Crouser e Lasitskene si confermano dopo gli allori olimpici

L'approfondimento della prima giornata delle finali Diamond con 7 finali

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Grande festa di Atletica in Piazza ieri nella Sechselautenplatz di Zurigo, che offriva un aspetto assolutamente diverso dal solito grazie all’arena con pista realizzata apposta per accogliere la prima giornata di gare delle finali di Diamond League.

Sette titoli assegnati dei 32 totali, con i maggiori contenuti tecnici arrivati dalle gare del getto del peso maschile e del salto in alto femminile che hanno visto le vittorie dei due campioni olimpici, Ryan Crouser e Mariya Lasitskene, i quali hanno confermato il loro predominio mondiale dopo il trionfo a cinque cerchi di Tokyo.

Ricordiamo che la competizione prosegue e si conclude nella serata oggi, allo stadio Letzigrund di Zurigo, dove verranno assegnati gli altri 25 Diamanti tra cui quello del salto in alto maschile dove ci sarà la presenza, speriamo da assoluto protagonista, del campione olimpico Gianmarco Tamberi.

Nello specifico della prima giornata, particolare significato da assegnare alla vittoria dello statunitense Crouser, primatista del mondo della specialità con un lancio di 23,37 realizzato nel corso dei Trials 2021 di Eugene, in quanto quella di ieri è stata la sua prima affermazione nel cosiddetto Trofeo del Diamante dove, tra l’altro, ha anche ottenuto il record del meeting con la misura vincente di 22,67 metri nel terzo tentativo.

Appassionato di gare su strade cittadine, il lanciatore statunitense ha dato spettacolo per i 2500 tifosi della tribunetta provvisoria aprendo con 21,98 metri, prima di un nullo al secondo turno e poi un altro al quarto per chiudere con 22,29 e 22,30 la sua straordinaria serie.

Le dichiarazioni di Ryan: “Sono molto entusiasta per questo titolo della Diamond League. Ho vinto due medaglie d’oro olimpiche e ho il record del mondo, ma solo oggi ho vinto tale trofeo. Questo è il miglior anno della mia carriera.”

Il suo connazionale Joe Kovacs, medaglia d’argento olimpica e campione del mondo di Doha 2019, ha ottenuto il secondo posto grazie a lancio di 22,29m al secondo tentativo che l’aveva addirittura posto in testa, in quel momento. Terzo il serbo Armin Sinancevic che ha lanciato 21,86 m nel quinto round.

La medaglia di bronzo mondiale e olimpica, il neozelandese Tom Walsh è arrivato quarto con 21,61 m mentre sesto, con quattro nulli ma un buon lancio finale, l’azzurro Zane Weir che ha realizzato la misura di 20,85.

Salto in alto femminile

Se abbiamo dato la copertina al fenomenale lanciatore statunitense, la gara dai maggiori contenuti tecnici è stata l’alto femminile con tre atlete sopra i 2,01 nell’ennesima sfida tra le tre medagliate olimpiche, e la conferma della campionessa a cinque cerchi Lasitskene con 2,05m, mentre l’Ucraina Yaroslava Mahuchikh questa volta ottiene il secondo posto con 2,03m davanti all’australiana Nicola McDermott al terzo posto con 2,01 m.

Lasitskene è entrata nella competizione all’altezza di apertura di 1,84 m e ha superato quella, 1,87 m, 1,90 m e 1,93 m ai suoi primi tentativi. Ha avuto bisogno di tutti e tre i tentativi per superare 1,96 m ma poi ha ritrovato il suo ritmo, facendo 1,99 m al primo tentativo prima di passare 2,01 m e poi riuscendo a superare i 2,03 m alla prima prova.

L’altezza successiva avrebbe decretato il vincitore e, dopo un errore, l’atleta russa è andata oltre i 2,05 m per conquistare il suo ennesimo titolo di tale manifestazione e, infine ha anche provato, senza riuscire, i 2,07m che avrebbero rappresentato il suo personale assoluto che è di 2,06.

Le parole di Mariya: È una sensazione incredibile. Saltare con gli spettatori è fantastico. La gara è stata difficile e fantastica allo stesso tempo. Difficile a causa della pista e fantastico a causa degli spettatori. Eppure per alcuni tentativi ho chiesto loro di tacere perché avevo bisogno di concentrarmi. Questa stagione è stata davvero fantastica.”

Mahuchikh e McDermott hanno entrambe realizzato prestazioni perfette fino alle loro misure finali di 2.03m e 2.01m con anche l’ucraina che ha provato i 2,07 m dopo due errori a 2,05 m, mentre McDermott ha provato due volte a 2,05 m dopo aver il suo primo sbaglio a 2,03 m.

Mariya Lasitskene (foto World Athletics)
Mariya Lasitskene (foto World Athletics)

Getto del peso femminile

La gara è stata vinta dalla statunitense Maggie Ewen, quarta classificata mondiale, divenuta la quarta atleta a vincere il Diamond Trophy femminile dopo Valerie Adams, Gong Lijiao e Christina Schwanitz.

Ewen, che ha mancato per pochi centimetri la qualificazione olimpica, ha vinto con il suo personale stagionale di 19,41 m, a soli sei centimetri dal suo assoluto

Unica atleta a superare i 19 metri, al secondo posto la portoghese Auriol Dongmo, che ha lanciato 18,86 m nel quinto tentativo e terza la svedese Fanny Roos che ha fatto 18,75 m nel primo tentativo.

Le sensazioni di Ewen: “Sono ancora sotto shock. Sono super emozionata. Per il mio primo lancio ero molto nervosa, ma poi è andato tutto bene. La mia stagione ha avuto alti e bassi, ma ho continuato a lavorare e a crederci per ottenere un momento meraviglioso come questo.

5000 metri femminili

Le difficoltà di una pista temporanea lunga 560 metri che ha visto i corridori correre intorno a Sechselautenplatz ha significato che la tattica è entrata in gioco nella parte finale della gara con la burundiana Francine Niyonsaba che ha preso il comando nell’ultimo giro per vincere il suo primo Trofeo Diamond.

Cinque giorni dopo la sua vittoria sulla stessa distanza a Brussels, dove ha ottenuto il record nazionale di 14’25″34, Niyonsaba ha corso in 14’28″98 davanti alla due volte campionessa del mondo la keniana Hellen Obiri seconda in 14’29″68.

Le parole di Niyonsaba: “Non so come posso esprimermi. Sono molto felice. Sapevo che sarebbe stata dura, ma ho cercato di dare tutto quello che avevo. Ho vinto il primo trofeo della mia vita. Sono molto orgogliosa.”

Francine Niyonsaba (foto World Athletics)
Francine Niyonsaba (foto World Athletics)

Per Obiri la gara ha offerto la transizione ideale mentre inizia il prossimo capitolo della sua carriera con massima concentarzione sulle corse in strada. Domenica correrà la mezza maratona Great North Run a Newcastle, nel Regno Unito.

Le parole di Obiri: “Non sono delusa, sono abbastanza felice. Questa gara è stata come un campionato. È stata un’esperienza nuova e non sapevamo da dove iniziare. È stato un momento memorabile per me.”

5000 metri maschili

L’etiope Berihu Aregawi ha mancato di poco una medaglia a Tokyo, finendo quarto nei 10.000 metri ma ha conquistato il primo posto nella finale dei 5000 Diamond con il tempo di 12’58″65.

Aregawi: “Il crono è eccellente, non mi aspettavo un tempo così veloce. Questo gara in città è stata molto bella. È la prima volta che faccio una cosa del genere ed è stato meraviglioso, ma le curve erano un po’ difficili per me.

 Berihu Aregawi (foto World Athletics)
Berihu Aregawi (foto World Athletics)

Salto in lungo maschile

Per il due volte medaglia d’argento europea indoor, lo svedese Thobias Montler, è stata una vittoria sofferta sullo statunitense Steffin McCarter poiché erano separati da soli tre centimetri.

Montler ha aperto con 7,72 m, ma poi ha realizzato salti di oltre otto metri nei successivi cinque round, prendendo il vantaggio di un solo centimetro nel quinto round prima di estendere tale vantaggio a tre centimetri con il suo salto finale.

McCarter era balzato in testa con 8,14 m nel terzo round, ma non è stato in grado di rispondere alla sfida di Montler, mentre la medaglia di bronzo mondiale del 2017 del Sudafrica Ruswahl Samaai ha registrato 7,99 m per finire terzo.

Per l’azzurro Filippo Randazzo un settimo e ultimo posto amaro perché ottenuto con 7,87 e sarebbero bastati pochi centimetri in più per ottenere ben altro piazzamento.

Le parole di Montler: “Questa vittoria è incredibile. Questo era l’obiettivo di oggi. La concorrenza è stata davvero alla pari.”

Salto in lungo femminile

Grande affermazione della serba Ivana Spanovic, ritornata su ottimi livelli dopo un paio di anni tribolati a causa di vari problemi fisici, che vince con un salto finale di 6,96.

Al secondo posto la svedese Khaddi Sagnia con 6,83 e terza la medaglia d’argento mondiale l’ucraina Maryna Bekh-Romanchuk con 6,75 m.

Un po’ sottotono la campionessa olimpica Malaika Mihambo quinta con 6,56

Le parole di Spanovic: “Sono felice di essere riuscita a vincere il trofeo della Diamond League per la terza volta, dopo tutto quello che ho passato negli ultimi due anni. Finire a questo livello è un buon segnale per il prossimo anno.

Ivana Spanovic (foto World Athletics)
Ivana Spanovic (foto World Athletics)

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