Jacobs passa l’esame di maturità e prenota la finale olimpica

Nella serata di Montecarlo Tortu in ripresa e Tamberi poco convincente

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Nella tappa monegasca di Diamond League, straordinaria impressione lasciata dal primatista italiano dei 100 metri, Marcell Jacobs, che ottiene un prestigioso terzo posto in una gara ricca di avversari di primissimo piano, tra cui i tre statunitensi sul podio dei recenti Trials Olimpici.

Per Marcell anche il grande crono di 9″99 che lo porta, per la seconda volta nell’anno e in carriera, sotto i 10 secondi, dopo il 9″95 di Savona, ma il valore di questo tempo è ben maggiore in quanto ottenuto con quasi totale assenza di vento ma, soprattutto, in un contesto che avrebbe potuto essere da finale olimpica a cui da ieri sera, senza troppe riserve, il velocista azzurro punta con anche, ormai, qualche aspettativa maggiore.

Il suo grande avversario, da anni, Filippo Tortu, non è stato all’altezza delle sue migliori prestazioni, chiudendo la gara in settima posizione con 10″17, ma la sua gara non va ritenuta negativa in quanto è apparso in crescita rispetto alle precedenti uscite, anche se ha ancora dei piccoli problemi nella fase lanciata della corsa che, da sempre, è stata la sua grande forza agonistica.

Per l’ex primatista italiano dei 100 metri, in ogni caso, ci sono ancora tre settimane per sistemare i dettagli e presentarsi a Tokyo, suo obiettivo dichiarato dall’inizio dell’anno, con l’intenzione di puntare alla grande finale olimpica.

Dei tre azzurri di spicco impegnati ieri sera i dubbi maggiori li ha forse lasciati Gianmarco Tamberi, il primatista italiano di salto in alto che, nell’ultima gara prima dei giochi a cinque cerchi che sogna da 5 anni, dopo lo sfortunatissimo incidente proprio di Montecarlo 2016, che gli precluse i precedenti, non è riuscito a far meglio di 2,21 saltato alla seconda prova e questo, unito anche a una crescente, manifesta preoccupazione dell’atleta, espressa negli ultimi tempi, non lascia ben sperare pur se la classe e la grinta di Gimbo non conoscono confini, specie nelle situazioni più importanti.

Gianmarco Tamberi (foto Grana/FIDAL)
Gianmarco Tamberi (foto Grana/FIDAL)

Vediamo dunque nel dettaglio quanto accaduto ieri sera.

100 metri

La gara la vince lo statunitense Ronnie Baker in 9″91, davanti al sudafricano Akani Simbine 9″98 e a Jacobs.

L’elenco dei battuti è da brividi: il canadese André de Grasse è quarto con 10″00, l’altro statunitense Trayvon Bromell, il vincitore dei Trials (9″77 quest’anno) è quinto in 10″01, Fred Kerley sesto in 10″15 davanti a Tortu che chiude davanti a Jimmy Vicaut che, in ogni caso correva sub iudice per una falsa che, poi, lo ha messo definitivamente fuori classifica.

Dopo la prima falsa appunto del francese, all’avvio giusto Baker coglie l’attimo, approfittando di un cattivo start di Bromell. Jacobs, all’esterno, centra un’ottima partenza, accelera come sa, e si lancia all’inseguimento, dando l’impressione anche di risalire nei metri conclusivi.

Filippo Tortu (foto FIDAL)
Filippo Tortu (foto FIDAL)

Salto in alto

Nella brutta serata di Gianmarco Tamberi vince il russo Akimenko davanti a Lovett, mentre l’altro azzurro Marco Fassinotti chiude all’ultimo posto con 2,21 ma con un errore più di Gimbo.

1500 metri donne

Li vince la keniana Faith Kipyegon in un fantastico 3’51″07, quarta prestazione mondiale di sempre, a un secondo esatto dal record del mondo, il 3’50″07 realizzato dall’etiope Genzebe Dibaba su questa stessa pista nel luglio 2015.

Kipyegon segue il ritmo delle lepri e, nella parte conclusiva, dell’olandese Sifan Hassan; ai 150 metri però la keniana produce l’azione conclusiva, lasciando l’avversaria praticamente sul posto (per lei, un comunque eccellente 3’53″60).

400 ostacoli

Dopo l’incredibile 46″70, la cifra del record del mondo dei 400hs, realizzato ad Oslo appena otto giorni fa, Karsten Warholm mette a segno un altro tempo eccezionale, fermando il cronometro a 47″08.

Anche a Montecarlo avvio da centometrista, ma, rispetto alla serata norvegese, qualche difficoltà in più a tenere il ritmo tra l’ottavo ed il nono ostacolo, finendo in ogni caso a ridosso dei 47 secondi netti con, dietro di lui, ancora in evidenza il brasiliano Dos Santos, secondo con 47″51.

Karsten Warholm (foto World Athletics)
Karsten Warholm (foto World Athletics)

1500 metri maschili

Il keniano Timothy Cheruiyot vince in 3’28″28, miglior tempo al mondo quest’anno, trascinando lo stupefacente spagnolo Mohamed Katir al primato nazionale in 3’28″76 e altri due atleti al di sotto dei 3’30: il norvegese Jakob Ingebritsen, 3’29″25, e l’australiano Stewart McSweyn, che con 3’29″51 firma il primato continentale d’Oceania.

800 metri donne

La britannica Laura Muir fa uno straordinario rettilineo finale, uscendo in terza corsia, e vince con il personale di 1’56″71 al termine di una gara tutta di rimonta.

Seconda, sempre con personal best, l’altra britannica Jemma Reekie (1’56″96), con la statunitense Kate Grace, terza, in grado di migliorarsi a 1’57″20. La cubana Almanza, nona, chiude in 1’58″51 a testimoniare il valore della gara.

800 uomini

In otto corrono al di sotto dell’1’45, in scia al sensazionale 1’42″91 di Nigel Amos che in volata beffa il keniano Emmanuel Korir (secondo in 1’43″04) e il canadese Marco Arop (terzo in 1’43″26).

200 femminili

La sfida nello sprint al femminile tra la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce e la bahamense Shaunae Miller-Uibo la vince quest’ultima in 22″23.

Sul traguardo tra le due si inserisce anche l’ivoriana Marie José Ta Lou, che finisce ad un soffio dalla vincitrice, 22″25 con la Fraser che fa 22″48.

Shaunae Miller-Uibo (foto World Athletics)
Shaunae Miller-Uibo (foto World Athletics)

Salto triplo donne

Il triplo conferma lo straordinario momento della venezuelana Yulimar Rojas, che plana a 15,12  non lontano dal 15,43 della sua miglior prestazione mondiale dell’anno (a sua volta, distante soli sette centimetri dal record del mondo, il datato 15,50 di Inessa Kravets).

La gara però, per il regolamento Diamond League, la vince la giamaicana Ricketts, unica ad ottenere una misura valida nel turno finale (14,29, 14,75 nelle prove precedenti).

La Rojas è seconda, mentre il terzo posto se lo aggiudica la portoghese Mamona, autrice del record nazionale con 14,66 (-0.1).

Tre salti per l’azzurra Dariya Derkach: il migliore è il secondo della serie, misurato a 13,81 (-0.1), preceduto da un 13,46 d’apertura e seguito da un nullo.

Dariya Derkach (foto Grana/FIDAL)
Dariya Derkach (foto Grana/FIDAL)

Salto lungo uomini

La miglior misura (8,29) la realizza il giamicano Tajay Gayle, seguito dallo svedese Thobias Montler (8,27), ma entrambi sono preceduti, sempre per il regolamento WDL, dal greco Tentoglu, 8,24 nel sesto e decisivo round.

Filippo Randazzo è sesto con un buon 7,92.

Filippo Randazzo (foto Colombo/FIDAL)
Filippo Randazzo (foto Colombo/FIDAL)

Asta donne

A vincere con 4,90 è Katie Nageotte, unica a superare l’asticella alla quota, mentre la russa Anzhelika Sidorova e la greca Katerina Stefanidi si fermano a 4,80.

Più in basso, purtroppo, si ferma la gara di Roberta Bruni, che colleziona tre errori alla misura d’entrata di 4,50.

Roberta Bruni (foto Colombo/FIDAL)
Roberta Bruni (foto Colombo/FIDAL)

3000 siepi maschile

Confusione per un errore di un giudice che fa erroneamente suonare la campana un giro prima dell’ultimo con alcuni atleti che abboccano e producono lo sprint con 400 metri di anticipo.

Alla fine, nel caos si impone l’etiope Lamecha Girma in 8’07″75 (mondiale stagionale), ma quel che più conta in chiave azzurra è che il romano Ahmed Abdelwahed realizza un altro crono di rilievo, 8’14″86, cogliendo anche un prestigioso sesto posto finale.

Ahmed Abdelwahed (foto FIDAL)
Ahmed Abdelwahed (foto FIDAL)

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