Dietro al trionfo un grande ex Presidente

La rinascita dell'Atletica Italiana frutto del lavoro di Alfio Giomi nei suoi 8 anni di mandato

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L’Atletica Italiana esce in maniera trionfale dalla 32esima edizione dei Giochi Olimpici, grazie alla conquista di ben cinque successi, evento mai successo nella storia di questo sport e che, in 125 anni di giochi a cinque cerchi, era accaduto soltanto due volte nell’ambito di una stessa Federazione, con la scherma ad Anversa nel 1920 e con il ciclismo a Roma nel 1960.

Questo ultimo dato è stato evidenziato proprio dal Presidente del Coni Giovanni Malagò, ieri nella conferenza stampa conclusiva di tutta la spedizione azzurra, accostando i gloriosi Presidenti di quelle due federazioni, Carlo Montù per la scherma e Adriano Rodoni per il ciclismo, a quello attuale della FIDAL Stefano Mei.

In tutto questo personalmente mi spiace che non sia stata fatta la minima menzione per colui che, di fatto, è stato l’artefice della riorganizzazione dell’Atletica Italiana, l’ex Presidente Alfio Giomi che ha governato per due mandati federali dalla fine del 2012 al gennaio del 2021.

In realtà, tra l’altro, lo statuto della massima Federazione Italiana di Atletica prevede che le elezioni per il rinnovo del consiglio, e ovviamente del Presidente, avvengano alla fine dell’anno Olimpico, proprio perché le Olimpiadi rappresentano il massimo traguardo a cui si possa puntare e, per fare questo, serve ovviamente del tempo in quanto non è come cambiare l’allenatore di una squadra di calcio, che magari prende in mano la situazione e in poco tempo riesce a dare un gioco diverso che possa essere vincente.

Il lavoro di Giomi, oltretutto, è stato molto complicato a causa della difficile eredità ricevuta dalla gestione precedente e quindi, i risultati ottenuti non sono stati all’altezza dello straordinario e totale impegno da lui profuso, oltretutto tra le critiche anche bieche di presunti appassionati di Atletica.

Alfio Giomi (foto FIDAL)
Alfio Giomi (foto FIDAL)

Peraltro, dal 2017 in particolare con i Campionati Europei Juniores disputati in Italia a Grosseto, qualcosa ha iniziato realmente a cambiare e, mese dopo dopo mese, sono cominciati ad emergere tanti giovani talenti con risultati talora anche eclatanti per cui era certamente auspicabile che il duro lavoro impostato, nel corso della sua Presidenza, sarebbe prima o poi emerso, e l’appuntamento olimpico del 2020 era certamente il suo principale obiettivo.

Poi c’è stata la pandemia, esplosa nel febbraio dell’anno scorso, e il rinvio delle Olimpiadi avrebbe dovuto anche far rinviare di un anno le elezioni federali e così è parso certo e scontato, per un certo periodo, ma poi la regola è stata cambiata e poco importa come mai, ma rimane il fatto, a mio avviso, che sia stata una decisione ingiusta perché chi aveva retto le redini della FIDAL per la preparazione delle Olimpiadi avrebbe dovuto avere la responsabilità, positiva o negativa, di quanto sarebbe poi accaduto nella più importante manifestazione mondiale.

Alfio Giomi (foto FIDAL)
Alfio Giomi (foto FIDAL)

Ma così non è stato e quindi, visto che non ci sembra lo abbia fatto nessuno, voglio ricordare che tutta l’attuale struttura tecnica è stata voluta e creata da Alfio Giomi che, come ultimo atto del suo mandato, ha confermato sino al settembre 2021 le persone da lui fortemente volute e di cui godeva della massima fiducia, quali ad esempio il Direttore Tecnico Antonio La Torre.

Siamo, in ogni caso, certi che lui abbia immensamente gioito per quanto accaduto, non sappiamo se a casa sua o direttamente a Tokyo, e nell’occasione ci piace estrapolare alcune dichiarazioni da lui fatte nel corso del suo ultimo consiglio federale dove, nel commiato, si può cogliere perfettamente tutto l’amore e la passione per l’Atletica che gli rimarranno sempre nel cuore.

Le parole di Alfio Giomi

Alcuni mi chiedono ‘ma chi te l’ha fatto fare?’. Io rispondo che per chi ama l’atletica non c’è niente di più bello che fare il Presidente della FIDAL”.

Questi otto anni che hanno cambiato l’aspetto della atletica italiana. Sotto tutti i punti di vista, dai tesserati, al bilancio, alla partecipazione olimpica: nel 2012 erano 38, in questo momento ad andare alle Olimpiadi sarebbero in 69.

Abbiamo messo tantissima carne al fuoco. Forse anche troppe cose, tanto che diventa impossibile seguirle tutte. Ma non tornerei indietro e sono contento di consegnare tutto questo: magari, chi verrà, saprà selezionare meglio di me cosa continuare e cosa interrompere.

Abbiamo dato orizzonti nuovi all’atletica italiana. Pensate all’accoglienza che ricevono in atletica gli atleti non italiani. Pensate a come abbiamo riconosciuto le migliori prestazioni nazionali degli atleti che sono in procinto di diventare italiani.

Pensate alla rivoluzione delle corsa su strada, all’invenzione della Runcard. Le tantissime cose fatte ci hanno a volte messo anche in crisi: una federazione che passa da 170mila a 270mila tesserati qualche scotto lo paga. È chiaro che se resti dove sei è molto più semplice”.

Alfio Giomi (foto Getty Images)
Alfio Giomi (foto Getty Images)
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