Finalmente il ritorno in gara di Massimo Stano

La prima volta del marciatore azzurro dopo gli sfortunati mondiali di Doha 2019

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Massimo Stano è un marciatore azzurro di 29 anni, compiuti lo scorso 27 febbraio, specialista della 20 chilometri per cui ha ottenuto l’8 giugno 2019 il crono di 1h17″45, ottimo tempo in termini assoluti, anche record italiano, che gli varrebbe ampiamente il pass per la partecipazione a quelle che sarebbero le sue prime Olimpiadi.

Il punto è solo che l’ultima apparizione agonistica di Massimo risale alla notte afosa e sfortunata del 4 ottobre 2019 quando, durante la gara dei Campionati Mondiali di Doha, l’atleta che partiva con ottime possibilità di podio, ricevette tre cartellini rossi in pochissimi minuti, che lo costrinsero a un stop forzato di 2 minuti nella penalty zone, come da regolamento per quella manifestazione, e il conseguente abbandono di ogni speranza di piazzamento nelle prime posizioni, alla fine fu 14esimo.

Da allora per il marciatore, tra pandemia e qualche problema fisico, una fastidiosa periostite alla tibia sinistra, nessuna competizione, ma adesso è il tempo per dimostrare quell’indispensabile efficienza fisica necessaria per poter salire sull’aereo per il Giappone.

Come diceva Michael Jordan in Space Jam… vediamo se mi ricordo ancora come si fa”.

Questa la simpatica battuta di Stano che è pronto per gareggiare domenica mattina dalle 10.15, nello scenario delle Terme di Caracalla, allo Stadio Martellini di Roma, per un 10000 metri di marcia su pista, terza prova dei Campionati di Società che si snodano su tre sedi, con Bergamo e Acquaviva delle Fonti (Bari) oltre alla Capitale.

In ogni caso, nel periodo di forzato fermo agonistico, per Massimo anche l’enorme gioia di essere diventato padre della piccola Sophie, venuta al mondo in febbraio.

Tutte le sue dichiarazioni alla vigilia del debutto stagionale

Magari è una coincidenza, o forse no, però proprio in quei giorni ci siamo resi conto che anche gli allenamenti stavano cominciando a girare per il verso giusto. È stato un periodo pieno di emozioni.

Alla fine della scorsa estate mi sono fermato, quattro mesi senza marciare, fino alla metà di gennaio. Non avevo particolare fastidio ma è spuntata questa periostite: parliamo della tibia già operata in passato per una microfrattura.

È un mio punto debole, per questo ci siamo allertati. Così per i successivi mesi ho svolto soltanto lavoro alternativo, tra cardiofitness in palestra, attività in piscina e mountain bike.

Con il mio coach Patrizio Parcesepe abbiamo ripreso a marciare gradualmente, usando anche dei plantari ammortizzanti in entrambi i piedi, senza affrettare il recupero e sempre attenti a sbagliare il meno possibile.

Voglio rivivere le sensazioni della gara, riprendere confidenza anche con quella ‘ansietta’ pre-competizione, con la gestione dei giorni precedenti e del giorno stesso. È questo l’obiettivo di domenica.

Non guarderò il tempo, non è un problema se esce un crono che non è nei miei canoni.

Non volevo debuttare direttamente agli Europei a squadre senza fare un test. A Podebrady il contesto internazionale aggiungerà altri stimoli per il ritorno ai massimi livelli e probabilmente sarà l’ultima gara prima della 20 km olimpica di Sapporo.

Il giapponese? Certo, continuo a studiarlo, una paginetta al giorno non me la toglie nessuno”.

Massimo Stano (foto Colombo/FIDAL)
Massimo Stano (foto Colombo/FIDAL)
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