La storia di Paola Pigni in un libro

Il dovuto ricordo per la pioniera del mezzofondo femminile italiano

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Era il 1969 e ai Campionati Europei di Atene le donne possono portarsi alla linea di partenza dei 1500m per la prima volta nella storia dell’atletica europea.

C’è una maglia azzurra alla partenza e la indossa Paola Pigni, pioniera del mezzofondo italiano.

Quella gara Paola l’ha chiusa al terzo posto e nel 1972 si è messa al collo il bronzo olimpico a Monaco, prima Olimpiade in cui i 1500m sono stati aperti anche alle atlete, siglando 3 record italiani durante le varie fasi.

Paola ha iniziato a fare atletica nel 1961, in un periodo storico in cui le donne che facevano mezzofondo erano rare, ritenute inadatte a questa specialità. Infatti anche lei aveva iniziato a fare atletica come velocista, per poi passare al mezzofondo inconsapevole (o forse no) che sarebbe diventata un’apripista per tutte le grandi mezzofondiste italiane. 

Il suo curriculum è impressionante: 2 volte campionessa del mondo di cross, un bronzo olimpico, un bronzo europeo, due ori e un argento ai Giochi del Mediterraneo, un oro alle Universiadi, 19 volte Campionessa italiana e 6 volte primatista mondiale in 5 diverse specialità.

La sua storia è una di quelle che andrebbero raccontate ai giovani atleti, ai ragazzi che si affacciano per la prima volta al mondo dell’atletica, una storia di coraggio e determinazione che adesso è raccontata in un libro scritto dallo storico dello sport Sergio Giuntini, dal titolo “Paola Pigni, liberarsi correndo”.

La presentazione del libro è avvenuta pochi giorni fa all’Arena di Milano, luogo dove Paola Pigni nel 1969 ha siglato il record del mondo dei 1500 in 4’12″4. 

La giornata, organizzata dalla CRO.S.S (Associazione Cronisti e Storici dello sport), ha visto la partecipazione del Presidente della FIDAL Stefano Mei che ha ricordato la mezzofondista, che ci ha lasciati improvvisamente pochi mesi fa: “Dispiace che Paola non abbia potuto assistere a queste fantastiche Olimpiadi di Tokyo, però sono certo che abbia fatto il tifo da lassù. Nel ’72 avevo nove anni e vedevo le Olimpiadi in tv, seguivo con particolare interesse le sue gare e ho gioito per la sua medaglia di bronzo: qualche anno dopo l’ho conosciuta e l’impatto è stato fortissimo”.

Ha parlato anche la vicepresidente del CONI Claudia Giordani, ex campionessa di sci alpino che la ricorda come una pioniera dello sport femminile, e il DT azzurro Antonio La Torre che ha ricordato anche l’allenatore e marito della Pigni, Bruno Cacchi.

È stata consegnata alla figlia Chiara Cacchi una targa commemorativa in ricordo della madre, dopo un toccante ricordo in cui ha definito i genitori “una tempesta perfetta, una miscela esplosiva”.

Paola Pigni (foto archivio storico)
Paola Pigni (foto archivio storico)
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