Adaejah Hodge ha vinto la finale dei 200 metri femminili stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con uno strepitoso 21”68 con vento contrario di -0.4 m/s nella quarta giornata delle Finali NCAA sulla pista velocissima di Hayward Field a Eugene. Con questo tempo Hodge ha eguagliato l’ottavo crono più veloce della storia detenuto dalla campionessa mondiale di Tokyo 2025 Melissa Jefferson Wooden e ha sorpassato di una posizione la campionessa olimpica e mondiale Allyson Felix.
La ventenne delle Isole Vergini Britanniche ha cancellato il primato NCAA detenuto da Abby Steiner con 21”80. Hodge è una freshman, termine del gergo sportivo universitario statunitense per definire gli studenti al primo anno di competizioni NCAA.
Shawnti Jackson, figlia d’arte del campione del mondo dei 400 metri ostacoli di Helsinki 2005 Bershawn Jackson, si è piazzata al secondo posto con 22”12 davanti a Camryn Dickson (22”18).
Due giorni fa Hodge ha migliorato il record NCAA sui 100 metri detenuto dal 2019 da Sha’Carri Richardson con 10”75 fermando il cronometro in un clamoroso 10”63 nella semifinale. Quarantacinque minuti prima di vincere la finale dei 200 metri la velocista del team dei Georgia Bulldogs si è dovuta però accontentare del secondo posto nella finale in 10”93 nella gara vinta dalla velocista di Florida State Shene Walker in 10”88. Shawnti Jackson si è piazzata al terzo posto in 11”01-
Adaejah Hodge: “Ho usato la sconfitta nella finale dei 100 metri come un carburante. Sono scesa in pista sui 200 metri con la sola idea fissa in testa di vincere. Questo cambio di mentalità mi ha permesso di correre senza alcuna esitazione o pressione psicologica. Voglio dedicare il successo sui 200 metri alle ragazze più “anziane” del team. Questo titolo è più per loro che per me, perché ho ancora molto tempo davanti a me nel circuito collegiale. Voglio ringraziare la mia allenatrice Caryl Smith Gilbert per la cultura del lavoro”.
Il quartetto di USC ha vinto la staffetta 4×100 femminile sfiorando per tre centesimi di secondo il record NCAA con un eccellente 41”58 in una gara con tre formazioni in grado di scendere al di sotto dei 42 secondi. Il team di Louisiana State University con Shawnti Jackson in ultima frazione si è classificato al secondo posto in 41”74 davanti a Georgia con Hodge in seconda frazione (41”89).
La giamaicana Dejanea Oakley ha vinto la finale dei 400 metri femminili in 48”79 migliorando il record NCAA detenuto dalla connazionale Nickisha Pryce con 48”89 dall’edizione del 2024. Oackley sale al tredicesimo posto nelle liste mondiali all-time. Madison Whyte è scesa al di sotto dei 49 secondi con 48”97 diventando la quarta statunitense di sempre dietro a Sydney McLaughlin Levrone, Sanya Richards Ross e Valerie Brisco Hooks. Per la prima volta nella storia NCAA due atlete sono scese al di sotto dei 49 secondi nella stessa gara.
Dejanea Oakley: “E’ stato importante essere in gara fin dai primi metri. L’obiettivo era aggredire subito i primi 250-300 metri per non lasciare troppo spazio alle rivali. Sul rettilineo finale sono riuscita a trovare un’altra marcia per contenere il tentativo di rimonta di Madison Whyte”.
Hodge e Oakley hanno contribuito alla vittoria di Georgia nella classifica finale a squadre con 50 punti davanti a Florida (43 punti) e Arkansas (38 punti).
La formazione dei Razorbacks della University of Arkansas ha trionfato nella staffetta 4×400 femminile in uno strepitoso 3’18”88 davanti a Georgia (3’20”96) e a Tennessee (3’23”75). Arkansas è arrivata a meno di un secondo dal primato NCAA detenuto dallo stesso ateneo.
L’azzurra Celeste Polzonetti è stata ancora una volta straordinaria classificandosi al secondo posto nella finale dei 100 metri ostacoli in 12”79, a soli cinque centesimi di secondo dal suo record italiano under 23 di 12”74 realizzato nella semifinale di questi Campionati NCAA. Polzonetti è arrivata a soli cinque centesimi di secondo dal record italiano assoluto detenuto da Giada Carmassi con il 12”69 realizzato un anno fa nella tappa della Diamond League di Stoccolma. Polzonetti si era già messa in luce ai West Regionals di fine Maggio correndo in 12”79.
L’ostacolista lombarda gareggia per la Bracco Atletica ed è allenata da Aldo Maggi quando è in Italia. Da due anni vive a Los Angeles dove studia psicologia presso la UCLA University. Difende i colori del prestigioso team di UCLA Bruins ed è seguita dalla campionessa olimpica dei 100 metri ostacoli di Atene 2004 Johanna Hayes.
La portacolori dell’Oregon University Aaliayah McCormick ha trionfato nella finale davanti all’azzurra in un eccellente 12”47 davanti al pubblico di casa. Emma Scales della University of Kentucky, una delle principali favorite della vigilia, ha toccato il decimo ostacolo sbilanciandosi su una barriera e ha invaso la corsia dell’azzurra ostacolandola. Scales è stata squalificata e Polzonetti ha conquistato il secondo posto per sette soli millesimi di secondo sulla terza classificata Janela Spencer, atleta giamaicana di Ohio State. L’altra giamaicana Tonie Ann Forbes si è classificata al quarto posto in 12”80.
Celeste Polzonetti: “Ho trovato fiducia in me stessa. L’ambiente mi ha aiutata. A UCLA ho pista, campus e camera tutti vicini. E’ tutto stratosferico. Mi alleno con le migliori al mondo. Ci sono tanti olimpionici come allenatori ed è molto stimolante. Ringrazio tutti gli allenatori che ho avuto in Italia, ma cambiare allenatore è stata la scelta giusta”.
Ackela Garret, campionessa mondiale under 20 nel 2022 e ora atleta in forza al Team dei South Carolina Gamecocks, ha vinto la finale dei 400 metri ostacoli con il record personale di 53”32 migliorandosi rispetto al secondo posto nell’edizione dell’anno scorso. Amelliah Birdow si è piazzata al secondo posto in 53”60 davanti a Saira Prince (54”36).
Ackela Garrett: “Ero così delusa di me stessa perché sapevo che avrei potuto vincere. Mi ero ripromessa che la prossima volta avrei avuto la corona in testa. Aver realizzato questo sogno significa tutto. La scelta di cambiare ateneo e trasferirsi a South Carolina è stata la cosa più difficile e spaventosa della mia vita. Provo gratitudine nei confronti del mio allenatore Hall. Mi ha permesso di trovare una stabilità interna e di fidarmi di me stessa. Mi ha capita fin dal primo giorno. Dopo l’esclusione dalle finali nazionali dei 100 metri ostacoli sono andata dal coach e gli ho detto: ‘Sto correndo forte, ma non abbastanza veloce, e io voglio quel titolo nei 400 ostacoli a tutti i costi’. Ci siamo seduti a tavolino, abbiamo pianificato i tempi e abbiamo deciso di concentrare la nostra preparazione solo su questa gara. Gli allenamenti da quel momento sono diventati intensissimi, ma hanno pagato”.
La gambiana Sanu Jallow ha conquistato la vittoria negli 800 metri femminili per la University of Arkansas in un eccellente 1’56”35 battendo sia il record collegiale sia il primato degli NCAA Championships detenuto dalla campionessa olimpica di Tokyo 2021 Athing Mu Nikolayev con 1’57”73. Jallow ha contribuito alla vittoria della staffetta 4×400 di Arkansas con una frazione cronometrata in 49”02. Jallow è arrivata alle Finals NCAA con un’idea fissa di battere il record dei college dopo averlo mancato per un solo centesimo ai Regionals NCAA con 1’57”74.
Sanu Jallow: “Sapevo che non volevo semplicemente battere il record NCAA. Batterlo e basta è bello, ma io volevo lanciare un messaggio forte. Volevo lasciare il segno. Attribuisco la capacità di tenere quel ritmo alla perfetta unione tra la mia velocità naturale e la resistenza sviluppata sotto la guida di coach Chris Johnson”.
Hailey Kitching è scesa al di sotto del precedente record NCAA correndo in 1’57”65 in una gara di eccellente livello nella quale altre quattro atlete hanno migliorato il record personale scendendo al di sotto della barriera dell’1’59”.
La keniana Rosemary Longisa, atleta di Washington State, si è imposta sui 1500 metri femminili in 4’12”10 davanti a Salma Elbadra (4’12”89) e a Juliet Cherubet (4’12”99).
L’altra keniana Marion Jepngetich, atleta della University of New Mexico, ha vinto i 5000 metri femminili in 15’13”01 davanti a Mercyline Kirwa (15’13”72) e a Judy Chepkoech (15’14”05). La classifica delle prime sei ha visto cinque atlete del Kenya e una dell’Uganda. Si è confermato il dominio delle atlete africane nelle gare di mezzofondo in questa edizione dei Campionati NCAA. La statunitense Jane Hedengren, campionessa NCAA sui 3000 e sui 5000 metri indoor nel 2026, ha tagliato il traguardo al nono posto in 15’22”88.
Taylor Lovell, atleta junior della Brigham State University, ha trionfato sui 3000 siepi femminili in 9’21”03.
L’olandese Alida Van Daalen, atleta della University of Florida, ha vinto il lancio del disco femminile con 65.98m migliorando il record dei Campionati NCAA detenuto da Cierra Jackson. Van Daalen ha rifilato quasi sei metri di vantaggio su Joyce Oguama, seconda classificata con 59.98m.
La nigeriana Temitope Adeshina, portacolori di Texas Tech, ha conquistato il titolo del salto in alto femminile con 1.96m superando tutte le misure al primo tentativo. La ghanese Rose Yeboah si è piazzata al secondo posto con la stessa misura di 1.96m avendo commesso degli errori. Kya Cook, Ela Velepec e Karsyn Leepec hanno superato tutte la misura di 1.90m.
Shantae Foreman ha vinto il salto triplo femminile con 14.24m con vento a favore di +1.2 m/s precedendo Sharifa Davronova (14.15m) e Destini Smith (12.80m). L’italiana Diarra Sow, studentessa di Minnesota, si è classificata al diciannovesimo posto con 12.80m.









