I legami italiani dei vincitori della maratona di Boston

Le storie di Jepchirchir e Chebet trionfatori nella più antica 42,195 del mondo

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Il Kenya ha fatto doppietta nella centoventiseiesima edizione della Maratona di Boston con le vittorie di Evans Chebet e Peres Jepchirchir sul percorso ricco di saliscendi e colline spaccagambe della città del Massachussets, che ha festeggiato il ritorno di questa gara storica nella sua collocazione primaverile nel giorno del Patriot’s Day (terzo lunedì di aprile) dopo l’edizione autunnale del 2021.

Le vittorie dei campioni keniani hanno un forte legame con l’Italia in quanto Chebet è allenato dal tecnico azzurro Claudio Berardelli, ma entrambi sono gestiti dal manager trentino Gianni Demadonna, che ha contribuito alla magica tripletta di Peres Jepchirchir, la quale in meno di un anno ha vinto l’oro olimpico a Sapporo, la maratona di New York e ora quella di Boston.

Jepchirchir ha allungato la sua striscia vincente a cinque maratone vinte di fila a partire dal successo ottenuto a Saitama nel 2019 in 2h23’50, per poi imporsi successivamente nella maratona di Valencia del dicembre 2020 con uno stratosferico 2h17’16, battendo la connazionale Joyciline Jepkosgei vincitrice a Londra nel 2021.

Nella avvincente gara di domenica, al 15 km si è formato un quartetto composto dalle due keniane Jepchirchir e Jepkosgei, e dalle due etiopi Yeshaneh e Azimarew (seconda in 2h17’58 a Londra nello scorso Ottobre) con quest’ultima che ha resistito fino al 17 km, per poi essere staccata dalle altre tre che sono transitate al 21 km in 1h09’41, e sono rimaste insieme fino al 36 km quando Jepkosgei ha perso anch’essa terreno.

Nel finale, poi, Jepchirchir ha vinto un testa a testa emozionante con Ababel Yeshanesh, con sorpassi e controsorpassi da brivido che hanno entusiasmato il pubblico sul traguardo in Boylston Street, ma anche gli spettatori incollati davanti alla televisione.

Alla fine, negli ultimi 500 metri, Jepchirchir ha lanciato l’attacco decisivo a cui l’etiope non è riuscita più a rispondere, e ha tagliato il traguardo in 2h21’01 precedendo l’avversaria di soli quattro secondi.

Yeshaneh (atleta gestita dall’altro grande manager sportivo italiano Federico Rosa) vanta primati personali di 2h20’51 sulla maratona realizzato a Chicago, e di 1h04’31 sulla mezza maratona (Ras Al Khaimah 2020).

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Le dichiarazioni di Jepchirchir dopo il traguardo: “Boston ha un percorso difficile, ma sono riuscita a vincere la gara. Sapevo che Yeshaneh poteva essere molto forte. Ho spinto al massimo, ma mi sono sentita stanca. Ababel mi ha superato ma non ho perso la speranza. Mi sento onorata per questa vittoria.”

Jepchirchir è riuscita nell’impresa di diventare la prima atleta della storia in grado di vincere l’oro olimpico e la maratona di New York nel corso della stagione 2021. Sulle strade di New York ha avvicinato con 2h22’39” il record del percorso della Grande Mela detenuto da Margaret Okayo dal 2003 con 2h22’31.

In carriera ha vinto due ori ai Mondiali di mezza maratona a Cardiff nel 2016 e a Gdynia nel 2020 e ha detenuto il primato del mondo sui 21 km con 1h05’06” nel 2017.

Peres è nata il 27 Settembre 1993 ed è cresciuta a Kericho nella parte occidentale del Kenya. I genitori sono contadini e coltivano piantagioni di mais e tè. Percorreva 5 km di corsa ogni giorno e prese parte alle prime gare durante la Primary School su spinta del fratello. E’ stata allenata in passato dal tecnico torinese Gabriele Nicola.

E’ stata una grande gioia diventare la prima atleta in grado di vincere l’oro olimpico e New York nello stesso anno. La seconda vittoria ai Mondiali di mezza maratona a Gdynia mi ha dato molta fiducia. Sapevo di poter contare sul mio sprint finale. Quando corro con delle avversarie molto competitive e vedo il traguardo all’orizzonte, trovo energie extra”.

La keniana Mary Ngugi si è piazzata al terzo posto in 2h21’32 battendo la due volte campionessa mondiale Edna Kiplagat, che ha tagliato il traguardo in 2h21’40” a 42 anni.

Monicah Ngige ha completato la classifica delle prime cinque chiudendo in 2h22’13” superando la seconda classificata della maratona di New York Viola Cheptoo (2h23’47”).

La britannica Charlotte Purdue è stata la migliore delle europee in nona posizione con 2h25’28. La statunitense Molly Seidel (medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo e quarta classificata alla Maratona di New York nel 2021) ha corso nel gruppo di testa nelle fasi iniziali della gara e ha raggiunto il traguardo intermedio dei 21 km in undicesima posizione prima di ritirarsi al 30 km.

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Le prime 10 atlete classificate

  • 1 Peres Jepchirchir (KEN) 2h21’01
  • 2 Ababel Yeshaneh (ETH) 2h21’05
  • 3 Mary Ngugi (KEN) 2h21’32
  • 4 Edna Kiplagat (KEN) 2h21’40
  • 5 Monicah Ngige (KEN) 2h22’13
  • 6 Viola Cheptoo (KEN) 2h23’47
  • 7 Joyciline Jepkosgei (KEN) 2h24’43
  • 8 Degitu Azimeraw (ETH) 2h25’23
  • 9 Charlotte Purdue (GBR) 2h25’26
  • 10 Nell Rojas (USA) 2h25’57

La gara maschile

Il trentatreenne keniano Evans Chebet ha vinto la centoventiseiesima edizione della maratona maschile di Boston in 2h06’51, terzo tempo di sempre realizzato su tale percorso, correndo la prima metà gara in 1h03’26 e la seconda parte in 1h03’25 con una distribuzione perfetta delle energie.

Chebet ha vinto la prima maratona del circuito World Marathon Majors della sua carriera, lui che era alla quindicesima gara sui 42,195 km e vantava, quale precedente miglior piazzamento nel massimo circuito mondiale, il terzo posto di Berlino nel 2016.

Gli altri risultati più prestigiosi della sua carriera nelle altre maratone sono stati i primi posti a Buenos Aires nel 2019 in 2h05’00, a Valencia in 2h03’00 (settimo crono mondiale di sempre) e a Otsu in 2h07’29 nel 2020.

A Valencia ha battuto Lawrence Cherono per quattro secondi e questo ordine d’arrivo si è ripetuto anche nell’edizione di quest’anno di Boston, su un percorso dalle caratteristiche molto diverse rispetto alla gara spagnola.

Ricordiamo poi che si è piazzato secondo a Milano in 2h07’22 nel 2019 e quarto a Londra nel 2021 in 2h05’43, mentre si è sempre classificato tra i primi quattro nelle precedenti dodici maratone disputate (tre volte primo, sei volte secondo, una volta terzo e due volte quarto).

Anche lui ha un forte legame con l’Italia, avendoci debuttato agonisticamente nel 2015 in una gara internazionale denominata le “Dieci Miglia del Garda di Gargnano”.

L’unico ritiro da lui fatto nel corso di una maratona fu, invece, proprio a Boston nel 2018 nell’edizione caratterizzata da pioggia e freddo invernale.

Le parole di un raggiante Evans Chebet: “Desidero ringraziare Dio. Sapevo che i miei avversari erano molto competitivi. Dovevo rimanere davanti a loro per assicurarmi la vittoria. Il mio allenatore mi ha detto che quando gli avversari si avvicinano, bisogna attaccare.

Ero fiducioso che l’attacco sarebbe stato sufficiente per vincere. Quando ho visto che non c’era più nessuno in grado di contrastarmi, ero fiducioso di poter vincere. Nella mia prima partecipazione alla Maratona di Boston nel 2018 le condizioni climatiche erano pessime a causa del freddo. Oggi il clima era ottimo per correre ed è andato tutto molto bene.

Il Kenya ha dominato la gara maschile monopolizzando il podio con Lawrence Cherono al secondo posto in 2h07’21, davanti a Benson Kipruto terzo con 2h07’27, realizzando la prima tripletta della nazione dalla gara maschile di Boston del 2012.

Cherono e Kipruto avevano vinto le precedenti due edizioni della Maratona di Boston rispettivamente nel 2019 e nel 2021. Come Chebet, anche Kipruto fa parte del gruppo gestito da Demadonna e si allena con Berardelli.

Cherono è stato primo a Boston nel 2019 in 2h07’57, settimo a Londra nel 2019 in 2h09’25, secondo a Valencia in 2h03’04 nel 2020 e quarto alle Olimpiadi di Tokyo 2021 in 2h10’02.

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La gara maschile ha avuto un andamento diverso da quella femminile con l’andatura che è stata molto sostenuta nella prima parte con un passaggio al 21 km in 1h03’24.

Lo statunitense CJ Albertson è stato il primo ad alzare il ritmo andando in fuga come aveva già fatto l’anno scorso, ma poi in testa sono rimasti in quindici con Chebet che ha lanciato il suo attacco decisivo nel tratto più difficile del percorso, sulla Heartbreak Hill (la collina dell’infarto), con soltanto il tanzaniano Gabriel Geay (2h04’55” realizzato a Milano nel 2021) che è riuscito inizialmente a tenere testa alla sua azione.

Kipruto e Cherono hanno successivamente guidato il gruppo degli inseguitori a 15 secondi da Chebet che ha però fatto il vuoto percorrendo il tratto in discesa di 5 km tra il 35 e il 40 km in un eccellente 13’55, e uno split al ventiduesimo miglio di 4’27.

Cherono ha provato a ridurre lo svantaggio nel finale ma era troppo tardi e si è dovuto accontentare della piazza d’onore.

Geay ha tagliato il traguardo al quarto posto in 2h07’53 davanti al keniano Eric Kiptanui (2h08’47) e al vincitore della Maratona di New York 2021 Albert Korir (2h08’51).

Scott Fauble è stato il migliore degli statunitensi in settima posizione con 2h08’52 davanti all’etiope Jemal Yimer (2h08’58). I primi dodici classificati sono scesi sotto le 2h10.

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I primi 10 atleti classificati

  • 1 Evans Chebet (KEN) 2h06’51
  • 2 Lawrence Cherono (KEN) 2h07’21
  • 3 Benson Kipruto (KEN) 2h07’27
  • 4 Gabriel Geay (TAN) 2h07’53
  • 5 Eric Kiptanui (KEN) 2h08’47
  • 6 Albert Korir (KEN) 2h08’50
  • 7 Scott Fauble (USA) 2h08’52
  • 8 Jemal Yimer (ETH) 2h08’58
  • 9 Elkanah Kibet (USA) 2h09’07
  • 10 Kinde Atanaw (ETH) 2h09’16
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