Kōnstantinos Kenterīs è stato un velocista greco, balzato improvvisamente agli onori delle cronache sportive mondiali alla fine del settembre 2000 quando, all’età di 27 anni compiuti il precedente 11 luglio, conquistò la medaglia d’oro nei 200 metri piani ai Giochi di Sydney con il tempo di 20″09.
Nei due anni successivi riuscì nell’impresa di vincere il titolo mondiale, sempre sul mezzo giro di pista, a Edmonton in Canada con il tempo di 20″04 e poi, nel 2002, di ottenere l’oro europeo ai campionati svolti a Monaco di Baviera in Germania, esattamente dove si svolgeranno questo agosto, dove fece anche quello che restò per sempre il suo primato personale di 19″85.
Un atleta straordinario dunque, capace di vincere tutto quello che si sarebbe potuto in manifestazioni all’aperto, ma che fu sempre molto chiacchierato per la sua limitatissima partecipazione a gare che si svolgessero fuori dai confini della sua nazione, a parte ovviamente i grandi eventi da lui poi vinti.
La sua grandezza agonistica, iniziata peraltro in età abbastanza avanzata, durò però molto poco e, dopo quei due anni di straordinari successi e un 2003 in cui si parlò di lui ben poco, venne coinvolto in uno scandalo alla vigilia delle Olimpiadi di Atene del 2004 in quanto, per sottrarsi a un controllo antidoping a sorpresa, inventò la storia di un incidente in moto che risultò poi essere falsa, con varie successive conseguenze tra cui su tutte la scontata rinuncia ai Giochi e, qualche mese dopo, anche una squalifica di due anni dalle competizioni che, nonostante avesse solo 31 anni, gli fecero abbandonare definitivamente la carriera agonistica.
In realtà però, tutti i suoi titoli non furono mai revocati in quanto non vennero mai trovate, nelle analisi da lui fatte negli anni, tracce di sostanze dopanti e quindi, pur essendo da considerare una meteora, va certamente annoverato nella storia dei più grandi velocisti di tutti i tempi.
La sua carriera sino a prima dei Giochi di Sydney 2000
Kenterīs, nato a Mitilene sull’isola di Lesbo nel 1973, iniziò con l’atletica all’età di 10 anni nella sua città natale per poi proseguirla in maniera più assidua, circa dieci anni dopo, quando si trasferì a Salonicco e si specializzò in particolare sui 200 e 400 metri piani.
Il successo nei giochi a cinque cerchi australiani rappresentò certamente una enorme sorpresa in quanto, alla vigilia della manifestazione, nessuno avrebbe scommesso nulla sulla sua vittoria, sia per i suoi crono non eccezionali, il suo personale sui 200 sino al 1999 era di 20″50, che per la sua limitata esperienza internazionale precedente.
Kenteris, infatti, aveva partecipato ai Giochi del Mediterraneo del 1993 a Linguadoca in Francia, quando a 20 anni vinse la medaglia d’oro sui 400 metri battendo proprio l’azzurro Marco Vaccari, mentre il suo primo vero importante palcoscenico internazionale fu solo nel 1999, quando prese parte ai mondiali, sia indoor di Maebashi in Giappone dove fu eliminato nella batteria dei 400, sia outdoor a Siviglia dove uscì nella batteria del giro di pista, mentre superò quella dei 200 ma non potè poi fare il quarto di finale a causa di un infortunio.
Nel 2000, in ogni caso, apparve subito che qualcosa era cambiato e Kenterīs ottenne la qualificazione per i Giochi Olimpici portando il suo personale sul mezzo giro di pista a 20″25, miglior tempo europeo quell’anno, ma per lui l’accesso anche solo alla finale sembrava fantascienza, pur in mancanza tra i partecipanti sia del campione olimpico in carica sui 200 Michael Johnson, che del primatista mondiale sui 100 Maurice Greene.
La cronaca dalle qualificazioni alla finale dei 200 di Sydney
I favori del pronostico, allo Stadium Australia, erano equamente ripartiti tra lo statunitense John Capel, non ancora 22enne, che con 19″85 deteneva la miglior prestazione mondiale di quel 2000, e Ato Boldon, già medaglia d’argento sui 100 metri qualche giorno prima, preceduto da Maurice Greene e campione del mondo nel 1997 ad Atene.
Anche il barbadiano Obadele Thompson aveva alla viglia possibilità di ottenere quantomeno un podio in virtù del terzo posto dei Mondiali di Siviglia del 1999 alle spalle del brasiliano Claudinei Da Silva, in quell’occasione argento, e quindi anche lui annoverabile tra i pretendenti ad una medaglia mentre, tra gli europei, i più quotati sembravano i britannici Darren Campbell, Christian Malcolm e Marlon Devonish,
Kenteris debuttò vittorioso nella batteria del 27 settembre con un buon 20″57, ma fa capire la sua condizione e le sue ambizioni nei successivi quarti di finale, corsi nello stesso giorno, realizzando il suo personale con 20″14 e chiudendo secondo alle spalle di Campbell che fece 20″13. Nelle altre serie 20″28 per Boldon, 20″16 per Thompson e 20″13 per Capel .
Il 28 settembre la prima semifinale legittimò le ambizioni di Capel, che vinse in 20″10 nonostante 1,1 m/s di vento contrario, con Malcolm, Boldon e Thompson che piombarono contemporaneamente sul traguardo guadagnandosi l’accesso alla finale.
Nella seconda semifinale, invece, gli altri due americani delusero le attese, con Miller che fu quarto in 20″45, ultimo tempo utile per la finale, mentre Heard venne eliminato in una gara che confermò l’improvviso talento di Kenteris, primo in 20″20 davanti a Campbell e Da Silva.
La finale, due ore dopo le semifinali, fu avvincente e incertissima, con Capel che partì malissimo, mentre Campbell, Boldon e Kenteris uscirono veloci dai blocchi, con il britannico che si trovò in testa all’uscita dalla curva ma la rimonta sul rettilineo di Kenteris fu inarrestabile, con il greco che impressionò il mondo con le sue ginocchia che si alzavano leggere e altissime per trascinarlo sino all’arrivo trionfale, in 20″09, con Boldon argento in 20″14 e Campbell terzo in 20″20 davanti a Thompson di pochi millesimi.
Gli altri due grandi titoli internazionali
Nonostante sul velocista greco, campione olimpico, piombò addosso una grandissima notorietà lo stesso, dopo il trionfo a cinque cerchi, nella successiva stagione rimase totalmente ai margini dei grandi meeting internazionali di Diamond League e non solo, per poi presentarsi in gara ai Mondiali di Edmonton, sempre sui 200, dove vinse ancora con un crono ancor migliore di Sydney, 20″04, in una finale senza storie davanti a tre atleti che incredibilmente piombarono sul traguardo con lo stesso tempo di 20″20, il giamaicano Christopher Williams secondo, e Kim Collins di Saint Kitts e Nevis con lo statunitense Shawn Crawford terzi a pari merito di millesimi.
L’anno successivo Kenterīs si vide sempre molto poco nei meeting internazionali, ma si presentò puntualmente alla più importante rassegna continentale dell’anno, completando la sua straordinaria terna e vincendo, a Monaco di Baviera, il titolo europeo con il tempo di 19″85, che gli valse il suo record personale assoluto e gli fece lasciare dietro di oltre tre metri il portoghese Francis Obikwelu, secondo con 20″21, e il britannico Marlon Devonish
terzo con 20″24.
Le mancate Olimpiadi di Atene e la squalifica di due anni
Dopo un 2003 in cui non vi fu nessuna massima manifestazione internazionale e in cui il velocista greco gareggiò ancor meno del solito, c’era grande attesa per la sua partecipazione alle Olimpiadi che si sarebbero svolte proprio nella sua nazione, nel 2004 ad Atene, e dove avrebbe certamente voluto riconquistare il titolo olimpico sui 200 metri.
Il giorno prima dell’inaugurazione dei giochi, però, Kenterīs e la sua compagna di allenamenti Ekateríni Thánou elusero un controllo antidoping a sorpresa, giustificando la loro assenza in virtù di un presunto incidente motociclistico subito, mentre si stavano recando al villaggio olimpico per eseguire il test stesso, ma un’indagine ufficiale appurò che l’incidente era stata una messa in scena.
Nella fattispecie, poi, quel mancato controllo risultò essere il terzo consecutivo in pochissimi giorni e quindi, Kenterīs, insieme alla sua collega di nazionale Thanou, fu costretto ad annunciare il ritiro dai Giochi il 18 agosto, per quello che i due atleti definirono “l’interesse del paese“, ma che di fatto era inevitabile come la successiva squalifica che per il velocista partì dal 22 dicembre 2004 sino al 24 dicembre 2006.
Al termine di tale periodo, a 33 anni, Kenterīs abbandonò definitivamente l’attività agonistica che di fatto aveva sospeso a 31.
La sua carriera dopo il ritiro
Dal 2006, in realtà, nell’ambito internazionale non sono più arrivate notizie del velocista greco che, però, sappiamo vivere ancora a Salonicco e, dalle immagine fornite dalle sue pagine social oggi, a 48 anni, appare ancora in ottima forma fisica e sembra vivere in una bellissima casa con vista sul Golfo Termaico del Mar Egeo.
Nonostante una carriera molto chiacchierata, sia per l’improvvisa esplosione avuta a 27 anni, che per la pochissima frequentazione dei più importanti meeting nel mondo, nel suo apice pur durato solo due anni dal 2000 al 2002, si è dimostrato un grandissimo campione che ha vinto tutto quello che si può vincere a livello individuale e, di fatto, non vi è una prova certa dell’assunzione da parte sua di sostanze dopanti.






