Meravigliosa Larissa: all’ultimo salto si qualifica con 6,70

Era fuori prima della prova finale, ma poi la cucciola si sbrana le leonesse e fa la seconda miglior prestazione di giornata. In finale anche Laura Strati.

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Abbiamo trepidato per lungo tempo, questa mattina, perché Larissa Iapichino dopo i primi due salti di qualificazione della gara di salto in lungo, nel corso degli europei indoor di Torun, si trovava in 13esima posizione, lontana dalle prime otto posizioni necessarie per approdare alla finale.

Aveva saltato 6,35 alla prima prova e 6,42 alla seconda, ma non bastava e penso che qualsiasi atleta, all’ultimo salto, con le pressioni incredibili avute nell’ultimo mese, si sarebbe ritrovata con le gambe che tremavano, specie se così giovane.

Ma Larissa non è un’atleta normale, è un talento straordinario e ancora una volta l’ha dimostrato facendo un ultimo salto molto buono che l’ha portata a 6,70 metri, valendole la qualificazione diretta e ponendola al secondo posto di giornata, dietro la svedese Khaddi Sagnia che salta 6,78, anche lei all’ultima prova.

Queste le sue parole dopo la gara

Questa pedana mi ha un po’ sconvolta, nei primi due salti non riuscivo a staccare perché ero decisamente troppo ‘sotto’, quindi abbiamo dovuto indietreggiare drasticamente la rincorsa.

E così all’ultimo salto, grazie alla mia testa, e con questa novità, siamo riusciti a strappare questa qualificazione, di cui sono felicissima. Non volevo assolutamente che Torun finisse con un’eliminazione.

L’ho detto, sono un animale da gara, quando si deve lottare per qualcosa ci si prova e lo si fa con le unghie e con i denti. Anche Mihambo ha sofferto e significa che non è mai scontata la qualificazione, non è facile essere perfetti nel primo turno.

Se ha avuto problemi una campionessa mondiale da 7,30, perché non dovrei averli io, bambina di 18 anni con pochissima esperienza? Sono qui per imparare, e oggi ho imparato tanto. Dalla Mihambo, dalla Bekh, e da tutte le altre. Domani punto a divertirmi e a trovare una stabilità tecnica che mi faccia volare il più lontano possibile.

Prima dell’ultimo salto ho perso circa dieci anni di vita. Volevo assolutamente ottenere il biglietto per la finale e un po’ d’emozione l’ho sentita. Ma ho sentito anche il calore di capitan Tamberi e dei compagni presenti in tribuna, li ringrazio perché è anche per loro che ce l’ho fatta.

Siamo due azzurre in finale ed è un segnale positivo per tutta l’atletica italiana. Ora sentirò mamma Fiona May e sicuramente mi dirà che anche lei ha perso dieci anni di vita. Papà Gianni invece potrebbe essere un po’ più razionale, ma vedremo”.

Molto bene anche Laura Strati, anche lei nella finale a 8, con un salto di 6,58.

La felicità di Laura dopo la fine delle qualificazioni

Finalmente una finale, non ho ancora realizzato del tutto, sto già pensando alla gara di domani e lascio tutte le emozioni a domenica. Ma sono strafelice e avere due azzurre in una finale a 8 fa bene a tutto il movimento.

Sto cercando le misure che mi spettano: con il mio coach Paolo Camossi c’è molto feeling e sono felice che in tribuna ci fosse il presidente Stefano Mei a seguire la gara. Con la mia mental coach abbiamo lavorato molto a livello motivazionale.

Nell’ultimo periodo sono tornata ad avere una vita molto varia: il mio nuovo lavoro e la campagna elettorale alla quale ho partecipato attivamente, mi hanno dato un’energia nuova.

Il mio sogno è Tokyo, fare una bella gara lì ed entrare nella storia del lungo azzurro, diventando una delle migliori tre italiane di tutti i tempi”.

Laura Strati (foto Colombo/FIDAL)
Laura Strati (foto Colombo/FIDAL)
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