Road to Tokyo: Daisy Osakue

La lanciatrice azzurra verso la sua prima Olimpiade

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Nel 2019 il primo oro azzurro delle Universiadi di Napoli è arrivato da Daisy Osakue nel lancio del disco. E pensare che Daisy quando ha iniziato a fare atletica non faceva lanci, ma multiple e ostacoli in cui ha anche vinto delle medaglie ai Campionati Italiani.

Fortunatamente il caso ha voluto che durante alcuni Campionati di Società abbia dovuto coprire le gare del getto del peso e del lancio del disco, e il resto è storia.

Daisy sta studiando comunicazione in America, alla Angelo State University in Texas, dopo aver conseguito una laurea in criminologia.

Il suo personale nel disco è di 61,69m, seconda migliore di sempre in Italia, ottenuto proprio alle Universiadi, lancio che le ha consentito di ascoltare l’inno italiano dal più alto gradino del podio, e detiene la miglior prestazione italiana under 23 con 59,72 realizzato a San Angelo (USA) nel 2018, in una gara fatta per la sua Università.

Nella sua carriera può vantare anche il 5° posto ai Campionati Europei di Berlino 2018, suo miglior risultato internazionale assoluto in una competizione che aveva rischiato seriamente di saltare a causa di un brutto incidente occorsole pochi giorni prima, quando subì una un’abrasione alla cornea di un occhio in quanto le venne lanciato contro, da un auto, un uovo.

Daisy Osakue (foto Colombo/FIDAL)
Daisy Osakue (foto Colombo/FIDAL)

La 25enne azzurra attualmente risulta qualificata per le Olimpiadi di Tokyo grazie al suo punteggio nel ranking mondiale che la vede al 28esimo dei 32 posti disponibili e, quest’anno, il suo miglior risultato è stato un bel lancio a 61,19 realizzato a San Antonio negli States, il 5 marzo scorso.

L’abbiamo raggiunta via email, sempre negli Stati Uniti dove sta concludendo il suo ciclo di studi stagionali e dove sta continuando a gareggiare, per farci raccontare brevemente le sue sensazioni attuali e le sue aspettative per l’immediato futuro.

Ciao Daisy, grazie per la disponibilità. Quando e come hai iniziato a fare atletica?

Ho iniziato a fare atletica alle scuole medie con i giochi della gioventù.

Hai iniziato dalle multiple e dagli ostacoli, con medaglie nazionali, come sei arrivata ai lanci?

I lanci sono arrivati per caso, ma non così a caso. Avevo coperto alcune gare di peso e disco per i CDS, e li la mia allenatrice ha deciso di farmi continuare con queste specialità.

Cosa stai studiando in America?

Mi sto per laureare con il Master in Comunicazione

Tra poco terminerai il percorso di studi, cosa pensi di fare successivamente? Pensi di tornare in Italia?

Si ho intenzione di tornare in madrepatria per stare con la mia famiglia. Ma non mi limito mai. Il mondo è pieno di opportunità!

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Il cibo, i profumi, i colori, i miei cari, tutto! Non posso sceglierne uno.

Che ricordi hai delle Universiadi?

Una delle esperienze più belle della mia vita. Non mi scorderò mai la gara ovviamente, ma il calore delle persone sarà decisamente impresso nella mia mente.

Aneddoto divertente: io e la mia compagna di squadra, mentre andavamo al campo, abbiamo incontrato un taxista super simpatico che ci ha augurato buona fortuna facendoci toccare un cornetto rosso gigante. Lo ha tirato fuori da uno zaino per farti capire.

Hai dei rituali pre gara?

Li avevo. Negli ultimi tempi tendo a seguire il flow. Musica e meditazione.

Quanto ti alleni? Qual è la giornata tipo in America?

Mi alleno al pomeriggio, solitamente al mattino mi occupo dei compiti o riposo.

Qual è la misura dei tuoi sogni?

Sono troppo scaramantica per dirtelo, di sicuro più di quanto ho lanciato fino ad ora.

Daisy Osakue Doha (Foto Colombo Fidal)
Daisy Osakue Doha (Foto Colombo Fidal)
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