Matteo Sioli ha vinto con l’ottima misura di 2,30 l’oro nel salto in alto dei campionati europei under 23 di Bergen, in Norvegia, al termine di una gara sofferta inizialmente per un primo errore a 2,19 e addirittura due a 2.22, quota dove ha rischiato l’eliminazione, ma poi con enorme carattere ha superato al secondo tentativo i 2,24 così come i 2.26, e poi 2,28 alla prima e la misura della vittoria alla seconda, fallendo infine i tre salti finali a 2,33.
Per il 19enne saltatore milanese che ha realizzato anche il proprio nuovo personale, il primo prestigioso trofeo della sua giovanissima carriera, peraltro già onorata dal bronzo agli Euroindoor di Apeldoorn in marzo dove, con 2.29, realizzò il suo precedente limite.
Da rimarcare nella competizione la strenua resistenza del polacco Mikolaj Szczesny capace anche lui di salire oltre la quota di 2.26 di proprio personale, ma con un maggior numero di errori rispetto all’azzurro, mentre degli altri italiani nella finale Federico Celebrini è sesto con 2,19 ed Edoardo Stronati decimo con 2,09.
Negli 800 metri delusione da parte di Francesco Pernici, che aveva senza dubbio creato una grande aspettativa dopo la spettacolare semifinale vinta con il proprio personale di 1’44″06 e anche nuovo primato della manifestazione, per cui nella finale partiva con il ruolo di co-favorito insieme al talento olandese Niels Laros, addirittura con l’aspettativa di poter puntare allo storico record italiano del 1973 di Marcello Fiasconaro di 1’43″70, ma nella circostanza imposta in maniera troppo lenta la sua tipica condotta di gara da front runner sempre in testa, con un passaggio ai 400 metri più lenta di due secondi rispetto a quello del turno precedente, per cui Laros lo può seguire senza problemi sino agli ultimi 100 metri, dove fa partire il suo allungo decisivo che lo porta alla netta vittoria in 1’44’36, con Pernici alla fine quarto in 1’45″01 cadendo pure sul traguardo, superato negli ultimi metri anche dal britannico Justin Davies secondo in 1’44″97 e dall’altro azzurro Giovanni Lazzaro terzo in 1’44″98.
Nella mattinata dell’ultima delle quattro giornate di gara due altri podi per l’Italia a iniziare dai 10.000 metri di marcia uomini in pista, con Emiliano Brigante argento grazie al secondo posto in 39’49″64 alle spalle del turco Mazlum Demir vittorioso in 39’45″84, mentre sempre al maschile nel salto triplo Federico Bruno è bronzo con la misura di 16,47 sia pur ventoso e quindi non valido ai fini statistici come proprio personale, nella prova vinta dallo spagnolo Pablo Delgado con 16,55.
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