Una pioggia di primati nella grande domenica delle corse su strada

L'approfondimento e le dichiarazioni delle gare di Venezia, Valencia e Rotterdam.

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Il record mondiale di Letesenbet Gidey nella mezza maratona a Valencia, il primato europeo di Bashir Abdi alla maratona di Rotterdam e la splendida vittoria di Sofya Yaremchuk a Venezia: questo è lo straordinario bilancio della domenica delle corse su strada a livello internazionale e italiano che ha seguito il precedente fine settimana caratterizzato da una serie impressionante di performance ad Amsterdam e a Parigi.

Nel nostro approfondimento vogliamo cominciare proprio da quanto accaduto nella splendida cornice della città lagunare per eccellenza dove, la neo italiana di origini ucraine Sofia Yaremchuk ha conquistato la vittoria nella gara femminile al debutto sulla distanza in un ottimo 2h29’12”.

Yaremchuk è diventata la prima italiana a vincere a Venezia dall’edizione del 1999 quando trionfò Sonia Maccioni in 2h28’54”. La keniana Marion Kibor si è classificata al secondo posto in 2h31’18 davanti all’etiope Megertu Geletu (2h33’50”).

Da segnalare tra l’altro la sua splendida reazione all’attacco sferrato da Kibor e Geletu intorno al 30 km all’interno del Parco di San Giuliano quando ha recuperato una decina di secondi sul ponte della Libertà, dopo aver condotto la gara nel gruppo di testa al passaggio della mezza in 1h15’08”.

La ventisettenne dell’Esercito era annunciata in ottime condizioni di forma dopo essere arrivata al primo titolo italiano della sua carriera nel Campionato nazionale dei 10 km di Forlì, la settimana prima.

Yaremchuk è nata nel 1994 a Leopoli (Lviv nella lingua ucraina), città dell’Ucraina occidentale. Ha iniziato con l’atletica a 14 anni e si è divisa inizialmente con il ping pong. Si è laureata con il massimo dei voti all’Università Statale della cultura fisica e dello sport. Nel 2015 corse la mezza maratona in 1h15’.

La svolta della sua vita è avvenuta nel 2016 quando raggiunse la madre, che lavorava a Roma. Si innamorò della Città Eterna e decise di restare. Inviò il curriculum al Centro Sportivo dell’Esercito e lo Staff tecnico la convocò per un colloquio.

Da allora si allena con il Tenente Colonnello Paolo Martelli e sono iniziati i progressi che l’hanno portata a migliorare il record personale fino a 1h10’33” a Terni il 12 Gennaio 2020.

Sofia Yaremchuk: “Sono felicissima di questa vittoria. Ci speravo tanto e ci ho creduto fino in fondo. Mi sono resa conto che avrei potuto farcela, quando sono rimasta nel gruppo di testa. Temevo un po’ i ponti di Venezia, ma il pubblico mi ha dato la carica giusta per stringere i denti e sferrare l’allungo finale.

Dedico la vittoria al Centro Sportivo dell’Esercito e questo è solo l’inizio. Avevo detto alla vigilia che avrei voluto godermela e così ho fatto dal primo all’ultimo metro nonostante il vento, i ponti e le difficoltà che si trovano su un percorso così lungo.

E’ il mio debutto sulla distanza, ma non sarà la mia ultima maratona. Qui debuttò in maratona Eyob Faniel e spero che Venezia possa essere un trampolino di lancio anche per me”.

Il keniano Anderson Seroi ha vinto a sorpresa la gara maschile in 2h12’21 battendo uno dei favoriti Justus Kangogo (2h13’34”) e Gilbert Chumba (2h13’56”).

Dopo un passaggio alla mezza maratona in 1h03’58” Kangogo ha provato il tentativo di fuga al 31 km all’interno del Parco di San Giuliano e ha accumulato un vantaggio di 40 secondi al passaggio al 35 km in 1h46’44”.

Kangogo ha finito per pagare lo sforzo sul tratto più difficile del percorso in prossimità del Ponte della Libertà. Alle sue spalle il connazionale Anderson Seroi, che aveva perso il contatto con i primi e aveva accumulato un ritardo di un minuto ai 21 km, ha iniziato una rimonta straordinaria sul Ponte della Libertà e ha superato Kangogo sui 14 ponti di Venezia.

Il trentaseienne dell’Esercito Marco Najibe Salami ha debuttato in maratona con un buon quarto posto in 2h14’57”. Il mantovano di origini marocchine ha mantenuto un ritmo regolare per tutta la gara.

Marco Najibe Salami: “Sono felice del mio debutto in maratona. Ho corso in progressione e regolare, cosa non semplice per uno che viene dalla pista. Mi sono stupito di me stesso per come ho saputo gestire bene la gara e arrivare non distrutto al traguardo. La gara è stata impegnativa.

Il vento si è fatto sentire all’inizio e sui ponti. Il fascino del percorso e il tifo del pubblico quando si entra a Venezia mi hanno fatto andare avanti. Dedico questo debutto al mio allenatore Piero Incalza, alla mia famiglia e a Elisa Cusma, che mi segue da quando ha lasciato l’attività agonistica”.

Sofiia Yaremchuk e Marco Salami (foto Bertolin/organizzatori)
Sofiia Yaremchuk e Marco Salami (foto Bertolin/organizzatori)

Grande soddisfazione dalle parole dello storico organizzatore e fondatore di Venice Marathon Piero Rosa Salva per l’edizione della ripartenza dopo l’anno di pausa.

Piero Rosa Salva: “Archiviamo con grande soddisfazione un’edizione memorabile della Maratona di Venezia sotto diversi aspetti. Da un lato abbiamo avuto importanti conferme di quanto quest’evento sia davvero molto atteso e sentito da tutti, visto anche lo straordinario pubblico presente lungo tutto il percorso.

Dall’altro, perché siamo riusciti ad organizzare anche quest’anno una gara di alto profilo internazionale e siamo stati felici di vedere che due atleti italiani abbiano scelto proprio Venezia per esordire in maratona. I risultati positivi ottenuti oggi ci spingono ad impegnarci ancora di più per le prossime edizioni”.

La straordinaria impresa di Gidey a Valencia

Ogni volta che mette piede a Valencia Letesenbet Gidey batte primati del mondo. L’anno scorso la ventitreenne etiope migliorò il record del mondo sui 5000 metri con 14’06”62 nel giorno in cui cadde anche il primato mondiale dei 10000 metri maschili ad opera di Joshua Cheptegei.

Nella mattinata di ieri baciata da uno splendido sole Gidey ha letteralmente sbriciolato il primato del mondo della mezza maratona correndo in uno strepitoso 1h02’52” alla Trinidad Alfonso Half Marathon di Valencia togliendo 70 secondi al precedendo primato stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich con 1h04’02” a Istanbul.

In realtà l’etiope Yalemzerf Yehualaw aveva corso più velocemente di Chepngetich con 1h03’44” ad Antrim lo scorso 29 Agosto ma questa prestazione non è stata omologata perché il percorso era risultato più corto di 54 metri.

Gidey è transitata al 10 km in 29’45”, terzo miglior tempo su questa distanza, e ha mantenuto un ritmo molto elevato percorrendo la frazione tra i 10 e i 15 km 14’44”. E’ transitata ai 15 km in 44’29”, tempo solo nove secondi più lento rispetto al suo record del mondo su questa distanza realizzato a Nijmengen nel 2019.

Letesenbet Gidey (foto Mezza Valencia 2021/organizzatori)
Letesenbet Gidey (foto Mezza Valencia 2021/organizzatori)

Letesenbet Gidey: “Sapevo di poter correre su questi tempi perché gli allenamenti in altura ad Addis Abeba sono andati molto bene. In futuro penso di correre la maratona, ma non sono sicura se debutterò su questa distanza prima delle Olimpiadi di Parigi 2024 o dopo”.

Gidey detiene tre primati sulle distanze più importanti sui 5000, sui 10000 metri (con il tempo di 29’01”03 straordinario realizzato ai Trials olimpici di Hengelo nello scorso Giugno) e sulla mezza maratona. E’ la prima debuttante sulla mezza maratona a battere un primato del mondo su questa distanza. Vanta anche un personale di 8’20”27” sui 3000 metri realizzato al Prefontaine Classic nel 2019.

E pensare che da piccola non voleva nemmeno sapere di correre. A 13 anni fu espulsa dalla sua scuola per essersi rifiutata di correre durante le lezioni di educazione fisica. Per la fortuna degli appassionati di atletica il fratello la convinse a provare con la corsa. Superato questo rapporto difficile iniziale vinse i campionati scolastici etiopi sui 3000 metri e sui 2000 siepi.

Odiavo la corsa. I miei genitori andarono a scuola a parlare con il preside, che fu d’accordo di riammettermi soltanto a condizione che corressi per la scuola. Accettai malvolentieri solo per poter tornare a scuola”, ha affermato Gidey

Gidey ha conquistato in carriera due titoli mondiali under 20 di corsa campestre a Guyang nel 2015 a soli 17 anni e a Kampala nel 2017 e il bronzo nella gara seniores ai Mondiali di cross di Ahrus nel 2019. In pista ha vinto l’argento sui 10000 metri ai Mondiali di Doha 2019 e il bronzo sulla stessa distanza alle Olimpiadi di Tokyo 2021.

E’ la prima atleta a detenere contemporaneamente i primati del mondo dei 5000 e dei 10000 metri dai tempi della norvegese Ingrid Kristiansen.

Letesenbet è nata ad Endameskel nella Regione del Tigray. E’ la più giovane di quattro fratelli ed è cresciuta in una famiglia di contadini.

La connazionale Yalemzerf Yehualaw si è classificata al secondo posto diventando la seconda atleta della storia a scendere sotto le 1h04’ con 1h03’51”, a sua volta prestazione migliore rispetto al precedente record del mondo. Sheila Chepkirui ha tolto 45 secondi al precedente record del mondo di Ruth Chepngetich.

Anche le etiopi Bosena Muleta e Nigsti Haftu sono scese sotto l’1h07’ con 1h06’00” e 1’06’17” completando una gara di contenuti tecnici stellari. Da sottolineare in chiave europea anche l’ottavo posto della svedese Sarah Lahti (1h08’19) e il nono posto dell’ex campionessa europea di corsa campestre Fionnuala McCormack (1h09’32).

Il record femminile ha fatto quasi passare in secondo piano la gara maschile, che ha regalato risultati altrettanto straordinari. Abel Kipchumba ha trionfato in 58’07” demolendo la migliore prestazione mondiale dell’anno di 58’48” da lui stesso stabilita lo scorso 12 Settembre a Herzogenaurach in Germania. Kipchumba è salito al sesto posto delle liste mondiali di sempre

Quest’anno non c’è stato il record del mondo dopo l’incredibile gara dell’edizione del 2020 quando Kibiwott Kandie migliorò il primato con 57’32” trascinando altri atleti al di sotto dei 58 minuti.

Rhonex Kipruto, terzo nell’edizione del 2020, si è confermato sul podio arrivando a due soli secondi dal vincitore. Kipruto (campione del mondo under 20 a Tampere nel 2018 sui 10000 metri e bronzo ai Mondiali di Doha 2019 sulla stessa distanza) ha stabilito il secondo miglior crono della sua carriera dopo il 57’49” realizzato sempre a Valencia lo scorso anno.

La gara maschile ha fatto registrare sette tempi al di sotto dei 59 minuti e dieci prestazioni inferiori ai 59 minuti e 30 secondi. Il keniano Daniel Mateiko si è classificato al terzo posto in 58’26” (oltre un minuto di miglioramento) battendo di due secondi il keniano Kennedy Kimutai.

Seguono nell’ordine Philemon Kimutai (58’34”), il due volte campione del mondo dei 5000 metri Muktar Edris (58’40”), Mathew Kimeli (58’43”), Kelvin Kiptum (59’02”), Rodgers Kwemoi (59’16”) e Felix Kipkoech (59’28”). Il migliore degli europei è stato il tedesco Amanel Petros in 1h00’09”.

Cesare Maestri si è classificato ventiquattresimo in 1h02’25” migliorando nettamente il precedente record personale di 1h04’48”.

Cesare Maestri: “Sono davvero contento perché tra infortuni e pandemia non ero riuscito a fare una mezza maratona. Puntavo a scendere sotto l’ora e tre minuti. Sono passato all’incirca in 29’40” al decimo chilometro e ho anche percorso un tratto insieme alla prima donna che stava volando verso il record del mondo, poi l’ho staccata.

Soltanto una settimana fa ho saputo che c’era questa possibilità e l’ho colta al volo, senza troppi allenamenti specifici sulle gambe”.

Cesare Maestri (foto Gulberti)
Cesare Maestri (foto Gulberti)

Record europeo di Bashir Abdi

Il trentaduenne belga di origini somale Bashir Abdi ha demolito il primato europeo nella NN Rotterdam Marathon con lo straordinario tempo di 2h03’35” nella gara targata World Athletics Elite Label con un attacco decisivo al 35 km.

Abdi ha battuto anche il record del percorso detenuto da Marius Kipserem con 2h04’11 dall’edizione del 2019 e la migliore prestazione su suolo olandese. Settimana scorsa Tamirat Tola aveva corso il crono più veloce mai realizzato in questo paese vincendo ad Amsterdam in 2h03’39”.

Abdi è diventato il primo atleta europeo a scendere sotto le 2h04’. Più di due mesi fa ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo nella gara vinta da Eliud Kipchoge. Prima di Abdi soltanto un altro maratoneta belga Karel Lismont vinse una medaglia alle Olimpiadi con il bronzo conquistato a Montreal nel 1976.

Bashir è nato ad El Alfeyn in Somalia e si trasferì in Gibuti all’età di otto anni con la famiglia. Trascorse un anno e mezzo in questo paese prima di trasferirsi in Belgio. A 16 anni iniziò a correre al Racing Club Gent Athletics seguendo l’esempio del fratello.

Abdi è sposato e ha una figlia Kadra, nata nel 2018, e un figlio Ibrahim, nato nel 2020. E’ vice presidente di un’associazione no profit che organizza attività sportive per bambini nel dopo scuola a Gand.

Abdi ha tolto 40 secondi al primato europeo detenuto dal turco di origini keniane Kaan Kigen Ozbilen, che realizzò 2h04’16” a Valencia due anni fa.

Sale al quattordicesimo posto delle liste mondiali di sempre davanti al vincitore della Maratona di Londra Sisay Lemma (2h03’36”) e all’ex primatista mondiale Patrick Makau (2h03’38”). Abdi si allena con Mo Farah.

In preparazione alla gara di Rotterdam si è allenato a Font Romeu in Francia. Prima di Rotterdam aveva corso in 2h06’14” a Chicago e in 2h04’49” a Tokyo nel Marzo 2020 poco prima della pandemia.

Bashir Abdi: “Gli spettatori sono stati fantastici. Mi hanno motivato moltissimo. Avevo la pelle d’oca. Mi hanno incitato per tutta la gara gridando il mio nome trascinandomi verso il traguardo. Ho ripagato il loro sostegno con il record europeo. Per me Rotterdam è come casa mia. Sono felice di aver percorso da solo l’ultimo tratto del percorso, anche se l’ultimo chilometro sembrava durare 5 km”.

Bashir Abdi (foto Getty Images)
Bashir Abdi (foto Getty Images)

Marius Kipserem ha tagliato il traguardo al secondo posto in 2h04’04” scendendo a sua volta al di sotto del record del percorso da lui stesso stabilito in occasione della vittoria a Rotterdam nel 2019 con 2h04’11. L’etiope Dawit Wolde ha completato il podio chiudendo al terzo posto in 2h04’27” con quasi un minuto di vantaggio su Kipruto (2h05’22”).

Al contrario della gara maschile la competizione femminile è stata totalmente dominata dalla keniana Stella Barsosio, che ha tagliato il traguardo in 2h22’08” con oltre otto minuti di vantaggio sull’ucraina Nataliya Lehonkova (2h30’28”) e sull’altra keniana Bornes Kitur (2h30’41”).

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