Marie Josée Ta Lou (foto profilo personale facebook)
Marie Josée Ta Lou (foto profilo personale facebook)
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Un terzetto di campioni africani ha partecipato al quinto episodio di Wanda Diamond League Call Room dedicato al meeting di Rabat, unico appuntamento del circuito dei diamanti su suolo africano, originariamente in calendario il 31 Maggio e purtroppo cancellato per questa stagione per l’emergenza sanitaria da coronavirus.

Il video di Wanda Diamond League Call Room è stato introdotto dal campione marocchino Soufiane El Bakkali, vice campione del mondo a Londra sui 3000 siepi nel 2017 e vincitore al meeting di Rabat nello stesso anno in 8’05”12.

El Bakkali è stato uno dei maggiori protagonisti del circuito negli ultimi anni e ha stabilito il primato personale con 7’58”15 a Montecarlo nel 2018.

Marie Josée Ta Lou, Nijel Amos e Blessing Okagbare hanno ricordato i loro momenti più belli legati al meeting Mohamed VI di Rabat e le loro esperienze nel circuito durante le interviste con Thomas Byrne, giornalista irlandese del sito internet ufficiale della Wanda Diamond League.

L’ivoriana Ta Lou si è classificata due volte seconda a Rabat nel 2018 in 10”90 e nel 2019 in 11”09. La vice campionessa del mondo dei 100 e dei 200 metri di Londra 2017 ha parlato del suo obiettivo di ispirare una nuova generazione di velocisti africani.

E’ stato molto importante portare la Diamond League in Africa. Abbiamo dimostrato che anche l’Africa è in grado di organizzare dei grandi meeting. Non ci sono solo Europa, Asia e America. Voglio essere un esempio per i giovani atleti africani.

Se qualcuno diventa un campione e dice che si è ispirato guardando le mie gare, mi rende felice e mi motiva molto. Non corro soltanto per me, ma per l’Africa e per tutte le persone che pensano di non avere la possibilità di emergere. Conosco la strada che ho dovuto percorrere e quanti sacrifici ho dovuto fare.

Se ispiro altre persone oggi, è una ragione per fare meglio ogni giorno. Dappertutto il pubblico mi sostiene molto, soprattutto quando corro in Africa. Nel 2019 la mia stagione in Diamond League non è stata molto positiva e non ero molto fiduciosa in vista dei Mondiali di Doha.

Ero confusa ma il mio allenatore mi diceva che avevo lavorato bene. Nella batteria dei Mondiali di Doha ho capito che ero in buone condizioni e ho vinto la medaglia di bronzo”, ha dichiarato Ta Lou.

Nijel Amos del Botswana vinse un emozionante 800 metri in volata in 1’45”57 precedendo per tre centesimi di secondo Emmanuel Korir nell’ultima edizione del meeting di Rabat.

L’ottocentista del Botswana ha vinto successivamente al meeting di Montecarlo in 1’41”89 avvicinando il record personale di 1’41”73 stabilito in occasione della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra 2012 alle spalle di David Rudisha.

Amos ha vinto due titoli della Diamond League di fila nel 2014 e nel 2015 e si è classificato secondo lo scorso anno nella finale al Letzigrund di Zurigo alle spalle di Donovan Brazier.

La mia prima gara a Rabat ha coinciso con il primo meeting della Diamond League in Africa. Non ero in buone condizioni e mi classificai sesto ma volevo correre nel primo meeting del circuito nel mio continente.

Nel 2017 vinsi a Rabat in 1’43”91 pochi giorni dopo aver corso in 1’43”18 a Londra. Ero in grande condizione. Fu una buona competizione. Lo scorso anno vinsi per pochi centesimi su Korir. Sapevo di avere un grande finale negli ultimi 100 metri ed ero fiducioso di poter vincere nel finale.

Se guardate alla mia tecnica di corsa, è cambiata molto. Scherzo sempre con i miei amici dicendo che prima correvo come una Toyota Corolla. Ora corro come una Bugatti. Sono molto più sciolto. Non sento più la pressione di gareggiare come l’atleta più accreditato. Sono il più grande rivale di me stesso.

Quando mi affacciai sulla ribalta, il re degli 800 metri era David Rudisha. Vinceva sempre lui e io ero l’underdog. Avevo meno pressione e meno stress. Nel 2017 divenni l’uomo da battere. Non ero mai stato in quella posizione. Ero sempre pronto fisicamente ma non mentalmente.

Nella finale di Zurigo dello scorso anno ero come una Golf GT. Partii troppo forte e fui battuto nel finale. Dopo la gara di Montecarlo ero troppo eccitato e avevo troppa fiducia in me stesso”, ha dichiarato Nijel Amos.

Blessing Okagbare ha un grande ricordo del meeting di Rabat. Lo scorso anno la sprinter nigeriana vinse i 100 metri a Rabat in 11”05 battendo Ta Lou e poche settimane dopo si aggiudicò i 200 metri al Prefontaine Classic di Stanford in 22”05.

Okagbare ha gareggiato a Rabat ogni anno da quando il meeting è entrato a far parte della Diamond League. A livello femminile è l’atleta con più gare disputate nella storia del circuito.

Gareggiare a Rabat mi ha dato la sensazione di rappresentare tutto il continente africano e di gareggiare davanti al pubblico di casa. Non è la Nigeria ma è Africa. Quando ho saputo che l’Africa avrebbe ospitato il primo meeting della Diamond League, ero davvero felice. Per me è un onore rappresentare l’Africa.

Ogni volta che vado a Rabat voglio sempre fare bene, ma finalmente l’anno scorso sono riuscita a vincere. Avrei voluto correre più velocemente ma la cosa più importante era la vittoria.

Se arrivo seconda in 10”75 e le mie avversarie hanno corso più forte di me, normalmente sono più contenta rispetto a quando vinco con un tempo lento, ma dipende dalle circostanze.

Non sono una grande partente e sto lavorando molto per migliorare questo aspetto, ma non mi preoccupo perché riesco a finire forte e questo mi dà molta fiducia”.

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