Valeria Straneo sfiora il minimo per la sua terza Olimpiade

La maratona di Siena Ampugnano diventa la più veloce di sempre, in Italia, al femminile.

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Una grandissima maratona si è corsa in prima mattinata all’aeroporto di Siena Ampugnano con la gara femminile che ha visto il miglior risultato di sempre, sulle strade italiane, grazie all’impresa della keniana Angela Tanui che, con il crono di 2h20’08, abbatte di oltre due minuti il crono di 2h22’25 ottenuto dalla connazionale Vivian Kiplagat nel 2019 a Milano.

Non riesce, purtroppo, il tentativo di Valeria Straneo, medaglia d’argento su tale distanza ai mondiali di Mosca 2013 e agli Europei di Zurigo del 2014, 45 anni compiuti lo scorso 5 aprile, di ottenere il minimo richiesto di 2h29’30 per la partecipazione alla sua terza Olimpiade, in quanto il suo tempo finale è di 2h30″33.

La primatista italiana si piazza ventesima al traguardo, davanti a Sara Brogiato che firma il record personale con 2h34’24.

Molto veloce, anche se non da miglior prestazione sul suolo nazionale, anche la gara maschile con la vittoria di un altro keniano, Erick Kiptanui con 2h05’47, ma molto veloci anche gli avversari visto che ben tredici atleti vanno sotto le 2h08.

Sfiora il minimo olimpico di 2h11’30 l’azzurro Stefano La Rosa trentesimo in 2h11’42, ma bisogna dire che il suo obiettivo era più ambizioso e sotto potrete leggere le dichiarazioni della vigilia, vale a dire di correre intorno alle 2h10, perché ci sono già ben 4 azzurri che hanno tempi nettamente migliori del minimo, e sarebbe quindi servito un crono più significativo.

Al debutto sulla distanza dei 42,195 chilometri Said El Otmani chiude in 2h13’23 dopo un calo di ritmo nel finale, mentre si migliorano Giovanni Grano 2h13’40 e Daniele D’Onofrio 2h14’07.

Angela Tanui (foto Grana/organizzatori)
Angela Tanui (foto Grana/organizzatori)

Tutti i risultati

La manifestazione è stata organizzata dal Tuscany Camp e dalla Toscana Atletica Futura, in collaborazione con FIDAL, World Athletics e Xiamen Marathon e si è svolta nel rispetto di uno stringente protocollo sanitario.

Grande onore al merito di Valeria che non è comunque andata lontana da quella che sarebbe stata, alla sua età, un’impresa eccezionale a cui teneva tantissimo. Queste le sue dichiarazioni nel dopo gara.

Ho dato veramente tutto e non ho rimpianti, più di così non potevo fare anche se ovviamente c’è un po’ di dispiacere. Ci ho sperato fino al 37esimo chilometro, poi è mancato qualcosa nel finale senza però mollare.

Percorso filante, peccato per il meteo non ideale tra pioggia e umidità, ma ho cercato di rimanere coperta nei tratti più esposti al vento. La preparazione è stata difficile, in questo periodo particolare, e devo fare i conti con l’età.

Ho lavorato al massimo con il mio coach Stefano Baldini e per questo sono comunque contenta. Mi diverto ancora a correre e dopo un po’ di riposo penserò a qualche gara su distanza più breve”.

Valeria Straneo (foto archivio FIDAL)
Valeria Straneo (foto archivio FIDAL)

Come detto sopra anche Stefano La Rosa, che di Olimpiadi ne ha corsa una a Rio nel 2016, non è riuscito nell’intento prefissatosi come da queste sue dichiarazioni prima della gara.

Non vedo l’ora di gareggiare. La preparazione è durata parecchio, ma ora ci siamo. Nei giorni scorsi ho svolto un paio di allenamenti lunghi che mi consentono di partire tranquillo, consapevole di quello che ho fatto.

La maratona è sempre un’incognita e ci sarà da fare attenzione al vento, però vorrei correre forte.

Punto a viaggiare il più a lungo possibile sul passo di 2h10 perché sto lavorando su quei ritmi da diversi mesi, seguendo i programmi di Ruggero Pertile che ho scelto come tecnico all’inizio del 2020 dopo aver vissuto l’esperienza dei Giochi di Rio insieme a lui da atleta”.

Stefano La Rosa (foto archivio)
Stefano La Rosa (foto archivio)
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