Ajla Del Ponte (foto Fresh Focus)
Ajla Del Ponte (foto Fresh Focus)
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La storia di Ajla Del Ponte ho provato a riassumerla brevemente nell’intervista  che mi aveva gentilmente concesso alla vigilia della sua partecipazione, il 4 luglio, alla Fastweb Cup di Rieti, quando è balzata all’attenzione del pubblico italiano per l’impressione suscitata dalla sua corsa e dalla sua vittoria nei 100 femminili.

Mi piace pensare che quella partecipazione e anche le due chiacchiere scambiate con me siano state per lei di buon auspicio ma, in ogni caso, da quel giorno la carriera agonistica di Ajla è realmente decollata grazie a una serie di ottime prestazioni cronometriche, con il personale sui 100 metri portato da 11″21 a 11″08.

Ma c’è ben di più e stanno arrivando anche importanti affermazioni a livello internazionale: la prima tappa della Diamond League di Montecarlo che rappresentava la sua prima partecipazione a tale manifestazione, quella di mercoledì scorso 19 a Bydgoszcz, nella gara del World Athletics Continental Tour e ancora, oggi pomeriggio, il trionfo nella seconda gara consecutiva Diamond a Stoccolma in 11″20.

E’ singolare come questa stagione, così tribolata per il Covid-19, che ha rischiato di non partire per niente, sia stata per Ajla ricchissima di gare a cui ha partecipato con ottimi risultati e ancora interessanti prospettive sino alla fine che sarà, presumibilmente, la tappa italiana di Diamond League di Roma, il 17 settembre.

Dopo oggi, oltretutto, Ajla prenderà un breve periodo di ricarico per poi affrontare una prima parte di settembre intensissima in cui competerà a Chorzow (Polonia) il 6, poi sarà l‘8 a Ostrava (Rep. Ceca), l’11 ai Campionati Svizzeri Assoluti, il 15 a Bellinzona (Svizzera) al Gala dei Castelli e il 17, appunto, all’Olimpico per chiudere probabilmente questa sua stagione sinora esaltante.

Veramente un’atleta straordinaria, con una tempra fuori dal comune che in effetti quando era più giovane, all’inizio della sua frequentazione delle piste di Atletica, l’aveva portata a sperimentare varie specialità quali salto in lungo, salto in alto e anche l’asta.

Insomma avrebbe forse potuto diventare un’ottima specialista di prove multiple e questa sua caratteristica di resistenza le permette quindi di sostenere degli autentici tour de force che non sono facilmente sopportabili da tutti.

Vedremo, dunque, se saprà sfruttare al meglio gli stimoli derivanti da questo intenso programma che l’attende, e se riuscirà a migliorarsi ancora cronometricamente per avvicinarsi, ancor di più, a quella barriera degli 11 secondi che rappresenta l’elite mondiale e che non appare, ormai, così proibitiva da superare.

Il video della vittoria di Stoccolma sui 100 metri in 11″20

 

 

 

 

 

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