Birhanu Legese (foto BBC sport)
Birhanu Legese (foto BBC sport)
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Ad appena una settimana dal primato spettacolare registrato da Eyob Faniel alla Maratona di Siviglia, domenica 1 marzo si è svolta la Maratona di Tokyo, competizione riservata, per i motivi legati al coronavirus, solo agli atleti elitari.

Con 2h04:15 la vittoria al maschile è andata, per il secondo anno di seguito, a Biranhu Legese. Un buon crono quello dell’etiope ma, sicuramente non all’altezza del suo grandioso primato di Berlino di 2h02:48.

Seguono il belga naturalizzato Bashir Abdi (seconda migliore prestazione europea di sempre) e l’altro etiope Sisay Lemma, rispettivamente a 34” e 36” di distanza.

Quarto posto assoluto per Suguru Osako con 2h05:29, primo per il suo paese nonché nuovo primatista giapponese sulla distanza, che si qualifica ufficialmente per la maratona Olimpica che si svolgerà a Sapporo.

Un’edizione decisamente notevole, che ha visto ben nove uomini andare sotto le 2h07 (seconda volta nella storia) e diciassette sotto le 2h08.

Nella gara femminile una straordinaria Lonah Chemtai Salpeter ha tagliato il traguardo in 2h17:45, migliorando non solo il suo primato di ben due minuti, ma stabilendo anche il primato femminile israeliano ed il sesto miglio tempo mondiale.

A condividere il podio anche le etiopi Birhane Dibaba (con un ottimo 2h18:35 P.B.) e Asefa Kebede.

 

 

 

 

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