Armand “Mondo” Duplantis ha conquistato la sua quarta medaglia d’oro europea all’aperto, stabilendo il record dei campionati con la misura di 6.15 m al primo tentativo. Emmanouil Karalis ha vinto la sua seconda medaglia europea consecutiva con 6,00 m e ha deciso di portare l’asticella a 6,20 m nel tentativo di superare lo svedese, senza però riuscire a superare la quota. Tutte le volte che saltava Karalis venivano suonate le note del ballo greco del sirtaki per accompagnare i salti del campione ateniese. Il francese Baptiste Thiery ha conquistato la medaglia di bronzo con 5,85 m. Il due volte campione italiano Matteo Oliveri ha aperto la gara con 5.55m al secondo tentativo prima di commettere tre errori a 5.70m e ha concluso al tredicesimo posto.
Armand Duplantis: “È fantastico. Sto cercando di non darlo per scontato. Vincerne quattro di fila è un’impresa davvero incredibile, quindi sto cercando di assorbire tutto e godermela. Sono orgoglioso di tutto il mio percorso e sono orgoglioso di essere qui. È stata una serata fantastica, davvero speciale. Il percorso di avvicinamento è stato molto difficile e stressante, ma fortunatamente sono riuscito a far funzionare le cose. Avevo un grande team di persone intorno a me, che ha lavorato duramente per essere qui. Questo è un motivo d’orgoglio. Sono davvero grato per tutto l’aiuto ricevuto. Sono arrivato qui tutto d’un pezzo e mi sentivo bene anche fisicamente. Essere qui in salute e vincere l’oro è fantastico. Penso che Emmanouil Karalis riesca a tirare fuori questo da me, e tira fuori il meglio da questo sport. È un bene per tutti. Sono davvero orgoglioso del modo in cui ha saltato oggi e di come si sia superato.”
Salto in lungo femminile
Larissa Iapichino ha vinto la sua prima medaglia d’oro europea all’aperto in una finale molto combattuta di salto in lungo femminile con un 7,00 m ventoso (+2.1 m/s) al primo turno, precedendo di un solo centimetro la britannica Jazmin Sawyers, che è atterrata a 6,95 m per poi migliorarsi a 6,99 m al quarto turno. Appena due centimetri hanno separato le prime tre classificate. Iapichino ha confermato la misura vincente con altri tre salti da 6,93 m, 6,71 m e 6,80 m. La fiorentina ha fatto meglio di sua madre Fiona May che non è mai riuscita a vincere l’oro europeo ottenendo come migliori risultati un secondo posto a Budapest 1998 con il record italiano di 7.11mdietro a Heike Drechsler e un terzo posto a Helsinki 1994. Per Larissa è stato quasi come gareggiare in casa. Tanti parenti della famiglia di Fiona May, che abitano a Slough ad un’ora da Birmingham, hanno potuto gioire per l’impresa dell’azzurra. Iapichino ha collezionato la sua seconda medaglia in carriera agli Europei due anni dopo l’argento a Roma 2024 dietro a Malaika Mihambo. L’unico atleta italiano in grado di vincere l’oro europeo nel salto in lungo è stato Andrew Howe a Goteborg 2006. Nel corso di questa stagione Larissa ha strappato il record italiano a sua mamma saltando 7.12m al meeting di Eugene.
Sawyers ha realizzato una serie molto solida che ha incluso altri due salti validi da 6,96 m e 6,92 m. La simpatica atleta britannica, che aveva battuto Iapichino agli Europei indoor di Istanbul 2023, è tornata a grandi livelli in questa stagione dopo un grave infortunio al tendine d’Achille.
La francese Hillary Kpatcha ha saltato un 6,98 m ventoso (+2.5 m/s) al secondo turno. Kpatcha è andata oltre i 6,80 m altre due volte (6,85 m e 6,83 m). La campionessa mondiale indoor Agate De Sousa si è piazzata quarta con 6,96 m, davanti alla campionessa in carica Malaika Mihambo (6,94 m).
Larissa Iapichino: “Questa gara era come una finale mondiale. Speravo di migliorarmi dopo il primo salto e ho bisticciato con la pedana. Ho vinto nella terra di mia madre. Questo successo vale doppio. Non è stata del tutto la gara che volevo. Io pretendo moltissimo da me stessa. Dedico questa vittoria a tutto il mio team. Diciamo che dal punto di vista familiare abbiamo aggiunto un titolo perché mia madre non aveva mai vinto il titolo europeo all’aperto, quindi sono la prima. Stasera c’era tutta la mia famiglia materna. L’Italia sarà sempre il mio paese. Il mio cuore appatiene all’Italia ma c’è una piccola parte di me che è inglese. Vincere qui è davvero magico”
1500 metri femminili
Georgia Hunter Bell ha vinto la medaglia d’oro europea dei 1500 metri in 4:07.78 con un ultimo giro in 58.44, conquistando il suo terzo titolo importante quest’anno dopo l’oro mondiale indoor nei 1500 m e l’oro del Commonwealth nei 800 m a Glasgow. Hunter Bell ha vinto anche il bronzo olimpico nei 1500 m e l’argento mondiale negli 800 m a Tokyo 2025. L’atleta britannica ha guidato la corsa fino ai 1200 m in 3:24.8 e ha corso gli ultimi 300 metri in 43 secondi, resistendo al ritorno della polacca Klaudia Kazimierska (4:08.80) e della portoghese Patricia Silva (4:09.22). La francese Agathe Guillemot ha mancato la medaglia per un soffio, chiudendo quinta in 4:09.62. La campionessa italiana indoor dei 1500 e dei 3000m Ludovica Cavalli si è piazzata al dodicesimo posto in 4:18.91.
Georgia Hunter Bell: “Mettermi in una buona posizione fin dall’inizio è sempre stato il piano. Ho pensato che, se si fosse arrivati a una volata, avrei avuto la meglio, quindi non volevo che il ritmo diventasse troppo veloce. Immaginavo che potesse essere una sfida accesa negli ultimi 600 metri, ed è andata così: per me è stato perfetto. Credo di aver bisogno di un po’ di riposo prima di iniziare anche solo a pensare al quarto oro al World Ultimate Championship, ma questo è sicuramente l’obiettivo. Posso ottenere quattro ori importanti in un anno? Lo spero davvero, è la prossima grande sfida, ma stasera voglio assicurarmi di godermi la serata prima di iniziare a concentrarmi su quello.”
Staffetta 4×400 femminile
I Paesi Bassi hanno conquistato il loro terzo titolo europeo consecutivo nella staffetta 4×400 femminile. Femke Bol Broeders ha fatto un ritorno vincente alle gare sui 400 metri dopo aver conquistato la medaglia di bronzo negli 800 metri.
Lieke Klaver ha aperto un buon margine nella seconda frazione, corsa in 49.5, incrementando il vantaggio olandese. Nicole Yeragin della Gran Bretagna ha ridotto il divario su Eveline Saalberg nella terza frazione, ma la squadra olandese aveva comunque un solido vantaggio quando Femke Bol ha preso il testimone per l’ultima frazione. Bol ha resistito al forte attacco della medaglia d’argento europea dei 400 ostacoli Emily Newnham, vincendo la medaglia d’oro in 3:21.10, con 58 centesimi di secondo di vantaggio sulla Gran Bretagna, che ha vinto la medaglia d’argento in 3:21.68.
Femke Broeders-Bol: “Vincere un terzo titolo europeo consecutivo, essendo un paese molto piccolo, mi rende davvero orgogliosa. Non ho fatto alcun tipo di allenamento su questa velocità, ma d’altra parte sappiamo tutte esattamente cosa fare per far funzionare le cose e vincere quella medaglia d’oro. Questo è stato un ottimo modo per concludere questa settimana. Ci piace sempre vincere come squadra, allenarci come squadra e scendere in pista insieme. È fantastico che anche gli uomini abbiano ottenuto una medaglia di bronzo (nella staffetta 4x400m), quindi oggi siamo un paese felice”.
La neo-primatista italiana degli 800 metri Eloisa Coiro ha contenuto la spagnola Blanca Hervas nell’ultima frazione, portando l’Italia alla medaglia di bronzo in 3:23.57 con un distacco di 82 centesimi di
secondo sulla Spagna.Il quartetto azzurro era composto anche da Anna Polinari, Alice Mangione e Alessandra Bonora.
Anna Polinari: “Vincere e festeggiare insieme ai ragazzi è qualcosa di incredibile. Mi viene quasi da piangere dalla gioia”
Eloisa Coiro: “Sono orgogliosa di questo quartetto e delle ragazze che ci hanno aiutato in batteria. Siamo una squadra di atleti fantastici..Vivere queste emozioni a Birmingham è indimenticabile”.
Staffetta 4×400 maschile
L’Italia ha vinto la medaglia d’oro nella staffetta 4×400 europea in 2:59.16, superando la Gran Bretagna per soli 3 centesimi. L’ex primatista italiano dei 400 metri Luca Sito ha portato l’Italia in testa nella seconda frazione, prima che Lorenzo Benati resistesse a Charlie Dobson nell’ultima frazione. I tempi parziali della squadra italiana sono stati: Edoardo Scotti (45.5), Luca Sito (44.4), Mohamed Soudassi (44.6) e Lorenzo Benati (44.66). E’ davvero un risultato storico per gli azzurri che sono riusciti a battere la Gran Bretagna a casa loro. I britannici schieravano atleti del calibro di Matthew Hudson Smith (vice campione olimpico e primatista europeo dei 400 metri), Toby Harries, Ben Jefferies e Charles Dobson (vinciore della Diamond League 2024)
Luca Sito: “L’importante era tagliare quel traguardo davanti a tutti. Ora mi vedrete pelato, avevo fatto una promessa se avessimo vinto l’oro, e la manterrò!”
Edoardo Scotti: “Sapevamo perfettamente che con questa gara ci stavamo giocando la vetta del medagliere generale contro i padroni di casa. La pressione era pazzesca, ma eravamo pronti a dare il massimo”.
Staffetta 4×100 mista
Il quartetto britannico della staffetta 4×100 mista formato da Jeremiah Azu, Dina Asher-Smith, Zharnel Hughes e Amy Hunt ha vinto la medaglia d’oro stabilendo il record europeo di 39.97. Hunt ha collezionato il suo quarto titolo in questi Campionati dopo le vittorie nei 100m, 200m e nella 4×100 femminile. Hunt è diventata la prima atleta nella storia dei Campionati Europei a vincere quattro medaglie d’oro in una singola edizione. Asher-Smith ha vinto l’undicesima medaglia della sua carriera ai Campionati Europei, diventando l’atleta più decorata nella storia di questo evento.
Per festeggiare la vittoria britannica il DJ ha fatto risuonare le note di Wonderwall, la celebre canzone degli Oasis.
Amy Hunt: “Sono al settimo cielo per le quattro medaglie d’oro e sono davvero felice di condividerle con alcuni dei miei migliori amici in questo sport. Io e Jeremiah abbiamo provato il nostro cambio per la prima volta solo un’ora fa. Oggi è stato come quando sei in coda per le montagne russe e sei un po’ nervoso, ma quando finisce vorresti rifarlo daccapo. È così che mi sono sentita oggi”.
La Germania (Kevin Kranz, Rebekka Haase, Heiko Gussmann, Gina Lückenkemper) ha vinto la medaglia d’argento in 40.11 davanti alla Spagna (Guillem Crespí, Maribel Pérez, Andoni Calbano, Jaël Bestué), che si è aggiudicata il terzo posto in 40.42. La Svizzera ha chiuso quarta in 40.87 precedendo il Portogallo (40.90).
3000 metri siepi maschili
Frederik Ruppert ha vinto i 3000 metri siepi in 8:25.33 dopo aver corso l’ultimo chilometro in 2:34. Ruppert ha fatto la sua mossa decisiva a 600 metri dalla fine, contenendo il ritorno di Ruben Querinjean del Lussemburgo, che ha vinto l’argento in 8:25.61. Karl Bebendorf è stato il secondo atleta tedesco a salire sul podio, conquistando il terzo posto in 8:26.65. Lo spagnolo Daniel Arce si è trovato in testa ai 2000 metri in 5:50.7, ma è poi scivolato al quarto posto chiudendo in 8:27.02.
L’azzurro Osama Zoghlami ha provato ad inserirsi nella lottta per le prime posizioni nel penultimo giro ma non ha trovato il cambio di passo e ha chiuso all’undicesimo posto in 8:33.25 precedendo di due posizioni il fratello gemello Ala Zoghlami (8:34.65). L’altro azzurro Yassin Bouih si è piazzato al sedicesimo posto in 8:36.15.
Frederick Ruppert: “Questo oro corona una stagione straordinaria nel quale ho battuto il record europeo con 7:57.80 a Rabat. E’ stato cruciale attaccare a 600 metri dalla fine che mi ha permesso di battere Querinjean”
Lancio del giavellotto femminile
La croata Sara Kolak ha conquistato la medaglia d’oro europea nel lancio del giavellotto femminile con la misura di 62,43 m ottenuta al primo turno. Kolak è tornata a vincere un grande titolo internazionale dieci anni dopo la vittoria alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Questo lancio si è rivelato sufficiente per prendersi la vittoria. Julia Ulbricht si è aggiudicata la medaglia d’argento con 61,53 m. Adriana Vilagoš della Serbia ha vinto la sua terza medaglia europea consecutiva dopo aver chiuso seconda a Monaco 2022 e a Roma 2024.
Sara Kolak: “Tornare sul gradino più alto del podio in un grande campionato, a dieci anni esatti da quel bronzo ad Amsterdam e dall’oro olimpico, rende questo successo ancora più dolce e speciale. È la ricompensa per non aver mai smesso di crederci e per aver continuato a lottare”
La norvegese Sigrid Borge ha concluso quarta con 59,98 m davanti alla francese Alizée Minard (59,81 m) e alla turca Esra Türkmen (59,29 m). La svizzera Léonie Hügli, che aveva migliorato il proprio record personale con 62.33 m nel turno di qualificazione, si è dovuta accontentare del decimo posto con 54,55 m.
L’azzurra Paola Padovan si è classificata al settimo posto con 58.91m, seconda misura in carriera.a 34 cm dal record personale realizzato l’anno scorso. L’atleta veneta è arrivata a 34 centimetri dal personale de ll’anno scorso, e il secondo miglior piazzamento di sempre agli Europei per un’italiana (a pari merito con Claudia Coslovich nel 1998 mentre Elisabetta Marin era stata sesta nel 2002).
Gara di maratona femminile:
Alisa Vainio (Finlandia) ha vinto il titolo europeo nella maratona femminile con il tempo di 2:22:26, migliorando il record dei campionati stabilito 12 anni fa dalla francese Christelle Daunay a Zurigo. Vainio ha realizzato un’ottima prestazione tecnica su un percorso impegnativo e pieno di salite nel centro di Birmingham grazie a una corsa autoritaria dall’inizio alla fine.
Vainio ha accumulato un vantaggio di quattro minuti nell’ultimo mezzo miglio di gara, dopo aver trascorso gran parte del percorso da sola in testa.
L’atleta finlandese ha vinto con un dist record sulla magiara Lili Anna Vindics, che ha conquistato la medaglia d’argento stabilendo il primato personale con 2:27:21.
Abbie Donnelly è diventata la prima maratoneta britannica a vincere una medaglia nella storia dei Campionati Europei di Atletica Leggera, facendo registrare il primato stagionale in 2:27:23. L’ungherese Nora Szabo ha chiuso al quarto posto in 2:27:39, seguita dalla britannica Natasha Wilson (2:27:54) e dalle italiane Rebecca Lonedo, sesta in 2:27:55, e Sofia Yaremchuk, settima in 2:28:02.
Rose Harvey è stata la terza migliore delle atlete britanniche in quattordicesima posizione in 2:30:34.
La Gran Bretagna si è classificata al primo posto nella classifica a squadre con il tempo complessivo di 7:26:01, precedendo l’Italia (7:28:59) e la Spagna (7:30:01). Ha contribuito al podio a squadre dell’Italia anche il ventunesimo posto di Giovanna Epis in 2:33:02. Alessia Tuccitto ha esordito in azzurro con un trentunesimo posto in 2:39:02.
Gara di maratona maschile:
Il tedesco Amanal Petros, medaglia d’argento mondiale a Tokyo 2025, ha conquistato l’oro europeo stabilendo il nuovo record dei campionati in 2:09:11. Petros ha tolto 40 secondi al precedente primato della manifestazione (2:09:51), che era stato stabilito dal belga Koen Naert a Berlino 2018.
Petros ha sferrato l’attacco decisivo al 25° chilometro e nessuno è riuscito a tenere il suo passo. Il primatista tedesco ha corso la frazione di 5 km tra il 25° e il 30° chilometro in 14:26, transitando al trentesimo chilometro con il tempo di 1:31:21.L’atleta tedesco ha poi resistito fino a conquistare il successo.
Alle spalle di Petros, il gruppo composto da Suldan Hassan, Pietro Riva, Haimro Alame, Valentin Gondouin, Tadesse Getahon e Gashau Ayale ha corso compatto con un ritardo di 54 secondi da Petro. Il tedesco Samuel Fitwi e il britannico Mahamed Mahamed si trovavano a un secondo di distanza dal gruppo degli inseguitori.
Pietro Riva ha piazzato una forte progressione nella parte finale della corsa, conquistando la medaglia d’argento in 2:09:18 a soli sette secondi da Petros. Per l’atleta italiano si tratta della seconda medaglia europea due anni dopo il secondo posto ottenuto alle spalle di Yeman Crippa nella mezza maratona di Roma.
L’israeliano Gashau Ayale si è aggiudicato la medaglia di bronzo tre secondi più tardi in 2:09:21, precedendo lo svedese Suldan Hassan (2:09:24) e il connazionale Tadesse Getahon (2:09:31). Gli altripiazzamenti sono stati il diciottesimo posto di Ahmed Ohuda, il ventitreesimo posto di Daniele Meucci in 2;15:33 e il trentaduesimo posto di Xavier Chevrier in 2:18:21. Israele ha vinto la medaglia d’oro a squadre davanti a Germania e Francia.
Pietro Riva:“Sapevo come dovevo muovermi e ho avuto sempre fiducia nei miei mezzi, senza paura di prendere tanto distacco. Mi sono tenuto energie per la fine correndo nel modo più economico possibile. Ho un grande coach, il campione olimpico Stefano Baldini, che mi ha insegnato tanto e poi ieri ho parlato anche con il ‘prof’ Luciano Gigliotti, il suo allenatore”, prosegue il 29enne delle Fiamme Oro. “Petros è stato incredibile, un grandissimo atleta: all’arrivo ci siamo abbracciati, ormai è chiuso l’episodio di due anni fa agli Europei. Non potevo essere da meno del bronzo nei 5000 di Micol Majori, mi ha fatto quasi piangere davanti alla tv quando ero ancora a casa e ora ci godiamo queste medaglie”.
La staffetta 4×400 maschile ha deciso il medagliere. Italia e Gran Bretagna si erano presentate all’evento finale con nove medaglie d’oro a testa. La vittoria nella 4×400 ha assicurato all’Italia il primato nel medagliere per la seconda edizione consecutiva con 10 medaglie d’oro e un totale di 22 medaglie. I padroni di casa della Gran Bretagna hanno conquistato un totale di 19 medaglie (nove ori, otto argenti e 2 bronzi). La Germania ha collezionato un totale di 21 medaglie (6 ori, dieci argenti e cinque bronzi). L’Italia ha primeggiato anche nella classifica a punti (placing table) con 226 punti eguagliando il record di 45 finalisti, davanti a Gran Bretagna (211.5 punti) e Germania (196).
Stefano Mei: I ragazzi e le ragazze hanno dato il 110 per cento, sono scesi in pista, in pedana e in strada ‘avvelenati’, per dimostrare che Roma non era stata un caso. Nei primissimi giorni poteva esserci un po’ di rassegnazione, il pessimismo di non riuscire ad avvicinare quel risultato, con Marcell Jacobs che si fa male in una gara già vinta, e l’infortunio di Mattia Furlani che avrebbe avuto chance di medaglia. Così non è stato. Tutta la Nazionale nel suo complesso ha dimostrato di essere la più forte d’Europa”.









