Gianmarco Tamberi, campione olimpico a Tokyo 2021, ha superato la misura di 2.37m stabilendo la migliore prestazione mondiale stagionale per vincere il salto in alto maschile degli Ultimate Championships di Budapest, e aggiungere un altro titolo alla sua leggendaria bacheca, ricca di ogni trofeo possibile, dopo aver conquistato il suo quarto oro europeo a Birmingham con 2.32 m.

Il fenomeno azzurro ha superato 2.22 m e 2.26 m al primo tentativo, ma ha avuto bisogno di due prove per valicare i 2.30 m. Ha poi superato 2.33 m e 2.35 m alla prima richiesta, prima di coronare una splendida gara superando al primo tentativo i 2.37 m davanti alla moglie Chiara e alla figlia Camilla che ha preso in braccio alla fine della gara.

Tamberi ha poi effettuato tre tentativi falliti al record italiano di 2.41 m. Il marchigiano ha vinto il terzo titolo di questa stagione dopo gli ori agli Europei di Birmingham con 2.32m e ai Giochi del Mediterraneo di Taranto con 2.25m. Si è imposto anche nella gara della Diamond League di Silesia con 2.31m. Ancora una volta Tamberi si è trasformato in un “animale” da gara capace di esaltarsi sui grandi palcoscenici quando la posta in palio si alza.

Ju’Vaughn Harrison ha superato 2.30 m al terzo tentativo piazzandosi secondo. Tamberi e Harrison avevano vinto l’oro e l’argento ai Campionati Mondiali nello stesso stadio nel 2023.

Erick Portillo, medaglia d’argento mondiale indoor a Torun, si è classificato ancora una volta terzo con 2.26 m.

Gianmarco Tamberi: “Era già previsto: è il momento dello show, sapete! Non è merito mio, è merito delle persone che sono lì. I miei amici, la mia famiglia – tutte le persone qui che mi sostengono. Siete stati pazzeschi, ragazzi. È stata una serata incredibile. Sono venuto qui con i bellissimi ricordi dei Campionati Mondiali del 2023, quindi non vedevo l’ora di gareggiare in questo posto, sapendo che è un sito fantastico per saltare. Ho iniziato la stagione probabilmente al 14° posto nel ranking mondiale, quindi questo è stato un vero e proprio ritorno. La mia carriera è stata molto dura perché, se guardo agli alti e bassi, non saprei nemmeno dire da quale sia stato più difficile riprendersi. Dopo che l’anno scorso a Tokyo non sono riuscito ad accedere alla finale, la gente ha iniziato a dire che era arrivato il momento di ritirarmi – è stato difficile da sentire e da combattere contro tutte queste sensazioni. Alla fine, eccomi qui con 2.37 m. Ora posso dire a tutti: ‘Non smettete mai di credere nei vostri sogni, non ponetevi mai un limite. Sapevo di poter saltare molto più alto in questa stagione, di poter fare altre misure e finalmente sono arrivate. Poi con l’asticella a 2,41 ho un po’ rivissuto la mia carriera che mi ha insegnato a non aver paura di niente. Ho dimostrato a me stesso che sono al livello dei miei migliori anni. Mi sono divertito un sacco, ho fatto gioire mia moglie, mia figlia, gli amici, tutti quelli che mi sostengono. La cosa più bella è vedere lo stadio intero che si alza in piedi per un salto, fa venire i brividi, mi dà una forza incredibile. Ora guardo ai Giochi di Los Angeles con una voglia enorme. Mondiali a Roma nel 2029? Sarebbe bellissimo, se si immagina cosa potrebbe essere in casa quello che è stato qui stasera. Sì, sarebbe stupendo chiudere la mia carriera lì”.

800 metri maschili

Djamel Sedjati, medaglia d’argento mondiale a Tokyo 2025, ha vinto il titolo degli Ultimate Championships negli 800 metri maschili abbattendo la barriera dell’1:42 con il tempo di 1:41.91.

Djamel Sedjati: “È stata una gara molto tattica ma anche velocissima, e sono davvero felice di aver vinto oggi. Questo è il mio primo titolo importante, quindi sono incredibilmente felice e grato a tutti coloro che mi hanno sostenuto”.

Marco Arop si è piazzato secondo in 1:42.28 sulla stessa pista che lo ha visto conquistare il titolo mondiale nel 2023. Emmanuel Wanyonyi ha agguantato la terza posizione in 1:42.44, superando di un soffio Brandon Miller (1:42.54). Francesco Pernici ha letteralmente frantumato il proprio record italiano chiudendo al quinto posto in 1’42″61 diventando il primo atleta italiano della storia a scendere al di sotto degli 1:43.

Il campione europeo Mark English si è classificato sesto, migliorando il proprio record personale a 1:42.78. L’ottavo classificato Elliot Crestan ha corso in 1:43.14. E’ stata la seconda miglior gara della storia per profondità di risultati della storia dopo la finale dei Mondiali di Tokyo.

Francesco Pernici: “È un’emozione che non si può descrivere. Avevo l’obiettivo di essere il primo italiano sotto 1:43 e ci sono riuscito, poi con questo crono divento anche leader europeo dell’anno, non potevo chiedere di meglio per concludere la stagione. Contava usare la testa in questa gara, quando sono passato ai 600 metri me lo sentivo che potevo fare 1:42 e così è stato”.

400 ostacoli maschili

Il primatista del mondo Alison Dos Santos ha vinto la finale dei 400 metri ostacoli maschili in 45.98, il terzo tempo più veloce della storia, in una gara in cui tre uomini hanno abbattuto la barriera dei 47 secondi. Dos Santos è sceso sotto i 46 secondi per la seconda volta in carriera, due settimane dopo aver migliorato il record mondiale di Karsten Warholm portandolo a 45.80 al meeting della Diamond League di Zurigo. La finale dei 400 metri ostacoli a Budapest metteva di fronte i tre ostacolisti più veloci di tutti i tempi.

Il campione olimpico Rai Benjamin si è piazzato al secondo posto, stabilendo il suo primato stagionale in 46.40, in quella che è stata solo la sua terza gara dell’anno nei 400 metri ostacoli. Benjamin ha conquistato il suo secondo piazzamento d’onore agli Ultimate Championships dopo il secondo posto sui 400 metri.

Il campione europeo Karsten Warholm si è assicurato la terza posizione con 46.78. Emil Agyekum, medaglia d’argento europea a Birmingham, si è classificato quarto migliorando il proprio record tedesco a 47.10.

Alison Dos Santos: “Ho aperto l’app della World Athletics e ho visto un post in prima pagina che diceva che avevo qualcosa come il 95% di possibilità di vincere. Ho pensato ‘wow, è davvero alta’, quindi volevo solo scendere in pista e correre il più velocemente possibile. Sapevo che ci sarebbe stata pressione. Quando corri nel circuito della Diamond League ti preoccupi soprattutto del tempo – pensi a correre forte e a rimanere concentrato sulla tua corsia – ma in un campionato è diverso. Correre veloci è importante, ma vincere lo è di più. Sapevo che tutti avrebbero dato il massimo e lottato fino al traguardo, e sapevo che all’uscita dall’ottavo ostacolo, nella parte finale della gara, sarebbe stata una vera battaglia”.

Finale 200 metri maschili

Il vicecampione olimpico Kenny Bednarek ha completato la doppietta di vittorie nei 200 metri stabilendo la migliore prestazione mondiale stagionale con 19.52, il giorno successivo alla sua vittoria nei 100 metri. Bednarek diventa il settimo performer di tutti i tempi.

Bednarek ha così aggiunto i due titoli degli Ultimate Championships al trofeo della Diamond League vinto settimana scorsa a Bruxelles. Lo sprinter statunitense aveva già stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno correndo due volte in 19.62 a Zurigo e Bruxelles. Bednarek ha guadagnato 150.000 dollari per ciascuna delle due vittorie a Budapest.
Il campione olimpico Letsile Tebogo si è piazzato secondo, migliorando il proprio personale stagionale a 19.76. Courtney Lindsey ha abbattuto la barriera dei 19.8 secondi stabilendo il primato stagionale di 19.79. Il sudafricano Sinesipho Dambile si è classificato quarto in 19.91, superando di un soffio il campione olimpico del 2021 André De Grasse (19.92).

Kenny Bednarek: “Oh mio Dio, sono stati giorni pazzeschi. Sono solo felice di essere qui e, dal punto di vista della prestazione, mi do un voto altissimo (A+) per via di un paio di dettagli su cui ho lavorato: sono riuscito a metterli insieme oggi e all’inizio della settimana. L’intero evento è stato fantastico. Sul red carpet durante la festa inaugurale degli Ultimate Championships sono riuscito a mostrare un po’ della mia personalità, il che è insolito per me dato che di solito sono una persona piuttosto silenziosa. Ho adorato il sorteggio delle corsie e penso che dovremmo farlo più spesso. Questo è un evento fenomenale e sono felice che stia mostrando il nostro sport sotto una luce diversa. Questo è stato l’anno in cui mi sono concentrato sul fare progressi. Devo guardare indietro a quello che ho fatto complessivamente, ma credo di aver fatto bene. Tornare a casa con due vittorie a Budapest è straordinario”.

Semifinali 200 metri maschili

Kenny Bednarek ha sfrecciato in 19.86 nella prima semifinale dei 200 metri maschili, precedendo Courtney Lindsey, che ha migliorato il suo stagionale a 19.89. Anche il campione olimpico Letsile Tebogo è sceso sotto la barriera dei 20 secondi fermando il cronometro a 19.96. Il nigeriano Udodi Onwuzurike si è assicurato il quarto posto utile per la qualificazione in 20.16.

Sinesipho Dambile ha fatto registrare il tempo più veloce delle due semifinali con 19.80. André De Grasse ha corso il suo secondo tempo più veloce della stagione in 19.87. Il bronzo mondiale Bryan Levell, dalla Giamaica, ha chiuso al terzo posto in 20.08, superando al fotofinish Aaron Brown accreditato dello stesso tempo.

Finale 200 metri femminili

Melissa Jefferson Wooden ha vinto i 200 metri in 21.47, completando la doppietta dello sprint dopo la sua vittoria nei 100 metri in 10.61. Jefferson Wooden sale così al terzo posto nella classifica mondiale di tutti i tempi, dietro a Florence Griffith Joyner (21.34) e Shericka Jackson (21.41). La tre volte campionessa olimpica dei 100m, 200m e della 4×100 di Parigi 2024 Gabby Thomas si è piazzata seconda, migliorando il suo primato stagionale in 21.77. Kayla White, vincitrice quest’anno al meeting della Diamond League di Losanna, ha completato la tripletta statunitense in 21.93. La campionessa europea Amy Hunt ha chiuso al quarto posto con il primato stagionale di 22.10.

Melissa Jefferson Wooden: “Stasera non mi aspettavo proprio un 21.47! Mi ero detta che avrei dovuto correre con intelligenza in semifinale per risparmiare un po’ di energie. Sapevo che, una volta uscita dalla curva in semifinale, sarebbe bastato il giusto per qualificarmi per la finale. Non avrei mai pensato che persone del calibro di Usain Bolt guardassero le mie gare e avessero persino delle reazioni così belle alle mie prestazioni. All’inizio della settimana mi ha detto quanto sia orgoglioso di me per come riesco a far sembrare tutto così facile. Ho detto a mio marito che qualunque cosa fosse successa stasera, sarebbe stata merito suo. È a lui che era rivolto quell’urlo quando ho tagliato il traguardo. Pensavo che avrei potuto correre così forte forse tra due anni, ma non stasera. Non ho davvero parole”.

Semifinali 200 metri femminili

Gabby Thomas ha vinto la prima semifinale in 21.88 precedendo Melissa Jefferson Wooden (22.15) e Kayla White (22.28). La giovane svizzera Fabienne Hoenke quarta ai Campionati Europei di Birmingham, si è assicurata il quarto posto utile per la qualificazione con 22.72.
Amy Hunt si è aggiudicata la vittoria nella seconda semifinale in 22.22 davanti ad Ashanti Moore, che ha migliorato il proprio record personale in 22.30. Cambrea Sturgis si è classificata terza in 22.40, precedendo Anavia Battle (22.46).
Salto in alto maschile

Salto triplo femminile

Saly Sarr dal Senegal ha coronato una stagione da sogno vincendo la gara di salto triplo con la misura di 15.06 m (+0.3 m/s), aggiungendo il titolo degli Ultimate Championships in bacheca a una settimana di distanza dalla vittoria nella finale della Diamond League a Bruxelles. Sarr ha confermato il suo straordinario stato di forma saltando 14.92 m al terzo turno e 14.83 m al quarto. Anche la cubana Davisleydi Velazco ha superato la barriera dei 15 metri con un salto da 15.04 m alla terza prova. L’altra cubana Leyanis Perez Hernandez è atterrata a 14.90 m al secondo turno agguantando la terza piazza davanti alla campionessa olimpica Thea Lafond (14.47 m). La campionessa europea Dariya Derkach ha concluso la sua eccellente stagione con il sesto posto con un salto da 13.82m realizzato al primo tentativo.

Saly Sarr: “Significa davvero molto vincere e diventare la campionessa degli Ultimate. Sono felicissima, davvero emozionata e profondamente soddisfatta. Continueremo a lavorare, a vincere e a prepararci per gli altri obiettivi futuri. Non ci sono vacanze, si torna subito al lavoro”.

1500 metri maschili

Josh Kerr ha vinto i 1500 metri maschili in 3:29.35 al termine di un duello testa a testa con il vincitore della Diamond League di quest’anno Cameron Myers, anche lui sceso sotto la barriera dei 3:30 con il tempo di 3:29.68. Kerr ha così coronato una stagione fantastica nella quale ha vinto il titolo del Commonwealth a Glasgow e ha migliorato il record del miglio di Hicham El Guerrouj al meeting di Londra.

Lo statunitense Hobbs Kessler ha completato le prime tre posizioni in 3:30.73 superando per un solo centesimo il campione olimpico dei 1500m Cole Hocker (3:30.74) in una serratissima lotta per il terzo posto. Con questa prestazione, Kerr ha tolto 3 centesimi al suo record assoluto sul suolo ungherese (all-comers record), che aveva stabilito vincendo il titolo mondiale proprio a Budapest nel 2023.

Josh Kerr: “Non ho gareggiato molto in questa stagione, quindi sono arrivato qui piuttosto fresco e pronto a dare il massimo. Cameron è un atleta straordinario, stava spingendo tantissimo ma sono riuscito a guardare lo schermo gigante per controllare quanto fosse il mio vantaggio”.

Finale 400 metri ostacoli femminili

Jasmine Jones, medaglia d’argento mondiale a Tokyo 2025, ha vinto la finale dei 400 metri ostacoli in 52.45, inserendosi al decimo posto della classifica mondiale di tutti i tempi. La slovacca Emma Zapletalova, campionessa europea a Birmingham 2026, si è piazzata seconda in 52.68. La vincitrice della Diamond League di quest’anno, Anna Cockrell, si è assicurata il terzo posto in 53.09 resistendo agli attacchi dell’ex detentrice del record del mondo Dalilah Muhammad, che ha chiuso quarta in 53.11 nell’ultima gara della sua carriera.

Jasmine Jones: “Tutto questo è pazzesco, non me lo aspettavo assolutamente. Pensando al fatto che questa fosse l’ultima gara di Dalilah, posso dire che mi ha ispirato tantissimo fin da quando ero una bambina e muovevo i primi passi nei 400 ostacoli. Avere al mio fianco Dalilah ed Emma, che ha avuto una stagione di assoluta esplosione, e gareggiare con loro in questo campionato nuovo di zecca è stato davvero divertentissimo”.

Lancio del giavellotto maschile

Rumesh Pathirage (Sri Lanka) ha coronato la sua stagione di successo vincendo il lancio del giavellotto maschile con la misura di 91.09 m al quarto turno. La sua serie ha incluso anche il secondo miglior lancio della giornata, con 87.11 m al terzo turno.

Pathirage ha aggiunto l’Ultimate Trophy alla sua collezione dopo aver vinto la finale della Diamond League a Bruxelles e la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth a Glasgow. Pathirage ha fatto registrare la terza migliore prestazione della sua carriera, dopo il suo record nazionale di 92,62 m a Roma e i 92,07 m a Zurigo.
Il due volte campione del mondo Anderson Peters (Grenada) si è piazzato al secondo posto con 86,18 m, davanti al campione europeo Julian Weber (Germania), che ha lanciato il giavellotto a 85.89 m al secondo turno.

Rumesh Pathirage: “Questo era il mio unico e solo obiettivo: portare il trofeo in Sri Lanka. Oggi ho affrontato molte sfide, ma speravo comunque di vincere e sono orgoglioso di avercela fatta. Non ho mai pensato al premio in denaro e non ho ancora idea di come lo spenderò. Gli atleti dello Sri Lanka hanno vinto due medaglie olimpiche finora, e il mio prossimo obiettivo è portare a casa la medaglia d’oro olimpica”.

Staffetta 4×400 metri mista

La squadra degli Stati Uniti, formata da Chris Bailey, Alexis Holmes, Jacory Patterson e Aaliyah Butler, ha vinto la staffetta 4×400 mista in 3:08.92. Holmes aveva guidato come ultima frazionista il team statunitense alla vittoria dei campionati mondiali di Budapest 2023.
La Gran Bretagna ha conquistato la medaglia d’argento in 3:09.49, battendo i Paesi Bassi per 0,17 secondi.

Bailey ha corso la prima frazione in 44.73 prima di passare il testimone a Holmes, che ha mantenuto il comando. Patterson ha incrementato il vantaggio nella terza frazione prima di passare il testimone a Butler, che ha blindato la vittoria per gli Stati Uniti con una frazione finale da 49.47.
La giamaicana Stacey Ann Butler (48.72) e l’ungherese Attila Molnar (43.99) hanno corso i parziali più veloci della gara.

La staffetta italiana composta da Edoardo Scotti, Anna Polinari, Lorenzo Benati e Alessandra Bonora e Alessandra Bonora si è piazzata al sesto posto in 3:11.56. Questi i tempi per frazione degli azzurri: Scotti 45.10, Polinari 50.99, Benati 44.76 e Bonora 50.69.

Alexis Holmes: “L’atmosfera con questa squadra era fantastica. Ogni volta che gli USA mettono insieme una squadra, uniscono un gruppo di cui si fidano, persone con il carattere giusto per scendere in pista e far succedere le cose, ed è esattamente quello che abbiamo avuto oggi”.

5000 metri femminili

L’etiope Likina Amebaw ha vinto i 5000 metri femminili in 14:30.36, con un vantaggio di due secondi sull’australiana Jessica Hull, che ha migliorato il proprio primato personale portandolo a 14:32.39. Amebaw si era messa in luce con la vittoria al Golden Gala di Roma in 14:18.41 (migliore prestazione mondiale dell’anno). L’etiope ha piazzato l’attacco decisiv ad un chilometro e mezzo dalla fine. Fantaye Belayneh (Etiopia) ha tagliato il traguardo al terzo posto in 14:32.62, davanti alle connazionali Freweyni Hailu (14:32.78) e Aleshign Baweke (14:32.95).

Likina Amebaw: “Sono felicissima di essere diventata la campionessa assoluta. Pensavo di non avere un gran finale in volata, quindi a metà gara ho pensato che avrei dovuto spingere”.

Gli Ultimate Championships nel Naional Athletics Stadium di Budapest si son conclusi con la festa finale nella quale Armand Duplantis ha cantato l’inno della manifestazione “Gold” da lui stesso prodotto. Nella festa finale i vincitori hanno scattato tutti insieme la foto con gli Ultimate Trophies vinti in questo fine settimana spettacolare che ha proposto numerose novità.

Una delle principali innovazioni era legata alla scelta della corsia degli atleti nelle gare di corsa: la Lane Draft (la selezione della corsia).

Nelle semifinali della gara dei 200 metri, gli atleti potevano scegliere personalmente la corsia e la batteria preferita in base all’ordine di qualificazione (seeding order). Questa regola rivoluzionaria offre un vantaggio strategico immediato ai velocisti con il miglior ranking, che hanno il diritto di scegliere per primi la posizione in pista ritenuta più favorevole.

Il classico manto d’erba verde dello stadio di Budapest viene tinto di nero per massimizzare il contrasto visivo e far risaltare al massimo la pista e le pedane sotto i riflettori.

Per i concorsi (lanci e salti in estensione) è stato adottato il formato 8:8:6:4. Tutti gli 8 atleti facevano i primi due turni, poi solo i migliori 6 accedevano al terzo turno e i migliori 4 si giocavano la vittoria nell’ultimo lancio o salto.

La trasmissione televisiva integra la realtà aumentata e algoritmi in tempo reale per mostrare agli spettatori le probabilità percentuali di vittoria di ciascun corridore durante lo svolgimento della gara.

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