Il francese Jimmy Gressier è diventato il primo atleta europeo a laurearsi campione del mondo sui 10000 metri dal 2017 quando Mo Farah trionfò a Londra 2017.
Ai Mondiali di Tokyo Gressier ha trionfato battendo allo sprint l’etiope Yomif Kejelcha e lo svedese Andreas Almgren in 28’55”77 dopo una gara molto tattica in una giornata calda e umida. Mai si era vinto con un tempo così lento nella storia dei Campionati del mondo, ma il risultato è stato condizionato da condizioni climatiche così sfavorevoli per le gare di mezzofondo prolungato. Per la prima volta dal 1987 due europei sono saliti sul podio nella stessa edizione dei Mondiali sui 10000 metri.
“Dedico questo successo al mio allenatore, al mio club e alla mia città Boulogne sur Mer. E’ incredibile. Ho sempre sognato di diventare calciatore e ora sono campione del mondo dei 10000 metri. Mi alleno da solo in pista. Sono una persona semplice che lavora e crede nei propri sogni”
Gressier è diventato il nono atleta francese della storia a laurearsi campione del mondo seguendo le orme di leggende dell’atletica transalpina come Marie José Pérec (campionessa mondiale sui 400 metri a Tokyo 1991 e a Goteborg 1995) e Kevin Mayer (due volte campione del mondo a Londra 2017 e a Eugene 2022).
Gressier ha coronato un Campionato del mondo memorabile nel quale ha vinto anche la medaglia di bronzo sui 5000 metri. Nel corso della stagione il transalpino ha dimostrato la sua capacità di eccellere su tutte le distanze vincendo i 3000 metri nella finale della Diamond League di Zurigo in 7’36”78 e la medaglia d’oro sulla mezza maratona ai Campionati europei di mezza maratona di Lovanio in 59’45”.
A livello cronometrico Gressier ha stabilito i record francesi sui 5000 metri indoor con 12’54”92 a Boston e sui 5000 metri outdoor con 12’51”59 nella tappa della Diamond League di Parigi davanti al pubblico di casa. Si è piazzato inoltre al secondo posto al meeting della Diamond League di Montecarlo in 12’53”36” e ha migliorato i record personali sui 1500 metri con 3’32”71 a Heusden Zolder, sul miglio con 3’52”06 a Berlino e 12’57” sui 5 km su strada.
“Con il titolo mondiale si è avverato un sogno che avevo da bambino. Ho cominciato a correre per questo motivo. E’ difficile esprimere le emozioni a parole. Ho corso una gara tattica, ma sono stato paziente fino agli ultimi 100 metri. Ho sempre creduto che un atleta può raggiungere grandi risultati ogni volta che scende in pista. Alcune persone avevano dubbi sulle mie capacità nello sprint finale, ma sono sempre stato fiducioso nelle mie possibilità. Sul rettilineo finale ho rimontato dal terzo al primo posto. Jakob Ingebrigtsen mi ha detto che mi stavo allenando troppo duramente. Ho cambiato qualcosa nella mia preparazione. Ho avuto molte energie rimaste e questo mi ha aiutato nell’ultimo giro”, ha commentato Gressier dopo il titolo mondiale dei 10000 metri.
Gressier è nato e cresciuto a Boulogne sur Mer, la città natale di Frank Ribery, vice campione del mondo di calcio con la maglia della Francia nel 2006 ed ex giocatore del Bayern Monaco e della Fiorentina. Gressier ha iniziato la sua carriera sportiva proprio nel calcio, sport che lo ha aiutato molto a costruire le basi per la sua futura carriera di atleta.
“Il calcio mi ha aiutato a diventare campione del mondo. Lo potete vedere nello sprint che ho fatto negli ultimi 60 metri sul rettilineo finale ai Mondiali di Tokyo. E’ lo stesso sforzo ripetuto che ho compiuto sui campi di calcio. Quando una palla veniva giocata in profondità, acceleravo per segnare i miei gol. Sono orgoglioso di essere diventato campione del mondo come ha fatto il mio idolo Zinedine Zidane nel calcio nel 1998. Il calcio era lo sport che amavo di più. Molti allenatori di atletica hanno scoperto il mio talento e il potenziale quando ancora giocavo a calcio. Mi dicevano che non avevano mai visto le mie abilità in nessun altro giocatore di calcio. Partecipavo alle gare scolastiche di atletica e riuscivo a battere gli altri ragazzi”.
Nel 2016 Gressier partecipava alle gare campestri locali e contemporaneamente giocava a calcio. Un anno più tardi fu selezionato sia per rappresentare la Francia nella World Schools Football Cup in Guatemala sia per la gara juniores dei Mondiali di cross in Cina.
“Avevo bisogno di fare una scelta: continuare a giocare a calcio nel tentativo di diventare un giocatore professionista o passare all’atletica. A 17 anni ho smesso di giocare a calcio. Ho lasciato questo sport perché i miei allenatori mi dicevano che potevo entrare nella squadra francese di atletica e partecipare alle Olimpiadi. Vestire la maglia della nazionale francese è un’esperienza straordinaria e per questo ho scelto l’atletica”.
Gressier è stato condizionato da un infortunio al tendine nella preparazione per le Olimpiadi di Parigi, ma è arrivato fisicamente e mentalmente pronto ai Mondiali di Tokyo nonostante qualche dolore al tallone.
“La chiave è stata la possibilità di allenarmi senza problemi fisici. L’esperienza e la maturità mi hanno aiutato a vincere il titolo mondiale. Sono stato ispirato dalle parole del mezzofondista francese Bouabdallah Tahri. Mi piace la frase nella quale Tahri usa la regola delle tre T di talent, travail, temps (talento, lavoro e tempo)”.
In una recente intervista con il quotidiano sportivo francese L’Equipe Gressier ha parlato della sua intenzione di lasciare l’Insep (Istituto nazionale dello Sport) di Parigi per tornare a Boulogne sur Mer.
“Ho scoperto l’Insep, un ambiente meraviglioso per gli allenamenti, ma essere andato via per cinque anni mi ha allontanato dalla mia famiglia. Voglio tornare a casa e rivedere mia madre e mio nonno. Non è la stessa cosa allenarmi con un coach a distanza. Per questo ho scelto di ripartire con Arnaud Dinielle, l’allenatore che mi seguiva agli esordi. Questo non vuol dire che non ho più voglia di allenarmi con Adrien Taouji. L’allenamento a distanza sarebbe stato possibile in sé, ma parto dal principio che si vive nel quotidiano. Allenarmi con un coach a distanza non è la stessa cosa. Adrien è il miglior allenatore francese. Quest’anno è stato favoloso, ma avevo già preso la mia decisione in Aprile. C’è un pizzico di follia nel lasciare il mio allenatore ora che sono diventato campione del mondo, ma ho bisogno di nuovi stimoli”.
Gressier ha concluso la magica stagione 2025 con la vittoria alla Course de l’Escalade di Ginevra e la medaglia d’argento agli Europei di corsa campestre di Lagoa alle spalle dello spagnolo Thierry Ndikumwenayo.
“Credevo di poter vincere la medaglia d’oro individuale. Mi sono piazzato al secondo posto. Non è esattamente il piazzamento che volevo, ma sono soddisfatto dopo un anno straordinario. Sono diventato campione del mondo si 10000 metri e campione europeo sulla mezza maratona. Ho realizzato molti record personali. Nell’ultimo giro credevo di poter battere Thierry allo sprint ma è stato più forte di me. Complimenti a lui. Purtroppo le mie gambe non erano così forti come volevo. Mi sono sentito stanco durante la gara. Il percorso era molto diverso da quello che speravo. Preferisco percorsi più veloci e piatti”.
Il primo obiettivo di Gressier per la stagione 2026 è rappresentato dai Mondiali di corsa campestre di Tallahassee in Florida.
“Per preparare la prossima stagione mi sono allenato a 1850 metri di altitudine a Font Romeu sui Pirenei correndo ad una media di 22 km al giorno”.









