Lyles batte il record statunitense di Johnson sui 200 metri con 19″31

L'approfondimento e le dichiarazioni della settima giornata dei mondiali

FASTWEB

Non si è certo ancora spento l’eco della sensazionale notte italiana di ieri, quando nel corso della settima giornata dei campionati del mondo di Eugene, si sono registrate due eccezionali prestazioni cronometriche nelle due finali, maschili e femminili, dei 200 metri.

Noah Lyles ha conquistato il secondo titolo mondiale consecutivo sui 200 metri stabilendo il terzo tempo più veloce della storia con un sensazionale 19”31 con gli Stati Uniti che hanno fatto tripletta vincendo anche l’argento con Kenny Bednarek secondo in 19”77, e il bronzo grazie al 19″80 del diciottenne fenomeno Erryion Knighton.

L’ultima volta che il podio del mezzo giro di pista maschile si colorò totalmente a stelle e striscie, fu nell’edizione di Helsinki 2005 quando Justin Gatlin precedette Wallace Spearmon e John Capel.

Per la terza volta in questa edizione statunitense dei campionati iridati, la nazione di casa ha fatto registrare una tripletta dopo quelle dei 100 metri maschili con Fred Kerley, Marvin Bracy e Trayvon Bromel,l e del getto del peso maschile con Ryan Crouser, Joe Kovacs e Josh Awotunde.

Quando Lyles ha tagliato il traguardo il cronometro aveva fatto segnare inizialmente 19”32, il tempo con cui Michael Johnson vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, ma pochi secondi dopo il tempo è stato corretto in 19”31, nuovo record statunitense.

Nella storia soltanto i giamaicani Usain Bolt e Yohan Blake hanno corso più velocemente di Lyles con 19”19 e 19”26 ed ora il record del mondo ottenuto ai campionati iridati di Berlino 2009 non appare più imbattibile in quanto dista solo 13 centesimi.

Lyles, che diventa il terzo statunitense a vincere due titoli mondiali di fila sui 200 metri dopo Calvin Smith e Michael Johnson, ha corso i secondi 100 metri sul lanciato in uno stratosferico 9”16.

Il fenomeno statunitense è nato il 18 Luglio 1997 a Gainesville in Florida e ha compiuto i 25 anni nel giorno delle batterie dei 200 metri. Ha iniziato la carriera sportiva come ginnasta e pratica atletica da quando aveva 12 anni seguendo l’esempio dei genitori, entrambi atleti di buon livello.

Il padre Kevin corse i 400 metri in 45”01, la madre correva a discreti livelli alla Seton Hall University, mentre il fratello Josephus Lyles ha vinto la medaglia d’oro con la staffetta 4×400 ai Mondiali Juniores di Eugene 2014 e due medaglie ai Mondiali under 18 di Calì nel 2015 (argento sui 400 metri e bronzo sui 200 metri), anche se la sua ascesa è stata talora frenata da una serie di infortuni. Josephus è tornato a grandi livelli in questa stagione piazzandosi al quinto posto sui 200 metri in 19”93 ai Campionati statunitensi di Eugene.

Da ricordare che Noah si è messo alla ribalta internazionale per la prima volta ai mondiali juniores di Bydgoszcz in Polonia, quando vinse i 200 ma anche i 100 metri e, su tale distanza, la medaglia d’argento fu dell’azzurro Filippo Tortu che, oltretutto, era al primo anno di categoria, uno in meno di Lyles.

Le dichiarazioni di Noah: “Ho visto il tempo e mi sono accorto di aver eguagliato il record statunitense di Michael Johnson. Mi sono detto: ‘Son stato in grado di realizzare un tempo del genere ?’ Poi il tempo è cambiato da 19”32 a 19”31. Il mio umore è cambiato. Ero in forma per battere il primato del mondo ma sono contento del primato statunitense. Non avevo più energie quando ho tagliato il traguardo.

Tutti sognano giorni come questi. Sapevo che questo tempo sarebbe arrivato. E’ una sensazione fantastica condividere il podio con due altri velocisti statunitensi. Ai Mondiali di Doha ero l’unico del mio paese. Ora ci sono altri due sprinter in grado di correre molto forte. La gara è stata costruita quasi per me. Mi hanno assegnato la sesta corsia, all’esterno.

Ho dato tutto quello che avevo. Rispetto all’anno scorso alle Olimpiadi non avevo pressioni. Ho pensato a divertirmi e ho dato il meglio che potevo. E’ stato il momento più divertente che abbia mai vissuto nella mia carriera in pista e non è ancora finita perché abbiamo ancora la staffetta 4×100”.

Noah Lyles (foto Colombo/FIDAL)
Noah Lyles (foto Colombo/FIDAL)

In un’intervista Lyles ha ricordato l’infanzia difficile, quando sua madre svolgeva più lavori per mantenere i figli Noah e Josephus. In diversi momenti della sua vita Noah ha assunto farmaci per combattere la depressione durante gli anni delle superiori a causa dei problemi di apprendimento, della dislessia e dell’asma.

Mi hanno tolto le tonsille quando avevo sedici anni e non ricordo un giorno della mia infanzia in cui non sono andato in ospedale”.

Nonostante le difficoltà Noah ha un carattere molto estroverso e ama regalare spettacolo al pubblico con la sua allegria. Si è esibito in passato in spettacolari salti mortali per festeggiare le sue vittorie in Diamond League a Losanna e a Montecarlo di qualche anno fa. Ama la musica e ha inciso un disco di musica rap. Ha cantato l’inno del Weltklasse di Zurigo “Souvenir” insieme a Sandi Morris.

Mi piace divertire il pubblico e regalare uno show agli spettatori che mi vengono a vedere, ma non chiamatemi il nuovo Usain Bolt.

Kenny Bednarek ha ripetuto la medaglia d’argento delle Olimpiadi correndo il terzo crono della sua carriera con 19”77 arrivando a nove centesimi di secondo dal personale realizzato ai Giochi Olimpici di Tokyo. Bednarek ha corso il diciassettesimo crono della sua carriera al di sotto dei 20 secondi.

Kenny Bednarek: “Ho vinto ancora la medaglia d’argento. Sto cercando di fare ancora meglio. E’ stata un’esperienza straordinaria e voglio tornare ancora più forte l’anno prossimo”.

Il fenomeno diciannovenne Erriyon Knighton ha vinto la sua prima grande medaglia internazionale conquistando il bronzo con 19”80. Knighton è diventato il più giovane sprinter a vincere una medaglia individuale ai Mondiali. Knighton si mise in luce lo scorso anno ai Trials olimpici statunitensi quando migliorò il record mondiale under 20 di Usain Bolt con 19”88 in semifinale e in 19”80 in finale.

Knighton si è piazzato quarto alle Olimpiadi di Tokyo in 19”93 ed è diventato il quarto di sempre sui 200 metri con 19”49 a Baton Rouge. Knighton si è diviso a lungo tra l’atletica e il football americano e ha ricevuto numerose offerte di borse di studio per questo sport ma ha scelto l’atletica. Dopo i Mondiali Knighton correrà i 200 metri in Diamond League a Losanna e a Bruxelles.

Erriyon Knighton: “E’ una bella sensazione salire sul podio così giovane. Ho ancora molti margini di miglioramento. Ho dato davvero tutto. Ho commesso degli errori nella partenza dai blocchi, non ho corso al meglio ma ho vinto la medaglia.

Non posso lamentarmi. Ho solo diciotto anni e non ho ancora iniziato ad allenarmi nella sala pesi. Noah Lyles è uno dei più grandi campioni del nostro sport. E’ una bella sensazione essermi piazzato al terzo posto alle sue spalle.”

Il liberiano Joseph Fahnbulleh ha sfiorato il podio con il quarto posto in 19”84. Fahnbulleh è nato l’11 Settembre 2001 nel giorno dell’attentato delle Torri Gemelle ed è cresciuto in una famiglia di liberiani emigrati negli States per sfuggire alla guerra civile in Liberia. Joseph è cresciuto a Hopkins, cittadina di 17000 abitanti in Minnesota. Si è piazzato al quinto posto alle Olimpiadi di Tokyo e ha vinto i titoli NCAA sui 100 metri in 10”00 e sui 200 metri in 19”83. Ha spesso compiuto rimonte straordinarie con le ampie falcate.

Da sottolineare anche l’ottimo quinto posto di Alexander Ogando della Repubblica Dominicana, che ha corso ancora in meno di 20 secondi con 19”93 dopo il successo nella staffetta 4×400 mista e il 19”91 nella semifinale di Eugene.

Finale 200 metri femminili

La giamaicana Shericka Jackson ha trionfato nella finale dei 200 metri femminili in uno strepitoso 21”45, secondo miglior tempo della storia e record giamaicano. Jackson è arrivata a soli 11 centesimi di secondo dal record del mondo detenuto da Florence Griffith Joyner con 21”34 dal lontano 1988. E’ caduto anche il record dei Campionati realizzato dall’olandese Dafne Schippers con 21”63 a Pechino nel 2015.

Con la medaglia d’oro vinta sui 200 metri Jackson è diventata la prima sprinter in grado di completare la collezione di medaglie ai Mondiali su tre diverse distanze dopo l’argento sui 100 metri a Eugene e i due bronzi sui 400 metri a Pechino 2015 e a Doha 2019. Il titolo mondiale è stato un bel regalo per il ventottesimo compleanno festeggiato il 16 Luglio proprio a Eugene.

Fraser Pryce era leggermente in vantaggio nei primi 100 metri su Jackson (11”03 contro 11”04). Jackson ha corso la seconda frazione di 100 metri in un formidabile 10”41 sul rettilineo finale.

Jackson é diventata la quarta giamaicana a vincere i 200 metri ai Mondiali dopo Merlene Ottey (Stoccarda 1993 e Goteborg 1995), Veronica Campbell Brown (Daegu 2011) e Shelly An Fraser Pryce (Mosca 2013).

In questa stagione Jackson ha corso in 21”91 in occasione della vittoria al Golden Gala e in 21”55 ai Trials Giamaicani. Lo scorso anno Shericka ha vinto l’oro nella staffetta 4×100 con un eccellente 41”02 e due bronzi nella 4×400 e nei 100 metri in 10”76 e si è piazzata seconda nella finale della Wanda Diamond League a Zurigo in 21”81.

Shericka Jackson: “Ho avuto ottime sensazioni quando sono scesa in pista e ho offerto un grande show al pubblico. Sono la donna più veloce vivente, ho stabilito il record nazionale e dei campionati. Non posso certo lamentarmi. So che Shelly Ann è una delle migliori sprinter in curva. Pensavo che sarebbe partita forte. Ho dovuto spingere il più forte possibile.
Sapevo che se fossi riuscita a riprenderla, avrei potuto batterla”.

Jacskon ha beneficiato del rinvio alle Olimpiadi per la pandemia.

Dopo la stagione 2019 ho avuto due fratture da stress. Il rinvio delle Olimpiadi è stato una buona notizia per me. Ho lavorato molto in piscina e con il fisioterapista e questo mi ha aiutato a guarire”.

Shelly Ann Fraser Pryce ha vinto l’argento in 21”81 pochi giorni dopo il quinto trionfo iridato sui 100 metri. Nove anni fa Pocket Rockett vinse l’oro sui 200 metri a Mosca 2013. La trentacinquenne giamaicana ha mancato di soli due centesimi di secondo il personale. E’ la sua tredicesima medaglia ai Mondiali (10 ori e 3 argenti).

Shelly Ann Fraser Pryce: “Sono partita come nessun’altra. Ho dato il mio meglio per vincere e sono grata per la medaglia che ho vinto. Nella mia carriera ho avuto tanti problemi ma sono sempre riuscita a venire a galla. Sono grata per il mio talento. Spero che i miei successi ispirino chi è in difficoltà”.

Da due stagioni Fraser Pryce si allena con il giovane coach Reynaldo Walcott.

La campionessa mondiale in carica Dina Asher Smith ha vinto la medaglia di bronzo in 22”02 tre anni dopo il trionfo di Doha.

Dina Asher Smith: “Sono davvero felice di aver raggiunto il podio in un era in cui tutte stanno correndo molto velocemente. Non penso che ci siano mai state così tante sprinter di talento nella stessa gara. Sapevo che dovevo correre il più velocemente possibile e sperare che potesse essere sufficiente per la medaglia”.

Aminatou Seyni si è piazzata al quarto posto in 22”12 diventando la prima atleta del Niger a raggiungere la finale ai Mondiali. Abby Steiner non è arrivata ai Mondiali al top della forma dopo una stagione NCAA nella quale ha gareggiato 55 volte ma si è difesa bene chiudendo al quinto posto in 22”22 davanti a Tamara Clarke (22”32). La campionessa olimpica Elaine Thompson, sorteggiata nella sfavorevole seconda corsia, non era nella sua migliore condizione dopo la sensazionale stagione olimpica e ha chiuso al settimo posto in 22”39. La svizzera Mujinga Kambundji si è piazzata all’ottavo posto in 22”55 nella sua ennesima finale iridata tre anni dopo il bronzo di Doha 2019.

Semifinali 800 metri maschili

Il campione mondiale Emmanuel Korir ha vinto la prima semifinale degli 800 metri in 1’45”38 precedendo l’altro keniano Wycliffe Kyniamal (1’45”49). L’australiano Peter Bol si è qualificato con il secondo e ultimo miglior tempo di ripescaggio in terza posizione con 1’45”58.

L’algerino Djemal Sedjati ha vinto la seconda semifinale in 1’45”44 battendo il finalista olimpico francese Gabriel Tual (1’45”53). L’azzurro Catalin Tecuceanu ha compiuto una fantastica rimonta negli ultimi 100 metri recuperando fino alla quarta posizione ma il tempo finale di 1’46”31 non è bastato per entrare in finale.

L’altro algerino Slimane Moula (vincitore in Diamond League a Stoccolma) ha fatto registrare il miglior tempo delle tre semifinali con 1’44”89 battendo il canadese Marco Arop (1’45”12). Il campione del mondo under 20 Emmanuel Wanyonyi ha raggiunto la finale con il primo tempo di ripescaggio di 1’45”42.

Batterie 800 metri femminili

L’etiope Diribe Welteji ha realizzato il miglior crono di tutte le batterie con 1’58”63 battendo la scozzese Jemma Reekie (1’59”09) e la giamaicana Adelle Tracey (1’59”20).

Nella batteria vinta dalla britannica Keely Hodgkinson in 2’01”30 la vicentina Elena Bellò ha corso bene nei primi 600 metri nella scia della vice campionessa olimpica. A 150 metri dalla fine lo slovena Anita Horvat si è spostata lateralmente toccando l’australiana Catriona Bissett, che è caduta sulla mezzofondista italiana, che è inciampata perdendo il contatto dalle prime. L’allieva di Alessandro Simonelli si è piazzata al sesto posto in 2’02”78. La giuria d’appello ha accolto il ricorso della Federazione italiana ammettendo la vicentina in semifinale.

Elena Bellò: “A cento metri dall’arrivo mi trovato in testa alla gara a fianco di Keely Hodgkinson. Mi sentivo così bene, che mi sono detta: ‘Ora provo a batterla”. L’australiana Bissett mi ha preso tutti e due i piedi. Stavo per cadere a terra ma la forza di volontà mi ha fatto continuare la gara. Sono stata fortemente danneggiata. Non mi aspettavo che l’australiana andasse in testa a condurre. Avevo intenzione di condurla io. Ero molto tranquilla, poi è successo quello che non mi aspettavo”.

La campionessa olimpica Athing Mu ha vinto con facilità la terza batteria in 2’01”30 davanti alla vincitrice dell’ultimo titolo mondiale Halimah Nakaayi (2’01”41). La francese Renelle Lamote si è imposta nella quarta batteria in 2’00”71 precedendo l’etiope Freweyni Hailu (2’00”83) e la statunitense Ajée Wilson (2’01”02).

Qualificazioni del salto triplo maschile

Il campione olimpico Pedro Pablo Pichardo e il bronzo olimpico e mondiale Fabrice Zango si sono classificati con le migliori due misure del turno di qualificazione di 17.16m e 17.15m. Emmanuel Ihemeje si è qualificato con la terza miglior misura di 17.13m al terzo tentativo dopo un primo salto da 17.03m. Il triplista bergamasco ha gareggiato sulla pedana di casa dove ha vinto un titolo NCAA nel 2021 e si è piazzato secondo nel 2022 con la maglia del team universitario locale degli Oregon Ducks.

Emmanuel Ihemeje: “Di Hayward Field conosco tutto. Ho il mio spogliatoio. Ho centrato la finale. Ora la testa è alla finale di Sabato. Qui vado a lezione prima di iniziare con i miei allenamenti. Alla sera sto ancora con i miei amici dell’Università”.

Il cinese Yaming Zhu e il cubano Lazaro Martinez hanno superato i 17 metri con 17.08m e 17.06m.

Il campione europeo under 23 Andrea Dallavalle ha realizzato la sua miglior misura al primo tentativo con 16.86m e ha potuto gestire con una certa tranquillità la qualificazione. Il piacentino ha fatto registrare un secondo salto da 16.75m prima di scegliere di non effettuare l’ultimo tentativo per risparmiare energie preziose perché era ormai certo della qualificazione in finale.

Andrea Dallavalle: “Ho commesso qualche errore, ma l’importante era entrare in finale. E’ stata una qualificazione strana. Non capivo bene i miei riferimenti. Non avrò nulla da perdere in finale. Tirerò fuori tutto quello che ho”.

In finale ci saranno i due statunitensi Will Claye (16.84m) e Chris Carter (16.75m), ma il quattro volte campione mondiale Christian Taylor non ha passato il turno con 16.48m un anno dopo la rottura del tendine d’Achille.

Tobia Bocchi è stato eliminato come l’anno scorso alle Olimpiadi con la quindicesima miglior misura di 16.58m. Per l’ingresso in finale servivano solo 10 centimetri in più.

Tobia Bocchi: “E’ stata una delusione enorme. Credevo che la finale fosse nelle mie gambe”.

Lancio del giavellotto maschile

Il campione del mondo in carica Anderson Peters ha avvicinato il muro dei 90 metri realizzando la miglior misura del turno di qualificazione con 89.91m. L’oro olimpico Neeraj Chopra ha superato gli 88 metri con 88.39m. Gli altri atleti in grado di superare la misura di ammissione diretta alla finale sono stati il tedesco Julian Weber (87.28m) e il ceco Jakub Vadlejch (85.23m).

Batterie 5000 metri maschili

L’ugandese Oscar Chelimo ha vinto la prima batteria in 13’24”24 precedendo lo statunitense Grant Fisher e l’etiope Selemon Barega che hanno corso lo stesso tempo di 13’24”44. Il campione olimpico Joshua Cheptegei si è qualificato con il quarto posto in 13’24”47 in un finale molto combattuto. Il keniano Nicholas Kimeli (leader mondiale stagionale con 12’46”33 al Golden Gala di Roma) si è qualificato solo per ripescaggio con 13’24”56.

Jacob Krop ha vinto la seconda batteria correndo il tempo più veloce con 13’13”30 precedendo Jacob Ingebrigtsen (13’13”62) e il finalista olimpico Luis Grijalva del Guatemala (13’14”04) e il canadese Mo Ahmed (13’15”17).

Tutti i risultati

Sport OK Junior