realmente correrlo per cui preferisco continuare a lavorare duro, senza fare delle esatte previsioni.

Certo è che, trovarmi a Parigi, con la nazionale maggiore, sarebbe per me una grandissima soddisfazione per non parlare, addirittura, dell’ipotesi di poter solo lontanamente pensare ad una qualificazione per le Olimpiadi di Tokio.

Ma, come sempre, sognare non costa nulla e, anche se 4’04″20 del minimo per il Giappone è adesso lontanissimo, cercherò di dare il massimo per ottenere il miglior risultato possibile in funzione anche del ranking.

Tra l’altro il primo grande appuntamento stagionale internazionale potrebbero essere i 1500 alla Diamond League del 28 maggio a Napoli.

La Zenoni è reduce da un buon anno di rientro e ha ottime possibilità di esserci, la Del Buono era in eccellente ripresa ma, purtroppo, ha avuto un piccolo contrattempo negli ultimi giorni.

Pensi che potrebbe essere il tuo primo grande obiettivo stagionale all’aperto, essere invitata a quella gara?

Federica e Marta sono due ottime atlete e certamente costituiscono, per me, un grande stimolo. Sapere di essere la seconda italiana all time, under 23, sui 1500 indoor, dietro proprio alla Del Buono mi riempie di orgoglio.

Correre una Diamond League, la prima della mia vita, a Napoli con tutte le più forti atlete del mondo, sarebbe meraviglioso anche perché, in questi meeting non c’è tattica ma solo la ricerca del tempo, e sarebbe una grande occasione per fare il crono della vita.

Per adesso mi godo la grande gioia provata sabato, mi prendo qualche giorno di pausa e, a brevissimo, sarò in pista ancor più determinata di prima.

Già, una grande gioia ma, al traguardo ho avuto la sensazione che ci sia stato, da parte tua, quasi un istintivo gesto di rabbia, con le dita agitate verso la bocca come a chiedere silenzio. Come mai Gaia?

Il problema è che si parla spesso, di me, in senso critico, a partire dal mio profilo instagram, di cui dicono che mi compro i follower, all’aspetto agonistico dove, appena sbaglio qualcosa vengo subito messa in croce.

Non capisco cosa ci sia di male nel fatto di postare delle foto, ogni giorno, è il mio modo di esprimermi, la cosa mi diverte e questo buon successo mi sorprende, ma tutto è assolutamente naturale e casuale.

Spero che adesso molta gente capisca che sono solo una ragazza che, come tante, gioca con instagram ma che, sopra ogni altra cosa, sia un’atleta che si sacrifica tantissimo per la sua passione e per i suoi sogni sportivi.

In ogni caso, al di là delle persone che parlano solo, a mio avviso, per invidia, ce ne sono tantissime che ti vogliono bene e che ti seguono con grande affetto a cominciare dalla tua amica e compagna di allenamento Martina Tozzi.

Si come dici tu ci sono molte persone che mi vogliono bene e tifano per me, e di questo ne sono grata perché sono la mia grande forza.

Martina per me è una delle persone più importanti della mia vita, ormai viviamo in simbiosi e abbiamo creato un equilibrio perfetto.

Con lei sono cresciuta tanto sia a livello agonistico che a livello personale, è una persona che prendo spesso come esempio. Anche lei si è migliorata molto e questo è frutto di un duro allenamento e di tanta determinazione. Lavorare insieme ci fa bene e questo è il risultato.

E a proposito del tuo gruppo di lavoro dimmi qualche cosa del tuo tecnico, Andrea Ceccarelli. Cosa ti ha detto l’altro giorno, dopo la vittoria?

Andrea è il mio allenatore da poco più di un anno e fin da subito mi sono trovata molto bene, mi ha aiutato a crescere soprattutto a livello mentale, ho iniziato a ragionare più come una professionista.

Dopo la gara ci siamo semplicemente abbracciati e mi ha detto “brava“; gli sono immensamente grata perché, prima di tutti, è lui a credere in noi e lavora sodo per far in modo che possiamo realizzare i nostri sogni.

Grazie Gaia, ci risentiamo presto. Consentimi solo due parole sul tuo successo social, ormai inarrestabile. Hai superato Tortu e sei alla caccia di Tamberi. Quando pensi di raggiungerlo come numero di followers?

Sono ancora molto lontana da Gianmarco, diciamo che mi piacerebbe, abbastanza presto, arrivare a quota 100.000 che sarebbe un numero incredibile.

Sinceramente, però, spero di avvicinarmi a questi due grandi atleti per l’importanza dei loro risultati in quanto, certamente, stanno dando un enorme lustro allo sport che io tanto amo.

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