Tamberi in ripresa a Szekesfehrvar sale oltre 2.30 nell’alto

Thompson Herah, Bol e Simbine illuminano il caldo pomeriggio ungherese

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La tappa del Continental Tour Gold di Szekesfehrvar ha regalato una serie di risultati straordinari in un caldo pomeriggio ungherese.

Il meeting organizzato da Marton Gyulai (figlio del Segretario Generale della IAAF Istvan Gyulai, a cui è intitolata questa manifestazione) si è confermato come uno dei maggiore livello di questo circuito, al pari del Golden Spike di Ostrava. Nove primati del meeting sono stati battuti nel corso della manifestazione.

C’era grande attesa, per quanto riguarda i colori azzurri, per la partecipazione di Gianmarco Tamberi definito proprio ieri, da Antonio La Torre Direttore Tecnico delle squadre nazionali, il leader indiscusso di tutta la futura spedizione azzurra per le Olimpiadi.

Gimbo, primatista italiano del salto in alto con 2.39m, era reduce dal piccolo passo falso di Leverkusen dove non era riuscito a far meglio di 2.24m e ieri è certamente apparso in ripresa, superando 2.30m alla prima prova ma commettendo poi tre errori a 2.33m, per un quarto posto finale che non l’ha totalmente soddisfatto.

La gara è stata vinta dal campione europeo indoor Maksim Nedasekau che ha eguagliato il proprio record personale con 2.37m in una sorta di prova generale di Olimpiade. Ilya Ivanyuk ha superato tutte le misure fino a 2.33m al primo tentativo ma ha commesso tre errori a 2.35m. Nedasekau ha valicato l’asticella a 2.35m al primo tentativo, ha stabilito il record nazionale alla seconda prova e ha commesso tre errori a 2.41m.

Ivanyuk si è classificato secondo battendo il vice campione del mondo Mikali Akimenko per un numero inferiore di errori.

Gianmarco Tamberi: “Purtroppo in questo momento più vado veloce nella rincorsa e meno salto, esattamente l’opposto di quello che accade quando sto bene. Questo è un enorme problema perché sono un saltatore che ha bisogno di velocità. Devo assolutamente risolvere questo problema e ho un’ultima possibilità per riuscirci. Mai mi sarei aspettato di arrivare in questa condizione ad una gara dalle Olimpiadi. Niente è ancora perduto e non mi arrenderò fino all’ultimo salto”.

100 metri femminili

La giamaicana Elaine Thompson Herah ha vinto l’attesissimo 100 metri femminile in uno straordinario 10”71 battendo la connazionale Shelly Ann Fraser Pryce che si è confermata ancora su un eccellente livello.

Thompson Herah aveva già confermato di aver recuperato pienamente dall’infortunio tendineo vincendo al meeting di Lignano Sabbiadoro in 11”03 con vento contrario di -1.2 m/s.

Altre due sprinter sono scese sotto i 10”90. Marie Josée Ta Lou ha migliorato il personale stagionale con 10”86 avvicinando di un centesimo di secondo il suo record assoluto stabilito a Doha nel 2018. Blessing Okagbare è scesa sotto gli 11 secondi per la sesta volta in questa stagione con 10”89.

Elaine Thompson Herah: “Sono davvero felice del 10”71. Non è record personale, ma questo risultato mi dà fiducia. Ho avuto qualche problema al tendine d’Achille ma ora sto bene. L’obiettivo è arrivare in salute alle Olimpiadi”.

Elaine Thompson Herah (foto Olympic Games)
Elaine Thompson Herah (foto Olympic Games)

100 metri maschili

Akani Simbine ha migliorato il primato africano dei 100 metri detenuto dal nigeriano Olusoji Fasuba fermando il cronometro in 9”84. Lo sprinter sudafricano ha allungato la sua striscia vincente a undici successi consecutivi in questa stagione nella quale ha vinto anche al Golden Gala di Firenze.

Dopo i quinti posti alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e ai Mondiali di Londra 2017 e il quarto posto ai Mondiali di Doha 2019 Simbine può puntare al podio olimpico a Tokyo.

Il trentacinquenne Michael Rodgers è tornato a correre su ottimi livelli co 10”00 in seconda posizione precedendo gli altri statunitensi Marvin Bracy (10”02) e Isiah Young (10”04).

Akani Simbine: “Questo risultato mi dà molta fiducia. Speravo di poter raggiungere questo tipo di prestazione cronometrica in questa settimana. E’ davvero fantastico battere il primato africano. Aspettavo questo tempo da alcuni anni”.

400 ostacoli femminili

Femke Bol e Shamier Little hanno dato vita ad un altro straordinario testa a testa due giorni dopo aver realizzato rispettivamente il quarto e il quinto posto della storia con 52”37 e 52”39 a Stoccolma.

Sulla pista di Szekesfehrvar si è imposta ancora Bol in 52”82 per tre centesimi di secondo su Little, che ha mancato la qualificazione alle Olimpiadi dopo il quarto posto ai Trials statunitensi.

Femke Bol: “Ho corso un altro tempo al di sotto dei 53 secondi, ma ora sono stanca. E’ bello correre contro un’atleta che corre ai miei livelli. E’ stato come a Stoccolma. La concorrenza di Shamier mi ha permesso di spingere oltre i miei limiti”.

La vincitrice dei Trials giamaicani Janieve Russell si è classificata al terzo posto in 53”69 precedendo l’ucraina Viktoriya Tkachuk (54”02).

Femke Bol (foto AFP/Stoccolma)
Femke Bol (foto AFP/Stoccolma)

100 ostacoli femminili

La portoricana Jasmine Camacho Quinn ha vinto nettamente i 100 ostacoli femminili in 12”34 facendo registrare la terza prestazione al di sotto dei 12”4 in questa stagione dopo il 12”32 di Ganesville e il 12”38 del Golden Gala di Firenze. Ha resistito il primato del meeting detenuto da Kendra Harrison con 12”28 dal 2017.

La due volte campionessa NCCA si candida per una medaglia olimpica, che riscatterebbe la delusione per la caduta su un ostacolo di cinque anni fa. Elvira Herman si è piazzata al secondo posto in 12”67 davanti a Gabby Cunningham (12”75), Sharika Nelvis e Britany Anderson (12”80).

Jasmine Camacho Quinn: “Ho sentito la pressione prima della gara. Ero qui per vincere. Punto ad una medaglia alle Olimpiadi”.

Luminosa Bogliolo ha colpito il settimo ostacolo compromettendo la gara e ha rischiato di cadere ma è riuscita a rimanere in corsia terminando la prova in 13”72.

200 metri femminili

La giamaicana Shericka Jackson è sempre più velocista pura e si è concentrata sui 100 metri e sui 200 metri dopo aver iniziato la carriera come quattrocentista con due medaglie di bronzo vinte ai Mondiali 2015 e alle Olimpiadi 2016 sul giro di pista.

Dopo gli straordinari personali realizzati ai Trials giamaicani sui 100 e sui 200 metri con 10”77 e 21”82, Jackson si è confermata su eccellenti livelli anche sulla pista di Szekesfehrvar vincendo in 21”96 davanti alla campionessa olimpica Shaunae Miller Uibo (22”15), all’olandese Dafne Schippers (22”70) e alla svizzera Mujinga Kambundji (22”74).

200 metri maschili

Il canadese André De Grasse ha recuperato lo svantaggio nella seconda metà della gara vincendo i 200 metri in 19”97 davanti a Kenny Bednarek (19”99) e al neo primatista mondiale under 20 Erriyon Knighton (20”03) in una gara degna della finale olimpica. De Grasse si candida per un’altra medaglia olimpica dopo il bronzo sui 100 metri e l’argento sui 200 metri nella precedente edizione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Simbine ha vinto la seconda serie in 20”25 precedendo il panamense Alonso Edward.

Getto del peso maschile

Il fuoriclasse neozelandese Tom Walsh ha stabilito il primato del meeting con 22.22m, suo miglior lancio dalla medaglia di bronzo ai Mondiali di Doha 2019. Walsh ha aperto la gara con 21.73m stabilendo la migliore prestazione su suolo ungherese.

Il campione del mondo di Londra 2017 ha realizzato un secondo miglior lancio da 22.09m. Il croato Filip Mihaljevic si è classificato secondo con 21.77m precedendo lo statunitense Josh Awotunde (21.70m), Chukwebuka Enekwechi (21.43m) e il serbo Armin Sinancevic (21.22m).

Salto triplo maschile

Pedro Pablo Pichardo ha migliorato il primato del meeting detenuto da Christian Taylor con l’eccellente misura di 17.82m. Fabrice Zango ha risposto con un salto da 17.66m sempre al secondo tentativo prima di eguagliare la migliore prestazione mondiale dell’anno di Pichardo saltando 17.82m al terzo round.

Pichardo ha fatto ancora meglio realizzando 17.92m, misura che lo ha riavvicinato ai 18 metri. La pedana di Szekesfehrvar si conferma magica per il salto triplo. L’algerino Mohamed Yasser Triki (già vincitore a Oslo) ha migliorato il primato nazionale con 17.33m.

110 ostacoli maschili

Il campione del mondo Grant Holloway ha vinto per la seconda volta in carriera i 110 ostacoli al meeting di Szekesfehrvar in 13”08 superando di sette centesimi di secondo Orlando Ortega, che lo aveva battuto nell’edizione dell’anno scorso. Sergey Shubenkov si è classificato terzo in 13”19 davanti al giamaicano Ronald Levy (13”25).

Paolo Dal Molin ha vinto la seconda serie in un ottimo 13”31 avvicinando il suo record italiano di quattro centesimi. Il bronzo europeo indoor ha battuto David King (13”49) e Freddie Crittenden (13”52).

Grant Holloway (foto world athletics)
Grant Holloway (foto world athletics)

400 metri maschili

Il campione del mondo Steven Gardiner ha vinto per la quarta volta in carriera al meeting di Szekesfehrvar eguagliando il personale stagionale di 44”47 già realizzato a Chorzow. Bryce Deadmon si è piazzato al secondo posto in 44”58 precedendo Michael Norman (44”65) e Michael Cherry (44”69).

Wayde Van Niekerk ha dovuto rinunciare alla gara all’ultimo momento.

400 metri femminili

La giamaicana Stephanie Ann McPherson è scesa di nuovo sotto i 50 secondi con 49”99 dopo il successo ai Trials giamaicani in 49”61. Wadline Jonathas si è piazzata al secondo posto in 50”70 davanti all’olandese Lieke Klaver (51”23).

Stephanie Ann McPherson: “Ho corso una buona gara. Faceva caldo ma sono abituata a questo tipo di clima”.

Lancio del disco maschile

Il campione del mondo Daniel Stahl ha vinto la nona gara consecutiva nel lancio del disco con 67.31m al terzo tentativo battendo Andrius Gudzius (66.71m) e Fedrick Dacres (65.06m).

3000 metri maschili

Il due volte campione del mondo Muktar Edris ha riscattato la delusione per il quinto posto ai Trials olimpici etiopi vincendo i 3000 metri in 7’30”96, tempo con il quale ha migliorato il precedente primato personale realizzato quattro anni fa. L’Etiopia ha monopolizzato la gara con Tadese Worku (7’34”75) e Addieu Yihune (7’39”27).

Muktar Edris: “Ho cercato di migliorare il precedente personale di 7’33”. Sono felice di essere riuscito a batterlo. Questo risultato mi dà molta fiducia”.

800 metri maschili

Il primatista britannico indoor Elliot Giles si è imposto in volata in 1’44”89 battendo il connazionale Jamie Webb (1’45”12) e il vincitore dei Trials statunitensi Clayton Murphy (1’45”20).

400 ostacoli maschili

Il turco Yasmani Copello ha stabilito il primato del meeting con 48”35 battendo nettamente Amare Lattin (49”06) e il tedesco Constantin Preis (49”19).

Salto in lungo femminile

La campionessa europea indoor Maryna Beck Romanchuk si è aggiudicata il salto in lungo femminile con 6.79m battendo la britannica Abigail Irozuru (6.64m).

Lancio del giavellotto femminile

La lituana Livetta Jasunaite ha stabilito il record del meeting con 62.73m nel giavellotto femminile superando la ceca Nikola Ogrodnikova (62.56m) e la canadese Elizabeth Gleadle (61.90m).

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