Mattia Furlani: un enorme talento e una difficile scelta

Il saltatore reatino ha stupito tutti nel lungo ma sembra prediligere gareggiare nell'alto

In un fine settimana ricco di tanti risultati di primissimo piano da parte degli atleti azzurri tra cui, su tutti, i due record italiani nel martello e nell’asta femminile da parte di Sara Fantini e di Roberta Bruni, il risultato che più ci ha impressionato è stato il grande balzo nel salto in lungo dei campionati italiani allievi, disputati all’Arena Civica di Milano, che ha visto protagonista il 17enne Mattia Furlani capace di ottenere la misura di 7,87 metri, che rappresenta il record italiano under 18, ma soprattutto che polverizza il vecchio limite di 7,61 del 2001 appartenente a un gigante dell’atletica italiana quale Andrew Howe.

Abbiamo sempre grande timore ad entusiasmarci per la prestazione di una ragazzo molto giovane perché, purtroppo, la storia insegna che tanti e troppi atleti capaci di ottenere eccellenti prestazioni prima dei 20 anni, non sono poi riusciti a mantenere le grandi aspettative che si erano create intorno a loro, per cui vogliamo limitarci a raccontare brevemente la storia agonistica di Mattia, ma chiarendo subito che non ci aspettiamo da lui degli immediati futuri ulteriori miglioramenti, perché bisogna certamente dargli ancora tantissimo tempo per una sua definitiva maturazione agonistica.

Mattia è nato a Marino in provincia di Roma il 7 febbraio 2005, da un ex saltatore in alto, Marcello Furlani che vanta un personale di 2,27 ottenuto nel 1985, e da una ex velocista senegalese, Khadidiatou Seck, suoi genitori ma anche suoi allenatori, trasferitisi ben presto a Rieti dove hanno cresciuto il figlio insieme a Erika, sua sorella più grande, 26enne specialista dell’alto con un personale di 1,94 realizzato nel 2020 e uno stagionale di 1,91, e all’altro fratello Luca di 21 anni, che si dedica unicamente al lungo con un primato di 7,19 ottenuto proprio quest’anno.

Una famiglia, quindi, che ha sempre vissuto di passione per l’atletica e, con tali premesse, è chiaro che il Mattia sia vissuto sin da piccolissimo sulla pista, peraltro mitica, del Raul Guidobaldi, avendo come riferimento principale la sorella di 9 anni più grande di lui, ma vedendo anche allenarsi un eccezionale campione quale è Andrew Howe, suo idolo da sempre ed anche ormai suo grande amico.

Dopo essersi, però, dedicato dagli 8 ai 13 anni alla sua altra grande passione sportiva rappresentata dal basket, la sua prima grande esplosione agonistica è avvenuta nel 2020, a 15 anni, nell’anno dello scoppio della pandemia mondiale, quando ha stabilito la migliore prestazione nazionale under 16 nell’alto con 2,10, migliorandosi rispetto all’anno prima di ben 11 centimetri, ma anche nei 150 metri con 16″57, a dimostrazione pure delle sue ottime doti di velocista.

L’anno scorso ha gareggiato, a soli 16 anni al primo anno della categoria allievi, agli Europei under 20, vale a dire contro avversari dai 2 ai 3 anni più grandi di lui, raggiungendo in ogni caso la finale dove si è classificato settimo con 2,15, ma a fine stagione ha anche realizzato il proprio personale con la misura di 2,17.

Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)
Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)

All’inizio del 2022, il 9 gennaio, forse quasi come allenamento/test in quanto era la sua prima gara dell’anno, si è presentato sulla pedana del salto in lungo ad Ancona, una gara che nella sua pur brevissima carriera aveva disputato solo 4 volte, di cui la prima a 7 anni saltando 3,10 e l’ultima, prima di quel giorno, nel 2019 arrivando a 5.16, ma il suo limite era di 5,43 del 2018.

Quel giorno di questo inverno Mattia ha stupito tutti coloro che non l’avevano mai visto saltare, con un grande balzo a 7.47, a soli 5 centimetri dal record italiano allievi di Howe e ha ripetuto tale misura nella successiva gara al coperto, per poi gareggiare ancora in tale disciplina agli italiani assoluti, dove si ferma a 7,02 ma il giorno prima aveva anche disputato la gara dell’alto, chiuso a 2,12, specialità che ha in ogni caso praticato maggiormente nella stagione invernale sino ai primi di marzo.

Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)
Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)

Il debutto all’aperto ha visto poi Mattia fare ancora 3 gare nell’alto prima dei campionati italiani allievi dove, sabato, c’è stato lo straordinario record italiano nel lungo con 7,87, ma anche il buon salto di 2,16 nell’alto che ha rappresentato la sua miglior misura in stagione a 1 centimetro dal personale.

Entrambe le misure ottenute da Furlani rappresentano le migliori prestazione al mondo per un under 18, nell’alto da solo, mentre nel lungo in coabitazione con il giamaicano Jaydon Hibbert, per cui il talentuosissimo atleta reatino potrebbe puntare a disputare una o entrambe le specialità, sia agli Europei under 18 di Gerusalemme, dal 4 al 7 luglio, che ai Mondiali under 20 che si svolgeranno a Calì, in Colombia, i primi 6 giorni di agosto, in quanto possiede ampiamente il minimo pur essendo una competizione per atleti di 1/2 anni più grandi di lui.

Intanto dovremmo vederlo impegnato nel prossimo fine settimana a Rieti, sulla sua pista, nei Campionati Italiani Assoluti dove, se dovesse fare il salto in lungo, potrebbe avere ottime possibilità quanto meno di podio, ma vedremo quali saranno le scelte che opererà lo staff dell’atleta, evidenziando solo il concetto oggettivo che il 7,87 nel lungo ha un valore tecnico maggiore rispetto al 2,16 dell’alto e che, a nostro avviso, vista anche la sua ottima velocità di base, l’atleta potrebbe avere un futuro molto più roseo nel salto in lungo.

Siamo certi, in ogni caso, che due persone quali i suoi genitori che si nutrono di passione per l’atletica da sempre, sapranno operare le migliori decisioni nell’interesse del ragazzo da cui, però, come già anticipato, non si deve assolutamente pretendere che progredisca continuamente e a cui va lasciato ancora tantissimo tempo per fare più esperienza possibile.

Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)
Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)

Per chiudere le dichiarazioni di Furlani dopo il fantastico record di sabato nel lungo: “È un risultato che ero sicuro di valere per tutta la programmazione che c’è stata dietro quindi ringrazio la mia società Studentesca Milardi, la mia famiglia che mi supporta sempre, la Federazione.

È una soddisfazione incredibile, soprattutto conoscendo il calibro di alcuni atleti che hanno scritto la storia: ho superato Andrew Howe che è un amico, è un onore aver fatto meglio di lui da allievo. Ed è un onore aver ricevuto i complimenti di Marcell Jacobs, non ci sono parole.”

Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)
Mattia Furlani (foto Grana/FIDAL)